mercoledì 11 novembre 2015

0139 - stesura del contratto

"Potrei sapere allora per quale motivo è qui, dato che l'incantesimo non avrebbe dovuto riguardarla?" chiede Zigfrid.
"Vorrei tanto saperlo anch'io" mormora Miodrag, fissando gli occhi neri del mostro.
"Diciamo che sono qui per dare una mano" risponde il diavolo, strofinandosi le mani. "Ovviamente la cosa divertente è che sono venuto di mia spontanea volontà e non sono stato evocato, per cui ho sempre facoltà di ammazzarvi se la cosa mi aggrada".
"Potrebbe farlo" ribatte il mago, "ma noi saremmo più propensi a trovare un accordo".
"Il tuo amico mi pareva volesse vedere uno sbudellamento, poco fa. Potrei fargli vedere quanto più interessante e divertente sia l'evento se le budella sono le sue".
"Era solo una tecnica per intimorire la nostra prigioniera" ribatte lo spadaccino, toccandosi istintivamente la pancia. "Non parlavo sul serio".
"Gesto lodevole, te lo concedo" commenta Alif, ridendo sguaiatamente. "Comunque non farò nulla di tutto ciò, subirei delle spiacevoli conseguenze se mettessi a repentaglio il vostro operato".
Il gruppo si lancia occhiate interrogative, cercando di capire a cosa stia alludendo il diavolo.
"Penso invece che accoglierò la proposta del piccolo halfling. Io non metterò fine alla vostra vita e vi darò le informazioni che state cercando".
"E cosa vuole in cambio? La nostra collaborazione?"
"Non mi servirebbe a nulla, ho già parecchi servitori. Diciamo che per prima cosa mi prenderò l'essenza vitale della vostra prigioniera, che comunque non vi appartiene" esclama Alif, alzandosi in piedi ed avvicinandosi a Nadja.
Sotto lo sguardo atterrito dei tre uomini, il diavolo infila la mano nel petto della donna e ne estrae un globo scuro, avvolto da fulmini bluastri. Dopo averlo osservato con interesse, lo fa sparire sotto il mantello.
"Chiederò qualcos'altro per siglare il contratto" aggiunge sorridendo.
Zigfrid deglutisce, poi prende coraggio ed estrae dalla borsa un foglio di carta ed un pennino. "Mettiamo in chiaro i punti del nostro accordo".
Alif guarda scocciato il pezzo di carta, schiocca le dita e si risiede su una pila di cuscini comparsi dal nulla. "Odio quando voi maghi volete scrivere i termini e le postille del contratto. Preferirei trattare con i tuoi compagni".
"No!" esclama l'halfing alzando le mani. "No, non si può! Non sono abbastanza esperti per poter stilare un contratto con lei".
"Perché no?" chiede Delorean. "Saprei benissimo cosa chiedere!"
"Già, ma non sapresti quali clausole aggiungere per avere salva la vita" ribatte il mago. "Tornando a noi... Lei si impegna a non ucciderci, in più la nostra durata di vita e le nostre condizioni di salute non verranno influenzate da quest'incontro. In cambio lei ci darà tutte le risposte che avrebbe dovuto darci la qui presente prigioniera Nadja".
"Direi che è un buon accordo, per la vostra parte" commenta il diavolo. "Poi?"
"Io vorrei non essere coinvolto in questo patto" esclama Miodrag.
"Non sei citato" lo zittisce il mago.
"So che il tuo amico avrebbe preferito trattare con una succube, glielo leggo negli occhi" mormora Alif. "Vuoi che prenda l'aspetto di una succube?"
"No! Vorrei solo tornare a dieci minuti fa!" balbetta lo spadaccino.
Il diavolo sghignazza divertito. "Davvero è ciò che vuoi?"
"No! No!" grida Zigfrid, agitando le braccia e mettendosi in mezzo tra i due. "Non lo vuole davvero, l'accordo lo deve siglare con me!"
"Peccato. Sarebbe stato divertente".
"Per lei immagino di sì. Torniamo al nostro compenso. Oltre alle risposte, lei ci fornirà un potente artefatto" aggiunge Zigfrid, accennando un sorriso.
"Non avete nulla che possa valere un compenso simile. Mi limiterò a darvi le informazioni di cui avete bisogno".
"Beh, non penso abbiamo altra scelta" ribatte il mago, scrollando le spalle. "Ora dacci le informazioni".

