martedì 28 luglio 2015

0063 - acqua che gorgoglia

"Vado a vedere se è Stybba, voi aspettate qui" dice Zigfrid, poi mormora alcune parole e disegna strane figure con le dita. Lentamente i suoi piedi si staccano dalla barca. Proiettando la sua mente verso l'esterno si spinge in alto e con una traiettoria a parabola raggiunge l'isolotto, dove un ragazzo tremante sta rannicchiato tra gli arbusti.
"Sei Stybba?" chiede ad alta voce il mago, levitando ad un metro dalla soffice sabbia.
Il ragazzo alza lentamente gli occhi e fa un cenno affermativo con la testa.
"Cosa è successo? Che fine hanno fatto i tuoi due compagni?"
"Non... non lo so" balbetta il giovane. "L'acqua gorgogliava e qualcosa ha urtato con violenza la barca. Io sono stato scaraventato oltre la barriera corallina, mi sono voltato e... c'erano pezzi di legno ovunque ed i miei amici erano spariti tra le onde. Mi sono rifugiato qui".
"Ora vedo se è possibile raggiungere la nostra imbarcazione". Zigfrid si volta e comincia a volare a mezzo metro dall'acqua in direzione della barca, scrutando le profondità marine. Il mare oltre la barriera corallina è profondo ed a parte qualche pesce, non si vede nulla.
Dopo aver percorso circa duecento metri, un gorgoglio attira l'attenzione al mago, che rallenta per vedere cosa si muove sotto la superficie. In mezzo al blu del mare comincia a formarsi una figura che sembra avvicinarsi alla superficie. L'acqua si solleva ed appare la bocca aperta di un gigantesco squalo che balza fuori dall'acqua e si chiude sulla gamba di Zigfrid che, colto alla sprovvista, non ha il tempo di alzarsi per evitare l'attacco.

"Avete visto cosa è successo?" urla Fiona, indicando la figura sospesa a mezz'aria.
"Sembrava un grosso squalo" risponde Delorean. "Che facciamo? Ci avviciniamo?"
"Lo stiamo già facendo... la barca si sta muovendo!" esclama Miodrag, girandosi e vedendo il bastone conficcato nel fondale allontanarsi di qualche metro. "Stiamo andando al largo!"
La ladra si sporge e nota che la corrente sta trascinando l'imbarcazione verso il mare aperto. Sotto di loro non c'è più la barriera corallina: non si vede più il fondale e l'acqua comincia ad assumere un tono più scuro.
"Io provo a creare un'esca per lo squalo, voi vedete di fermare la barca" dice Miodrag, estraendo dalla borsa alcune razioni ed un'ampolla di fuoco dell'alchimista. Dopo aver avvolto la carne secca alla boccetta ed aver fissato il tutto con un pezzo di corda, lo spadaccino lancia in mare la piccola palla, che inizia a galleggiare a pochi metri dall'imbarcazione.
Mentre Delorean comincia a remare con un braccio per tornare verso la barriera corallina, Fiona imbraccia l'arco e comincia a cercare qualche traccia della bestia tra i flutti.

Il mostro balza fuori dall'acqua, ma questa volta Zigfrid non si fa cogliere impreparato. Quando la bocca dello squalo sta per chiudersi attorno alle sue braccia, un raggio incandescente esplode dalle mani del mago e ustiona la bocca e la gola della creatura. Nello stesso istante, la ladra scocca una freccia che si conficca sotto la pinna dorsale. I denti riescono solamente a graffiare i polsi di Zigrfid prima che la bestia si inabissi nelle acque rosse di sangue.
All'improvviso un'altra pinna compare vicino alla barca e un secondo squalo cozza contro la fiancata. Fiona e Delorean mantengono l'equilibrio, mentre Miodrag viene sbalzato fuori bordo. L'armatura lo trascina a fondo e lo spadaccino raggiunge in fretta il fondale. Trattenendo il fiato e spingendo con le gambe si erge in piedi. Con suo enorme stupore riemerge, rendendosi conto che in quel punto il mare non è molto profondo: l'acqua gli arriva appena alle spalle, permettendogli di respirare senza fatica e di notare un terzo squalo in avvicinamento. Il mostro aggira la barca e tenta di morderlo ad un braccio, ma i denti si chiudono attorno all'armatura senza affondare nella carne.
Mentre Fiona scaglia frecce contro la bestia, lo spadaccino riesce ad arretrare e ad avvicinarsi alla barriera corallina.

