Il tempio di Gond si staglia tra gli altri edifici più bassi, possente e immutabile ai cambiamenti di Vaelan. L'attenzione del gruppo viene attirata dalla facciata di un piccolo tempietto, avvolta da alcuni teli e nascosta alla vista, poi Zigfrid punta le grosse porte, su cui elaborate foglie dorate coprono parzialmente le scure assi di legno, e varca la soglia, assaporando la frescura della navata principale.
Miodrag e Tsadok raggiungono il mago e si voltano ad osservare Fiona ferma sulla soglia, impegnata a rassicurare il piccolo goblin.
Quando la mezzelfa raggiunge i compagni, istintivamente rimuove il copricapo dalla testa di Ninkle, facendo sparire gli effetti magici del cappello.
Due sacerdoti guardiani si voltano ad osservare il gruppo e, notando la piccola creatura, si dirigono velocemente verso il gruppo; le mazze ferrate, non più legate alla cintura, scintillano tra le loro mani riflettendo la luce che giunge dal rosone.
Zigfrid nota il loro sguardo, torvo e pronto al combattimento, e abbozza un sorriso. "Le mazze vanno bene, però vi sconsiglio di usare le asce. Gli schizzi di sangue potrebbero arrivare fin sul soffitto".
Fiona si posiziona tra Ninkle ed i due chierici ed alza le mani. "Non attaccatelo, non è malvagio! Siamo qui proprio per lui!"
Uno dei due uomini alza un sopracciglio poi, pronunciando alcune semplici parole, evoca un incantesimo. Con gli occhi illuminati di una luce dorata, scruta il volto del piccolo goblin. Quando l'effetto si dissolve, anche l'altro sopracciglio raggiunge il compagno. "Il goblin, stranamente, non è malvagio" esclama, voltandosi verso l'altra guardia ed abbassando la mazza.
"Io lo sapevo!" esclama Fiona, mentre un gran sorriso le compare sulle labbra. "E' un goblin ed è un po'... limitato, ma non ha fatto del male a nessuno".
Un altro sacerdote, attirato dal trambusto, si avvicina. La tunica ricamata in oro ed il grande simbolo d'argento che gli pende sul petto lo identifica come un gran maestro. Il suo sguardo viene attirato da Tsadok, che alza la mano in segno di saluto. "Buongiorno, Tsadok. Cosa succede, di grazia?"
"Siamo qui per cercare qualcuno che possa istruire e gestire questo piccoletto" replica il mezzorco, facendo cenno al goblin di avanzare.
Quando nota che Ninkle, terrorizzato, rimane fermo a tremare, la mezzelfa lo spinge avanti verso il gran maestro. Questo avanza di un passo e si nasconde il volto tra le mani, mentre i suoi occhi sbirciano tra le dita l'espressione dell'uomo che ha di fronte.
"Non accade molto spesso che un goblin entri nel nostro tempio" tuona il sacerdote. "Per di più, un goblin dall'animo buono. E sia, gli daremo la vecchia cella di Tsadok e gli insegneremo un mestiere".
"Chiudetelo in cella, mi raccomando" borbotta Zigfrid, mimando il gesto con la mano.
Il gran maestro sorride. "Non abbiamo chiuso la porta a chiave nemmeno quando all'interno c'era lui..." esclama, indicando il mezzorco.
"Ma... Maestro! Cosa state insinuando?" sbotta Tsadok, visibilmente risentito, mentre i suoi compagni scoppiano a ridere. "Non le ho mai dato motivo per lamentarsi del mio comportamento! Dico bene?"
"Facciamo finta che sia così" replica il sacerdote, voltandosi poi a guardare gli altri avventurieri. "Ditemi, si è comportato bene?"
Prima che il mezzorco possa proferir parola, Zigfrid avanza e china il capo, indicando un punto con l'indice. "Vede questa cicatrice? E' comparsa quando il vostro confratello ha tentato di spiccarmi la testa dal collo nella sede della guardia cittadina di Assur".
"A mia discolpa posso dire che ha fatto di tutto per farmi uscire dai gangheri" mormora il mezzorco, rosso per l'imbarazzo.
"Noto che il nostro buon Tsadok non ha perso le sue abitudini" ridacchia il gran maestro. "E' un bene che possa contare su di voi. E che stia lontano dal tempio. Per il suo bene, intendo".
"Umpf" sbuffa il mezzorco, incrociando le braccia.
"Se qui abbiamo finito, abbiamo delle altre questioni da risolvere" esclama Zigfrid, voltandosi dopo uno sbrigativo saluto al gran maestro.
"Ninkle, vedi di fare il bravo e di imparare quello che questi sacerdoti ti insegneranno" esclama Fiona, inginocchiatasi davanti al piccolo goblin. "Ti prometto che ti verrò a trovare presto" aggiunge, rialzandosi.
"Tu... promette?"
"Sì, stai tranquillo! Non mi dimenticherò di te!" sorride la ladra, accennando un piccolo inchino in direzione del sacerdote e scattando per raggiungere i compagni. "Di che questioni stavi parlando?" chiede al mago, dopo averlo raggiunto.
"Volevo solo tornare nella nostra dimora" sbuffa l'halfling, ormai fuori dalla porta. "Ho bisogno di un po' di sonno. E di sapere che la nostra casa è ancora lì dove l'abbiamo lasciata".