lunedì 16 gennaio 2017

0265 - la nuova casa di Ninkle

Il tempio di Gond si staglia tra gli altri edifici più bassi, possente e immutabile ai cambiamenti di Vaelan. L'attenzione del gruppo viene attirata dalla facciata di un piccolo tempietto, avvolta da alcuni teli e nascosta alla vista, poi Zigfrid punta le grosse porte, su cui elaborate foglie dorate coprono parzialmente le scure assi di legno, e varca la soglia, assaporando la frescura della navata principale.
Miodrag e Tsadok raggiungono il mago e si voltano ad osservare Fiona ferma sulla soglia, impegnata a rassicurare il piccolo goblin.
Quando la mezzelfa raggiunge i compagni, istintivamente rimuove il copricapo dalla testa di Ninkle, facendo sparire gli effetti magici del cappello.
Due sacerdoti guardiani si voltano ad osservare il gruppo e, notando la piccola creatura, si dirigono velocemente verso il gruppo; le mazze ferrate, non più legate alla cintura, scintillano tra le loro mani riflettendo la luce che giunge dal rosone.
Zigfrid nota il loro sguardo, torvo e pronto al combattimento, e abbozza un sorriso. "Le mazze vanno bene, però vi sconsiglio di usare le asce. Gli schizzi di sangue potrebbero arrivare fin sul soffitto".
Fiona si posiziona tra Ninkle ed i due chierici ed alza le mani. "Non attaccatelo, non è malvagio! Siamo qui proprio per lui!"
Uno dei due uomini alza un sopracciglio poi, pronunciando alcune semplici parole, evoca un incantesimo. Con gli occhi illuminati di una luce dorata, scruta il volto del piccolo goblin. Quando l'effetto si dissolve, anche l'altro sopracciglio raggiunge il compagno. "Il goblin, stranamente, non è malvagio" esclama, voltandosi verso l'altra guardia ed abbassando la mazza.
"Io lo sapevo!" esclama Fiona, mentre un gran sorriso le compare sulle labbra. "E' un goblin ed è un po'... limitato, ma non ha fatto del male a nessuno".
Un altro sacerdote, attirato dal trambusto, si avvicina. La tunica ricamata in oro ed il grande simbolo d'argento che gli pende sul petto lo identifica come un gran maestro. Il suo sguardo viene attirato da Tsadok, che alza la mano in segno di saluto. "Buongiorno, Tsadok. Cosa succede, di grazia?"
"Siamo qui per cercare qualcuno che possa istruire e gestire questo piccoletto" replica il mezzorco, facendo cenno al goblin di avanzare.
Quando nota che Ninkle, terrorizzato, rimane fermo a tremare, la mezzelfa lo spinge avanti verso il gran maestro. Questo avanza di un passo e si nasconde il volto tra le mani, mentre i suoi occhi sbirciano tra le dita l'espressione dell'uomo che ha di fronte.
"Non accade molto spesso che un goblin entri nel nostro tempio" tuona il sacerdote. "Per di più, un goblin dall'animo buono. E sia, gli daremo la vecchia cella di Tsadok e gli insegneremo un mestiere".
"Chiudetelo in cella, mi raccomando" borbotta Zigfrid, mimando il gesto con la mano.
Il gran maestro sorride. "Non abbiamo chiuso la porta a chiave nemmeno quando all'interno c'era lui..." esclama, indicando il mezzorco.
"Ma... Maestro! Cosa state insinuando?" sbotta Tsadok, visibilmente risentito, mentre i suoi compagni scoppiano a ridere. "Non le ho mai dato motivo per lamentarsi del mio comportamento! Dico bene?"
"Facciamo finta che sia così" replica il sacerdote, voltandosi poi a guardare gli altri avventurieri. "Ditemi, si è comportato bene?"
Prima che il mezzorco possa proferir parola, Zigfrid avanza e china il capo, indicando un punto con l'indice. "Vede questa cicatrice? E' comparsa quando il vostro confratello ha tentato di spiccarmi la testa dal collo nella sede della guardia cittadina di Assur".
"A mia discolpa posso dire che ha fatto di tutto per farmi uscire dai gangheri" mormora il mezzorco, rosso per l'imbarazzo.
"Noto che il nostro buon Tsadok non ha perso le sue abitudini" ridacchia il gran maestro. "E' un bene che possa contare su di voi. E che stia lontano dal tempio. Per il suo bene, intendo".
"Umpf" sbuffa il mezzorco, incrociando le braccia.
"Se qui abbiamo finito, abbiamo delle altre questioni da risolvere" esclama Zigfrid, voltandosi dopo uno sbrigativo saluto al gran maestro.
"Ninkle, vedi di fare il bravo e di imparare quello che questi sacerdoti ti insegneranno" esclama Fiona, inginocchiatasi davanti al piccolo goblin. "Ti prometto che ti verrò a trovare presto" aggiunge, rialzandosi.
"Tu... promette?"
"Sì, stai tranquillo! Non mi dimenticherò di te!" sorride la ladra, accennando un piccolo inchino in direzione del sacerdote e scattando per raggiungere i compagni. "Di che questioni stavi parlando?" chiede al mago, dopo averlo raggiunto.
"Volevo solo tornare nella nostra dimora" sbuffa l'halfling, ormai fuori dalla porta. "Ho bisogno di un po' di sonno. E di sapere che la nostra casa è ancora lì dove l'abbiamo lasciata".