Zigfrid, notando che i suoi compagni sono impegnati con un altro problema, si alza di qualche metro ed attende il ritorno del mostro. Quando lo squalo balza fuori dall'acqua addentando l'aria a pochi centimetri dai suoi piedi, una scarica di dardi parte dalle sue mani e brucia la delicata pelle della bestia, che si reimmerge tra le onde.
Vediamo se è attirato dal movimento sopra l'acqua... L'halfling prende quota, estrae dallo zaino una razione, la lega ad una corda e la fa penzolare a pochi centimetri dall'acqua nel punto in cui lo squalo è balzato fuori. Nessun movimento, nessun gorgoglio.
La testa della creatura emerge tra i flutti poco distante e, con sommo stupore del mago, scandisce una frase in comune: "Resta fin che vuoi nel cielo, prima o poi dovrai scendere. Ed io sarò qui ad aspettarti". Poi la pinna dello squalo si allontana, immergendosi fino a scomparire tra le onde.
Zigfrid rimane paralizzato. Quello squalo riesce a parlare! Poi ripensa a quanto detto dallo squalo e scende di corsa verso l'atollo. Non mi è rimasto più molto tempo. Devo portar via il ragazzo!
"Stybba, è meglio muoversi prima che quel mostro ritorni. Vedo di trovare un passaggio sicuro". Il mago si rialza in volo e si guarda attorno, notando un dettaglio che prima gli era sfuggito: tra i flutti c'è una parte della barriera corallina che si allontana dall'atollo, correndo lungo una specie di lembo di terra.
"Riesci a camminare? Devi percorrere quella piccola via, io sarò subito dietro di te" urla Zigfrid, mentre il ragazzo si alza in piedi e si affretta a raggiungere il punto indicato, poi inizia a camminare con circospezione lungo lo stretto lembo di corallo, mentre il mago vola accanto a lui.

lunedì 27 luglio 2015

0062 - sopra la barriera corallina

Mentre i compagni discutono sulla Rayo de Luna, Miodrag saluta Lothar e si dirige verso la Aleta. Dopo esser salito a bordo, lo spadaccino comincia a chiamare a gran voce Lizzy, che esce dalla sua cabina sistemandosi la maglietta.
"Che c'è? Cosa vuoi a quest'ora del mattino?" chiede l'halfing, stropicciandosi gli occhi.
"Porco demonio mannaro! Non dovreste essere in giro per conto nostro?! Che ci fate ancora in porto?" urla Miodrag. "Non vi paghiamo per starvene in panciolle!"
"E secondo te dovevamo partire di notte? Ieri era troppo tardi per salpare, inoltre abbiamo dovuto rimpinguare le provviste. Saremmo partiti tra un'oretta" replica serafica il capitano.
"Ah, capisco. Sì, è ragionevole" mormora Miodrag, visibilmente imbarazzato.
Lizzy gli fa l'occhiolino. "Vedi che non c'era motivo si scaldarsi tanto?"
Lo spadaccino si gira per andarsene, notando che il resto del gruppo lo sta raggiungendo a bordo, ma improvvisamente si blocca. "Ah, già che sono qui vi do un altro incarico. Un ragazzo è uscito per recuperare del corallo, ma ieri non è rientrato. Dovreste chiedere in porto dove andava ed uscire a cercarlo".
"Mi spiace, la nave e le nostre scialuppe hanno un pescaggio troppo profondo per girare tra gli atolli. Serve una barchetta a fondo piatto".
"Davvero? Non lo sapevo" replica lo spadaccino. "E se ve ne noleggiassimo una?"
"Mancano ancora un paio d'ore all'incontro con l'erborista" interviene Zigfrid, salendo sul ponte. "La tipa della gioielleria ha detto che possiamo raggiungere l'atollo in una ventina di minuti. Possiamo arrangiarci da soli. Loro hanno faccende più importanti da sbrigare".
"Per una volta che potevo delegare..." brontola Miodrag, oltrepassando l'halfling e scendendo dalla nave.

