lunedì 27 febbraio 2017

0270 - poche opzioni

La parete del rifugio Tulloch scorre veloce accanto a Miodrag. Lo spadaccino non nota la polvere alzata dai suoi passi, lo stridore della lama quando gratta sul terreno, lo sguardo dei passanti che si ritraggono impauriti; la sua attenzione è concentrata sul vicolo che si apre sulla sinistra, pochi metri più avanti, e su quello che lo aspetta oltre il muro.
Miodrag sfiora l'angolo ed entra nel vicolo, pronto a scagliarsi contro la gnoma ed il suo alleato. Il suo sguardo scruta le poche ombre gettate dai tetti e dalle casse disposte alla rinfusa più avanti, vicino all'uscita. Nella stradina non c'è nessuno.
Un piccolo spiazzo si apre oltre il rifugio, delimitato da una staccionata sotto la quale spuntano pochi steli d'erba secchi. Alcuni rampicanti si aggrappano strenuamente a dei paletti piantati nel terreno, altri arbusti dalle foglie marroni lottano tra la vita e la siccità. La volontà di avere verdura fresca per i visitatori del rifugio si è scontrata con il clima arido del deserto e l'incuria sembra aver fatto il resto.
Quei due non possono essere spariti riflette Miodrag, chinandosi e controllando le tracce sul terreno. I passi sono confusi, persi in mezzo a mille altre impronte. Non è plausibile che abbiano attraversato l'intero vicolo, quindi l'unica opzione è il giardino.
Lo spadaccino si rialza e, spada dritta di fronte a sé, avanza verso la staccionata.

lunedì 20 febbraio 2017

0269 - esplosione di rabbia

"Mi vuoi spiegare che ti è pres-" esclama Miodrag, poi arretra vedendo gonfiarsi i muscoli del collo di Tsadok. "Ehi! Sono io!"
"Mi hai colto di sorpresa" sospira il mezzorco, cercando di calmarsi.
Fiona raggiunge i due e, tentando di riprendere fiato, osserva perplessa la scena. "... certo che corri veloce!"
"Quindi?" chiede di nuovo lo spadaccino. "Perché sei corso via?"
"L'hai vista?"
"Chi avrei dovuto vedere? Chi stavi seguendo?"
"Rani... Rona..." esclama balbettando Tsadok, faticando a ricordarsi il nome esatto della gnoma. "Ronika!"
Gli occhi di Miodrag si spalancano di colpo, il respiro si fa pesante ed il volto si colora di rosso. "Ronika la gnoma? Quella che è scappata dalla guarnigione di Assur?"
"Proprio lei!"
Le vene del collo di Miodrag si gonfiano, pompando sangue al cervello; le narici, ormai completamente dilatate, inspirano svariati metri cubi d'aria nel tentativo di fornire ossigeno al cervello; la palpebra destra inizia a ballare in preda ad un tic nervoso, vibrando in sincrono con la giugulare.
"E stava parlando con un elfo, direi il padrone di quella bettola" aggiunge Tsadok, osservando il volto paonazzo del compagno.
"Intendi Ramesh?" interviene Fiona.
"Dove... dove..." balbetta lo spadaccino, lottando con sé stesso nel tentativo di formulare una frase completa. "Dov'è andata quella carogna?"
"Di là" risponde Tsadok, indicando la stradina che costeggia il rifugio, a circa una cinquantina di metri dalla loro posizione.
Fiona osserva nella direzione indicata dall'indice del mezzorco, quindi si volta di nuovo verso i compagni. "Beh, direi di non ucciderla. La intrappoliamo e ci facciamo dire tutto quello che sa".
Miodrag, incapace di sentire le parole della mezzelfa, estrae la spada e si lancia in avanti, puntando il vicolo e chinandosi in avanti per fendere meglio l'aria. Squarterò quella sgualdrina, rimetterò insieme i suoi pezzi e poi la brucerò.

