mercoledì 9 marzo 2016

0213 - centrato da una pietra volante

Tsadok si avvicina all'oggetto scuro sepolto sotto una duna, quindi si china per esaminarlo meglio. "E' il corpo di un bugbear!" esclama alzandosi e facendo cenno agli altri di avvicinarsi.
Zigfrid si avvicina ed osserva il cadavere. La testa e stata sfondata da un grosso masso, che giace a pochi passi tra la sabbia.
"Sfortunato, questo bestione" mormora il mago, quindi si gira e sorride allo spadaccino. "Ehi, Miodrag! Questo è conservato meglio degli gnoll che hai cucinato l'altra volta! Non ti è venuta un po' di fame?"
"Un po' mi manca, in effetti" risponde ridacchiando Miodrag.
Zigfrid simula un conato di vomito, quindi si allontana di qualche passo e si china in avanti. Dopo un po' si rialza e si pulisce la bocca con il bavero. "Sì, dicevamo?"
"Lasciamo perdere, mi sa che l'hobgoblin ha una carne troppo dura".
Tsadok osserva schifato lo scambio di battute tra i due, poi si gira verso Fiona. "Di che cavolo stanno parlando?"
"E' una storia lunga" minimizza la ladra, facendo un cenno con la mano. "Zigfrid, rimani un momento lì!"
"Lì dove?" chiede il mago, fermandosi e guardandosi attorno.
"Esattamente dove ti trovi!" ribatte Fiona, poi indica lui ed il goblin con le mani. "Guardate! Sono alti uguali!"
"E' vero!" ridacchia Tsadok. "Discenderanno dalla stessa stirpe!"
"Non dire eresie! Io so levitare ed usare le scale, mentre quello" aggiunge Zigfrid indicando Ninkle, "dubito sappia usare il pollice opponibile".
Mentre la ladra ed il chierico si piegano dalle risate, Miodrag si china accanto al cadavere e comincia a perquisirlo. "Ho trovato questo!" esclama, sventolando un rotolo portapergamene.

martedì 8 marzo 2016

0212 - l'unico superstite

"Bravo!" esclama Fiona. "Ora puoi dirci dove dormiva il tuo padrone?"
Ninkle si gira ed indica un ammasso di tende semidistrutte dalla tempesta di sabbia. "Lì altri goblin. Solo goblin! Tutti con catene. Lì" aggiunge, indicando un'altra tenda più grossa, parzialmente crollata su se stessa sotto il peso della sabbia. "Lì hobgoblin!" mormora, socchiudendo gli occhi e guardando trucemente nella direzione indicata.
"Ok" mormora Zigfrid, poi si dirige verso il primo punto indicato dal loro nuovo compagno di viaggio. "Andiamo prima a vedere se ci sono altri goblin vivi".

"Nessun goblin vivo nemmeno qui dentro" esclama Miodrag uscendo dall'ultima tenda. "Probabilmente i prigionieri erano tutti lontani a scavare e sono stati sorpresi dalla tempesta. Penso che quel nanerottolo sia l'unico superstite".
"Quanti ne hai visti lì dentro?" chiede Fiona.
"Dieci, poi ne ho contati altri cinque dall'altra parte della tenda. Hanno tentato di infilarsi sotto la protezione di pelle, ma si è lacerata e sono rimasti in balia del vento".
"Per un totale di ottanta, se contiamo anche il nostro sgradito ospite" commenta sovrappensiero Zigfrid. "Un gran numero di prigionieri per uno scavo nel deserto".
"Di sicuro era qualcosa di organizzato" mormora Tsadok. "Chissà cosa cercavano".
"Andiamo a controllare le tende degli aguzzini, magari lo scopriamo" propone la ladra, avviandosi verso le costruzioni più grosse e all'apparenza più solide. I pali di sostegno sono ancora al loro posto, ma gran parte delle pelli è collassato sotto il peso di sabbia e terriccio depositati dal vento.
"Qui è inutile cercare" brontola Fiona con disappunto. "Bisognerebbe scavare a lungo per trovare qualcosa. E' non ho così tanta voglia di far fatica sotto il sole".
"Lì mi pare di vedere qualcosa" esclama Miodrag, indicando qualcosa che sbuca dalla sabbia ad una decina di metri dalla loro posizione.