Lo spadaccino precede il gruppo lungo il pontile e bussa alla parete della piccola baracca. "Ehi, Lothar! Quanto costa noleggiare una barca a fondo piatto per navigare tra gli atolli?"
"Cinque monete d'argento al giorno per sei persone, di più se vi serve un'imbarcazione più grande".
Miodrag recupera il denaro dal borsello e lo appoggia sul registro. Il ragazzo annota il pagamento e invita il gruppo a seguirlo. "Sapete come si naviga con uno di questi, vero?"
"Ovvio che sì" afferma spavaldo Zigfrid, seguendo Lothar.
Delorean si gira a guardarlo. "E dove avresti imparato?"
"So lanciare incantesimi, figurati se non so manovrare uno di quei cosi" borbotta il mago, indicando con un gesto la piccola imbarcazione. Delorean scuote la testa, per niente convinto delle parole del compagno.

Il gruppo sale sull'imbarcazione e si dirige a ovest verso gli atolli indicati dalla padrona della gioielleria. Nonostante qualche problema nell'uscire dal porto, con Zigfrid che rischia di scontrarsi con il pontile e di far colare a picco la barca, il viaggio procede spedito. In meno di mezz'ora Fiona, a prua, vede il primo di una serie di piccole isole che emergono dal mare incontaminato. L'acqua trasparente permette di osservare il basso fondale che circonda l'isoletta, dove una moltitudine di pesci nuota tra complesse formazioni di corallo dai molteplici colori.
"Secondo le indicazioni di Brida, il ragazzo dovrebbe essere andato più ad ovest, probabilmente verso quelle isolette laggiù" indica la mezzelfa.
Mentre la barca costeggia un atollo, un pezzo di legno sbatte contro la fiancata. Delorean lo raccoglie ed insieme a Miodrag esamina la tavola. "Dev'essere della barca del ragazzo. E' lo stesso legno della nostra".
"Laggiù!" grida Fiona, indicando un'isola a circa trecento metri, su cui crescono due palme e qualche arbusto. "Mi pare di aver visto la figura di un uomo!"
"Sì, lo vedo anch'io. Deve essere Stybba, ma non c'è traccia dei suoi due compagni" esclama Delorean, ergendosi in piedi.
Zigfrid conduce la barca fino al limitare della barriera corallina, poi pianta il lungo palo nel fondale.
"Perché ti fermi?" chiede Miodrag, girandosi verso il mago.
L'halfling indica un punto in mezzo al mare. "Fermiamoci un momento a riflettere. Cosa ha distrutto l'imbarcazione? Oltre questo punto l'acqua diventa più profonda ed i resti dell'imbarcazione sembrano concentrarsi laggiù".
Tutti si girano a guardare: pezzi di barca galleggiano a circa un centinaio di metri di fronte a loro.

venerdì 24 luglio 2015

0061 - l'undicesimo fuoco

"Cosa hai fatto!?!" sbraita Miodrag, sputacchiando pezzetti di frittella sul tavolo. Zigfrid si toglie una briciola dal sopracciglio senza smettere di leggere il suo libro.
"Ssh! Abbassa la voce" sussurra Fiona, afferrando un biscotto dal vassoio. "Era più semplice che aspettare due giorni".
"Hai trovato qualcosa di interessante?" biascica Delorean, infilandosi in bocca l'ennesimo dolcetto.
La mezzelfa si guarda attorno, poi vedendo che Helcar non è nella sala appoggia sul tavolo il medaglione. Delorean se lo rigira tra le mani, poi lo passa allo spadaccino.
"C'era anche questa lettera" continua Fiona, estraendo un foglio dalla busta. "Parla del tempio. Un certo R ha incaricato questi quattro tizi di trovarlo e recuperare al suo interno un artefatto. C'è anche una specie di poesia che parla di un undicesimo fuoco".
Miodrag dà un'occhiata alla lettera, poi legge a bassa voce le ultime righe: "L'Undicesimo Fuoco illumina la strada verso la salvezza delle vostre anime. Dimostrategli il vostro valore e lui ripagherà i vostri sforzi. Sembra qualcosa di religioso. Delorean, tu ne sai nulla?"
"No" risponde il mezzorco, scuotendo la testa. "Però il simbolo sul medaglione rappresenta due cerchi uno dentro l'altro uniti da undici punte. Probabilmente sono collegati".
Dalle scale scende la mezzelfa che ha consolato il sacerdote la sera prima, si ferma sull'ultimo gradino per squadrare il gruppo, quindi si dirige al bancone e chiama l'oste, che arriva con un bicchiere di latte ed alcuni biscotti, oltre ad un piccolo sacchetto di tela. Dopo aver mangiato in silenzio, afferra il sacchetto ed esce dalla porta senza proferir parola.
"Che tipa strana" commenta Miodrag, quando la porta si richiude. "Se avete finito, possiamo andare a cercare Lothar".