La ladra osserva la schiena dello spadaccino, poi si volta verso Tsadok.
"Sai, vero, che questa potrebbe essere la nostra ultima occasione per capire qualcosa sulla Fredda Mano?"
"Mi sa che hai ragione!"
"Quindi è necessario fermare Miodrag prima che le interiora di Ronika finiscano sparse per il vicolo".
"Decisamente".
Dopo uno sguardo d'intesa, si gettano all'inseguimento del compagno.

lunedì 13 febbraio 2017

0268 - spiare oltre il muro

Tsadok si ferma all'uscita dell'ennesimo vicolo col fiato corto, ruotando la testa a destra ed a sinistra e scrutando tutte le possibili vie di fuga alla ricerca della bassa sagoma di Ronika. Un carretto trainato da cavalli percorre pigramente la strada, diretto verso la punta della Lama; il cocchiere accenna un saluto verso un drappello di guardie, intente a discutere con un paio di uomini di fronte ad una bottega, e riceve in cambio una frettoloso gesto con la mano da uno dei soldati.
Il mezzorco si raddrizza e si appoggia alla parete, cercando di non attirare l'attenzione delle guardie. Non appena il carretto lo supera, un uomo esce da un vicolo poco distante, fermandosi in mezzo alla strada e guardando scocciato alle proprie spalle. Dopo aver scosso la testa, si volta ed a passo svelto supera Tsadok.
"... che modi! E non si è manco scusata" borbotta tra sé e sé.
Il mezzorco sorride ed attraversa la strada, infilandosi nello stretto e buio vicolo. Una figura si staglia in fondo, poi scompare svoltando a destra. Tsadok si getta di nuovo all'inseguimento.

Zigfrid osserva le schiene dei suoi compagni scomparire dietro la tenda di una bancarella, per poi riapparire di sfuggita nel vicolo accanto. Sembra stiano zigzagando tra i vicoli, evitando le strade più battute.
Sono diretti nella Lama del Lavoro pensa, valutando attentamente gli spostamenti. Se prendo questa svolta e proseguo per la via principale, dovrei raggiungerli senza fatica.
Accompagnando i passi con il bastone, il piccolo halfling si fa largo tra la folla, diretto verso il quartiere più povero della città.

Tsadok appoggia una mano sullo spigolo di un muro, cercando di sbirciare oltre senza essere notato. Ronika è ferma davanti al rifugio Tulloch e sta attendendo che qualcuno esca dalla porta. Il mezzorco si ritrae quando Ronika si volta nella sua direzione, poi si sporge di nuovo quando sente delle voci.
La gnoma sta discutendo animatamente con un uomo alto e dalle orecchie a punta, ma le parole non arrivano fino al vicolo. Tsadok osserva per qualche secondo le due figure, indeciso se correr loro incontro o attendere ancora un po', poi nota che i due di colpo gli voltano le spalle e, dopo una decina di passi, svicolano dietro il rifugio.
Non posso farmela scappare pensa, staccandosi dal muro e muovendo un passo verso la strada. Poi un brivido gelido gli scende lungo la schiena quando sente una mano afferrargli l'avambraccio.

lunedì 6 febbraio 2017

0267 - inizia l'inseguimento

Tsadok si alza di scatto e inizia a correre verso l'altro lato della piazza, facendosi largo a spintoni tra la folla. Un paio di donne si fanno da parte, evitando per un soffio di essere travolte; una terza, colta di sorpresa, viene urtata dalle grosse braccia del mezzorco e finisce addosso ad uno dei pali che sorreggono la tenda di una bancarella.
"Ehi, cafone! Potresti anche scusarti, sai?" gli urla dietro il mercante, mentre si fa largo tra le merci per andare ad aiutare la malcapitata.
"Scusi, sono di fretta" risponde senza voltarsi Tsadok, evitando con una torsione delle spalle di centrare in pieno la sponda di un carretto. Dopo pochi metri la stretta via si allarga, immettendosi in una piazzetta bruciata dal sole. Il mezzorco si ferma ed osserva le persone attorno a sé, cercando di individuare la donna.
"Dannazione, non può essere sparita" mormora a mezza voce, mordendosi un labbro. Poi coglie un movimento sulla destra, a meno di una ventina di metri: Ronika passa tra due bancarelle e si infila in un vicolo.
"Ora non mi scappi!" ringhia, gettandosi di nuovo all'inseguimento.