lunedì 7 marzo 2016

0211 - i ritrovamenti del goblin

"Tenete quel coso lontano da me e dalle mie stanze" sibila Zigfrid, incrociando le braccia e spostando lo sguardo su Miodrag, fermo sulla soglia.
"Che succede?" chiede lo spadaccino. "Cos'è quella cosa?"
"E' Ninkle, un goblin che era tenuto prigioniero da un gruppo di bugbear in questa conca" risponde Fiona.
"Non è pericoloso, vero?"
"No, direi di no" ribatte la ladra.
Tsadok si gira verso il goblin e si china per guardarlo negli occhi. "Chi ti ha detto di scavare?"
"Miei ordini venire da Taupa" risponde Ninkle. "Grosso hobgoblin! Sua tenda laggiù" aggiunge, indicando con un dito un punto all'esterno.
"Ti ricordi l'ultimo punto in cui hai scavato?"
Il goblin avanza fino a che la catena che lo lega ai suoi compagni non si tende, quindi comincia a tirare la gamba nel tentativo di spingersi più avanti. Il mezzorco osserva la scena, quindi afferra l'ascia e solleva sopra la testa per tentare di liberare la piccola creatura. Ninkle vede con la coda dell'occhio il movimento e, pensando che Tsadok voglia colpirlo, con un urlo si lancia in avanti. La catena si tende appena prima che la scure si abbatta sugli anelli, facendoli saltare. Il goblin ruzzola in avanti, finendo la sua corsa contro uno dei sostegni della tenda. La copertura comincia ad ondeggiare ed un po' di sabbia cade dal grosso buco sul soffitto.
"Ci sono modi migliori per rovinare il filo della tua ascia, lo sai?" mormora sarcastico Zigfrid.
"Mi sembrava il metodo più rapido" ribatte Tsadok, alzando l'arma e controllando eventuali scheggiature sulla lama. "Comunque è un'ascia resistente, non si è rovinata".
Il goblin si alza tremando, poi osserva la catena spezzata. "Io libero!" urla con quanto fiato ha in gola, rivolgendo un largo sorriso al mezzorco. "Voi seguire me!"
"Mi sta simpatico, questo goblin" mormora Fiona sorridendo.
"No" risponde accigliato Zigfrid. "Io odio i goblin".
Ninkle esce dalla tenda, si pianta i pugni sui fianchi e comincia a guardarsi attorno.
"Che succede?" chiede la ladra, raggiungendo la piccola creatura.
"Io scavava..." balbetta il goblin spostando lo sguardo a destra ed a sinistra. "Lì, lì, lì, lì e lì".
I tre avventurieri osservano i vari punti indicati dalle magre dita di Ninkle, poi si guardano tra loro.
"Chiaro" borbotta il mago con una smorfia, alzando poi gli occhi al cielo.
Miodrag si allontana di qualche passo, poi indica il punto in cui si è fermato. "Anche qui?"
Il goblin osserva per un momento la posizione dello spadaccino, poi inizia a scuotere la testa. "No".
"Almeno non sta indicando punti a caso" mormora Miodrag, tornando dai compagni.
"Cosa avresti dovuto trovare?" chiede Fiona.
"Io non so" risponde Ninkle grattandosi la testa.
"Hai mai trovato qualcosa che non sia sabbia?"
Il goblin socchiude gli occhi e tira fuori la lingua nello sforzo di ricordare, poi un sorriso appare sul suo volto. "Io ha trovato testa di cammello!"
Tsadok e Miodrag iniziano a ridere. La ladra ignora i compagni e si abbassa davanti al goblin. "E' una cosa che ha interessato il tuo padrone?"
Il goblin torna serio. "Lui ha tirato cranio me dietro".
Le risate dei due avventurieri si fanno più forti e Fiona non riesce a rimanere seria. "Ok, abbiamo capito che non stavate cercando teste di cammello".
"Magari in realtà era magica" esclama sarcasticamente Zigfrid. "E' per merito di quel teschio che sei sopravvissuto".
Il goblin spalanca la bocca, quindi si guarda attorno e dopo aver individuato un punto tra le dune ci si fionda. Mentre gli avventurieri si lanciano occhiate perplesse, Ninkle inizia a scavare furiosamente. Dopo un po' il goblin alza trionfante un lungo cranio affusolato e torna indietro. "Io ha ritrovato oggetto magico!" grida Ninkle, indossando la testa del cammello come copricapo.