martedì 10 novembre 2015

0138 - il diavolo in persona

Zigfrid conclude la lettura dell'incantesimo, poi getta a terra la pergamena ed incrocia le braccia.
Nadja fissa il mago rimanendo immobile, troppo terrorizzata per muovere un solo muscolo, poi balza sulla panca quando il pavimento all'interno del cerchio si deforma eruttando lava. La stanza si riempie dell'odore di zolfo quando un trono emerge dal suolo. Sopra vi è seduta una figura avvolta in un manto nero, dalla pelle e dai capelli bianchi. Dopo aver lanciato una fugace occhiata all'assassina, che trema per la paura, si volta verso il gruppo all'esterno del circolo.
"Chi osa disturbarmi?" tuona il diavolo, scrutando il volto delle tre figure che lo osservano.
"Mi scusi, sua eccellenza" risponde il mago con deferenza. "L'ho evocata io, il sommo Zigfrid".
"E perché mi hai evocato, piccola creatura mortale?"
"Ho scoperto il suo nome in un antico tomo" dice Zigfrid, "e mi è stato detto che..."
Le parole del mago vengono interrotte da una risata stridula alle spalle del gruppo. Tutti si voltano e vedono una figura appoggiata al muro, avvolto nelle stesse vesti del diavolo evocato. La pelle del suo volto, rossa come il fuoco, è martoriata da piccole escrescenze ossee simili a spuntoni che fuoriescono per parecchi centimetri. I capelli neri brillano alla base e producono fumo come fossero di brace.
"Scu-scusi" balbetta Zigfrid, allarmato dalla nuova presenza. "Salve. Lei dovrebbe essere all'interno del cerchio".
"Insieme a quel fantoccio, frutto della tua fervida immaginazione?" risponde la figura, staccandosi dal muro e raggiungendo il cerchio disegnato col sangue.
"Che succede, tappo?" sussurra Miodrag, preoccupato dallo sguardo sbarrato del compagno.
"Non ne ho la più pallida idea" ribatte l'halfling, sudando freddo.
La creatura osserva attentamente il disegno sul pavimento, poi corregge uno dei simboli. "Così è meglio" commenta tra sé e sé, poi con la punta del piede rompe il cerchio, si avvicina al trono e con un gesto della mano fa scomparire il falso diavolo.
"Posso presentarmi? Sono il magnifico Zigfrid, per servirla" azzarda il mago, facendo un passo avanti.
"Desideri davvero servirmi?" ridacchia il diavolo, fissandolo negli occhi con un perfido sorriso stampato sul volto.
"E' solo un modo di dire".
"Peccato". La creatura si volta verso Nadja, che non riesce a controllare il tremore, e le punta un dito contro. La donna crolla a terra, svenuta.
"Ehm... quella è la nostra prigioniera, dovevamo interrogarla. Posso comunque sapere qual è il suo nome?"
Il diavolo ridacchia e si siede sulla panca. "In un'altra vita, forse. Molti vorrebbero sapere il mio nome. Voi potete chiamarmi Alif, come la prima lettera dell'alfabeto delle vecchie tribù che vivevano in questa terra".
"Capisco" sussurra a denti stretti Zigfrid.
Delorean rimane immobile davanti alla figura che è comparsa nella cella, troppo impaurito per fare qualcosa. Miodrag osserva il diavolo esterrefatto, poi corre alla porta della cella ed inizia a pestare violentemente sul metallo. "Aprite! Vi prego, aprite!"
"E' inutile che ti affanni tanto" esclama Alif, "le guardie lì fuori non possono sentirti. In questa stanza il tempo sta scorrendo molto più velocemente che nel resto del pianeta".
Miodrag osserva atterrito le figure immobili dei soldati di fronte alla porta, quindi si gira e mette mano alle spade.
"Neanche quelle ti serviranno, e comunque non sono qui per uccidervi".