"Ma cos-" esclama Miodrag, perdendo la presa sul braccio di Tsadok. Il suo ginocchio destro si piega di scatto all'indietro, fornendogli un appoggio meno precario ed evitando di finire di nuovo a terra. Lo spadaccino afferra uno dei tiranti della tenda sotto cui si trova e, con una piccola spinta, si rialza, girandosi poi in direzione della schiena del mezzorco.
"Dove diavolo stai correndo?" grida, sperando che il compagno riesca a sentirlo.
La voce di Tsadok si perde nel chiasso della piazza, coperta dall'urlo di una donna travolta dallo stesso mezzorco e dai successivi insulti di un mercante, che accorre in aiuto della donna.
Miodrag e Fiona si lanciano a vicenda uno sguardo interrogativo, poi cominciano a correre dietro al compagno.
"Hai capito dove sta correndo?" chiede lo spadaccino.
"Se ho sentito bene, ha detto di aver avuto un miraggio".
"Ottimo, il caldo ha colpito di nuovo" borbotta Miodrag, scartando a destra per evitare di travolgere un mercante con un braccio un grosso sacco.
Fiona sorride, aggirando lo stesso uomo dall'altro lato e rimanendo vicino al compagno.

Zigfrid, rimasto da solo, scuote la testa esasperato. Possibile che non ci sia mai un attimo di riposo? pensa, incamminandosi senza fretta nella stessa direzione degli altri tre. Però non voglio perdermi il momento in cui quel bisonte si caccerà nei guai!

lunedì 23 gennaio 2017

0266 - un fantasma dal passato

Miodrag allunga il passo e taglia la strada al mago. "Non sarebbe meglio, prima, disfarci di un po' delle cose che abbiamo recuperato nell'ultimo viaggio? Ho anche bisogno di una nuova spada, dato che la mia è rimasta nel deserto".
Gli occhi di Zigfrid scrutano la figura dello spadaccino: l'uovo appeso al collo, la borsa magica piena della pelle del behir che penzola sopra il fodero vuoto, varie cinture piene di pozioni tenute a tracolla e allacciate in vita. "Va bene, va bene" sospira, "però sbrighiamoci".
"Io ho bisogno di appartarmi un attimo con Fiona" esclama Tsadok, "per una... questione personale".
Le sopracciglia di Zigfrid si alzano di scatto, mentre sul suo volto si disegna un'espressione di disgusto. "Un mezzorco ed una mezzelfa! Che schifo! Dove andremo a finire..."
I pensieri maschili puntano sempre lì pensa Fiona, sospirando per il sollievo. Nessuno sembra aver fatto caso allo sguardo che il mezzorco ha lanciato alla sua borsa, piena delle monete trafugate dalla tana del behir. Il loro segreto per il momento è al sicuro, ma non lo sarà per molto se Tsadok continua a farne cenno. "Ne possiamo parlare dopo, di certo non in mezzo a tutta questa gente!" esclama, senza commentare la battutina del mago.
"Bah, contenti voi..." borbotta il mago riprendendo a camminare e puntando, questa volta, in direzione del mercato.

I molteplici odori di frutta, spezie, pesce sotto sale e carni esotiche si mescolano riempiendo l'aria della piazza del mercato. Una piccola folla si sposta di ombra in ombra, tentando di fare i propri acquisti senza per questo prendersi un'insolazione. Le voci dei venditori che pubblicizzano la propria merce si confondono con le grida dei bambini che si rincorrono e delle rispettive madri che urlano per richiamarli all'ordine.
"Direi di iniziare dalla vendita delle pozioni" propone Miodrag, posizionandosi in testa al gruppo.
"Ottima idea" commenta Tsadok, guardandosi attorno alla ricerca di un'erboristeria o di un alchimista.
"Poi vediamo di capire cosa si può ricavare dalla pelle del behir" aggiunge lo spadaccino, voltandosi e regalando ai compagni un largo sorriso.
"Attent-" esclama Fiona, notando il suo piede infilarsi sotto una delle corde che fissano la tenda alla loro destra. Allunga di scatto un braccio per afferrare il compagno, ma ormai è tardi. Miodrag inciampa e finisce di schiena su una balla di fieno. La paglia si sparpaglia in tutte le direzioni, attutendo la caduta ed evitandogli spiacevoli conseguenze.
"Farsi fregare da una corda tesa! Che tordo!" esclama Tsadok, ridendo sguaiatamente e allungando una mano per aiutare il compagno a rialzarsi. Miodrag, lamentandosi per il dolore, protende il braccio ma incontra solo l'aria; il mezzorco non sta più ridendo, concentrato ormai su qualcosa dall'altra parte della piazza. Una figura immersa tra le ombre di un vicolo, che dopo essersi guardata attorno si scosta dal muro e si dirige a passo svelto verso la strada che conduce alla Lama del Lavoro.
La sagoma sparisce tra le bancarelle, perdendosi tra la folla. Tsadok sbatte un paio di volte la palpebre, convincendosi che quello che ha visto sia solo il frutto di un'allucinazione; a volte la stanchezza gioca brutti scherzi. E invece no, la figura riappare, non è un'allucinazione. E assomiglia in modo impressionante a Ronika.