venerdì 4 marzo 2016

0210 - punti di vista contrastanti

Mentre il goblin è ancora intento a leccare le gocce che cadono da una nuvoletta sopra la sua testa, Tsadok gli afferra il polso e con un'altra orazione riempie la borraccia fino all'orlo. Ninkle spalanca gli occhi fissando la mano del mezzorco, poi alza lo sguardo e spalanca le labbra in un sorriso luminoso. "Tu ha regalato me acqua! Io aiuta te!" esclama, cercando invano di abbracciare Tsadok, che lo tiene a distanza appoggiandogli una mano sulla fronte.
"Non voglio avere niente a che fare con un altro dispensatore di abbracci coperto di pulci!" sbotta Zigfrid, tenendosi a distanza di sicurezza.
"Io lo terrei con noi" esclama divertita Fiona.
"No! No! Non possiamo avere un aiutante goblin!" esclama il mago, enfatizzando le sue parole con vigorosi gesti della mano.
"E perché no?" ribatte la ladra, poi si volta verso il mezzorco. "Tu che ne dici?"
"Certo che sì!" risponde Tsadok ridacchiando. "Chi farà le pulizie nella mia nuova camera?"
"Io pulire! Io pulire! Io passa scopa!" grida Ninkle, saltellandogli attorno e suscitando l'ilarità della ladra.
"Adesso... ti sembra che quella cosa possa pulire qualcosa senza sfasciarla?" sibila Zigfrid puntando il dito contro il goblin, che istintivamente si nasconde dietro le gambe del chierico e cerca di farsi piccolo piccolo. "E poi abbiamo già abbastanza servitori".
"A chi ti riferisci?" chiede Fiona.
"Al gruppo di schiavi che abbiamo liberato" risponde Zigfrid. "Lavoreranno per noi, non credi? Li ho già pagati, per giunta!"
"Dai, è simpatico" sussurra con tono accattivante la ladra. Il goblin, sempre proteggendosi dietro al mezzorco, comincia a scuotere istintivamente il capo su e giù mentre nei suoi occhi si accende una luce speranzosa.
Quando il mago fa segno di no con la testa, lo sguardo sorridente di Fiona si fa serio. "E' di sicuro più simpatico di te".
"Non esiste".
"Io simpatico..." sussurra Ninkle.
"Zitto, tu!" esclama Zigfrid perforandolo con lo sguardo e facendolo tornare istantaneamente dietro alle gambe del mezzorco.
"Lo portiamo con noi" dice Tsadok appoggiando la mano sulla testa del goblin, "Può tornarci utile, fosse anche per scavare".
"Se lo lasciamo qui morirà" borbotta Fiona, incrociando le braccia.
Zigfrid fissa entrambi, poi sbuffa. "Fate come volete. Sarete però voi a convincere il nano a capo delle guardie di Assur o quell'elfa a farlo entrare a Vaelan".
"Certo" ribatte la ladra. "Lo porteremo con noi a Vaelan e vedrai che non ci saranno problemi".
"Dobbiamo comunque passare per Assur. E presumo che appena il capitano vedrà quello sgorbio lo pianterà nel terreno con il martello più grosso che riuscirà a trovare".
"Staremo a vedere" sibila Fiona, sorridendo poi a Ninkle. "Tu vieni con noi. Contento?"
"Sì! Sì! Io contento!" urla il goblin, sfoggiando un largo sorriso.