mercoledì 11 gennaio 2017

0264 - addestramento e pazienza

"Perché sprecare la magia per... quello?" sibila schifato Zigfrid.
"Io rimango della mia idea" interviene Tsadok. "Farà le pulizie".
"Come ha già avuto modo di dire il tappo, i goblin non sanno cosa sia la pulizia" sentenzia Miodrag.
"Potremmo sempre insegnargli come si usa una scopa" propone Fiona. "Secondo me lui è disposto ad imparare!"
"Se dai una ramazza a quel... coso, non avrai più nemmeno un soprammobile integro" borbotta il mago, scuotendo vigorosamente la testa.
"Parlare con voi è inutile" sbotta la ladra. "Se non gli volete insegnare un mestiere, va bene. Ma non possiamo abbandonarlo a se stesso. Ninkle è cresciuto in schiavitù e, per come si è comportato finora, non si può difinirlo 'cattivo'. Il miglior modo per farlo integrare è evitare che faccia disastri, e quindi un po' di addestramento è d'obbligo. Bisogna affidarlo a qualcuno. Uno con molta pazienza, ovviamente".
"Dì la verità... tu hai delle conoscenze tra i goblin, vero?" mormora Zigfrid, socchiudendo gli occhi e fissandola di sbieco.
"Intendi un sacerdote, tipo quello che si è preso cura di Tsadok?" propone Miodrag, ignorando il commento del mago.
"Sì, oppure potrebbero insegnargli un mestiere anche alla bisca, dove abbiamo trovato le informazioni su Tinky" ribatte Fiona.
"Un goblin in mezzo agli halfling! Geniale!" sbuffa il mago, esasperato dalla direzione che sta prendendo la conversazione.
"Ah, già, erano halfling" replica con un sorrisetto la ladra. "Per me voi bassi siete tutti uguali..."
Zigfrid allunga il bastone per colpirle la caviglia, ma Fiona alza prontamente il ginocchio ed evita con facilità l'affondo.
"Dicevamo..." riprende il mago, rizzandosi e fissando negli occhi la mezzelfa. "Visto che non lo vuoi abbandonare, andiamo a parlare con i chierici di Gond. Forse lì sapranno come trattarlo".
"Bene" esclama Miodrag, soddisfatto di potersi sgranchire le gambe con una passeggiata. "Al massimo possiamo minacciarli di restituire loro il nostro caro Tsadok..."
"Ehi!" sbotta il mezzorco. "Lì dentro mi vogliono bene!"
"Sì, sì, come no" mormora Zigfrid, dirigendosi verso il quartiere dei templi.

