lunedì 6 febbraio 2017

0267 - inizia l'inseguimento

Tsadok si alza di scatto e inizia a correre verso l'altro lato della piazza, facendosi largo a spintoni tra la folla. Un paio di donne si fanno da parte, evitando per un soffio di essere travolte; una terza, colta di sorpresa, viene urtata dalle grosse braccia del mezzorco e finisce addosso ad uno dei pali che sorreggono la tenda di una bancarella.
"Ehi, cafone! Potresti anche scusarti, sai?" gli urla dietro il mercante, mentre si fa largo tra le merci per andare ad aiutare la malcapitata.
"Scusi, sono di fretta" risponde senza voltarsi Tsadok, evitando con una torsione delle spalle di centrare in pieno la sponda di un carretto. Dopo pochi metri la stretta via si allarga, immettendosi in una piazzetta bruciata dal sole. Il mezzorco si ferma ed osserva le persone attorno a sé, cercando di individuare la donna.
"Dannazione, non può essere sparita" mormora a mezza voce, mordendosi un labbro. Poi coglie un movimento sulla destra, a meno di una ventina di metri: Ronika passa tra due bancarelle e si infila in un vicolo.
"Ora non mi scappi!" ringhia, gettandosi di nuovo all'inseguimento.

"Ma cos-" esclama Miodrag, perdendo la presa sul braccio di Tsadok. Il suo ginocchio destro si piega di scatto all'indietro, fornendogli un appoggio meno precario ed evitando di finire di nuovo a terra. Lo spadaccino afferra uno dei tiranti della tenda sotto cui si trova e, con una piccola spinta, si rialza, girandosi poi in direzione della schiena del mezzorco.
"Dove diavolo stai correndo?" grida, sperando che il compagno riesca a sentirlo.
La voce di Tsadok si perde nel chiasso della piazza, coperta dall'urlo di una donna travolta dallo stesso mezzorco e dai successivi insulti di un mercante, che accorre in aiuto della donna.
Miodrag e Fiona si lanciano a vicenda uno sguardo interrogativo, poi cominciano a correre dietro al compagno.
"Hai capito dove sta correndo?" chiede lo spadaccino.
"Se ho sentito bene, ha detto di aver avuto un miraggio".
"Ottimo, il caldo ha colpito di nuovo" borbotta Miodrag, scartando a destra per evitare di travolgere un mercante con un braccio un grosso sacco.
Fiona sorride, aggirando lo stesso uomo dall'altro lato e rimanendo vicino al compagno.

Zigfrid, rimasto da solo, scuote la testa esasperato. Possibile che non ci sia mai un attimo di riposo? pensa, incamminandosi senza fretta nella stessa direzione degli altri tre. Però non voglio perdermi il momento in cui quel bisonte si caccerà nei guai!

lunedì 23 gennaio 2017

0266 - un fantasma dal passato

Miodrag allunga il passo e taglia la strada al mago. "Non sarebbe meglio, prima, disfarci di un po' delle cose che abbiamo recuperato nell'ultimo viaggio? Ho anche bisogno di una nuova spada, dato che la mia è rimasta nel deserto".
Gli occhi di Zigfrid scrutano la figura dello spadaccino: l'uovo appeso al collo, la borsa magica piena della pelle del behir che penzola sopra il fodero vuoto, varie cinture piene di pozioni tenute a tracolla e allacciate in vita. "Va bene, va bene" sospira, "però sbrighiamoci".
"Io ho bisogno di appartarmi un attimo con Fiona" esclama Tsadok, "per una... questione personale".
Le sopracciglia di Zigfrid si alzano di scatto, mentre sul suo volto si disegna un'espressione di disgusto. "Un mezzorco ed una mezzelfa! Che schifo! Dove andremo a finire..."
I pensieri maschili puntano sempre lì pensa Fiona, sospirando per il sollievo. Nessuno sembra aver fatto caso allo sguardo che il mezzorco ha lanciato alla sua borsa, piena delle monete trafugate dalla tana del behir. Il loro segreto per il momento è al sicuro, ma non lo sarà per molto se Tsadok continua a farne cenno. "Ne possiamo parlare dopo, di certo non in mezzo a tutta questa gente!" esclama, senza commentare la battutina del mago.
"Bah, contenti voi..." borbotta il mago riprendendo a camminare e puntando, questa volta, in direzione del mercato.

