martedì 11 agosto 2015

0073 - i custodi del tempio

Fiona e Miodrag imboccano il sentiero e con circospezione avanzano verso il tempio, seguiti a breve distanza dai due compagni. Nel silenzio che avvolge la radura, il tintinnio delle armature sembra un rumore assordante.
"Guardate quei giunchi, si sono mossi!" mormora la ladra, indicando in mezzo ad una pozza.
"Sarà stato un po' di vento" ribatte lo spadaccino, avanzando verso il corpo. "Piuttosto... al tipo hanno mozzato una gamba".
La mezzelfa si gira a guardare il corpo che con una mano sembra protendersi verso l'ingresso del tempio. La gamba destra è tranciata di netto all'altezza del ginocchio e il pezzo staccato non si vede da nessuna parte.
"Cosa può averlo ridott..." Delorean non riesce a concludere la frase. Dagli stagni ai lati del tempio emergono due alligatori scheletrici che avanzano spalancando le fauci.
Fiona arretra d'istinto ma non riesce a scansare il primo morso, che lacera i pantaloni e segna in profondità la carne. La bocca dell'altro coccodrillo si chiude sul ginocchio di Miodrag, ma i denti stridono contro l'armatura senza provocare danni.
Delorean invoca la benedizione della sua divinità ed un'esplosione di energia positiva investe tutti, curando le ferite della ladra ed estirpando energia negativa dagli scheletri, che per un momento vacillano.
Un raggio bianco parte dalla mano di Zigfrid e colpisce il mostro vicino alla ladra. Alcune costole crollano a terra e lo scheletro inizia ad agitarsi come se stesse soffrendo.
"Voi aiutate Fiona, io penso a questo mucchio d'ossa" grida lo spadaccino, calando la spada sulla testa dell'alligatore, che si spezza in due.
"Vediamo se soffri il caldo, mostro!" La mezzelfa fruga nella borsa, estrae una bacchetta e pronuncia una parola di comando. Una vampata di fiamme esplode in faccia al mostro, che cerca di arretrare per immergersi nell'acqua, ma un'ultima spadata di Miodrag mette fine alla sua esistenza.
"Ricordami di lasciarti avanzare in avanscoperta, la prossima volta" sibila lo spadaccino guardando Zigfrid in cagnesco, poi si china a controllare il cadavere riverso sui gradini. "Potrebbe essere uno dei tizi arrivati prima di noi" mormora tra sé, esaminando il corpo in cerca di indizi ed oggetti.
"Quindi ne rimangono tre" ribatte Fiona.
"Direi di sì" conviene Miodrag. "Comunque questo non aveva nulla, a parte qualche moneta ed un pugnale".

Delorean sale i gradini e si avvicina all'ingresso del tempio. Un freddo innaturale esce dalla porta socchiusa, facendo rabbrividire il chierico. Con una spallata il battente si apre di qualche altro centimetro, permettendo anche al mezzorco di accedere all'interno.
L'interno del tempio è vuoto, a parte un'apertura al centro del pavimento. La poca luce che filtra dalla porta illumina debolmente alcuni gradini in pietra coperti di muschio che scendono nel sottosuolo, perdendosi nell'oscurità.
"Sembra ci siano delle impronte" sussurra Miodrag. "Facciamo attenzione, qualcuno potrebbe tenderci un'imboscata".
"Tanto ci noterebbero comunque" commenta Zigfrid, scuotendo la testa.
"E perché?"
"L'unico che ci vede al buio è il bisonte. Abbiamo bisogno di una fonte di luce". Il mago mormora una parola e posa la mano sull'armatura dello spadaccino, che inizia a brillare.
"Ecco, così va meglio" sghignazza l'halfling.
Miodrag replica con uno sguardo carico d'odio. "Io faccio anche da bersaglio, ma Fiona scenderà per prima. E' l'unica ci può salvarci da eventuali trappole".
"Uffa... sempre a me i rischi maggiori" borbotta la ladra, iniziando a scendere.