lunedì 16 gennaio 2017

0265 - la nuova casa di Ninkle

Il tempio di Gond si staglia tra gli altri edifici più bassi, possente e immutabile ai cambiamenti di Vaelan. L'attenzione del gruppo viene attirata dalla facciata di un piccolo tempietto, avvolta da alcuni teli e nascosta alla vista, poi Zigfrid punta le grosse porte, su cui elaborate foglie dorate coprono parzialmente le scure assi di legno, e varca la soglia, assaporando la frescura della navata principale.
Miodrag e Tsadok raggiungono il mago e si voltano ad osservare Fiona ferma sulla soglia, impegnata a rassicurare il piccolo goblin.
Quando la mezzelfa raggiunge i compagni, istintivamente rimuove il copricapo dalla testa di Ninkle, facendo sparire gli effetti magici del cappello.
Due sacerdoti guardiani si voltano ad osservare il gruppo e, notando la piccola creatura, si dirigono velocemente verso il gruppo; le mazze ferrate, non più legate alla cintura, scintillano tra le loro mani riflettendo la luce che giunge dal rosone.
Zigfrid nota il loro sguardo, torvo e pronto al combattimento, e abbozza un sorriso. "Le mazze vanno bene, però vi sconsiglio di usare le asce. Gli schizzi di sangue potrebbero arrivare fin sul soffitto".
Fiona si posiziona tra Ninkle ed i due chierici ed alza le mani. "Non attaccatelo, non è malvagio! Siamo qui proprio per lui!"
Uno dei due uomini alza un sopracciglio poi, pronunciando alcune semplici parole, evoca un incantesimo. Con gli occhi illuminati di una luce dorata, scruta il volto del piccolo goblin. Quando l'effetto si dissolve, anche l'altro sopracciglio raggiunge il compagno. "Il goblin, stranamente, non è malvagio" esclama, voltandosi verso l'altra guardia ed abbassando la mazza.
"Io lo sapevo!" esclama Fiona, mentre un gran sorriso le compare sulle labbra. "E' un goblin ed è un po'... limitato, ma non ha fatto del male a nessuno".
Un altro sacerdote, attirato dal trambusto, si avvicina. La tunica ricamata in oro ed il grande simbolo d'argento che gli pende sul petto lo identifica come un gran maestro. Il suo sguardo viene attirato da Tsadok, che alza la mano in segno di saluto. "Buongiorno, Tsadok. Cosa succede, di grazia?"
"Siamo qui per cercare qualcuno che possa istruire e gestire questo piccoletto" replica il mezzorco, facendo cenno al goblin di avanzare.
Quando nota che Ninkle, terrorizzato, rimane fermo a tremare, la mezzelfa lo spinge avanti verso il gran maestro. Questo avanza di un passo e si nasconde il volto tra le mani, mentre i suoi occhi sbirciano tra le dita l'espressione dell'uomo che ha di fronte.
"Non accade molto spesso che un goblin entri nel nostro tempio" tuona il sacerdote. "Per di più, un goblin dall'animo buono. E sia, gli daremo la vecchia cella di Tsadok e gli insegneremo un mestiere".
"Chiudetelo in cella, mi raccomando" borbotta Zigfrid, mimando il gesto con la mano.
Il gran maestro sorride. "Non abbiamo chiuso la porta a chiave nemmeno quando all'interno c'era lui..." esclama, indicando il mezzorco.
"Ma... Maestro! Cosa state insinuando?" sbotta Tsadok, visibilmente risentito, mentre i suoi compagni scoppiano a ridere. "Non le ho mai dato motivo per lamentarsi del mio comportamento! Dico bene?"
"Facciamo finta che sia così" replica il sacerdote, voltandosi poi a guardare gli altri avventurieri. "Ditemi, si è comportato bene?"
Prima che il mezzorco possa proferir parola, Zigfrid avanza e china il capo, indicando un punto con l'indice. "Vede questa cicatrice? E' comparsa quando il vostro confratello ha tentato di spiccarmi la testa dal collo nella sede della guardia cittadina di Assur".
"A mia discolpa posso dire che ha fatto di tutto per farmi uscire dai gangheri" mormora il mezzorco, rosso per l'imbarazzo.
"Noto che il nostro buon Tsadok non ha perso le sue abitudini" ridacchia il gran maestro. "E' un bene che possa contare su di voi. E che stia lontano dal tempio. Per il suo bene, intendo".
"Umpf" sbuffa il mezzorco, incrociando le braccia.
"Se qui abbiamo finito, abbiamo delle altre questioni da risolvere" esclama Zigfrid, voltandosi dopo uno sbrigativo saluto al gran maestro.
"Ninkle, vedi di fare il bravo e di imparare quello che questi sacerdoti ti insegneranno" esclama Fiona, inginocchiatasi davanti al piccolo goblin. "Ti prometto che ti verrò a trovare presto" aggiunge, rialzandosi.
"Tu... promette?"
"Sì, stai tranquillo! Non mi dimenticherò di te!" sorride la ladra, accennando un piccolo inchino in direzione del sacerdote e scattando per raggiungere i compagni. "Di che questioni stavi parlando?" chiede al mago, dopo averlo raggiunto.
"Volevo solo tornare nella nostra dimora" sbuffa l'halfling, ormai fuori dalla porta. "Ho bisogno di un po' di sonno. E di sapere che la nostra casa è ancora lì dove l'abbiamo lasciata".