I molteplici odori di frutta, spezie, pesce sotto sale e carni esotiche si mescolano riempiendo l'aria della piazza del mercato. Una piccola folla si sposta di ombra in ombra, tentando di fare i propri acquisti senza per questo prendersi un'insolazione. Le voci dei venditori che pubblicizzano la propria merce si confondono con le grida dei bambini che si rincorrono e delle rispettive madri che urlano per richiamarli all'ordine.
"Direi di iniziare dalla vendita delle pozioni" propone Miodrag, posizionandosi in testa al gruppo.
"Ottima idea" commenta Tsadok, guardandosi attorno alla ricerca di un'erboristeria o di un alchimista.
"Poi vediamo di capire cosa si può ricavare dalla pelle del behir" aggiunge lo spadaccino, voltandosi e regalando ai compagni un largo sorriso.
"Attent-" esclama Fiona, notando il suo piede infilarsi sotto una delle corde che fissano la tenda alla loro destra. Allunga di scatto un braccio per afferrare il compagno, ma ormai è tardi. Miodrag inciampa e finisce di schiena su una balla di fieno. La paglia si sparpaglia in tutte le direzioni, attutendo la caduta ed evitandogli spiacevoli conseguenze.
"Farsi fregare da una corda tesa! Che tordo!" esclama Tsadok, ridendo sguaiatamente e allungando una mano per aiutare il compagno a rialzarsi. Miodrag, lamentandosi per il dolore, protende il braccio ma incontra solo l'aria; il mezzorco non sta più ridendo, concentrato ormai su qualcosa dall'altra parte della piazza. Una figura immersa tra le ombre di un vicolo, che dopo essersi guardata attorno si scosta dal muro e si dirige a passo svelto verso la strada che conduce alla Lama del Lavoro.
La sagoma sparisce tra le bancarelle, perdendosi tra la folla. Tsadok sbatte un paio di volte la palpebre, convincendosi che quello che ha visto sia solo il frutto di un'allucinazione; a volte la stanchezza gioca brutti scherzi. E invece no, la figura riappare, non è un'allucinazione. E assomiglia in modo impressionante a Ronika.