lunedì 10 agosto 2015

0072 - il tempio abbandonato di Myrkul

Il gruppo riprende il cammino e si inoltra di nuovo nel fitto della palude. Dopo alcune ore la luce comincia a farsi più fioca.
"Strano, secondo i miei calcoli dovrebbe essere solamente metà pomeriggio" commenta Zigfrid, facendosi largo tra le piante con il bastone.
"La vegetazione in alto si sta facendo più fitta. Probabilmente siamo vicini al centro della palude" replica Fiona.
"Io direi che siamo arrivati" interviene Miodrag, tranciando l'ennesima felce ed indicando di fronte a sé.
Davanti al gruppo si apre una grande radura larga una trentina di metri. Il tetto di rami intrecciati lascia filtrare solo pochi raggi di luce, donando un aspetto inquietante al luogo. Una bassa costruzione in pietra lavica si erge sopra un basamento di marmo nero posto al centro di un piccola montagnola circondata da acquitrini. Le pareti aggettano verso l'interno, dando l'impressione che l'edificio sia emerso dalle profondità della terra. Grossi blocchi di pietra, coperti da muschi e rampicanti, fanno da contrafforte negli angoli. Un unico sentiero in terra battuta conduce al tempio. Tre gradini permettono di raggiungere la porta in metallo brunito, corrosa in più punti dalle intemperie e sovrastata da un enorme teschio di pietra bianca. Le sue orbite, due pozzi colmi di un'oscurità sovrannaturale, sembrano fissare con odio gli avventurieri.
"Direi che questo è il tempio di Myrkul, il defunto dio della morte" bisbiglia Delorean, osservando la tetra costruzione.
"E quello è l'albero che ci ha descritto l'erborista" replica Zigfrid, puntando il dito in alto.
Dietro alla costruzione si erge un possente albero dal tronco contorto i cui rami, carichi di foglie nerastre, si legano alle altre chiome parecchi metri più in alto.
"Avete notato? Uno dei due battenti è aperto" osserva Fiona.
"E c'è qualcosa vicino ai gradini. Sembra il cadavere di un uomo" mormora Delorean. "Che facciamo?"
Zigrid muove un passo verso il sentiero, ma Miodrag lo ferma. "Facciamo prima un giro attorno alla radura. Vediamo se ci sono altre entrate o pericoli".
Sfruttando la copertura degli alberi, il gruppo effettua un rapido giro attorno alla costruzione, senza individuare altri accessi. Un silenzio inquietante grava sulla radura e sembra che nessuna creatura voglia avvicinarsi al tempio.
"Soddisfatto?" borbotta il mago. "Non abbiamo trovato altre entrate".
"Mi chiedo cosa abbia ucciso quel tipo" mormora lo spadaccino, indicando la figura riversa sugli scalini ed osservando le ombre attorno al tempio.
Zigfrid lo guarda con aria di sufficienza. "Basta avvicinarsi per scoprirlo, non credi?"
"Ok, avviciniamoci".