Il sole dell'alba illumina il porto ed alcune nuvole che si rincorrono alte nel cielo. Un paio di gabbiani garriscono striduli volteggiando sopra le poche barche ancorate al porto.
Il gruppo raggiunge il pontile e si dirige verso la piccola costruzione dove dovrebbe lavorare Lothar. A metà strada Miodrag si blocca di colpo. "La Aleta è ancora in porto! Non dovevano uscire in esplorazione?!"
"Prima pensiamo alle informazioni del ragazzo" sentenzia Zigfrid, "poi potrai andare a discutere con Lizzy".
All'esterno della casupola c'è un ragazzo seduto su una panchina che sta leggendo un libro. Quando sente i passi, alza gli occhi e si protegge con una mano dal sole. "Buongiorno, desiderate?"
"Tu sei Lothar, vero?" domanda Delorean, fermandosi a qualche passo da lui. "Sappiamo che sei tu quello che registra le navi in arrivo ed in partenza".
"Sì, perché?" chiede il giovane chiudendo il libro.
"Possiamo sapere quali navi sono attraccate ultimamente? Quattro persone sono sbarcate circa una settimana fa, vorremmo capire con che nave sono arrivate".
Lothar si alza, entra nel gabbiotto, apre un piccolo registro e comincia a sfogliare le pagine. "Ecco qui. La nave che è arrivata una settimana fa si chiama Rayo de Luna, è rimasta al porto per quattro giorni, poi è salpata".
"E da che porto venivano?" chiede Miodrag.
"Non l'hanno detto ed io non l'ho chiesto. Io registro solo il nome della nave, la data dell' arrivo e quella di partenza".
"Sai se si è imbarcato qualcuno prima che la nave partisse?"
"Io non ho visto nessuno. A parte i marinai che hanno caricato le provviste, s'intende".
"Questo è strano" mormora Fiona a Zigfrid. "Sono partiti senza attendere il ritorno dei loro passeggeri".
"Magari si sono imbarcati di notte" replica ad alta voce il mago. "E' possibile?"
"Beh, possono averlo fatto" risponde Lothar. "Di notte il porto non è sorvegliato".
"Male, molto male" commenta sarcastico l'halfling. "E' se qualcuno sbarcasse dal porto di notte ed attaccasse il villaggio?"
"Potrebbe farlo... ma per che motivo? Qui non c'è praticamente nulla da rubare. Solo del pesce e qualche rete. E la pipa del vecchio Ipa" replica sorridendo il ragazzo.

giovedì 23 luglio 2015

0060 - esplorazione notturna

La mezzelfa seduta al bancone fissa con astio il gruppo, poi si alza e raggiunge il sacerdote, sedendosi accanto a lui e cingendogli le spalle con un braccio.
"Siamo riusciti a farci una nuova amica, a quanto pare" mormora Fiona, osservando con la coda dell'occhio la scena.
"Perché, ti importa qualcosa?" replica Zigfrid. "Abbiamo un indizio in più per trovare il tempio".
"Mentre stavate sconvolgendo quel povero sacerdote" si intromette Delorean, "ho sentito una conversazione tra Helcar e quel vecchio. L'oste si lamentava di alcuni tizi che sono scomparsi da cinque giorni e non hanno saldato il conto. Forse sono gli stessi di cui parlava il padrone dell'emporio. Ha detto detto che terrà le stanze ancora per un paio di notti, poi venderà quello che c'è nelle due stanze".
"Ehi! Helcar!" urla Miodrag, sbracciandosi per farsi vedere dall'oste. "Vieni qui!"
L'uomo deposita un paio di birre ad un tavolo e si avvicina. "Complimenti, siete riusciti a far piangere il povero Roland. Che volete?"
"Abbiamo sentito che ci sono dei tizi che non pagano l'affitto delle camere da un po'. Prima di vendere all'emporio quello che trovi nelle stanze, possiamo darci un'occhiata noi? Pagheremo bene".
"Nessun problema" replica Helcar.