lunedì 16 gennaio 2017

0265 - la nuova casa di Ninkle

Il tempio di Gond si staglia tra gli altri edifici più bassi, possente e immutabile ai cambiamenti di Vaelan. L'attenzione del gruppo viene attirata dalla facciata di un piccolo tempietto, avvolta da alcuni teli e nascosta alla vista, poi Zigfrid punta le grosse porte, su cui elaborate foglie dorate coprono parzialmente le scure assi di legno, e varca la soglia, assaporando la frescura della navata principale.
Miodrag e Tsadok raggiungono il mago e si voltano ad osservare Fiona ferma sulla soglia, impegnata a rassicurare il piccolo goblin.
Quando la mezzelfa raggiunge i compagni, istintivamente rimuove il copricapo dalla testa di Ninkle, facendo sparire gli effetti magici del cappello.
Due sacerdoti guardiani si voltano ad osservare il gruppo e, notando la piccola creatura, si dirigono velocemente verso il gruppo; le mazze ferrate, non più legate alla cintura, scintillano tra le loro mani riflettendo la luce che giunge dal rosone.
Zigfrid nota il loro sguardo, torvo e pronto al combattimento, e abbozza un sorriso. "Le mazze vanno bene, però vi sconsiglio di usare le asce. Gli schizzi di sangue potrebbero arrivare fin sul soffitto".
Fiona si posiziona tra Ninkle ed i due chierici ed alza le mani. "Non attaccatelo, non è malvagio! Siamo qui proprio per lui!"
Uno dei due uomini alza un sopracciglio poi, pronunciando alcune semplici parole, evoca un incantesimo. Con gli occhi illuminati di una luce dorata, scruta il volto del piccolo goblin. Quando l'effetto si dissolve, anche l'altro sopracciglio raggiunge il compagno. "Il goblin, stranamente, non è malvagio" esclama, voltandosi verso l'altra guardia ed abbassando la mazza.
"Io lo sapevo!" esclama Fiona, mentre un gran sorriso le compare sulle labbra. "E' un goblin ed è un po'... limitato, ma non ha fatto del male a nessuno".
Un altro sacerdote, attirato dal trambusto, si avvicina. La tunica ricamata in oro ed il grande simbolo d'argento che gli pende sul petto lo identifica come un gran maestro. Il suo sguardo viene attirato da Tsadok, che alza la mano in segno di saluto. "Buongiorno, Tsadok. Cosa succede, di grazia?"
"Siamo qui per cercare qualcuno che possa istruire e gestire questo piccoletto" replica il mezzorco, facendo cenno al goblin di avanzare.
Quando nota che Ninkle, terrorizzato, rimane fermo a tremare, la mezzelfa lo spinge avanti verso il gran maestro. Questo avanza di un passo e si nasconde il volto tra le mani, mentre i suoi occhi sbirciano tra le dita l'espressione dell'uomo che ha di fronte.
"Non accade molto spesso che un goblin entri nel nostro tempio" tuona il sacerdote. "Per di più, un goblin dall'animo buono. E sia, gli daremo la vecchia cella di Tsadok e gli insegneremo un mestiere".
"Chiudetelo in cella, mi raccomando" borbotta Zigfrid, mimando il gesto con la mano.
Il gran maestro sorride. "Non abbiamo chiuso la porta a chiave nemmeno quando all'interno c'era lui..." esclama, indicando il mezzorco.
"Ma... Maestro! Cosa state insinuando?" sbotta Tsadok, visibilmente risentito, mentre i suoi compagni scoppiano a ridere. "Non le ho mai dato motivo per lamentarsi del mio comportamento! Dico bene?"
"Facciamo finta che sia così" replica il sacerdote, voltandosi poi a guardare gli altri avventurieri. "Ditemi, si è comportato bene?"
Prima che il mezzorco possa proferir parola, Zigfrid avanza e china il capo, indicando un punto con l'indice. "Vede questa cicatrice? E' comparsa quando il vostro confratello ha tentato di spiccarmi la testa dal collo nella sede della guardia cittadina di Assur".
"A mia discolpa posso dire che ha fatto di tutto per farmi uscire dai gangheri" mormora il mezzorco, rosso per l'imbarazzo.
"Noto che il nostro buon Tsadok non ha perso le sue abitudini" ridacchia il gran maestro. "E' un bene che possa contare su di voi. E che stia lontano dal tempio. Per il suo bene, intendo".
"Umpf" sbuffa il mezzorco, incrociando le braccia.
"Se qui abbiamo finito, abbiamo delle altre questioni da risolvere" esclama Zigfrid, voltandosi dopo uno sbrigativo saluto al gran maestro.
"Ninkle, vedi di fare il bravo e di imparare quello che questi sacerdoti ti insegneranno" esclama Fiona, inginocchiatasi davanti al piccolo goblin. "Ti prometto che ti verrò a trovare presto" aggiunge, rialzandosi.
"Tu... promette?"
"Sì, stai tranquillo! Non mi dimenticherò di te!" sorride la ladra, accennando un piccolo inchino in direzione del sacerdote e scattando per raggiungere i compagni. "Di che questioni stavi parlando?" chiede al mago, dopo averlo raggiunto.
"Volevo solo tornare nella nostra dimora" sbuffa l'halfling, ormai fuori dalla porta. "Ho bisogno di un po' di sonno. E di sapere che la nostra casa è ancora lì dove l'abbiamo lasciata".