lunedì 9 novembre 2015

0137 - un'idea diabolica

Il mago scende nel sotterraneo e raggiunge i compagni nella piccola stanza delle guardie. "Ho tutto il necessario, ora possiamo far parlare la nostra cara assassina".
"A cosa ti serve quel pollo?" chiede Fiona, osservando il piccolo volatile spennato.
"Adesso vedrai" ribatte Zigfrid, facendo un cenno alle guardie ed entrando nella cella.
Nadja è distesa sulla piccola panca di legno fissata alla parete, con le mani dietro la testa. Quando gli avventurieri entrano volta la testa, poi si alza sorridendo e si massaggia i polsi.
Miodrag osserva le manette aperte sul pavimento, abbandonate al centro della stanza. "Dobbiamo chiamare un fabbro per fissarle meglio".
"Tutto a suo tempo" ribatte Zigfrid, poi sorride alla prigioniera. "Buongiorno, Nadja. Il capitano Morningstar mi ha detto che non vuoi parlare".
Un'alzata di spalle è l'unica risposta che riceve.
"Mentre eri via abbiamo provato a convincerla con le buone" interviene Miodrag. "Sono stato gentile ed educato. Le ho proposto la protezione della Casata della Sabbia, le ho addirittura offerto il nostro aiuto per farla evadere. Tutto inutile, non vuole dirci per chi lavora".
"Molto bene" commenta il mago, prendendo un pugnale dallo stivale e tranciando di netto la testa al pollo. Dopo essersi sporcato le dita con il sangue dell'animale, comincia a tracciare un circolo attorno alla panca, aggiungendo qua e là alcuni simboli arcani.
"Che stai facendo?" chiede Delorean, osservando il comportamento del compagno.
"Ho sempre voluto provare questo incantesimo, ma non se ne è mai presentata l'occasione" commenta Zigfrid, continuando a disegnare sul pavimento ed osservando di tanto in tanto lo sguardo perplesso della prigioniera.
"Quale incantesimo?" chiede Fiona.
"Il capitano Morningstar ci ha detto che Nadja non vuole parlare. Per cui evocherò qualcuno che ci darà le informazioni che vogliamo!" esclama Zigfrid con un largo sorriso. "Tempo addietro ho trovato il suo nome su un libro. Purtroppo ho potuto acquistare solamente un pollo, ma penso che la nostra amica sarà un pagamento gradito per i suoi servigi".
Gli occhi dell'assassina si spalancano quando intuisce le intenzioni del mago. "Non vorrete mica vendermi ad una creatura degli inferi, vero?"
"Brava la nostra ragazza!" esclama trionfante Zigfrid.
"Non potete farlo!"
"Certo che possiamo! E lo faremo" ridacchia il mago.
"Stai scherzando, vero?" esclama Fiona. "Se hai veramente intenzione di evocare un diavolo, io non voglio assistere".
"Guarda che si meriterebbe ben di peggio" ribatte Zigfrid. "I suoi amici sono entrati alla Duna di Zeffiro ed hanno ammazzato Elin".
Tutti si voltano verso il mago.
"Elin è morta?" chiede Delorean.
"Sì, me l'ha riferito il capitano mentre tornavo qui".
"Io non ho obiezioni. Vediamo quanto resiste prima di sbudellarla" esclama Miodrag, appoggiandosi alla parete e godendosi lo sguardo terrorizzato dell'assassina.
"Delorean, almeno tu!" dice la ladra appoggiando una mano sulla spalla del chierico, che fissa duramente la piccola figura che continua a disegnare con il sangue.
"Non ci sono altri modi?" chiede il mezzorco. Quando il mago non gli risponde, si rivolge a Nadja. "Sei ancora convinta di non volerci dire nulla?"
"Io vi dirò tutto quello che volete sapere!" esclama l'assassina, la faccia sconvolta dalla paura. "Non lo fate, vi prego!"
"Questa mi pare una follia" commenta Fiona, afferrando la maniglia ed aprendo la porta. "Non voglio averci niente a che fare. Ed anche tu non dovresti volerlo, Delorean".
Il chierico la fissa per un momento, poi sussurra: "Glielo dobbiamo ad Elin".
Mentre la ladra esce dalla cella, Zigfrid finisce di disegnare sul pavimento e si ferma ad ammirare la sua opera, poi alza lo sguardo e sorride a Nadja. "Ultima possibilità. Chi ti ha incaricato di uccidere Baler, l'erede della Casata Nacmoran?"
"Io... non posso dirvelo perché non lo so" balbetta la ragazza, abbassando lo sguardo.
"Che bugiarda che sei. E dato che non vuoi rispondere alle mie domande, non mi lasci altra scelta" commenta il mago, aprendo la pergamena e cominciando a leggere.