venerdì 7 agosto 2015

0071 - cibo per vermi

Mentre Zigfrid si riposa all'ombra di un albero, Delorean si avvicina al cadavere riverso nella fanghiglia, lo afferra per la caviglia ed inizia a tirare. Il corpo inizialmente si muove, poi si incastra su una radice sommersa. Il chierico, sorpreso dal contraccolpo, finisce di faccia dentro la pozza di fango.
"Che schifo!" esclama il mezzorco, sollevandosi sulle braccia e sputacchiando pezzetti di terra.
"Finalmente anche tu ti farai una doccia" lo schernisce lo spadaccino, mentre la ladra si tappa la bocca con la mano per evitare di ridere.
Mentre Delorean comincia a ripulirsi usando una piccola orazione, Fiona e Miodrag trascinano in secca lo scheletro e si chinano per esaminarlo. Tutta la carne è stata divorata e le ossa, coperte da muffe e piccoli insetti, rimangono legate assieme solo grazie ai tendini. Alcuni brandelli di una spessa tunica sono intrappolati tra le ossa.
"E' preso veramente male" borbotta il chierico, mentre evoca l'ennesimo scroscio di pioggia. "Dev'essere morto da circa un anno".
"Sembra che questa abbia resistito meglio del corpo" commenta la ladra, sfilando dal cadavere una tracolla.
Fiona apre il borsello, scoprendo che anche questo non è rimasto indenne: ricolmo di fango, brulica di vermi e piccoli insetti. Dopo averlo svuotato sull'erba, la ladra nota un riflesso e recupera alcune monete d'oro.
"Non può esserci solo questo!" esclama, frugando sul fondo della borsa. Un oggetto cilindrico si stacca dalla fodera interna e la mezzelfa lo tira fuori trionfante.
"Cos'è?" chiede Delorean, scuotendo la testa per asciugarsi i capelli.
Fiona gratta via le incrostazioni e lo esamina in controluce. "E' solamente una pozione" mormora sconsolata.
"Penso che questo sia più significativo" ribatte Miodrag, strattonando una catenina legata al collo del cadavere. Le fragili maglie si spezzano ed un piccolo medaglione circolare cade per terra, piantandosi in verticale tra due zolle.
Lo spadaccino raccoglie il dischetto e lo pulisce con un po' d'acqua. "Sembra ci sia scritto qualcosa..."
"Si riesce ancora a decifrare o è troppo rovinato?" chiede la ladra.
"Che Istishia ti protegga" legge Miodrag ad alta voce. "E sotto c'è scritto Roland".
"Quindi questo è il figlio del sacerdote!" esclama Fiona.
"L'avevo detto che ormai era cibo per vermi!" ridacchia Miodrag.
"Un po' di rispetto per i morti" brontola Delorean, mormorando poi un breve preghiera per il defunto.

giovedì 6 agosto 2015

0070 - gli abitanti della palude

"Che cosa ti è successo?" chiede Zigfrid ruotando il bacino per far schioccare la schiena.
"Lasciamo stare" brontola Fiona, uscendo dal suo giaciglio e slegando la corda.
"Ieri sera avevate intenzione di costruire una specie di piattaforma, no? Perché sei finita a dormire in un giaciglio appeso agli alberi con le corde?" la incalza il mago con un sorriso malizioso. "Miodrag ha provato a molestarti nel sonno?"
"Ma figurati!" sbotta la ladra. "Devo aver legato male alcune frasche e la struttura ha ceduto. Per poco non mi rompo l'osso del collo".
Delorean si siede sul bordo dell'amaca e si dondola lentamente. "Quell'altro ha anche avuto il coraggio di svegliarmi e chiedermi se potevo dargli una mano".
"Immagino che la tua reazione sia stata compassata come al solito" sogghigna Zigfrid.
"Una doccia fredda ha risolto tutto" replica il chierico, lanciando uno sguardo eloquente allo spadaccino che, appoggiato ad un albero, si sta rispalmando il repellente sul corpo.