giovedì 3 marzo 2016

0209 - pioggia nel deserto

Zigfrid socchiude gli occhi e lancia uno sguardo gelido alla creatura. "Dipende tutto da cosa mi dirai".
Il goblin cerca ancora di allontanarsi spingendo con le gambe, poi desiste. Il mago si avvicina e si ferma a qualche passo da lui, appoggiando il piede sulla catena.
"Chi siete e cosa ci fate qui?" chiede Zigfrid. "A parte che siete schiavi".
"Noi qui per scavare" balbetta il goblin.
"Scavare?" domanda stupito il mago, poi i suoi occhi tornano ad essere due fessure. "Chi è il vostro padrone? Chi ve l'ha ordinato?"
"Tu no uccidere me!"
Zigfrid sbuffa, poi si accorge che una delle ferite sul collo è più profonda delle altre e continua a sanguinare. "Tsadok!" urla con quanto fiato ha in gola. "Vieni qui!"
Il mezzorco si affaccia e osserva il mago fermo davanti al goblin. "Perché urli? Chi è quello?"
"Puoi stabilizzarlo?"
"Perché dovrei stabilizzare un goblin?"
"Tu fallo e basta!"
Tsadok invoca i suoi poteri. La ferita si rimargina e la pelle della piccola creatura riprende un po' di colore.
"Tu ha salvato me!" esclama stupito il goblin, alzandosi di scatto in piedi e cominciando a saltellare. "Ninkle felice!"
Zigfrid si allontana di un passo e protende una mano per proteggersi da un eventuale abbraccio. "Ora posso sapere chi sono i tuoi padroni?"
Ninkle si ferma e torna serio. "Io portato qua da gruppo di bugbear".
"Che fortuna" mormora il mago, con un'espressione di disgusto, notando con la coda dell'occhio che anche Fiona è entrata di soppiatto nella tenda.
"Loro volere noi trovare... qualcosa. Io no sa cosa. Loro detto 'tu scava qui'" esclama indicando un punto all'esterno della tenda. "E io scava dove loro indicare. Tante frustate".
"Tipico dei bugbear" borbotta Zigfrid. "Poi?"
"Poi sabbia. Tanta sabbia. Cielo coperto! Noi corsi verso tenda. Io sopravvive, loro no". Il goblin si avvicina al cadavere a cui è ancora legato e gli si china accanto con un'espressione affranta. "Miei poveri amici..."
"Io non ho mica capito" esclama Tsadok, grattandosi la testa. "Chi è che li ha obbligati a scavare?"
Zigfrid gli lancia un'occhiata, poi si gira verso Ninkle. "E' una storia molto triste, ma risponde solo in parte alla mia domanda. A proposito, cos'è che stringi tra le braccia?"
"Mio tesoro" esclama il goblin, abbassando lo sguardo sull'oggetto.
"Ho paura a chiederlo" sussurra tra sé il mago, poi alzando la voce chiede: "Posso vederlo?"
Ninkle lo scruta per un po', poi timidamente allunga le braccia. Un piccolo otre di pelle compare sotto il naso di Zigfrid, che istintivamente allontana la testa per evitare di annusarne il contenuto. "Non voglio sapere cosa c'è dentro".
La fiaschetta scivola dalle mani del goblin, che riesce solo ad afferrarla a pochi centimetri da terra. Un rivoletto d'acqua esce dal beccuccio e finisce a terra, poi più niente. Tsadok allora alza una mano e pronuncia un semplice comando. Una cascata d'acqua compare sopra la testa di Ninkle, cadendo poi in grosse gocce ed inzuppandolo.
"Ma poverino!" esclama Fiona. "Perché tanta crudeltà?"
"Perché è un goblin!" ribatte il mezzorco, osservando divertito la piccola creatura che, a faccia in su e con la lingua di fuori comincia a saltellare a destra ed a sinistra nel tentativo di catturare più gocce possibile.
La ladra scuote la testa, ma non riesce a trattenere una risatina.

