venerdì 17 luglio 2015

0056 - prodotti erboristici

"Dato che per parlare con Lothar dobbiamo aspettare domattina, seguiamo il consiglio del vecchio. Che ne dite di vedere cosa vendono all'erboristeria?" dice Miodrag.
"Voi andate pure, io ho una commissione da sbrigare" risponde Zigfrid, dirigendosi verso la nave.
Lo spadaccino guarda perplesso Fiona e Delorean, poi scrolla le spalle, attraversa la strada e si dirige verso il negozio.

L'edificio è più grande dell'emporio ed ha un aspetto migliore. Il primo piano è coperto di edera, che copre una piccola tettoia sopra l'ingresso ed avvolge le colonne che la sorreggono. Sulla porta d'ingresso è appesa una ghirlanda di vimini intrecciati, da cui pendono piccole bustine con spezie profumate.
Quando la porta si apre, una campanella dorata emette un tintinnio cristallino. Un'esile elfa dai lunghi capelli neri raccolti in una treccia appare dietro al bancone. "Buongiorno, sono Aisha. In cosa posso esservi utile?"
"Buongiorno" risponde lo spadaccino, "siamo turisti appena sbarcati sull'isola. Ci ha mandati qui il vecchietto dell'emporio".
L'elfa accenna un sorriso. "Ah, il caro Ipa".
"In realtà non è che ci serva niente di erboristico, volevamo solo dare un'occhiata".
"Sicuri? Abbiamo molti prodotti che potrebbero tornarvi utili".
"Tipo?" chiede Fiona, afferrando da una mensola un barattolo di vetro con dentro delle piccole pigne e scuotendolo con delicatezza.
"Posso offrirvi delle sanguisughe di palude per un buon salasso!"
Miodrag sbarra gli occhi ed alza le mani. "No, grazie, il mio sangue è a posto così! Noi dobbiamo entrarci, nella palude... mica ritrovarcela addosso!"
"Ah, siete diretti alla palude? Allora avrete di sicuro bisogno di questo" ribatte la Aisha, recuperando da un mobiletto una piccola boccetta con un liquido verdastro. "E' un unguento contro le punture di insetto".
"Quello ci sarà molto utile!" esclama Fiona, riponendo il barattolo e raggiungendo il bancone. "Quanto costa?"
"Una moneta d'oro a fiala".
"COSA!?!" urla Miodrag. "E' carissimo!"
L'elfa raddrizza la schiena e si fa seria. "Perché è molto efficace. Lo preparo io stessa".
Fiona toglie il tappo di sughero ed annusa l'intruglio. "Ma è un repellente o serve dopo che un insetto ti ha punto?"
"Questo serve a prevenire le punture dei piccoli insetti, se vuole ho una pomata lenitiva contro il bruciore. Viene una moneta d'argento a flacone".
"Una moneta d'oro a fiala... pazzesco!" Miodrag si rigira tra le mani la piccola fiala di repellente, poi fruga in tasca ed appoggia una moneta sul tavolo. "Lo compro, anche se mi pare un furto. Ma se non funziona tornerò per farmi rimborsare!"
"Vedrà che non se ne pentirà" replica l'elfa, facendo sparire il denaro in un borsello.
"Prima parlava di piccoli insetti" dice Fiona, appoggiando la fiala sul tavolo. "Ce ne sono di grandi?"
"Nella palude vivono creature ben più grandi di zanzare e tafani" risponde Aisha, "che possono portare pericolose malattie". L'elfa si volta e recupera da un altro scaffale una fiala in vetro contenente un liquido trasparente. "Per quelle ho un altro rimedio: infuso di abrotano. Costa molto, ma vale ogni moneta".
Delorean fissa l'elfa. "Sta per caso dicendo che questo infuso riduce gli effetti della malattia?"
Un sorriso appena accennato compare sulle labbra di Aisha. "In molti casi ha fatto scomparire del tutto la febbre malarica".
Miodrag si appoggia al bancone e guarda l'elfa con sufficienza. "L'unguento costava una moneta d'oro. Sono curioso di sapere quanto vuole per questo infuso".
L'erborista socchiude gli occhi e ricambia lo sguardo. "Una fiala costa cinquanta monete d'oro".
"Cin... cin..." balbetta lo spadaccino. "E' uno scherzo, vero?"
"A quanto pare, è troppo per le vostre tasche" replica Aisha, riponendo sullo scaffale le fiale.
Delorean alza una mano. "Un momento! Se mi assicura che l'effetto è potente quanto un incantesimo di ristorazione, possiamo parlarne".
"Padre Roland ha usato spesso i miei infusi quando c'era troppa gente da curare. Diceva che assomigliavano molto ai suoi incantesimi, seppur meno efficaci. Chiedeteglielo stasera, quando andrà a cenare alla locanda".
"Se è così buono, allora ne farò scorta" replica il chierico, poi si gira a fissare Miodrag. "E tu non ne avrai manco una goccia".
Lo spadaccino sorride a Delorean e scrolla le spalle. "Sa dirci nulla sui fuochi fatui nella palude?"
"Di sera se ne vedono parecchi in lontananza" risponde Aisha mentre conta le monete d'oro e le ripone in una scatola di legno.
"Solo di sera? Non compaiono di giorno?"
"Sì, ce ne sono anche di giorno. Ma basta starci lontano".
"Ci hanno parlato di un tempio all'interno della palude. Lei ne sa niente?"
"Certo che questa palude vi interessa parecchio! So che ci sono dei resti poco oltre la zona in cui di solito mi fermo io, ma non ho mai sentito parlare di templi. Non so cosa ci sia nel profondo della palude".
"Interessante!" replica lo spadaccino. "Potrebbe accompagnarci fin là?"
"Posso condurvi fino a dove arrivo io di solito, ma non mi spingerò oltre" risponde l'erborista.
"Ottimo!" esclama Miodrag. "Allora torneremo domattina".