mercoledì 11 gennaio 2017

0264 - addestramento e pazienza

"Perché sprecare la magia per... quello?" sibila schifato Zigfrid.
"Io rimango della mia idea" interviene Tsadok. "Farà le pulizie".
"Come ha già avuto modo di dire il tappo, i goblin non sanno cosa sia la pulizia" sentenzia Miodrag.
"Potremmo sempre insegnargli come si usa una scopa" propone Fiona. "Secondo me lui è disposto ad imparare!"
"Se dai una ramazza a quel... coso, non avrai più nemmeno un soprammobile integro" borbotta il mago, scuotendo vigorosamente la testa.
"Parlare con voi è inutile" sbotta la ladra. "Se non gli volete insegnare un mestiere, va bene. Ma non possiamo abbandonarlo a se stesso. Ninkle è cresciuto in schiavitù e, per come si è comportato finora, non si può difinirlo 'cattivo'. Il miglior modo per farlo integrare è evitare che faccia disastri, e quindi un po' di addestramento è d'obbligo. Bisogna affidarlo a qualcuno. Uno con molta pazienza, ovviamente".
"Dì la verità... tu hai delle conoscenze tra i goblin, vero?" mormora Zigfrid, socchiudendo gli occhi e fissandola di sbieco.
"Intendi un sacerdote, tipo quello che si è preso cura di Tsadok?" propone Miodrag, ignorando il commento del mago.
"Sì, oppure potrebbero insegnargli un mestiere anche alla bisca, dove abbiamo trovato le informazioni su Tinky" ribatte Fiona.
"Un goblin in mezzo agli halfling! Geniale!" sbuffa il mago, esasperato dalla direzione che sta prendendo la conversazione.
"Ah, già, erano halfling" replica con un sorrisetto la ladra. "Per me voi bassi siete tutti uguali..."
Zigfrid allunga il bastone per colpirle la caviglia, ma Fiona alza prontamente il ginocchio ed evita con facilità l'affondo.
"Dicevamo..." riprende il mago, rizzandosi e fissando negli occhi la mezzelfa. "Visto che non lo vuoi abbandonare, andiamo a parlare con i chierici di Gond. Forse lì sapranno come trattarlo".
"Bene" esclama Miodrag, soddisfatto di potersi sgranchire le gambe con una passeggiata. "Al massimo possiamo minacciarli di restituire loro il nostro caro Tsadok..."
"Ehi!" sbotta il mezzorco. "Lì dentro mi vogliono bene!"
"Sì, sì, come no" mormora Zigfrid, dirigendosi verso il quartiere dei templi.