La locanda pian piano si svuota ed in breve nel salone rimangono solo i quattro avventurieri. Anche la giovane mezzelfa è uscita, dopo aver lanciato un'ultima occhiata stizzita al loro tavolo. Mentre l'oste comincia a pulire i tavoli e recuperare i boccali, il gruppo sale al piano di sopra per andare a dormire.
La stanchezza fa sprofondare in un sonno pesante tutti tranne Fiona, che rimane vigile e si mette ad ascoltare i rumori della locanda. Ad un certo punto il silenzio viene rotto da un debole cigolio proveniente dal corridoio, seguito dal rumore di una porta che si apre e si richiude e da una serratura che scatta.
La ladra attende immobile per un'altra mezz'ora, finché non sente altro che un sonoro russare. Quindi esce con circospezione nel corridoio, illuminato debolmente dalla piccola fiammella di una lampada ad olio appesa alla parete e comincia ad osservare le porte delle varie camere. Allora, se escludo le stanze in cui dormono Miodrag, Delorean e Zigfrid e le porte con la chiave nella toppa... Cavolo, ne rimangono tre!
Avvicinandosi di soppiatto alla porta senza chiave più vicina, Fiona posa l'orecchio sul legno e trattiene il respiro. All'inizio non avverte nulla, poi dall'interno si sente un debole respiro. Questa è la stanza occupata dall'altro ospite... ottimo!
La ladra si dirige in fondo al corridoio, estrae l'astuccio con il set di grimandelli e con calma forza la serratura della prima stanza. La maniglia gira senza rumore e davanti a lei si para una stanza con due letti, una scrivania ed un armadio. Una breve perquisizione rivela che l'unico oggetto estraneo è un vestito gettato su uno dei due pagliericci. La porta viene richiusa silenziosamente e il chiavistello torna alla posizione originale.
Ora vediamo l'ultima stanza Fiona si china davanti alla toppa ed i suoi attrezzi fanno scattare con un sonoro click la serratura. La mezzelfa si immobilizza, cercando di capire se il rumore possa aver svegliato qualcuno. A parte un colpo di tosse, nulla rompe il silenzio della notte.
Dopo qualche secondo, la porta viene aperta e si richiude alle sue spalle. Quando i suoi occhi si abituano alla debole luce che filtra dal corridoio, lo sguardo della ladra si posa su un piccolo bauletto appoggiato sopra al tavolino. Dopo un rapido controllo in cerca di eventuali trappole, il lucchetto si apre. All'interno c'è solo una lettera ed un medaglione, che Fiona si infila in tasca prima di richiudere il piccolo scrigno.
Ora posso tornare a dormire pensa la mezzelfa, chiudendo la porta e tornando nella sua stanza.

mercoledì 22 luglio 2015

0059 - questione di tatto

Fiona, Miodrag e Delorean ordinano da bere, poi raggiungono Zigfrid che si è accomodato con la bottiglia di vino al tavolo più lontano dall'ingresso.
"Certo che questa locanda è un mortorio" commenta Miodrag, sedendosi sulla panca e guardandosi attorno. "Mi sa che siamo gli unici clienti che quel tipo vedrà stasera".
"Secondo me no, probabilmente la gente del luogo cena a casa e poi viene qui a bere e scambiare due chiacchiere" ribatte Fiona, mentre l'oste appoggia i boccali facendo attenzione a non versare nemmeno una goccia.
"E' esattamente così" si intromette Helcar. "Godetevi questa tranquillità, tra poco non sarete gli unici clienti!"
"So che di solito il sacerdote Roland viene qui la sera per farsi un goccetto" chiede lo spadaccino fermando l'oste per un braccio. "Può dirgli di raggiungerci al tavolo, quando arriva?"
"Nessun problema. Ora scusatemi, ma tra poco comincerà ad arrivare la gente e devo preparare i boccali".
L'oste non fa a tempo a finire la frase che la porta si apre ed appare sulla soglia una ragazza magra in tunica. Entra, saluta con un cenno il barista e si accomoda al bancone.
"Secondo voi chi è? Non l'ho vista in città" sussurra Fiona.
"Di sicuro non è del posto" replica Zigfrid, "guardate la sua tunica. Ed a parte l'erborista, non ho visto altre orecchie a punta".
"Però assomiglia molto di più a te che ad Aisha" commenta Miodrag.
"Orecchie a punta, eh?" mormora la ladra tra i denti, rivolgendosi al mago. "Tu sì che sai trattare le signore, tappo".