giovedì 16 luglio 2015

0055 - stranieri meno simpatici

Miodrag si appoggia al bancone e fissa il vecchio. "E costoro chi sarebbero?"
"Un altro gruppetto di gente che è passata di qua circa una settimana fa" risponde il vecchio. "Ma se ne sono già andati".
"Sono già andati via? Sono rimasti pochissimo!" esclama lo spadaccino.
"Beh, la loro barca non è più in porto. Quindi direi di sì".
"La nave può esser partita anche senza di loro".
Il vecchio risponde con un'alzata di spalle e si rimette a fumare la pipa.
"E chi erano?" lo incalza Miodrag.
"Se non erro, nel mio negozio sono entrati due tizi... ma non so se sono gli unici ad esser sbarcati".
"Solo due? Può descriverceli?"
Ipa si batte sorridendo la testa con il bastone. "Mi spiace. La mia memoria non è più quella di una volta. Posso solo dirvi che voi eravate più simpatici".
Delorean prende in disparte i compagni. "Ci conviene tornare al porto" sussurra, "ci sarà qualcuno che ha visto chi è arrivato".
"Presumo ci sia un registro delle navi che attraccano" sussurra Miodrag. "Almeno sapremo qualche dettaglio in più sulla nave e sul suo equipaggio".
"Ehi, vecchio, c'è un registro delle navi in porto?" chiede Delorean.
"Potete chiedere a Lothar. Lo trovate domani mattina al banchetto di fronte al pontile".
"Grazie mille, ci è stato molto utile" risponde Miodrag. "Ah, quanto vuole per la mappa?"
"Una moneta d'argento".
Lo spadaccino appoggia il denaro sul bancone e raggiunge i compagni che stanno uscendo dal negozio.
"Visitate anche gli altri negozi, mi raccomando! Di questi tempi sono pochi gli stranieri che arrivano sull'isola!" urla il vecchio, mentre la porta si chiude.

mercoledì 15 luglio 2015

0054 - le specialità dell'isola

Shilparam è un piccolo villaggio che si sviluppa lungo la costa, costituito da piccole case a due piani dipinte con colori vivaci, che si succedono l'una accanto all'altra lungo la banchina e lungo l'unica stradina sterrata che si inoltra nell'isola, perpendicolare alla costa e visibile dal pontile, abbastanza larga da lasciar passare due carri affiancati. Il vento fa dondolare le insegne dei piccoli negozi lungo la via e porta alle narici degli avventurieri odore di pesce grigliato.
Miodrag percorre il pontile e si avvicina alla prima casa sul lungomare, dirigendosi verso una donna seduta all'ombra di un pergolato. "Scusi, signora! Sa dirci dove possiamo trovare la locanda?"
Lei alza gli occhi e sorride, mostrando i pochi denti rimasti. "Salute a voi! Siete appena sbarcati, vero? Non si vedono spesso facce nuove. La locanda è in fondo alla via, non potete sbagliare".
Dopo aver ringraziato, il gruppo imbocca la strada principale. Mentre Zigfrid osserva con occhio critico i primi negozi dove alcuni pescivendoli espongono calamari, cernie, polipi e merluzzi adagiati su uno spesso strato di ghiaccio, Delorean viene attratto da una bancarella poco distante, in cui un ragazzo sta friggendo del pesce.
"Quanto vuole per una porzione di pesce fritto?"
"3 monete di rame, signore".
Delorean spalanca gli occhi. "Così poco? Allora dammene due porzioni! Abbondanti!"
"Una porzione anche per me, per favore" aggiunge Fiona, affiancando il chierico.