lunedì 19 dicembre 2016

0263 - e poi, all'improvviso, un urlo

Fiona riapre gli occhi e scorge la familiare piazza del mercato, le case in pietra che fanno da sfondo ad un caterva di bancarelle ricolme di merci, spezie e cibarie. Parecchia gente sta facendo acquisti ed alcuni si voltano a guardare la strana apparizione. Le basta una veloce occhiata per notare che sono tutti presenti all'appello tranne Azura.
Tsadok molla di colpo la mano di Ninkle, si allontana di qualche passo, si appoggia al muro di una casa ed inizia a vomitare.
Il goblin si volta raggiante verso Fiona. "Ancora! Ancora!"
La ladra risponde con un sorriso tirato, poi abbassa lentamente il suo sguardo fino a guardarsi gli stivali, immersi per un paio di dita negli escrementi di un qualche animale, coperti alla buona con della paglia. Dalla puzza, si direbbe il prodotto di una mucca.
"Fenomenale!" mormora Zigfrid tra sé e sé, "Proprio come avevo chiesto!"
Lo sguardo assassino della mezzelfa lo trapassa da parte a parte. "Ecco cosa gli avevi sussurrato!"
"No, non è stata colpa mia!" esclama sorridendo il mago. "Io sono stato molto preciso sulle coordinate, se poi Azura ha capito male..."
"Io ti uccido" sibila Fiona, iniziando a strofinare la suola degli stivali sulla parte pulita della balla di fieno sparsa per terra.
Un urlo stridulo richiama l'attenzione di tutti verso una donna, a pochi metri da loro, che si nasconde dietro le spalle del marito. "Un goblin! Ci stanno attaccando!"
"No! Non è vero!" urla Fiona, balzando in avanti e nascondendo Ninkle dietro di sé.
"Mettigli il tuo cappello magico" propone Miodrag, avvicinandosi. "Così evitiamo rogne".
"Ottima idea!" esclama la mezzelfa.
Gli piazza velocemente la cappa in testa e la figura del goblin assume le sembianze di un magro bambino di sei anni, dagli occhi grandi e lattiginosi. La ladra raddrizza le spalle e si volta verso la signora. Il suo sguardo furente la fa sparire ancora di più dietro al marito. "E' solo brutto, non c'è bisogno di offendere!"
La signora si scosta un po' ed osserva meglio la magra figura del bambino, quindi abbassa il capo e prorompe in mille scuse, imbarazzata per la brutta figura. Fiona, ancora infuriata, si volta facendole cenno di andarsene.
"Non capisco questa reazione" borbotta Fiona, avvicinandosi a Miodrag. "I goblin a Vaelan possono stare, giusto?"
"Sì, mi pare che la legge lo consenta" conviene lo spadaccino. "Probabilmente è solo una svitata. Tu comunque tienilo nascosto, almeno per il momento".
"Non in casa nostra" sentenzia Zigfrid, avvicinandosi. Nessuno si era accorto che si era fatto da parte per evitare di farsi vedere insieme a loro.
"Per il momento rimane con me" sibila Fiona, guardandolo storto. "E dopo lo scherzo che mi hai tirato, non sei nella posizione di dettare condizioni".
"Ti ripeto che non è stata colpa mia" ribatte il mago, sfoggiando un sorriso conciliante.
"L'abbiamo salvato, per me ora può andare per la sua strada" esclama Tsadok, pulendosi la bocca con il dorso della mano e strofinandosela poi sui calzoni. "Dopo averci ricompensato, naturalmente. Oppure possiamo tenerlo come domestico. Potrebbe fare le pulizie!"
"No! No! No!" esclama Zigfrid scuotendo la testa. "Goblin e pulizie sono parole che non si possono usare nella stessa frase".
"Potremmo chiedere a Nieven di usare uno dei suoi incantesimi per dargli un aspetto decente" propone Miodrag. "Che ne dite?"