Il sole è alto nel cielo quanto il gruppo raggiunge una piccola radura di terra battuta, circondata da grossi massi nerastri e da alberi contorti che crescono sopra scure pozze di fango. Al centro, tra zolle d'erba e cumuli di foglie marce, spunta un cerchio di sassi coperti di muschio, segno di un vecchio accampamento. L'assenza di un tetto di foglie rende l'odore del sottobosco in decomposizione meno forte.
Il gruppo abbandona con circospezione la protezione delle piante e si aggira per la radura.
"Guardate, sembra ci sia qualcosa in quella pozza!" esclama Fiona, indicando un'ombra più scura che spunta vicino ad alcune radici di mangrovia.
La ladra ed il chierico si avvicinano per controllare, mentre il mago e lo spadaccino si sistemano attorno ai resti del fuoco da campo.
"Sembra uno stivale" dice Delorean, osservando la suola che sporge tra le alghe. "Forse sotto l'acqua c'è anche il proprietario".
Fiona raccoglie un bastone spezzato, incide una tacca con il pugnale e si sporge dalla sponda per raggiungere l'oggetto. Muovendo il ramoscello con mano ferma, arpiona la parte superiore e tira verso di sé. La calzatura fuoriesce dall'acqua, portando alla luce uno scheletro coperto di alghe e funghi.
All'improvviso una parte della fanghiglia attorno al cadavere si solleva e due grosse bestie dalla pelle lucida emergono dall'acqua, aprono le bocche irte di denti acuminati e si gettano sui due avventurieri. Una delle due sanguisughe affonda le zanne nella pancia della ladra e comincia a succhiare avidamente il sangue. L'altra aggredisce il chierico alla gamba, attaccandosi con la ventosa e piantando saldamente i denti in profondità.
Mentre Delorean comincia a scalciare furiosamente per liberarsi, Fiona afferra la testa del mostro con entrambe le mani, che affondano nella sua morbida carne, e stringe con tutta la sua forza. La dita affondano quando la pelle si lacera, spruzzando sangue sul terreno circostante. La sanguisuga inizia ad agitarsi in preda al dolore e molla la presa, permettendo alla ladra di estrarre il pugnale e di piantarlo fino all'elsa nella pancia della creatura.
Zigfrid si china a raccogliere un sasso, intanto Miodrag estrae le spade e si getta nella mischia. Con un preciso fendente decapita la sanguisuga aggrappata alla gamba del chierico. Il corpo senza vita ricade nella pozza schizzando fango dappertutto.
Se la smettesse di agitarsi sarebbe tutto più facile pensa il mago, tendendo l'elastico della fionda e mirando all'unico bersaglio rimasto. Un forte ronzare deconcentra l'halfing, che lascia partire il proiettile direttamente tra le scapole della ladra.
"Ahia! Non bastano questi bestioni, ti ci metti pure tu!" urla furibonda Fiona, che scansa l'ennesimo morso della sanguisuga ed affonda il pugnale vicino alla sua bocca. Il mostro sanguina copiosamente, ma non sembra intenzionato a desistere.
"Scusa, mi hanno deconcentrato quelle!" replica il mago, indicando in alto. Una mezza dozzina di piccole creature alate scende in picchiata sul gruppo, bloccandosi a mezz'aria e tentando di pungere con il grosso naso a pungiglione la pelle scoperta degli avventurieri.
"Maledizione, cosa sono questi cosi alati?" chiede Delorean, afferrandone uno con le mani e strappandoselo dal collo.
"Se non sbaglio, sono strigi!" risponde Zigfrid, mentre due bestie affondando il pungiglione nella sua morbida carne. Le pance cominciano a gonfiarsi, assumendo un colorito rossastro.
Il chierico scuote la creatura che stringe nel pugno, poi la getta per terra con violenza e la pesta con lo stivale. Si ode un sonoro schiocco ed una pozza di sangue comincia ad allargarsi sul terreno. "Sono solo grosse zanzare fastidiose!" commenta, correndo dal mago per aiutarlo a liberarsi degli attaccanti.
Miodrag trancia in due un altro strige, quindi si avvicina alla ladra per darle manforte. La ferita sulla pancia di Fiona continua a sanguinare ed una bestia le sta succhiando il sangue dal collo. Mentre la ladra sferra colpi alla cieca con il pugnale per cercare di colpirla, lo spadaccino infilza l'ultima sanguisuga con la lama.
Zigfrid nel frattempo riesce con l'aiuto di Delorean a liberarsi delle ultime due bestie che gli ronzavano attorno. Dopo aver assunto la posizione di guardia, estende le mani: una violenta fiammata polverizza gli ultimi strigi rimasti, lasciando nell'aria un forte odore di carne grigliata.
"La prossima volta che trovi un cadavere, lascialo in pace" esclama il mago, appoggiandosi ad un tronco e lasciandosi scivolare a terra.