In breve tempo, mentre il gruppo osserva la ragazza e discute su cosa fare l'indomani, la locanda si riempie di anziani e di pescatori che si mettono a discutere del numero di pesci catturati e di quanto una volta si pescasse di più.
Mentre un uomo sta illustrando ad un gruppo di increduli amici la forma e le dimensioni del pesce che gli ha spezzato la lenza durante la pesca della mattina, la porta si spalanca ed entra nel salone un mezzelfo dal ventre prominente e con il naso e le gote di un rosso acceso. Al suo passaggio, molti degli avventori alzano i boccali in segno di saluto.
Helcar si avvicina non appena il nuovo arrivato si siede al bancone. "Buonasera, padre! Ti servo il solito?"
"Fammene due, ho avuto una giornata difficile".
L'oste recupera due grossi boccali e procede a riempirli. Il sacerdote ne afferra uno e tracanna una lunga sorsata, pulendosi poi la schiuma con la manica del saio.
"Se non ho capito male, quello è Roland" commenta Miodrag.
"Sarebbe il caso di parlarci prima che sia troppo sbronzo per capire le nostre domande" replica Zigfrid, versandosi un altro goccio di vino.
Lo spadaccino fa un cenno all'oste, che si avvicina al sacerdote e gli sussurra qualcosa. Dopo essersi girato a guardare il tavolo degli avventurieri, Roland si scola quello che rimane del primo boccale, afferra il secondo e si dirige verso il gruppo, lasciandosi poi cadere di peso su uno sgabello. "Salute a voi! Helcar mi ha detto che volevate parlare con me. Di cosa si tratta?".
Delorean si china in avanti per farsi sentire. "Salve, padre. Abbiamo sentito che è lei ad occuparsi della comunità. Probabilmente conosce molto bene l'isola".
"Certo che la conosco bene! E' casa mia!" esclama Roland, battendosi una mano sulla coscia.
"Noi vorremmo informazioni sulla palude e sulle rovine che potremmo trovare al suo interno" interviene Miodrag.
Il sorriso dell'uomo lascia posto ad un'espressione triste, le sue mani si incrociano sul tavolo ed il suo capo si abbassa fino ad appoggiare la fronte sui pollici. "La palude... mi ricorda tanto mio figlio... il mio unico figlio scomparso".
Gli avventurieri si lanciano sguardi perplessi. "Aveva un figlio?" chiede Delorean. "Ed è scomparso? E cosa c'entra la palude?"
Roland alza la testa e comincia a tormentarsi le dita. "Avevo un figlio di nome Valon. Mi aiutava in chiesa come apprendista e si recava spesso alla palude per recuperare alcuni componenti per le mie pozioni. Un anno fa è uscito di casa e non è più tornato".
Fiona si sporge in avanti ed appoggia il palmo sulle mani del sacerdote. "Mi spiace per la sua perdita".
"E' una storia molto triste, davvero" si intromette Zigfrid tamburellando con le dita sul tavolo e beccandosi un'occhiataccia dalla ladra. "Noi però saremmo interessati alla palude. L'ha mai esplorata? Al suo interno dovrebbe esserci un tempio abbandonato, ne sa niente?"
"Mi spiace, non mi sono mai addentrato nella palude" risponde Roland con un tono sommesso. "Però mentre studiavo da novizio ho incontrato durante un viaggio una persona strana che girava con un sacco di libri. Ne aveva uno che parlava dell'arcipelago, quindi gli ho chiesto se potevo leggerlo. All'interno c'era un accenno ad un piccolo tempio abbandonato al centro della palude. C'era scritto che sorgeva accanto ad un enorme albero dai rami contorti".
"Sa qual era la divinità venerata nel tempio?" chiede Delorean.
"Non c'era scritto nel libro, mi spiace" replica Roland, sorridendo debolmente.
"Grazie mille, faremo tesoro delle informazioni che ci ha dato" dice Fiona, rispondendo al sorriso.
"Posso chiedervi un favore?" dice il sacerdote, alzando la testa. "Potreste cercare mio figlio? Forse è entrato nella palude e gli è successo qualcosa".
"Come facciamo a riconoscerlo?" chiede Delorean. "Indossava qualcosa di particolare o aveva qualche oggetto che ci permetta di trovarlo?"
"Purtroppo non ricordo cosa indossasse quando se ne è andato".
"Ha detto che è scomparso da un anno" interviene Miodrag. "Se non è scappato con qualche ragazza, potrebbe essersi inoltrato nella palude, ed ormai sarà sicuramente cibo per vermi".
Zigfrid sogghigna, mentre Fiona e Delorean fulminano lo spadaccino con lo sguardo. Roland impallidisce, la sua mano trema mentre raggiunge il boccale. Tracanna il contenuto in un'unica sorsata, poi si alza e si allontana barcollando verso una panca accanto all'ingresso su cui si lascia cadere.
"Hai il tatto di un elefante, lo sai?" rimprovera Delorean, fissando lo spadaccino che risponde alzando le spalle.

