"Interessante" mormora Fiona, poi alza la voce. "Ora che cosa facciamo?"
"Zigfrid, secondo te come funziona? E' pericoloso?" chiede Miodrag, continuando a osservare il portale.
Lo sguardo del piccolo halfling si fa serio. Dopo averci riflettuto un po', si avvicina e allunga un braccio. La mano scompare nella nebbia, ed un fastidioso formicolio gli tende i muscoli e arriva fino alla schiena. Quando ritira il braccio, la mano ricompare intatta.
"Non sembra pericoloso" mormora, osservandosi le dita: i muscoli si muovono come al solito e tutta la pelle è ancora al suo posto.
"Non sono ancora convinto che la leva nella stanza dell'acqua sia solo un diversivo" esclama Tsadok, mettendo una mano sulla spalla del mago quando questi avanza di un passo. "Secondo me dovremmo tentare di nuovo di sbloccarla".
Zigfrid gli lancia un'occhiataccia. "Prova a utilizzare la segatura che ti ritrovi nella zucca" esclama seccato. "Qui ci sono solo tre simboli, aria, fuoco e terra. Sono tutti e tre illuminati. Non c'è traccia di quello dell'acqua. E la stanza con la leva che non si tira è differente dalle altre. Ed è l'unica realmente pericolosa" aggiunge a bassa voce, fissando il vuoto e socchiudendo gli occhi.
"Secondo te perché l'avrebbero costruita?" chiede dubbioso Miodrag. "Mi pare uno spreco".
"Perché chi ci si avventura per tirare la leva muore nel tentativo" sbuffa il mago. "E' un ottimo sistema di sicurezza, semplice ed efficace".
"Una letale piscina al chiuso, insomma" ridacchia Fiona.
"Hai idea di che bel massaggio ti facciano quei cosi?" ribatte Zigfrid con un sorriso. "Meglio di una locanda per nobili!"
"Spero solo che la leva non servisse per sbloccare qualcosa oltre questo portale" mormora lo spadaccino, accarezzandosi il mento preoccupato.
"Speriamo di no" risponde Fiona, poi si volta verso il mago. "Andiamo?"
"Direi di sì" esclama Zigfrid, entrando nel portale.
I tre avventurieri si lanciano un'occhiata rassegnata, poi si infilano a turno nella nebbia che vortica sotto l'arco di pietra.