venerdì 6 novembre 2015

0136 - pessime notizie

"Ha detto che non è riuscita a sapere nulla da Nadja, giusto?" chiede Zigfrid, mentre percorre assieme ai compagni il corridoio che porta alle segrete.
Malika annuisce. "Dopo averla curata, abbiamo provato per tutta la notte ad interrogarla, anche con metodi diciamo... poco ortodossi. Non vuole parlare".
"Mi è venuta un'idea, ma ho bisogno di un po' di tempo per prepararmi. Torno tra una ventina di minuti" dice il mago, correndo su per le scale.
"Ma come fate a sopportarlo?" chiede il capitano, osservando la piccola figura sparire oltre la svolta.
"A volte ce lo chiediamo anche noi" ribatte Fiona guardandosi la punta delle scarpe.
Una guardia scende e si mette sull'attenti, poi quando Malika gli fa un cenno si avvicina e le sussurra qualcosa all'orecchio.
"Scusatemi, ho una questione da sbrigare. Potete attendere nella guardiola l'arrivo del vostro compagno" dice la donna, prima di dirigersi insieme al soldato verso le scale.

Zigfrid raggiunge uno dei negozi di magia e ne esce pochi minuti dopo con una pergamena in mano, quindi trova una bancarella e contratta con il mercante per un pollo già spennato. Soddisfatto degli acquisti, si fa largo fra la folla in direzione della Lama della Giustizia. Giunto davanti alla sede della guarnigione, nota il capitano fermo davanti all'ingresso che parla con un drappello di guardie.
"Grazie, fatemi sapere se scoprite altro" dice la mezzelfa ai soldati, poi si volta verso il mago. "Ho una pessima notizia da darti, Zigfrid".
L'halfling scruta il volto impassibile di Malika, poi lancia un'occhiata alle guardie che si stanno allontanando. "Sputa il rospo".
"Voi alloggiavate presso la Duna di Zaffiro, vero?"
"Sì, fino a ieri. Poi ci siamo trasferiti nella nostra nuova casa".
"Mi spiace dirtelo, ma qualcuno si è introdotto nella locanda. Elin è morta".
Lo sguardo del mago si fa duro. "Cosa cercavano?"
"Non lo sappiamo, i miei uomini stanno ancora indagando. Sembra che la nana abbia sorpreso i ladri mentre frugavano in una delle stanze e questi l'abbiano aggredita. E' riuscita ad ucciderne due prima di morire. Poveretta".
"Già, povera Elin. Non meritava di finire così" commenta Zigfrid, distogliendo lo sguardo.
"Ti assicuro che indagheremo a fondo" promette il capitano, mettendogli una mano sulla spalla.
"Grazie. Ora, se non le dispiace, raggiungo i miei compagni. Abbiamo un'assassina da interrogare".