lunedì 19 dicembre 2016

0263 - e poi, all'improvviso, un urlo

Fiona riapre gli occhi e scorge la familiare piazza del mercato, le case in pietra che fanno da sfondo ad un caterva di bancarelle ricolme di merci, spezie e cibarie. Parecchia gente sta facendo acquisti ed alcuni si voltano a guardare la strana apparizione. Le basta una veloce occhiata per notare che sono tutti presenti all'appello tranne Azura.
Tsadok molla di colpo la mano di Ninkle, si allontana di qualche passo, si appoggia al muro di una casa ed inizia a vomitare.
Il goblin si volta raggiante verso Fiona. "Ancora! Ancora!"
La ladra risponde con un sorriso tirato, poi abbassa lentamente il suo sguardo fino a guardarsi gli stivali, immersi per un paio di dita negli escrementi di un qualche animale, coperti alla buona con della paglia. Dalla puzza, si direbbe il prodotto di una mucca.
"Fenomenale!" mormora Zigfrid tra sé e sé, "Proprio come avevo chiesto!"
Lo sguardo assassino della mezzelfa lo trapassa da parte a parte. "Ecco cosa gli avevi sussurrato!"
"No, non è stata colpa mia!" esclama sorridendo il mago. "Io sono stato molto preciso sulle coordinate, se poi Azura ha capito male..."
"Io ti uccido" sibila Fiona, iniziando a strofinare la suola degli stivali sulla parte pulita della balla di fieno sparsa per terra.
Un urlo stridulo richiama l'attenzione di tutti verso una donna, a pochi metri da loro, che si nasconde dietro le spalle del marito. "Un goblin! Ci stanno attaccando!"
"No! Non è vero!" urla Fiona, balzando in avanti e nascondendo Ninkle dietro di sé.
"Mettigli il tuo cappello magico" propone Miodrag, avvicinandosi. "Così evitiamo rogne".
"Ottima idea!" esclama la mezzelfa.
Gli piazza velocemente la cappa in testa e la figura del goblin assume le sembianze di un magro bambino di sei anni, dagli occhi grandi e lattiginosi. La ladra raddrizza le spalle e si volta verso la signora. Il suo sguardo furente la fa sparire ancora di più dietro al marito. "E' solo brutto, non c'è bisogno di offendere!"
La signora si scosta un po' ed osserva meglio la magra figura del bambino, quindi abbassa il capo e prorompe in mille scuse, imbarazzata per la brutta figura. Fiona, ancora infuriata, si volta facendole cenno di andarsene.
"Non capisco questa reazione" borbotta Fiona, avvicinandosi a Miodrag. "I goblin a Vaelan possono stare, giusto?"
"Sì, mi pare che la legge lo consenta" conviene lo spadaccino. "Probabilmente è solo una svitata. Tu comunque tienilo nascosto, almeno per il momento".
"Non in casa nostra" sentenzia Zigfrid, avvicinandosi. Nessuno si era accorto che si era fatto da parte per evitare di farsi vedere insieme a loro.
"Per il momento rimane con me" sibila Fiona, guardandolo storto. "E dopo lo scherzo che mi hai tirato, non sei nella posizione di dettare condizioni".
"Ti ripeto che non è stata colpa mia" ribatte il mago, sfoggiando un sorriso conciliante.
"L'abbiamo salvato, per me ora può andare per la sua strada" esclama Tsadok, pulendosi la bocca con il dorso della mano e strofinandosela poi sui calzoni. "Dopo averci ricompensato, naturalmente. Oppure possiamo tenerlo come domestico. Potrebbe fare le pulizie!"
"No! No! No!" esclama Zigfrid scuotendo la testa. "Goblin e pulizie sono parole che non si possono usare nella stessa frase".
"Potremmo chiedere a Nieven di usare uno dei suoi incantesimi per dargli un aspetto decente" propone Miodrag. "Che ne dite?"

