venerdì 26 giugno 2015

0049 - gli interessi della Casata della Sabbia

Gli avventurieri salutano lo gnomo e si dirigono alla sede della Casata della Sabbia. Un ragazzo li accompagna nell'ufficio di Amir e li annuncia prima di farli entrare.
Il mercante appoggia sul tavolo la penna d'oca e chiude un libro mastro, poi si alza in piedi. "Salute a voi! Cosa vi porta da me?"
Zigfrid prende la parola. "Ci è stato affidato un compito sulla piccola isola di Bhelani da parte del mecenate Bilmin. Staremo via per circa cinque settimane. Dobbiamo ritrovare un oggetto all'interno di un tempio abbandonato di Myrkul".
Amir si appoggia alla scrivania. "Sono contento che abbiate trovato un incarico, però l'impresa che mi avete descritto non è di alcun interesse per la Casata della Sabbia, quindi non posso finanziarvi oltre alla paga settimanale".
"Bilmin Occhiodoro avrebbe un debito di riconoscenza nei vostri confronti, se la Casata fosse parte attiva in quest'impresa" dice Zigfrid, accennando un sorriso.
"La politica nel Durpar si focalizza sulle attività materiali e sulla ricchezza. Un debito di riconoscenza non rientra nelle nostre abitudini, mi spiace".
Una smorfia si dipinge sul volto del mago. "Capisco".
"Avete detto che la vostra destinazione è l'isola di Bhelani. Se non erro, si trova nell'arcipelago al centro delle Acque Dorate. E' una zona scarsamente popolata e per questo lontana dalle mie rotte commerciali. Da quel che sappiamo, ci vivono solo piccole comunità di pescatori. Se riuscirete a trovare qualcosa di interesse per la Casata e siglerete un'accordo commerciale vantaggioso, verrete ricompensati".
"Terremo gli occhi aperti" dice Miodrag.
"Vi auguro di fare un buon viaggio" conclude Amir, "e di tornare con nuove ricchezze. Approfittatene per allontanarvi dal deserto e dalla sabbia".
Fiona si avvicina allo spadaccino. "Scambiamo il deserto" sussurra, "con una palude. Ci va alla grande".

giovedì 25 giugno 2015

0048 - equo compenso

Zigfrid si alza, seguito dagli altri. "Bene, ora sappiamo cosa dobbiamo fare".
Nieven accompagna alla porta gli avventurieri e consegna loro un piccolo rotolo portapergamene. "Dentro troverete il rituale ed una descrizione delle peculiarità e dell'aspetto del fuoco fatuo che dovete trovare. Vi ho trascritto tutto quello che ho trovato nei miei libri".
Prima di uscire, Fiona si gira a guardare il mago. "Possiamo riferire a Bilmin che può venire a trovare sua nipote?"
"Fate pure, non ci sono problemi. Ricordate, però, che la ragazza verrà liberata solo quando avrò la Candela".
"Riferiremo il messaggio".

Il gruppo si allontana dalla villa dell'elfo e si ferma sotto il portico di un palazzo.
"Dobbiamo andare a parlare con Amir" dice Fiona guardando gli altri. "Tutto questo che interesse può avere per la Casata della Sabbia? Se per loro non è di alcuna utilità, non verremo spesati di nulla".
Zigfrid le lancia un'occhiata di sufficienza. "Secondo te l'esplorazione di un antico tempio con chissà quali tesori non ha interesse per loro?"
"Mettiamo che non sia interessato. In quel caso che facciamo?"
"Nieven ha detto che per lui non è una questione di soldi. Però possiamo farci pagare da Bilmin per il servizio che gli rendiamo".
Miodrag si appoggia ad una colonna. "Chi ci pagherà ha poca importanza. Mi alletta l'idea di poter esplorare questo tempio di Myrkul!"
Fiona gli lancia un'occhiataccia. "Di tutta questa faccenda la cosa che mi alletta di meno è proprio l'idea di entrare nel tempio di un dio della morte".
Lo spadaccino scrolla le spalle e si dirige verso la strada principale. "Forza, andiamo a parlare con Bilmin e vediamo di convincerlo a finanziarci".