mercoledì 5 agosto 2015

0069 - accampamento improvvisato

"Abbiamo sbagliato strada e ci siamo allontanati verso ovest" esclama Fiona, scendendo con agilità da un albero. "Abbiamo perso circa mezza giornata di viaggio".
"Colpa di questa dannata palude" brontola Miodrag, sedendosi su un tronco caduto. "Senza vedere il sole è difficile orientarsi".
"Ormai è il tramonto, conviene accamparci qui e proseguire domani" propone la ladra. "Se continuiamo al buio, rischiamo di farci molto male".
"Soprattutto perché sta anche salendo la nebbia" conclude Delorean, indicando una bassa nebbiolina che avvolge le caviglie ed impedisce di vedere il terreno.
Il chierico recupera l'amaca dallo zaino e la lega a due alberi, poi ci si sdraia sopra e comincia a mangiare avidamente un pezzo di carne secca.
Nel frattempo lo spadaccino libera un tratto di terreno con la spada, srotola il giaciglio e lo distende nello spiazzo appena creato. "A posto!" esclama, sedendosi al centro ed incrociando le gambe.
"Sicuro di volerti accampare per terra?" chiede Fiona.
Miodrag la guarda perplesso mentre estrae una razione dallo zaino. "Perché?"
"Vuoi inaugurare una fiera degli insetti?" replica la ladra, indicando una colonia di formiche che si sta arrampicando sulla coperta, seguita da millepiedi, scarabei ed una miriade di altre piccole bestie.
"Maledizione!" Lo spadaccino salta in piedi, afferra il telo e comincia a sbatterlo per liberarsi delle piccole creature.
Il chierico scoppia a ridere. "Ditemi ora, chi è lo stupido? Acquistare l'amaca è stata una scelta saggia!"
Zigfrid gli lancia un'occhiata truce. "Ripeto che è una spesa inutile" replica con fare sprezzante. Con fatica si arrampica su un albero contorto, quindi appoggia il giaciglio tra il tronco ed uno dei rami più bassi, ci si siede sopra a cavalcioni e si lega con la corda al fusto. "Visto? Non serve altro".
"Non mi pare molto comodo" osserva Delorean con un sorriso sulle labbra.
"L'importante è riuscire a dormire".
Mentre l'halfling ed il mezzorco continuano a battibeccare, Miodrag si avvicina a Fiona. "Dato che dobbiamo dormire anche noi sugli alberi, che ne dici se costruiamo qualcosa di più comodo?"
"Cos'hai in mente?"
"Prendiamo un po' di rami e creiamo una specie di telaio che ci possa sostenere!" esclama lo spadaccino con un sorriso. "Basterà legare gli incroci con queste frasche".
I due cominciano a raccogliere rami e frasche ed iniziano a legare i sostegni, un lavoro che si rivela più lungo del previsto. Dopo un'ora, mentre i compagni stanno già russando sonoramente, la struttura non è ancora pronta.
"Comincio a pentirmi di averti dato retta" borbotta la ladra, fissando l'ennesima giunzione.
"Vuoi smettere ora, dopo tutta la fatica che abbiamo fatto?"
Fiona lo fissa duramente ma non replica.
Dopo un'altra ora di lavoro l'impalcatura è abbastanza larga da permettere di riposare comodamente in due. Vengono stesi i giacigli e la ladra e lo spadaccino, stremati, si sdraiano sulla superficie irregolare, cadendo subito in un sonno profondo.

martedì 4 agosto 2015

0068 - nuotata fuori programma

"Sicuro che stiamo andando nella direzione giusta?" chiede Delorean, guardando il cielo nascosto dalla fitta vegetazione.
"Direi di sì, ma se volete controllo" replica Miodrag.
Gli altri annuiscono all'unisono, quindi cercano un posto dove sedersi per riposare. Lo spadaccino si guarda intorno, individua un grosso albero che potrebbe reggere il suo peso ed inizia la scalata facendosi largo tra il fitto fogliame. Dopo aver superato la zona più intricata e aver raggiunto i rami più alti, Miodrag si aggrappa al tronco e sporge la testa per guardare sopra le chiome degli altri alberi.  Nella variegata distesa di verde, un albero più grosso degli altri dai rami contorti e senza foglie spicca al centro della palude.
Aiutandosi con la corda e facendo attenzione a non scivolare sul muschio, lo spadaccino scende a terra. "Ho visto il grosso albero al centro della palude, quello di cui ci ha parlato Roland. La direzione è corretta. Possiamo proseguire".