giovedì 5 novembre 2015

0135 - vicolo cieco

"Cerchiamo nella stanza, dovrà pur esserci un altro passaggio" esclama Fiona, tastando le pareti di roccia in cerca di una leva o di un'apertura nascosta.
Dopo essersi assicurato che lo spadaccino riesca a reggersi sulle sue gambe, Delorean si unisce alla ladra nella ricerca, ma dopo una ventina di minuti i due avventurieri non hanno trovato nulla.
"Lasciate perdere, questa è solo una trappola per curiosi" mormora Zigfrid, sedendosi a gambe incrociate sul pavimento ed agitando con il piede il mucchietto di cenere e sparpagliando davanti a sé i frammenti d'osso.
"Abbiamo rischiato la vita per nulla?" chiede Miodrag, battendo sulla roccia dietro all'intelaiatura della porta. "Sei sicuro che questo non sia un portale magico?"
"Ho controllato, è una comune porta di legno incassata nella roccia" ribatte il mago. "Solo non capisco perché sprecare tempo per costruire una struttura del genere al solo scopo di usarla come trappola".
"Probabilmente c'è un modo per passare oltre, ma noi non riusciamo a comprenderlo" azzarda Fiona, appoggiando la schiena alla parete.
"Questa notte ho rischiato due volte di morire" esclama lo spadaccino. "Direi che è più che sufficiente. Torniamo a casa".
"Va bene, va bene" sbuffa il mago, rialzandosi da terra ed uscendo dalla stanza. I compagni lo seguono e si avviano nel lungo tunnel, ripercorrendo i propri passi e sbucando dopo più di mezz'ora nel giardino della villa abbandonata. Dopo il caldo soffocante patito nelle gallerie, tutti accolgono con gratitudine la debole brezza che spira dal mare e che porta alle narici l'odore del mare.
"Domani sistemeremo anche la questione con Amir" esclama Miodrag, dirigendosi verso casa. "Ora ho solo voglia di distendermi a letto e perdere conoscenza".

I rumori della città svegliano Fiona alcune ore dopo l'alba. Il sole sta già cuocendo la città sotto i suoi raggi e la giornata si preannuncia torrida. Scendendo nella sala comune per fare colazione, la ladra trova Delorean intento nelle preghiere del mattino e Miodrag che lava il proprio vestito in un catino. "Attento a non rovinarlo, con tutto quello che ti è costato".
"Penso che il sangue e la sporcizia siano la preoccupazione minore" ribatte lo spadaccino con una smorfia, alzando la camicia e mostrando gli squarci sul petto e sulle maniche.
"Prova a chiedere al tappo se riesce a rammendartela con la magia" ridacchia Fiona, prendendo dalla ghiacciaia una brocca piena di latte e sedendosi al tavolo.
"Vado a svegliarlo" interviene Delorean rialzandosi. "Abbiamo un appuntamento con Malika ed abbiamo dormito fin troppo".
Il chierico torna nella stanza accompagnato dal mago, che appoggia il suo libro sul tavolo e si serve un bicchiere di latte. "Buongiorno a tutti! Io ho già studiato, se voi avete finito le vostre incombenze possiamo muoverci!"
"Come mai sei sempre l'ultimo ad alzarti e poi ci metti fretta per uscire?" chiede Fiona, infilandosi la borsa a tracolla ed afferrando l'arco.
"Perché posso permettermelo" replica Zigfrid con un sorriso sornione. "Sono una persona organizzata, io!"