lunedì 12 dicembre 2016

0262 - preparativi per il viaggio

L'imperiosa voce di Azura fa voltare tutti e fa ritrarre Ninkle dietro la schiena dei Fiona. "L'accordo è concluso. Fateci sapere dove volete essere condotti".
"Un momento!" esclama Miodrag, guardandosi attorno. "E il mio uovo?"
Fiona scoppia a ridere insieme a Tsadok. "Quindi alla fine ci tenevi!"
Azura indica un cumulo di coperte vicino ai resti della statua e lo spadaccino ci si avventa. "Con tutta la fatica che ho fatto per portarlo sano e salvo fin qui..." borbotta, spostando i lembi del tessuto e controllando l'integrità dell'uovo. Non ci sono crepe, né altri segni di rottura. Al tatto, il guscio è leggermente caldo.
"Stai controllando se scalcia?" lo canzona Fiona, senza smettere di ridere.
"Tutto a posto" ribatte Miodrag, ignorando il sarcasmo e legandosi l'uovo in vita con la vecchia fascia. "Ora possiamo andare".
Zigfrid spiega in dettaglio dove vuole essere condotto, illustrando la città di Vaelan con l'ausilio di una piccola magia illusoria, poi si avvicina e sussurra qualcosa al genio.
"Formate un cerchio e tenetevi per mano" comanda Azura, mentre gli altri due djinni si allontanano.
Fiona prende la mano di Minkle, che si volta alla sua destra per fare lo stesso con Zigfrid, ma il mago si allontana scuotendo la testa. Allora porge la mano ad Azura, ma anche lei si rifiuta di toccarlo.
"Perché non volete dargli la mano?" chiede Fiona, incredula. "Me lo sarei aspettata dal tappo, ma non da un genio".
"I goblin sono esseri malvagi" spiega Azura, senza scomporsi. "Quella ignobile creatura è ancora in vita solo perché è in vostra compagnia".
"Ma Ninkle è buono!" supplica la ladra, alzando il tono di voce.
"Lo afferro io" esclama Tsadok, allungando una mano verso il goblin.
Ninkle tende timidamente la sua, temendo che il mezzorco gliela stritoli. Tsadok stringe forte il polso ed il goblin inizia a strillare cercando di liberarsi.
"E' per il tuo bene" sbotta Tsadok, "così non apri il cerchio nel momento cruciale!"
Fiona sussurra qualcosa a Ninkle, che si calma e stringe i denti per evitare di pensare al dolore che gli corre su per il braccio.
"Se questo è il vostro primo viaggio magico, vi consiglio di chiudere gli occhi" spiega Azura, "così eviterete il disorientamento".
Ninkle chiude gli occhi strizzandoli il più possibile. Sorridendo per la buffa espressione del goblin, Fiona lo imita abbassando le palpebre; Tsadok, Miodrag e Zigfrid, invece, tengono gli occhi aperti ed osservano i movimenti del genio.
Azura inizia a salmodiare, e le orecchie di tutti si riempiono del fragore del vento foriero di tempesta; le sue palpebre diventano rosse, come se i suoi occhi fossero diventati dei globi infuocati, poi attorno al gruppo inizia a sprigionarsi del fumo, che vortica attorno alle loro gambe.
Tutti, per una frazione di secondo, si sentono sollevare e poi cadere verso il basso.