Dopo un'ora nella folta boscaglia, il gruppo raggiunge uno specchio d'acqua limacciosa, largo una decina di metri, che taglia in due la palude. I rami più alti degli alberi sulle due sponde si intrecciano al centro, creando una volta che impedisce al sole di filtrare. Alcuni massi emergono dalla superficie dello stagno, completamente coperti di muschio.
Fiona si sporge aggrappandosi ad una radice e saggia la profondità dell'acqua con un bastone. "Decisamente troppo profondo per guadarlo. Dobbiamo trovare un'altra via".
"Saremo costretti ad una lunga deviazione" replica Miodrag, guardando a destra ed a sinistra. "Non vedo passaggi sicuri".
"Se una via non c'è, basta crearla!" esclama Delorean, prendendo in mano l'ascia e cominciando ad abbattere un grosso albero.
Dopo alcuni colpi ben assestati la pianta si inclina e cade, incastrandosi tra i rami contorti di una mangrovia sulla sponda opposta e facendo alzare uno piccolo stormo di uccelli che fugge in tutte le direzioni. Dove prima c'era la chioma dell'albero, ora appare il cielo azzurro.
"Possiamo passare" gongola il chierico, indicando la pianta e facendo un piccolo inchino.
Zigfrid si arrampica sul tronco, si aggrappa con mani e piedi alla corteccia, quindi si trascina fin dall'altra parte dello stagno, scendendo poi con l'aiuto di una corda.
Fiona sogghigna. Usando il ceppo mozzato come trampolino, la ladra spicca un salto e sale sul tronco, quindi si ferma ed allarga le braccia per ritrovare l'equilibrio. Dopo una breve occhiata per individuare eventuali ostacoli, scatta in avanti correndo sul tronco come fosse una passerella e raggiunge in breve l'altra sponda. Con un'agile capriola atterra a fianco del mago, che inizia a fissarla con uno sguardo divertito. "Su chi volevi fare colpo con quelle mosse da acrobata?"
"Suvvia, ogni tanto anche io posso divertirmi, no?" replica la ladra, strizzandogli l'occhio.

Se può farlo lei, anch'io posso riuscirci! pensa lo spadaccino mentre si arrampica sul tronco e si alza in piedi, ondeggiando per cercare di mantenere l'equilibrio. Dopo alcuni passi incerti, si lancia in avanti e comincia a correre lungo il tronco.
E' facile, basta rimanere concentr... D'un tratto il piede destro scivola su una parte di corteccia coperta di muschio. Miodrag tenta di afferrare un ramo, ma manca la presa e piomba in acqua.
"Zigfrid! Lanciagli una fune, presto!" grida Fiona, mentre il compagno annaspa per mantenersi a galla.
Il mago srotola la corda, la fissa ad un albero e lancia l'altro capo in acqua. La mano di Miodrag la afferra proprio mentre il peso dell'armatura lo tira a fondo.

La ladra ed il mago tirano con tutte le loro forze, mentre il respiro dello spadaccino sale in grosse bolle e increspa la superficie dell'acqua, spostando i cumuli di alghe e foglie che galleggiano in superficie. La fune si tende, trascinando il corpo del guerriero verso la riva. Prima affiora un pezzo d'armatura, poi anche la testa ed il tronco emergono dalla superficie limacciosa dello stagno.
Miodrag afferra alcune radici e si issa sulla riva, iniziando a sputacchiare acqua nerastra.
"Se volevi un po' d'acqua potevi chiedere a Delorean" commenta Fiona, togliendogli di dosso alcune alghe.