Mentre i compagni si siedono su una panchina per gustarsi la frittura, Miodrag si dirige all'emporio. E' una piccola costruzione a due piani che porta i segni del tempo: la vernice è scrostata in più punti e l'insegna si legge a malapena.
Accanto all'ingresso c'è un vecchio seduto su una sedia di vimini, che sta fumando la pipa. Il sole ha incartapecorito la sua pelle, rendendola simile al cuoio, ed il suo volto, parzialmente coperto da un cappello, è solcato da una miriade di rughe. "Oh, buongiorno straniero! E' venuto all'emporio del vecchio Ipa!"
"Buongiorno, buon uomo! Come va? Sto cercando una mappa dettagliata dell'isola".
"Ah, una mappa dell'isola!" ripete il vecchio. "Forse dentro ho qualcosina".
L'uomo afferra un bastone e si alza lentamente in piedi, entra nel negozio e si accomoda dietro al bancone. Comincia a frugare in una specie di cestone e ne estrae un rotolo tenuto fermo da un cordino.
"Questo è ciò che mi è rimasto. Spero sia di suo interesse!" dice, stendendo il foglio.
Miodrag guarda la mappa disegnata: l'isola sembra avere una forma corretta, il villaggio di Shilparam è pieno di particolari e sono indicati altri villaggi di due o tre case sulla costa, ma nell'entroterra c'è solo scritto palude. Un tratteggio che indica le tre colline dell'isola e due o tre strade completano il tutto.
"Non ha nulla che abbia qualche informazione in più sulla palude?"
"Mi spiace, ho solo questa mappa" risponde il vecchio, prendendo una boccata di fumo dalla pipa.
Mentre Delorean e Fiona entrano nel negozio, Miodrag osserva meglio la mappa, quindi indica una stradina che parte da Shilparam e si ferma vicino alla scritta palude.
"E questa? Finisce nel nulla?"
"E' una piccola strada di terra battuta che viene usata per raggiungere il limitare della palude e recuperare ciò che ci serve".
"E che cosa c'è di utile nella palude?" chiede lo spadaccino, mentre Delorean e Fiona si avvicinano al bancone.
"Giunchi per realizzare ceste, arbusti che producono mirtilli rossi... volete della confettura di mirtilli rossi?" dice il vecchio, recuperando da sotto il bancone dei vasetti pieni di marmellata.
Delorean prende in mano un barattolo e lo osserva con attenzione. "Ha mai sentito parlare di templi sacri o rovine abbandonate?"
"L'unico tempio è la chiesa di Istishia, qui dietro. Passate a trovare Roland".
"Chi è Roland?" chiede Miodrag, arrotolando la mappa.
"L'unico sacerdote dell'isola. Magari vi dà una benedizione, può sempre far comodo!"
"E dei fuochi fatui che ci dice?"
Il vecchio sembra non aver sentito. Si gratta la barbetta ispida con la mano e, con lo sguardo perso nel vuoto, dice: "E' strano, non siete i primi a chiedermelo".
"Dei fuochi fatui?"
"Fuochi? Che fuochi? No, parlavo delle rovine".

martedì 14 luglio 2015

0053 - arrivo al porto di Shilparam

Zigfrid completa con uno svolazzo l'ultima frase dell'incantesimo. Le parole sulla pagina si accendono di una debole luminescenza, rischiarando la mano e l'espressione soddisfatta del mago. La pergamena che conteneva la formula si sgretola, diventando rapidamente polvere.
Ed anche questo è completo. Zigfrid si asciuga la fronte con la manica della tunica, poi ripone il pennino e chiude la boccetta d'inchiostro. 
Mentre si curva per prendere la custiodia con gli altri incantesimi da ricopiare, un urlo sovrasta il rumore delle onde sullo scafo. "Terra! Terra!"