Malika apre la porta del proprio ufficio e fa accomodare gli avventurieri mentre Amir, seduto su una poltrona, osserva alcune carte con fare svogliato.
"Buongiorno, capo!" esclama Miodrag. "Non ti hanno ancora rilasciato?"
"Stavamo aspettando il vostro resoconto per scagionare del tutto il signor Sandstone" risponde il capitano, chiudendo la porta ed accomodandosi dietro alla scrivania. "A proposito, vedo che vi siete dati una ripulita".
"Abbiamo fatto il possibile" replica Delorean, afferrando uno sgabello e sedendocisi sopra.
Mentre anche la ladra e lo spadaccino si accomodano sulle sedie rimanenti, Zigfrid si appoggia al tavolo e descrive in dettaglio le indagini e gli eventi della nottata, omettendo il secondo viaggio nelle gallerie e l'incontro con il non morto.
"Questa lettera, inoltre" dice Miodrag porgendo a Malika il bigliettino recuperato nel tunnel, "dovrebbe scagionare del tutto il nababbo".
"Direi di sì" ribatte il capitano con un cenno d'assenso. "Signor Sandstone, è libero di andare. E mi scuso per il disturbo che le ho arrecato".
"Non si preoccupi, ha fatto solo il suo dovere" dice Amir alzandosi ed avviandosi all'uscita. "Ora finalmente potrò dormire in un letto che si possa definire tale. Con voi ci vediamo nel tardo pomeriggio, dobbiamo discutere di alcuni dettagli che riguardano la Casata della Sabbia".
"Certo! E faccia buon riposo" esclama Zigfrid, accennando un saluto mentre il nababbo esce dalla stanza e si chiude la porta alle spalle.
"Ora che abbiamo concluso le questioni burocratiche, c'è ancora una faccenda in sospeso" dice Malika appoggiando i gomiti sul tavolo ed afferrandosi la testa con le mani. "La donna che avete catturato è una tipa tosta e si rifiuta di parlare. E' anche riuscita a liberarsi per ben due volte delle manette".
Fiona lancia uno sguardo eloquente a Miodrag, che replica scrollando le spalle.
"Potremmo interrogarla noi, se non le dispiace" propone il mago. "I miei compagni non vedono l'ora di poter scoprire i mandanti di tutte queste attività illecite".
"Non avevo il coraggio di chiedervelo" ribatte il capitano con un sorriso. "Seguitemi, vi accompagno".