martedì 21 luglio 2015

0058 - il Timone Spezzato

"Di certo non possiamo andare a cercarlo stasera" dice Miodrag, chiudendo la porta del negozio. "Che ne dite di andare alla taverna a parlare con il sacerdote? Magari sa qualcosa del tempio!"
"Mi pare un'ottima idea. Anche perché ho sete" ribatte Delorean, incamminandosi lungo la strada.

La locanda è uno degli edifici più grandi del villaggio e sembra esser stata rimessa a nuovo da poco, anche se in alcuni punti la vernice si sta già scrostando. L'insegna, a cui è appeso un vecchio timone spezzato, cigola mossa al vento.
Fiona apre la porta ed il gruppo entra in un grande salone, arredato con pesci impagliati e quadri di paesaggi esotici appesi alle pareti. Nessun avventore è seduto ai tavoli e l'oste non si vede dietro al lungo bacone.
"Ehi! C'è nessuno? Oste!" grida Miodrag.
"Arrivo!" Un uomo magro, abbronzato, esce dalla porta che dà sulla cucina, si asciuga le mani con un canovaccio e si dirige verso il gruppo.
"Buonasera, gente! Sono Helcar. In cosa posso esservi utile?"
"Ci servirebbero delle camere" risponde Miodrag.
"Preferibilmente singole" aggiunge Zigfrid, poi indica con un cenno del capo Delorean. "Quando il bisonte russa non riesco a chiudere occhio. Sempre che questa bettola ne abbia".
"Non faccia caso a lui" interviene lo spadaccino. "E' una bellissima locanda".
L'oste guarda perplesso l'halfling, poi sorride agli altri avventori. "Grazie per i complimenti, signore. Posso offrirvi camere singole a cinque monete d'argento per notte, oppure quattro se pernottate per tutta la settimana".
"Di certo più economico che a Vaelan" sussurra Fiona a Zigfrid.
"Che ti dicevo? E' una bettola!" replica a bassa voce il mago.
"Intanto prendiamo la camera per stanotte" risponde Miodrag all'oste. "E' inclusa la cena?"
"E' inclusa la colazione, signore. Prendete intanto qualcosa da bere?"
Ad un cenno affermativo di Delorean, Helcar gira attorno al bancone e comincia a trafficare con boccali e bicchieri. "Cosa posso servirvi?"
"Immagino che il massimo che possiate servire è della birra..." dice Zigfrid con aria sdegnata, accomodandosi su uno sgabello.
L'oste squadra il mago. "Ho anche dell'ottimo vino... se ve lo potete permettere".
L'halfling appoggia il borsello sul tavolo. "Come vede, ho di che pagare".
"Bella la sua collezione di monete di rame" sogghigna Helcar.
Zigfrid fissa l'uomo per un momento, poi sogghigna a sua volta. Senza distogliere lo sguardo dagli occhi dell'oste, estrae una moneta d'oro e se la rigira tra le mani. "Lei è abituato al rame, io all'oro".
"Come desidera". Helcar recupera da sotto il bancone una bottiglia impolverata e con tracce di alghe secche, la stappa e versa generosamente.
Un dolce profumo riempie il naso di Zigfrid, mentre porta il bicchiere alla bocca. E' vino elfico! Dove diamine l'avrà trovato?
"Se non c'è niente di meglio, mi accontenterò" commenta l'halfling, sorseggiando il vino.
"Spiacente, la sciacquatura di piatti l'ho finita" replica serio Helcar, poi si rivolge agli altri con un ampio sorriso. "A voi, invece, cosa posso servire?"