Miodrag sale sul ponte e raggiunge Delorean e Fiona a prua. L'isola di Bhelani si staglia all'orizzonte, attorniata da isolotti coperti da una folta vegetazione. Una decina di piccole imbarcazioni si muovono pigramente tra le onde, attendendo che le reti si riempiano o che i pesci abbocchino.
Avvicinandosi alla costa, gli avventurieri cominciano a scorgere le case del porto di Shilparam, che sembrano grandi meno di un pollice. Costruzioni colorate a due piani, dal tetto spiovente.
"Finalmente" esclama Delorean, con un sorriso sul volto. "Non ne potevo più di tutta quest'acqua".
"Certo che Shilparam non è un villaggio molto grande..." commenta Fiona. "Non saranno più di una quarantina di case".
"L'importante è che ci sia una taverna dove poter riposare" replica Miodrag, "e che gli abitanti ci possano dare qualche informazione in più sulla Palude dei Fuochi".

La Aleta attracca al porticciolo sotto il sole del tardo pomeriggio. Mentre i marinai ammainano le vele e sistemano le cime, Lizzy si avvicina al gruppo. "Bene, signori. Noi staremo qui per la settimana pattuita. Attenderemo un'ulteriore settimana, in caso non avessimo vostre notizie, poi torneremo a Vaelan".
"Dato che vi paghiamo la permanenza" dice Miodrag, "potreste esplorare le altre isole dell'arcipelago e cercare altri porti in cui potremmo fare affari".
"Siamo al vostro servizio, signori" risponde il capitano sorridendo e facendo un leggero inchino.
"Vi faremo avere nostre notizie! Arrivederci!" grida Delorean, percorrendo la passerella e raggiungendo il pontile. Gli altri sorridono, ringraziano l'halfling e scendono a terra.
"Ah, quasi dimenticavo..." mormora Fiona. "Ehi, Eek!" urla la ladra, poi tira una moneta in alto, verso l'albero maestro. La scimmietta spicca un salto, afferra la moneta e si appende ad una cima.
La mezz'elfa si allontana sorridendo.

lunedì 13 luglio 2015

0052 - la traversata

"Non hai una bella cera, amico" dice Miodrag battendo sulle spalle del chierico, che si aggrappa con tutte le sue forze al parapetto. "Ancora problemi con lo stomaco?"
"Ora va un po' meglio. Fortunatamente il mare è calmo" risponde Delorean con un filo di voce.
"Dovresti bere un po', almeno ti sciacqueresti la bocca dal cattivo sapore" replica ridacchiando lo spadaccino.
Il mezz'orco indica con mano tremante qualcosa di scuro che galleggia in lontananza. "Farebbe la fine del pranzo".
"Eheh... penso proprio di sì. Dimmi una cosa, ma il tappo è ancora sotto coperta?" dice Miodrag, guardandosi attorno.
"Si è chiuso nella cabina del capitano per poter trascrivere le pergamene sul suo libro" biascica Delorean. "Dice che è l'unico posto in cui nessuno lo disturba. Soprattutto Eek".
"Chi?"
"Quella dannata scimmietta".
Miodrag esplode in una risata, attirando lo sguardo di alcuni marinai. "Secondo me Eek ha trovato qualcosa di meglio da fare. Guarda là".
Delorean si gira ed alza gli occhi. Fiona sta scalando il sartiame per raggiungere la scimmia, che sghignazza appesa al pennone. Ad un tratto, la ladra si lancia nel vuoto, afferra una cima e dopo un'acrobazia si appende sull'albero. Tra le sue dita tiene una moneta che scintilla alla luce del sole. "Ora ce l'ho io!" grida Fiona in direzione di Eek, che guarda la sua mano vuota. Con un urlo la scimmia comincia a rincorrere la ladra per la nave.
"Beh, almeno i nostri borselli sono al sicuro" commenta Miodrag, sorridendo.
Un grido richiama l'attenzione dei tre avventurieri, che si radunano sul castello di poppa.
"Affrettatevi a scendere sotto coperta" urla Lizzy, manovrando il timone. "Dobbiamo evitare quel brutto banco di nubi che non promette nulla di buono e qui sopra sareste solo un impiccio". Poi si volta verso alcuni marinai. "E voi, scansafatiche, muovetevi! O vi mando a far compagnia ai pesci!"