lunedì 5 dicembre 2016

0261 - la mano più veloce del Durpar

La bocca di Azura si contrae in un terrificante sorriso. Con estrema lentezza, la sua mano destra si allunga verso il braccio sinistro ed afferra uno dei bracciali dorati che pendono dal polso, lo libera e lo allunga verso il gruppo.
"Uno solo?" chiede Tsadok, interdetto.
"Anch'io pensavo che l'accordo fosse per averne uno a testa" borbotta Fiona, fissando in tralice il mago. "Così è un po' scomodo".
"No, l'accordo riguardava un solo bracciale per comunicare con i geni. Ed è per questo che lo terrò io" ridacchia Zigfrid, avanzando per prenderlo.
Fiona, contrariata, gli posa una mano sulla spalla e lo ferma, poi alza lo sguardo verso Azura. "Proprio a lui devi darlo? Ho riportato io la boccetta!"
L'espressione neutra del genio non cambia ed il suo braccio rimane teso in avanti. 
"A questo punto lo prendo io" esclama Tsadok, balzando in avanti ed allungando una mano.
Fiona, senza farsi prendere alla sprovvista, supera con una capriola il mago ed afferra al volo il bracciale, sostituendolo con la fiaschetta. Azura ritira la mano e le dita del mezzorco si chiudono sul vuoto.
"Veramente un bel gioiello" esclama la ladra, osservando il circoletto d'oro dal fine intarsio e mettendoselo al polso.
"Sì, splendido" borbotta Zigfrid, guardando con sufficienza la compagna.
"Come funziona?" chiede Fiona, lanciandogli un'occhiata. "Bisogna parlarci?" aggiunge, avvicinandolo alla bocca e parlando al braccialetto.
Il mago scuote la testa, poi le scocca un'occhiataccia. "Evita di darti troppe arie, se non sai di cosa stai parlando".
"Simpatico, molto simpatico" commenta la mezzelfa.
"Ed è per lo stesso motivo che non finirà in mano al nostro bestione".
Gli sguardi di Fiona, di Miodrag e di Tsadok si posano sul volto sghignazzante del mago, sottintendendo la domanda che vortica nella mente di tutti.
"Le sue... arie" spiega Zigfrid, indicando la pancia del mezzorco. 
Lo spadaccino scoppia a ridere e scuote la mano tesa davanti al naso. "Sì, lui di arie se ne intende parecchio!"

lunedì 28 novembre 2016

0260 - ultimi dubbi prima del ritorno

Dopo aver oltrepassato il portale, il gruppo ripercorre a ritroso il buio corridoio e, seguendo le istruzioni di Zigfrid, oltrepassa senza problemi le stanze con le illusioni.
Ad un tratto, la luce del bastone del mago illumina la magra figura del goblin, seduta a gambe incrociate davanti al crocevia.
"Ninkle!" esclama Fiona. "Sei salvo!"
"Sì! Sì!" risponde la creatura, balzando in piedi ed abbracciando la mezzelfa. "Lui... cattivo" aggiunge con un sibilo, dopo aver indicato Miodrag.
"Suvvia, era un semplice scherzo..." ribatte sorridendo lo spadaccino davanti allo sguardo velenoso della ladra.
"Sì, è vero" esclama comprensivo Zigfrid, poi si avvicina al goblin e gli afferra la collottola. L'urlo stridulo di Ninkle riempie il corridoio mentre il mago lo trascina verso la stanza dei golem di pietra.
La mano di Fiona si posa sulla spalla dell'halfling. "Che intenzioni hai?" chiede, fissando il compagno con occhi furenti.
"Niente, niente" esclama sorridendo Zigfrid, dopo aver mollato la sua vittima, che si rintana dietro la schiena della sua salvatrice. "Andiamo" sibila la ladra, indicando con un gesto secco l'uscita.
Miodrag incrocia le braccia e si guarda pensieroso i piedi. "Siete sicuri che quella leva nella stanza con l'acqua non sia importante?" chiede senza alzare lo sguardo. "Sono curioso di sapere cosa succede nel tirare quella leva. Zigfrid, ti ho visto più volte far ricorso ad un incantesimo che consente di volare. Non è che potresti lanciarmelo, così attraverso la stanza senza pericolo ed esamino quel piedistallo?"
"Sicuro!" esclama il mago, voltandosi verso Tsadok. "Senti, afferralo per il colletto e per la cintura, poi lancialo con tutta la forza che hai nella stanza".
"Davvero posso farlo?" chiede il mezzorco con un sorriso divertito sul volto.
"Ehi... non era questo ciò che intendevo!" esclama Miodrag, alzando le mani e allontanandosi di un passo dai compagni. "Va bene" aggiunge, abbassando le spalle e sospirando. "Mi terrò la mia curiosità".
"Bravo ragazzo!" esclama soddisfatto Zigfrid.