mercoledì 11 gennaio 2017

0264 - addestramento e pazienza

"Perché sprecare la magia per... quello?" sibila schifato Zigfrid.
"Io rimango della mia idea" interviene Tsadok. "Farà le pulizie".
"Come ha già avuto modo di dire il tappo, i goblin non sanno cosa sia la pulizia" sentenzia Miodrag.
"Potremmo sempre insegnargli come si usa una scopa" propone Fiona. "Secondo me lui è disposto ad imparare!"
"Se dai una ramazza a quel... coso, non avrai più nemmeno un soprammobile integro" borbotta il mago, scuotendo vigorosamente la testa.
"Parlare con voi è inutile" sbotta la ladra. "Se non gli volete insegnare un mestiere, va bene. Ma non possiamo abbandonarlo a se stesso. Ninkle è cresciuto in schiavitù e, per come si è comportato finora, non si può difinirlo 'cattivo'. Il miglior modo per farlo integrare è evitare che faccia disastri, e quindi un po' di addestramento è d'obbligo. Bisogna affidarlo a qualcuno. Uno con molta pazienza, ovviamente".
"Dì la verità... tu hai delle conoscenze tra i goblin, vero?" mormora Zigfrid, socchiudendo gli occhi e fissandola di sbieco.
"Intendi un sacerdote, tipo quello che si è preso cura di Tsadok?" propone Miodrag, ignorando il commento del mago.
"Sì, oppure potrebbero insegnargli un mestiere anche alla bisca, dove abbiamo trovato le informazioni su Tinky" ribatte Fiona.
"Un goblin in mezzo agli halfling! Geniale!" sbuffa il mago, esasperato dalla direzione che sta prendendo la conversazione.
"Ah, già, erano halfling" replica con un sorrisetto la ladra. "Per me voi bassi siete tutti uguali..."
Zigfrid allunga il bastone per colpirle la caviglia, ma Fiona alza prontamente il ginocchio ed evita con facilità l'affondo.
"Dicevamo..." riprende il mago, rizzandosi e fissando negli occhi la mezzelfa. "Visto che non lo vuoi abbandonare, andiamo a parlare con i chierici di Gond. Forse lì sapranno come trattarlo".
"Bene" esclama Miodrag, soddisfatto di potersi sgranchire le gambe con una passeggiata. "Al massimo possiamo minacciarli di restituire loro il nostro caro Tsadok..."
"Ehi!" sbotta il mezzorco. "Lì dentro mi vogliono bene!"
"Sì, sì, come no" mormora Zigfrid, dirigendosi verso il quartiere dei templi.