lunedì 20 luglio 2015

0057 - un corallo interessante

Il sole è ormai basso ed il villaggio si sta tingendo di toni arancioni quando gli avventurieri escono dal negozio. Guardandosi attorno, notano che Zigfrid sta camminando tra le bancarelle e si dirige verso di loro quando si accorge della loro presenza.
"Dove cavolo ti eri perso?" gli chiede Delorean.
"Avevo dimenticato questo nella cabina del capitano" risponde il mago, agitando la boccetta con l'inchiostro.

Mentre il gruppo cammina accanto ai negozi, Fiona viene attirata da uno scintillio che proviene dalla vetrina di una piccola gioielleria. In mezzo a semplici monili di corallo e conchiglie c'è una splendida collana d'oro con un pendente fatto di un materiale che brilla dei colori dell'arcobaleno. Un cartellino riporta la parola Lakansyel.
La mezzelfa imbocca la porta, seguita dallo spadaccino e dal chierico, e si ritrova in una piccola stanza con alcune vetrine che mettono in mostra vari gioielli appesi a piccole sculture di legno intagliato.
Una signora in carne vestita con abiti sgargianti sta sistemando alcuni gioielli su un cuscino. Quando sente la porta aprirsi, si volta e con un sorriso stanco saluta i nuovi arrivati. "Buonasera, sono Brida. Benvenuti nel mio negozio".
"Buonasera! Ho visto quel bellissimo gioiello esposto in vetrina" inizia Fiona. "Quanto viene?"
"Ah, è interessata al Lakansyel!" replica la signora, prendendo la collana ed appoggiandola sul bancone. "E' un corallo che mi procura mio figlio, cresce in un atollo qui vicino. Viene 20 monete d'oro".
"Meno dell'infuso di abrotano" sussurra Miodrag all'orecchio della ladra.
"Ed a Vaelan sono sicura che potremmo rivenderlo per cinquanta" replica a bassa voce Fiona, poi si avvicina alla signora. "Ha altri gioielli dello stesso corallo?"
"Ci sono anche degli orecchini ed un braccialetto. Purtroppo in negozio non ho altro. Mio figlio stamattina è uscito per recuperare dell'altro corallo, doveva tornare a pranzo ma non è ancora rientrato. Sono molto preoccupata per lui e per i suoi due amici".
"Potremmo andare noi a controllare se sta bene" interviene Delorean. "Sa dirci dove si trova l'atollo?"
Lo sguardo di Brida si illumina. "Sarebbe molto gentile da parte vostra. Di solito Stybba raccoglie il corallo in un atollo poco distante, ma questa mattina ha detto che avrebbe esplorato un'altra zona ad ovest dell'isola".
Miodrag si avvicina al bancone. "Non sono tornati neanche i due amici?"
"No, di solito escono in barca e tornano insieme".
Zigfrid scosta lo spadaccino e si avvicina alla donna. "Se ritrovassimo suo figlio, quanto materiale grezzo potrebbe procurarci? Potremmo fare un accordo commerciale".
"Di solito vendo i gioielli già pronti. Penso che potremmo recuperare in un mese materiale grezzo per un valore di mille monete d'oro".
"Che potremmo rivendere a quattromila, una volta lavorato dagli artigiani della casata" mormora il mago fra sé. "Bene, andremo a cercare suo figlio".