mercoledì 4 novembre 2015

0134 - la stanza in fondo al tunnel

"Ma quanto è lungo questo tunnel?" chiede Miodrag. "Stiamo camminando da quasi venti minuti e non abbiamo trovato nulla".
"Avanziamo ancora un po'" ribatte Zigfrid. "Dovrà pur sbucare da qualche parte, questa galleria!"
"Di sicuro sbuca fuori. Quella è una scaletta" osserva Fiona, indicando dei pioli di metallo fissati nel muro di pietra. La ladra si avvicina, controlla che la struttura possa reggere il suo peso, quindi sale e sposta la botola sovrastante. Dopo una veloce occhiata, scende dai compagni.
"Non ci crederete, ma quel passaggio porta ad un parco vicino alla chiesa di Gond" esclama ridacchiando. "Ho visto la cima del tempio".
"Quindi queste gallerie attraversano almeno metà della città" commenta Zigfrid. "Molto interessante. Mi chiedo se il cumulo di casse vicino a dove siamo entrati blocchi altre gallerie".
Delorean copre parzialmente la luce del medaglione per poter scrutare nell'oscurità grazie alla sua vista da mezzorco. "Se vi interessa saperlo, il corridoio termina pochi passi più avanti".
Il gruppo avanza e illumina una porta dalla fattura più recente rispetto alle altre presenti nel tunnel, rinforzata da sostegni e bande di metallo. Fiona tende le orecchie e fa segno a tutti di tacere. "Sentite questo rumore? Proviene da lì dietro".
Tutti si concentrano, ma sembra che solo le orecchie della ladra riescano a percepire il debole suono.
"Una porta installata da poco e non si vedono i cardini" mormora Zigfrid. "E Fiona dice che ci sono rumori dall'altra parte".
"Ormai che siamo qui, direi di aprirla e vedere cosa c'è dietro" dice Miodrag, afferrando la maniglia e spalancando la porta. Dall'altra parte c'è una piccola stanza, completamente spoglia. La sagoma di un'altra porta si staglia sul lato opposto, parzialmente coperta dalla figura di uno scheletro, al cui interno sembra crescere un ammasso di interiora violacee. Due grossi tentacoli avvolgono le ossa delle braccia, mentre un altro più piccolo si fa strada nel cranio ed esce dalla bocca, come una lunga e viscida lingua.
"Avanti, ragazzi! Spacchiamogli le ossa!" urla lo spadaccino scattando in avanti ed affondando la lama nella pancia del non morto, che però si sposta leggermente di lato ed evita il colpo. Un altro saltello gli permette di evitare anche il raggio lanciato da Zigfrid, che rimane a bocca aperta davanti all'imprevisto comportamento della creatura.
Fiona si nasconde dietro lo stipite della porta e scaglia una freccia, ma il dardo gli passa tra le costole e rimbalza sul muro.
I tentacoli sollevano il braccio destro dello scheletro che si abbatte su Miodrag, squarciandogli la camicia ed il petto e facendolo urlare per il dolore. Quando il braccio sinistro si solleva, lo spadaccino ruota il polso e blocca il colpo con la spada, incidendo in profondità l'osso e tranciando quasi di netto il tentacolo.
"Mi sono sempre piaciuti i fegatini con la cipolla" mormora Delorean, afferrando l'ascia e girando attorno allo scheletro per prenderlo alle spalle. Lo scheletro si china ed il colpo sfiora la testa di Miodrag.
"Non è stata una buona idea aprire questa porta" esclama Fiona, scagliando un'altra freccia.
"Io l'avevo detto che volevo andare a dormire!" urla lo spadaccino, roteando le lame e provocando una nuvola di schegge d'osso. Il ghigno sul suo volto sparisce quando le mani scheletriche del non morto si stringono attorno ai suoi polsi e la lingua-tentacolo saetta contro il suo volto. La mente di Miodrag urla al corpo si andarsene, di scappare da lì, ma i muscoli non sembrano rispondere. Rimane immobile, mentre l'immondo abbraccio della creatura lo stringe a sé in una letale morsa.
Devo fare qualcosa o il ragazzino è spacciato pensa Zigfrid, richiamando alla mente uno dei suoi ultimi incantesimi. Un cerchio di fuoco investe il chierico e lo spadaccino ed avvolge la creatura in una spira di fiamme. I tentacoli si incendiano e si ritirano, abbandonando la presa su Miodrag che cade a terra svenuto. Delorean, incurante dei propri capelli che bruciano, aggira l'ostacolo e trascina il compagno lontano dal combattimento.
Lo scheletro si dimena nell'inferno di fiamme e si lancia contro il muro, sbriciolandosi al contatto con il fuoco. Il muro continua a bruciare i resti del non morto fino a consumarli del tutto.
"Per fortuna è ancora vivo!" esclama Delorean, invocando i propri poteri per curare lo spadaccino. Miodrag apre gli occhi lentamente, si guarda attorno e poi fissa lo sguardo su Zigfrid. "Possiamo andare a dormire, ora?"
Il mago sorride, quindi allarga le braccia. "Hai rischiato la vita per raggiungere quella porta ed ora vuoi andartene senza vedere cosa c'è dietro?"
"Aprila e facciamola finita" esclama Fiona, aiutando il ferito ad alzarsi.
Zigfrid sorride alla ladra, quindi si volta ed afferra la maniglia, la ruota e tira verso di sé.
"Maledizione!" urla il mago, colpendo con un pugno il muro di pietra appena oltre la soglia.