"Abbiamo evitato la tempesta" esclama Lizzy, raggiungendo il gruppo che è salito sul ponte per guardare il tramonto. "Vi va un goccetto?" aggiunge poi, scuotendo una fiaschetta.
"Io passo" dice Delorean, mentre gli altri assaggiano il potente alcolico.
Miodrag passa la bottiglia al mago. "A proposito... che ci fai qui fuori, Zigfrid?"
"Con tutti quegli scossoni non riuscivo a scrivere. Quindi ho deciso di prendermi una pausa e respirare un po' di aria fresca" replica l'halfling, bevendo un goccetto. "Ehi, Lizzy. Quanto manca a Bhelani?"
"Ancora quattro giorni di navigazione e poi attraccheremo a Shilparam, l'unico vero porto dell'isola" risponde il capitano, tappando la fiaschetta e dirigendosi verso il timone.

venerdì 10 luglio 2015

0051 - l'unica alternativa

Delorean batte sulla spalla di un marinaio che, seduto su una cassa, sta avvolgendo una cima. "Scusi, mi potrebbe indicare il capitano?"
Il ragazzo si volta. "Cercate Lizzy? E' quella che sbraita sul castello di poppa" dice, indicando un'halfling che sta strigliando a dovere un marinaio. "Spero non vi debba del denaro, perché è già abbastanza arrabbiata".
"Non si preoccupi, non ci deve nulla" lo rassicura il chierico.
"Ok, allora evitate solamente di infastidire la sua amica" replica il marinaio, con un sorriso sghembo.
"Quale amica?" chiede Miodrag.
"Quella arrampicata lassù" risponde il ragazzo, indicando una scimmietta aggrappata all'albero maestro.
"Ottimo, proprio quello che ci voleva" borbotta Delorean, tastando l'equipaggiamento per assicurarsi che tutte le tasche siano chiuse e le cinghie della sacca ben strette.

Il gruppo sale sulla passerella e raggiunge il castello di poppa. Una ragazza halfling, magra nonostante il petto prorompente, sta urlando improperi ad un giovane umano che ascolta a testa bassa.
"Torna a pulire quel dannato ponte! Devo potermici specchiare! E voi che diamine volete?" dice girandosi verso gli avventurieri.
Delorean fa un passo avanti. "Salve, noi stavamo cercando un passaggio per l'isola di Bhelani".
Lizzy si gratta la tempia con la mano sinistra. "Bhelani... ah, l'arcipelago al centro delle Acque Dorate".
"Esattamente" risponde Miodrag.
"E voi volete andare là" commenta l'halfling, pensierosa.
"Sì, abbiamo bisogno di un passaggio per andare sull'isola e poi ritornare qui" spiega il chierico.
"Quanto pensate di restare sulla terraferma?"
"All'incirca una settimana" risponde lo spadaccino.
"Quindi non ha senso muoversi" borbotta tra sé il capitano.
"Scusi?" chiede Miodrag. "Se è necessario, possiamo rimanere sull'isola anche due settimane. Non è un problema".
"Scusate, stavo pensando a voce alta. Ci vogliono due settimane per raggiungere l'arcipelago, quindi non ci sarebbe il tempo per fare due volte la traversata mentre sarete sull'isola" spiega Lizzy. "A noi conviene rimanere ancorati al porto dopo avervi accompagnati. Aspetteremo il vostro ritorno sulla nave".
"Mi pare sensato. Quindi ci può portare?" chiede Zigfrid. "E quanto ci verrebbe a costare?"
"Due settimane di viaggio, una di permanenza e due di ritorno... sì, posso farlo. Vi costerà una moneta d'oro al giorno. A testa, s'intende" esclama l'halfling, con i pugni sul fianco e un largo sorriso sul volto.
"Quindi... per cinque settimane... fanno..." commenta a bassa voce il mezz'orco, con la lingua all'angolo della bocca e lo sguardo perso nel vuoto.
"Sono trentacinque monete d'oro a testa" ridacchia Lizzy. "Facciamo così. Mi pagate la traversata e la prima settimana di permanenza, e poi ci accordiamo sul ritorno".
"Eh, no!" esclamano in coro Miodrag e Delorean.
"Scusate?"
"Questa mi pare la più classica delle truffe! Poi finisce che per il ritorno ci chiedi molto di più!" replica lo spadaccino, fissandola torvamente. "Trentacinque monete d'oro a testa. E se rimaniamo di più sull'isola paghiamo la differenza. Accetti?"
"Ok, ci sto" dice Lizzy, stringendo la mano di Miodrag.
Tutti frugano nei borselli e consegnano l'oro pattuito. Lizzy strabuzza gli occhi. "Fantastico! Non avevo neanche accennato al pagamento anticipato! Portate pure a bordo le vostre cose, gente, io vado ad istruire i miei uomini".
Mentre l'halfling si allontana urlando ordini a tutti i marinai a portata d'orecchio, Fiona guarda gli altri. "Direi che ci è andata di lusso".
"Io andrei a fare scorta di provviste e di equipaggiamento, ma non vorrei che se ne andasse col nostro oro mentre noi siamo al mercato" borbotta lo spadaccino, guardandosi attorno.
"Sto io sulla nave" dice Zigfrid, sbuffando. "Non che sia necessario, ho visto un paio di marinai scendere con un sacchetto tintinnante. Direi che anche loro sono andati a far provviste".