mercoledì 2 marzo 2016

0208 - esplorazione dell'accampamento

Il gruppo cammina tra le dune fino a raggiungere uno degli avvallamenti che permettono l'accesso all'interno del cratere.
"Facciamo attenzione" sussurra Tsadok. "Se il campo è ancora abitato, non è detto che i suoi occupanti siano amichevoli".
"Nel qual caso ci prenderemo cura di loro come sappiamo fare" ribatte Zigfrid, scrutando la distesa di sabbia circondata dalle rocce.
Una dozzina di tende sono state erette al centro della spianata ed ora giacciono distrutte dalla furia del vento. Alcuni piccoli corpi sono disseminati poco distante, mezzi sepolti nella sabbia.
Miodrag recupera il cannocchiale ed osserva i corpi straziati. "Sembrano resti di goblin, ma sono vestiti in modo strano. Nessun movimento, comunque, a parte i resti delle bandiere legate ai pennoni delle tende".
"Come immaginavo" borbotta Zigfrid, avanzando lentamente verso le tende.
Tsadok nota che da un cumulo di sabbia poco distante sporgono dei piedi. Dopo essersi avvicinato insieme a Fiona, il mezzorco comincia ad esaminare i corpi, che si rivelano effettivamente dei goblin vestiti di stracci e dalla pelle color ocra. "Mai visti di questo colore".
"La cosa più strana è che questi cinque sono tutti legati assieme" esclama la ladra, alzando una catena formata da una serie di anelli scuri, semisommersi nella sabbia, fissati alle caviglie dei cadaveri. "Chi è che terrebbe prigionieri dei goblin?"
Il chierico comincia a frugare nelle loro tasche alla ricerca di qualche indizio, poi esamina la pelle segnata dalla sabbia. "Non hanno nulla addosso, nemmeno tatuaggi o marchi impressi a fuoco".

Zigfrid osserva per un momento le attività dei compagni, poi si allontana verso l'accampamento. Dopo una rapida occhiata ad un altro gruppo di goblin morti, si avvicina cautamente alla tenda meno devastata dalla furia del vento e scosta con il bastone uno dei lembi rimasti ancora intatti. All'interno ci sono alcuni pagliericci puzzolenti, un po' di stracci e poco altro. La sabbia, entrando da un grosso buco sul tetto, ha coperto gran parte delle superfici.
"Questa è vuota" mormora tra sé e sé, spostandosi verso la successiva baracca, costruita con un misto di legno e pelli di vari animali.
Il cadavere di un goblin giace riverso sulla sabbia, con le mani ancora aggrappate al lembo di pelle che chiude l'entrata. La catena che gli blocca la caviglia prosegue all'interno. Se tutti i prigionieri sono legati in gruppi di cinque, probabilmente i suoi quattro compagni sono all'interno pensa Zigfrid, pronunciando a bassa voce le parole per evocare uno scudo magico. Lentamente scosta la tenda ed osserva all'interno.
Una parte del soffitto di legno è crollato sopra ad un gruppo di goblin, uccidendone un paio sul colpo e provocando gravi ferite ad un altro. Un quarto goblin giace sulla pancia in fondo alla baracca, legato insieme agli altri prigionieri.
Mentre Zigfrid sposta l'attenzione dai corpi davanti a lui al contenuto della stanza, nota colla coda dell'occhio un piccolo movimento della catena che lega l'ultimo corpo. Il goblin si volta lentamente ed osserva con occhi spalancati la piccola figura del mago. Svariati rivoli di sangue sono rappresi attorno ad una miriade di ferite sul volto. Anche la lurida maglietta è coperta da chiazze di sangue. Quando il prigioniero mette a fuoco chi gli sta davanti, cerca di rintanarsi in un angolo e stringe spasmodicamente un piccolo oggetto tra le esili braccia.
"Huun alkhuul! Druun khruur mech ghaan!" urla il goblin con una vocina stridula.
Zigfrid si appoggia al bastone e lo guarda infastidito. "In comune, per favore. Non parlo il tuo pidocchioso linguaggio!"
L'esclamazione zittisce per un momento la piccola creatura, che inizia a guardarsi intorno spaventata. Quando Zigfrid sbuffa, il goblin cerca inutilmente di trascinare la catena ed i propri compagni verso di sé, in modo da mettere più spazio possibile tra sé ed il mago.
"Tu no uccidere me! Tu no uccidere me! Io schiavo! Io no volere morire!" scandisce il goblin, stringendo sempre più forte le braccia attorno all'oggetto che tenta di proteggere.