lunedì 12 dicembre 2016

0262 - preparativi per il viaggio

L'imperiosa voce di Azura fa voltare tutti e fa ritrarre Ninkle dietro la schiena dei Fiona. "L'accordo è concluso. Fateci sapere dove volete essere condotti".
"Un momento!" esclama Miodrag, guardandosi attorno. "E il mio uovo?"
Fiona scoppia a ridere insieme a Tsadok. "Quindi alla fine ci tenevi!"
Azura indica un cumulo di coperte vicino ai resti della statua e lo spadaccino ci si avventa. "Con tutta la fatica che ho fatto per portarlo sano e salvo fin qui..." borbotta, spostando i lembi del tessuto e controllando l'integrità dell'uovo. Non ci sono crepe, né altri segni di rottura. Al tatto, il guscio è leggermente caldo.
"Stai controllando se scalcia?" lo canzona Fiona, senza smettere di ridere.
"Tutto a posto" ribatte Miodrag, ignorando il sarcasmo e legandosi l'uovo in vita con la vecchia fascia. "Ora possiamo andare".
Zigfrid spiega in dettaglio dove vuole essere condotto, illustrando la città di Vaelan con l'ausilio di una piccola magia illusoria, poi si avvicina e sussurra qualcosa al genio.
"Formate un cerchio e tenetevi per mano" comanda Azura, mentre gli altri due djinni si allontanano.
Fiona prende la mano di Minkle, che si volta alla sua destra per fare lo stesso con Zigfrid, ma il mago si allontana scuotendo la testa. Allora porge la mano ad Azura, ma anche lei si rifiuta di toccarlo.
"Perché non volete dargli la mano?" chiede Fiona, incredula. "Me lo sarei aspettata dal tappo, ma non da un genio".
"I goblin sono esseri malvagi" spiega Azura, senza scomporsi. "Quella ignobile creatura è ancora in vita solo perché è in vostra compagnia".
"Ma Ninkle è buono!" supplica la ladra, alzando il tono di voce.
"Lo afferro io" esclama Tsadok, allungando una mano verso il goblin.
Ninkle tende timidamente la sua, temendo che il mezzorco gliela stritoli. Tsadok stringe forte il polso ed il goblin inizia a strillare cercando di liberarsi.
"E' per il tuo bene" sbotta Tsadok, "così non apri il cerchio nel momento cruciale!"
Fiona sussurra qualcosa a Ninkle, che si calma e stringe i denti per evitare di pensare al dolore che gli corre su per il braccio.
"Se questo è il vostro primo viaggio magico, vi consiglio di chiudere gli occhi" spiega Azura, "così eviterete il disorientamento".
Ninkle chiude gli occhi strizzandoli il più possibile. Sorridendo per la buffa espressione del goblin, Fiona lo imita abbassando le palpebre; Tsadok, Miodrag e Zigfrid, invece, tengono gli occhi aperti ed osservano i movimenti del genio.
Azura inizia a salmodiare, e le orecchie di tutti si riempiono del fragore del vento foriero di tempesta; le sue palpebre diventano rosse, come se i suoi occhi fossero diventati dei globi infuocati, poi attorno al gruppo inizia a sprigionarsi del fumo, che vortica attorno alle loro gambe.
Tutti, per una frazione di secondo, si sentono sollevare e poi cadere verso il basso.

lunedì 5 dicembre 2016

0261 - la mano più veloce del Durpar

La bocca di Azura si contrae in un terrificante sorriso. Con estrema lentezza, la sua mano destra si allunga verso il braccio sinistro ed afferra uno dei bracciali dorati che pendono dal polso, lo libera e lo allunga verso il gruppo.
"Uno solo?" chiede Tsadok, interdetto.
"Anch'io pensavo che l'accordo fosse per averne uno a testa" borbotta Fiona, fissando in tralice il mago. "Così è un po' scomodo".
"No, l'accordo riguardava un solo bracciale per comunicare con i geni. Ed è per questo che lo terrò io" ridacchia Zigfrid, avanzando per prenderlo.
Fiona, contrariata, gli posa una mano sulla spalla e lo ferma, poi alza lo sguardo verso Azura. "Proprio a lui devi darlo? Ho riportato io la boccetta!"
L'espressione neutra del genio non cambia ed il suo braccio rimane teso in avanti. 
"A questo punto lo prendo io" esclama Tsadok, balzando in avanti ed allungando una mano.
Fiona, senza farsi prendere alla sprovvista, supera con una capriola il mago ed afferra al volo il bracciale, sostituendolo con la fiaschetta. Azura ritira la mano e le dita del mezzorco si chiudono sul vuoto.
"Veramente un bel gioiello" esclama la ladra, osservando il circoletto d'oro dal fine intarsio e mettendoselo al polso.
"Sì, splendido" borbotta Zigfrid, guardando con sufficienza la compagna.
"Come funziona?" chiede Fiona, lanciandogli un'occhiata. "Bisogna parlarci?" aggiunge, avvicinandolo alla bocca e parlando al braccialetto.
Il mago scuote la testa, poi le scocca un'occhiataccia. "Evita di darti troppe arie, se non sai di cosa stai parlando".
"Simpatico, molto simpatico" commenta la mezzelfa.
"Ed è per lo stesso motivo che non finirà in mano al nostro bestione".
Gli sguardi di Fiona, di Miodrag e di Tsadok si posano sul volto sghignazzante del mago, sottintendendo la domanda che vortica nella mente di tutti.
"Le sue... arie" spiega Zigfrid, indicando la pancia del mezzorco. 
Lo spadaccino scoppia a ridere e scuote la mano tesa davanti al naso. "Sì, lui di arie se ne intende parecchio!"