lunedì 3 agosto 2015

0067 - trappola di fango

Miodrag estrae la spada e si fa strada tra la bassa vegetazione, creando un passaggio per i compagni. Già dopo pochi metri la luce si affievolisce e l'umidità comincia a salire, mentre nugoli di zanzare iniziano a ronzare attorno agli avventurieri.
"Proviamo questo unguento miracoloso" propone Fiona, estraendo dalla tasca la boccetta comprata in erboristeria e cominciando a cospargersi di lozione. Anche gli altri si fermano e si spalmano il repellente.
"Funziona benissimo!" esclama la ladra, notando che gli insetti si tengono a debita distanza. "Vale ogni moneta spesa".
"Alla fin fine il costo non era così elevato" conviene Miodrag. "Dovrò scusarmi con l'erborista".
Il gruppo si addentra tra la vegetazione lussureggiante, tranciando rami e felci con la spada e fermandosi spesso a saggiare il terreno.
"Ma perché vi fermate ad ogni piè sospinto?" sbraita Zigfrid, sbuffando infastidito. "Con il mio sistema si fa prima".
Il mago si sposta in testa alla fila e comincia ad avanzare battendo il terreno davanti a sé con il suo bastone. Gli altri, dopo essersi scambiati alcune occhiate dubbiose, iniziano a seguirlo a breve distanza.
"Visto? Così è più veloce!" esclama l'halfling, saltando una piccola pozza di acqua limacciosa. I suoi piedi atterrano sul terreno asciutto, che per un momento sembra reggere. Poi d'improvviso lo strato superficiale cede ed il fango inghiotte gli stivali, i polpacci e le cosce del povero mago.
Zigfrid comincia ad agitarsi nel tentativo di liberare le gambe, ottenendo solamente di sprofondare fino alla vita. "Aiutatemi, maledizione!"
Mentre Delorean e Fiona si guardano preoccupati, Miodrag si siede su un tronco ed inizia a ridere. "Davvero ottimo il tuo metodo! Sempre che il tuo scopo fosse finire nelle sabbie mobili, anziché di evitarle!"
Zigfrid risponde con una sequela di imprecazioni, nel frattempo la ladra recupera una corda dallo zaino e gliela lancia. Entrambi iniziano a tirare, ma il fango esercita una forte resistenza e rende vano il tentativo di salvataggio.
"Dai qua" ringhia il chierico, strappando dalle mani della mezzelfa la fune. Dopo averla fatta passare attorno al tronco di un albero, il mezzorco con un rapido gesto se la avvolge all'avambraccio e tira con entrambe le mani. I muscoli si tendono nello sforzo mentre la corda comincia a sfregare contro la corteccia. L'inguine di Zigfrid riemerge di pochi centimetri, poi tutti sentono un sonoro schiocco. Zolle di terra volano da tutte le parti quando le radici si sollevano perdendo la presa sul terreno. L'albero frana in avanti e si schianta al suolo, mancando Delorean di pochi centimetri.
"Ma stai cercando di aiutarlo o di ammazzarlo?" esclama ridendo lo spadaccino mentre si alza e si dirige verso l'albero caduto. Con l'aiuto di Fiona disincastra la corda impigliata nelle radici, se la lega attorno alla spalla e, gettando tutto il suo peso in avanti, inizia ad allontanarsi dal mago tra la bassa vegetazione. La figura di Zigfrid riaffiora pian piano dal fango, lasciandosi dietro due profondi solchi.
"Grazie dell'aiuto" borbotta Zigfrid.
"Ritorniamo al vecchio metodo?" ridacchia Miodrag, osservando il mago che schiocca le dita e pronuncia un paio di parole in draconico. La melma comincia a staccarsi dai vestiti e cade a terra con un sonoro splat.
"Bel siparietto" commenta la ladra, lanciando un'occhiataccia all'halfling. "Possiamo rimetterci in marcia o vuoi giocare ancora un po' con il fango?"