martedì 1 marzo 2016

0207 - alla ricerca della spada

"Secondo voi durerà ancora molto?" chiede Miodrag osservando le folate di sabbia che vorticano fuori dalla caverna, illuminate ormai solo dal fuoco acceso da Zigfrid.
"Ho letto in un libro che nel deserto le tempeste possono durare anche alcuni giorni" commenta Tsadok, sbocconcellando una razione.
"Un libro? Tu?" chiede ridacchiando il mago.
"Certo" esclama il mezzorco guardandolo storto. "I sacerdoti mi obbligavano a leggere, dicevano che da ogni libro si poteva imparare qualcosa".
"La strada insegna molto di più" commenta distrattamente Fiona.
"E' quello che penso anch'io" esclama Tsadok. "E' per quello che sono contento di essermi unito a voi!"

Dopo quasi ventiquattr'ore il vento si placa e la sabbia comincia depositarsi lungo le pareti di roccia, creando piccole dune sul fondo della gola. Il sole nascente inizia a farsi strada e ad illuminare le rocce, rischiarando l'ingresso della grotta.
"Ahia, che male" si lamenta Tsadok, alzandosi dal giaciglio e massaggiandosi la schiena. "Mi sono rigirato per tutta la notte in cerca di una posizione comoda".
"Sei abituato troppo bene" ribatte Miodrag, avvolgendo la coperta e riponendola nello zaino. "Nel Dambrath una volta abbiamo dormito sopra ad un pavimento coperto da ossa di animali. Questa grotta, in confronto, è come una buona locanda".
"Avrei dovuto montare l'amaca" borbotta il mezzorco, raccogliendo le sue robe.
"Direi che è giunto il momento di ripartire" esclama Zigfrid. "Ci mettiamo in cammino?"
"E come facciamo ora a tornare a casa? Senza cavalli sarà un viaggio lungo" mormora tristemente Fiona, uscendo dalla grotta e guardandosi attorno. Ogni riferimento avvistato il giorno prima è sparito, solo la sagoma delle montagne Curna in lontananza le fa capire in che direzione sta guardando.
"Io ho legato il mio cavallo da qualche parte nella gola!" esclama Miodrag mettendosi lo zaino sulle spalle ed uscendo all'aperto. "Potremmo usarlo per tornare indietro".
"Se non è riuscito a liberarsi dal legaccio" commenta Zigfrid, "sarà stato scarnificato dalla sabbia soffiata dal vento. Se invece si è liberato, ora sarà molto lontano. Io non perderei tempo a cercarlo".
"Devo comunque trovare la mia spada" ribatte lo spadaccino, cominciando a percorrere la gola osservando ogni roccia che affiora tra la sabbia.
"Tu pensi di trovarla?" gli urla dietro il mago. "E soprattutto... pensi abbia ancora il filo?"
"Ci spero!" mormora Miodrag, allontanandosi dal gruppo.
Fiona fa cenno a Zigfrid di avvicinarsi, poi gli indica un punto a nord a circa mezzo chilometro. "Quello c'era anche ieri?"
"Non saprei, in mezzo alla tempesta di certo non l'ho visto" ribatte il mago, osservando la zona che la ladra gli sta indicando. Una conformazione rocciosa circolare, simile ad un cratere o alla bocca di un vulcano, fuoriesce dalle sabbie in una lunga cresta circolare su cui si notano vari passi. All'interno sembrano esserci i resti di un accampamento, ma da quella distanza non si riescono a notare altri dettagli.
"Cosa vedi?" chiede la ladra.
Zigfrid socchiude gli occhi ed osserva a lungo la zona. "Sembra che all'interno ci siano delle tende, ma da qui non vedo corpi".
"Andiamo a controllare?"
"Direi di sì".

Miodrag vede un riflesso tra le dune e ci si avvicina. Dopo aver scavato un po', dissotterra quello che rimane della sua spada. La lucidissima lama è leggermente piegata, mentre il cuoio che avvolgeva il manico dell'elsa ormai è solo un ricordo. Quando lo spadaccino decide di estrarre l'arma dal cuneo di roccia, nota che ci sono ancora i legacci del cavallo, che terminano sotto la sabbia.
"Mi dispiace" mormora tristemente, prima di tranciare le redini e recuperare la propria arma.