Dopo le stanze piene di illusioni, attraversare il vecchio ponte traballante è una passeggiata. I due janni che li avevano condotti fin lì sono spariti e dietro il grosso portone si vedono le tre maestose figure dei djinni, allineate, che stanno guardando verso di loro. Zigfrid si avvicina e si prostra in un leggero inchino.
La possente voce di Azura riempie la grande sala e rimbalza sulle pareti. "Avete portato a termine la vostra parte dell'accordo?"
"Ovviamente" replica il mago, alzando leggermente gli angoli della bocca.
"Ci abbiamo messo più del previsto" borbotta Miodrag, grattandosi nervosamente una gamba.
La testa di Zigfrid si gira appena. "Le menti semplici faticano a superare ostacoli semplici" esclama, raccogliendo con soddisfazione il mugugno del compagno.
"Mostratemi l'artefatto" tuona il djinn, allungando un braccio.
Fiona fruga nella sua sacca, recupera l'ampolla e la tende davanti a sé, senza però consegnarla nelle mani del genio. Azura piega le spalle e si avvicina per esaminare l'oggetto, poi annuisce e si volta, facendo cenno a due janni di avvicinarsi. Il genio sussurra loro qualcosa, poi si raddrizza e ritorna a guardare il gruppo di avventurieri. Le due creature scompaiono in un sbuffo di fumo e ricompaiono dopo pochi secondi portando con sé un baule, che appoggiano ed aprono davanti alle vorticanti gambe di Azura. All'interno ci sono parecchie monete d'oro che rilucono al bagliore delle fiamme eteree e della sfera luminosa sulla sommità del bastone di Zigfrid. Sopra di esse, due pergamene arrotolate e legate da un cordino di seta azzurra fanno bella mostra di sé.
"E il bracciale?" chiede il mago, fissando dritto negli occhi il genio.