martedì 3 novembre 2015

0133 - lezione di storia

"Beholder?" chiede Delorean grattandosi il mento. "E cosa sarebbero?"
"Sono creature malvagie che molto tempo fa invasero questa regione" spiega lo spadaccino. "Hanno assoggettato la città ed hanno governato con il pugno di ferro finché una coalizione di umani non li ha distrutti".
"Ma come parli forbito, ragazzino" lo canzona Zigfrid. "Stai recitando a memoria nozioni che ti ha insegnato Agha, non è vero?"
Fiona tira uno scappellotto al mago, che si afferra la testa simulando un dolore lancinante. "Ahia! Mi hai fatto malissimo!"
"Tu smettila di prendere in giro Miodrag" ribatte la ladra, poi si volta verso lo spadaccino. "Ok, quindi la cassa apparteneva ad una famiglia di beholder vissuta qui più di cento anni fa. Hai detto che sai anche chi ha realizzato questo posto".
"Non posso esserne certo, ma direi che questi tunnel siano stati scavati da un gruppo di dissidenti. Avevano bisogno di organizzare la resistenza all'interno della città e probabilmente si sono rifugiati qui sotto. Queste sembrano scorte di viveri ed armi in attesa di un assedio. Non mi stupirebbe se i tunnel arrivassero oltre le mura della città".
"Il simbolo è stato cancellato con la punta di un pugnale e con cattiveria, quindi potrebbe essere come dici tu" commenta il chierico. "Ma gli undici pallini del disegno... non vi ricordano le undici punte del simbolo sul medaglione?"
"Hai ragione!" esclama Miodrag.
"Ok, potrebbero esserci un legame" replica Zigfrid, "ma non abbiamo abbastanza elementi per capire se avete ragione o meno".
"Bene, tutto chiaro" lo interrompe Delorean, tirando fuori un piede di porco. "Che ne dite se ora guardiamo cosa contiene questa cassa?"
Il legno cede e si spacca sotto la pressione della barra di ferro, rivelando all'interno alcune stoffe e vestiti riccamente decorati con motivi floreali e fili d'oro.
"Questo sembra un bottino di guerra, peccato che ormai sia invendibile" commenta Zigfrid afferrando il lembo di un vestito, che si disfa tra le sue mani.
"Magari c'è qualcosa sotto!" dice lo spadaccino, rovistando tra i tessuti mentre gli altri osservano distrattamente le altre casse.
Un'esclamazione di sorpresa fa girare tutti. Miodrag estrae dal fondo un piccolo scrigno, finemente lavorato e decorato con alcune lamine d'argento.
Fiona controlla la serratura e poi fa scattare il meccanismo. "Pietre preziose! Bel colpo!"
La ricerca nel resto della mercanzia non dà altri frutti, solo merci avariate, stoffa e stoviglie ormai irrimediabilmente rovinate. Il gruppo si raduna fuori dalla porta ed inizia a discutere sulla prossima mossa.
"Dobbiamo scoprire dove porta quel condotto!" esclama Zigfrid.
"Io vorrei andarmene a dormire" ribatte Miodrag, sbadigliando vigorosamente. "Ma se proprio ci tieni, posso attendere ancora un po'. Faccio strada".
Lo spadaccino avanza nel buio illuminato dall'emblema di Delorean e si ferma dopo una decina di metri, osservando un'apertura sulla destra. Ad un suo cenno, Fiona si avvicina e controlla la presenza di eventuali pericoli.
"Tutto ok, non c'è nessuno" sussurra la ladra, indicando agli altri di avvicinarsi.
Il corridoio prosegue per un paio di metri e termina con una scaletta che sale verso il soffitto, su cui è presente una botola di legno. Miodrag si arrampica, spinge il pannello con la testa e scruta attorno a sé.
"Da lì si accede ad uno scantinato" dice lo spadaccino tornando indietro. "Dalle ragnatele che ho visto direi che la casa è abbandonata da parecchio tempo".
"Andiamo avanti" sussurra Zigfrid, avanzando nel tunnel principale.