Miodrag, Delorean e Fiona scendono dalla nave e si dirigono al mercato, mentre Zigfrid li saluta appoggiato al parapetto.
"Hai visto? Le mancano le ultime due dita della mano" sussurra lo spadaccino. "Chissà che le è successo".
"Probabilmente gliele ha mangiate la scimmietta nel sonno" commenta la ladra con un sorrisetto.

giovedì 9 luglio 2015

0050 - alla ricerca di un passaggio

Dopo una notte di sonno tranquilla, il gruppo si incammina verso la villa di Bilmin.
"Chissà su che nave viaggeremo" sussurra Miodrag al chierico. "Con tutte le amicizie che ha il nostro caro mecenate, sarà una di quelle grosse. Viaggeremo comodi. Speriamo di avere una cabina a testa!"
"Io spero solo di tenere nello stomaco colazione, pranzo e cena" borbotta Delorean.

"Buongiorno" saluta lo gnomo facendoli accomodare in salotto. "Purtroppo ho cattive notizie per voi".
"Cioè?" dice Fiona, accomodandosi su un divanetto.
Bilmin si gratta la nuca, guardando il pavimento. "Ieri sera ho incontrato alcuni amici armatori ed ho chiesto se qualcuno di loro poteva darvi un passaggio fino all'isola di Bhelani. Nessuno è disposto a far deviare una delle navi dal tragitto abituale, danneggerebbe troppo i loro affari. I favori che mi devono non sono così grossi".
Miodrag si piazza davanti allo gnomo. "Quindi non abbiamo alcun passaggio?"
"Mi spiace".
"Cosa dovremmo fare, adesso?" chiede lo spadaccino, lasciandosi cadere su una poltrona.
Bilmin si alza in piedi, congiunge le mani dietro la schiena e comincia a camminare per il salotto. "Io non conosco tutti gli armatori di Vaelan. Di sicuro c'è una nave disposta a portarvi all'isola". Lo gnomo si ferma ed appoggia le mani sullo schienale di un divanetto. "Vi conviene scendere al porto e chiedere direttamente ai capitani presenti. Sono sicuro che troverete qualcuno disposto ad offrirvi un passaggio".
"Meglio andarci subito, allora" dice Fiona, alzandosi di scatto. "Bilmin, grazie per averci provato".
Lo gnomo sorride imbarazzato. "Purtroppo i miei sforzi non sono bastati. Vi auguro buona fortuna" conclude, accompagnandoli alla porta.

Il gruppo giunge al porto accompagnato dai garriti dei gabbiani e dall'odore salmastro del mare.
I pontili sono gremiti di marinai che stanno sgobbando sotto il sole per caricare casse piene di merci sulle navi in partenza, mentre i capitani urlano ordini e controllano che tutto sia fatto a regola d'arte.
Vicino alle banchine alcune persone attendono pazientemente di poter salire a bordo.
Dopo una breve ricerca, gli avventurieri si riuniscono all'imbocco di un pontile.
Miodrag allarga le braccia. "Nessuno è disposto ad accompagnarci a Bhelani, dicono che non conviene".
"Neanche quelli con cui ho parlato io sono disponibili" dice Fiona, scuotendo la testa. "L'unico passaggio che ho trovato ci costerebbe mille monete d'oro. Più che l'offerta di un capitano, mi pare l'estorsione di un pirata!"
"Scusate" interviene Delorean, attirando l'attenzione con un colpo di tosse. "Quel marinaio lì, Imsh" dice il chierico indicando un grosso mezz'orco che sta trasportando un pesante baule, "mi ha detto che forse il capitano della nave ancorata in fondo al porto può fare al caso nostro. Si chiama Lizzy".
Tutti si girano a guardare la piccola imbarcazione ad un solo albero attraccata al pontile più lontano. Una ventina di marinai stanno sistemando il cordame e lucidando il ponte, mentre una figura minuta si agita sul castello di poppa.
"Tanto vale provare" esclama Zigfrid, avviandosi lungo la banchina.