lunedì 21 novembre 2016

0259 - ulteriori ricerche

Una piccola catasta di libri è ammonticchiata ai piedi del mago ed un sottile velo di polvere aleggia per la stanza, aggrappandosi agli stivali e posandosi sulle mensole più basse. Tsadok allunga per l'ennesima volta la mano, recupera dallo scaffale più alto gli ultimi due tomi rimasti e li porge a Zigfrid.
"Grazie" esclama giulivo l'halfling, cominciando a sfogliare con delicatezza le pagine ingiallite e leggendone attentamente il contenuto.
"Hai finito di fare la spesa?" chiede Miodrag, varcando la soglia insieme a Fiona. L'unica reazione di Zigfrid è una leggera scrollata di spalle. Il mezzorco invece si volta e osserva lo sguardo rabbuiato della ladra. "Qualcosa non va?"
"Niente" lo zittisce lei, cominciando a guardarsi attorno alla ricerca di un'altra nicchia nascosta.
"Ha trovato troppi pochi tesori per i suoi gusti" spiega lo spadaccino, avvicinandosi a Tsadok ed a Zigfrid.
"E cioè?" chiede l'halfling, senza alzare gli occhi dal libro.
Fiona per tutta risposta si slaccia il sacchettino dalla cintura, lo lancia a Miodrag e ritorna a tastare le pareti. Lo spadaccino allenta il cordino e si fa cadere il contenuto del borsello sul palmo della mano. Il mago chiude di colpo il libro, avvicina la punta illuminata del bastone ed osserva attentamente le pietre. "Direi sulle quattrocento monete d'oro" commenta. "Forse qualcosina di più".
"Ho trovato un'altra nicchia!" esclama la ladra soddisfatta, infilando il braccio attraverso la parete illusoria ed estraendo una scatola di legno larga e bassa. Dopo averla appoggiata su un tavolo, controlla che non ci siano altri trucchetti sulla chiusura. "Non c'è nessun lucchetto" borbotta perplessa, poi solleva il coperchio. Una serie di piccole scatoline, tutte allineate, fanno bella mostra di sé; polveri di vari colori, petali, pezzi di legno e altri materiali ignoti emanano odori che spaziano dal piacevole al nauseabondo. "Cos'è questo schifo?"
"Quello schifo, come l'hai chiamato tu, sembra una borsa dei componenti" ridacchia Zigfrid, avvicinandosi. "Interessante l'idea di conservarla all'interno di un vano segreto. Forse è il kit per le emergenze, dato che nessun mago sano di mente girerebbe senza i propri effetti personali".
Fiona apre alcune delle scatoline chiuse e ne esamina il contenuto. "Una volta ti ho visto utilizzare delle perle per i tuoi incantesimi, dici che qui ce ne siano?"
Il mago osserva la disposizione dei componenti, poi alza un involucro cilindrico e lo apre. Vuoto. "Mi spiace, questo era lo scomparto più probabile. Non penso ce ne siano".
Man mano che esamina le varie scatole ed apre le bustine di tessuto, le spalle della ladra si abbassano. "Uffa! Niente di niente!"

Appoggiato alla spalla di una delle librerie, Miodrag osserva i gesti meticolosi della ladra poi, annoiato, si volta verso la parete scurita da quella che sembra essere una vampata di calore. La roccia sottostante sembra liscia, anche se in alcuni punti si notano delle piccole bolle ruvide. Lo spadaccino allunga una mano e passa un dito sulla fuliggine: una parte si trasferisce sul polpastrello, ma la parete non si schiarisce più di tanto. Strati su strati di nero pensa Miodrag, Sembra la parete di un caminetto, peccato non ci sia la canna fumaria...
"Che stai facendo?" chiede Tsadok, notando i movimenti del compagno.
"Volevo capire cosa avesse causato questo" risponde lo spadaccino, indicando la parete. "Secondo te?"
Il mezzorco guarda un po' la parete, poi scrolla la testa. "Non saprei, forse è il segno lasciato dal lancio di una magia malvagia" spiega senza molta convinzione, poi il suo sguardo viene catturato dalla forma sul pavimento. Attorno al cerchio che delimita il pentacolo ci sono delle scritte, tracciate con la stessa sostanza usata per il resto. Facendo appello agli insegnamenti dei maestri del tempio di Gond, comincia ad analizzare ed interpretare le scritte. "Questo è un incantesimo per incanalare il potere per altri incantesimi".
"Che tipo di incantesimi?" chiede Zigfrid, continuando a guardare nella borsa degli incantesimi ritrovata.
"Non ne ho idea" risponde Tsadok. Mastro Randolf aveva ragione, avrei dovuto stare più attento durante le lezioni...
Il mago si volta, lancia un'occhiata al pentacolo e poi ritorna ai suoi affari con un sorrisetto.
"Quindi? Hai capito cos'è?" domanda il mezzorco. "Non dovresti copiarlo? Potrebbe tornarti utile".
"Non mi interessa" replica Zigfrid. "E poi io saprei farlo meglio".
"Se non c'è altro che può tornarci utile" si intromette Miodrag, raggiungendo la porta, "propongo di tornare dai geni e consegnare l'artefatto".
Il mago chiude il libro di colpo e lo infila nella borsa. "Va bene, va bene... andiamo".