Lo gnomo non maschera la sua trepidazione mentre accoglie il gruppo nel suo salotto affollato di oggetti preziosi. "Allora? Cosa avete scoperto?"
"Buone nuove" esclama Miodrag, "Tinky si trova in città, è viva e sta bene".
"Sono così felice!" dice Bilmin con gli occhi lucidi e la voce tremante dall'emozione. "Grazie! Grazie! E quando la riporterete a casa?"
Zigfrid alza una mano. "Non è così semplice. Ci vorranno circa cinque settimane per riportare la ragazza a casa".
Lo gnomo smette di saltellare per il salotto e torna improvvisamente serio. "Così tanto? Perché mai?"
"Sua nipote è prigioniera di un mago" dice Fiona, con aria grave. "Era penetrata in casa sua per rubare ed è stata scoperta. E cercando di fuggire ha rotto qualcosa a cui il mago era estremamente legato".
Bilmin abbassa lo sguardo e comincia a tormentarsi le mani. "Si è cacciata proprio in un bel guaio".
"Sì, è così. Abbiamo parlato con il mago. E' disposto a liberare Tinky, ma è necessario recuperare un oggetto che possa sostituirlo".
"Dove posso acquistare quello che Tinky ha rotto? Oppure potrei rimborsarne il valore!"
"Non è nulla che possa essere acquistato ed il mago non è interessato ai soldi" puntualizza Zigfrid.
Una nuova lacrima solca la guancia di Bilmin. "Quindi? Prima avete parlato di cinque settimane".
"Esatto" dice Fiona. "Dovremo raggiungere un'isola nelle Acque Dorate per poter recuperare l'oggetto. Conosce qualcuno che può portarci sull'isola di Bhelani?"
"Proverò ad informarmi tra i miei contatti".
Miodrag si appoggia allo schienale della sedia. "Siamo disposti ad affrontare quest'impresa, ma dovrà finanziarci".
Bilmin scruta a lungo il volto dello spadaccino, poi si accomoda su una sedia. "Posso offrirvi duemila monete d'oro a testa per l'impresa".
Fiona nasconde lo stupore con un colpo di tosse, mentre Miodrag esplode in una sonora risata. "Dobbiamo affrontare due settimane per mare! Ha idea di dove siamo diretti? E' meglio che nemmeno nomini cosa dovremo affrontare..."
"Posso arrivare al massimo a tremila".
"Penso possa essere un equo compenso" dice lo spadaccino, stringendo la mano allo gnomo. "Affare fatto!"

mercoledì 24 giugno 2015

0047 - scopi personali

"Quindi lei possedeva una Candela di Myrkul e Tinky l'ha rotta" commenta Miodrag. "Questo vuol dire che ha un fuoco fatuo che vaga per casa sua?"
"No, una volta che una Candela si rompe, lo spirito è libero dal vincolo che lo lega al Piano Materiale e quindi raggiunge l'aldilà".
"Comunque non capisco in cosa possa ripagarla la ragazza" chiede Fiona.
"Semplice. Ne vorrei un'altra".
"E cosa si può fare per procurarsene una?"
"Esiste un rituale per rinchiudere uno di questi fuochi fatui in una bottiglia. In pratica, è un patto con lo spirito. Lui si concede alla prigionia ed in cambio ottiene la possibilità di raggiungere l'aldilà in un qualche momento futuro".
Zigfrid fissa il mago. "E cosa se ne fa lei di una Candela di Myrkul?"
"Non potreste capire".
"Sia così gentile da spiegarcelo lo stesso".
L'elfo sospira. "Il legame con il regno dei morti permette allo spirito di accedere a conoscenze che noi non possediamo. Studiandolo potrei ottenere quello che mi serve".
"E sarebbe?"
"I miei scopi personali non vi riguardano. L'unica cosa che dovete sapere è che la ragazza verrà liberata in cambio di una Candela".
Fiona appoggia la tazza sul tavolino. "Quindi dobbiamo trovare un'altra Candela. Oppure imprigionare uno di questi speciali fuochi fatui, giusto?"
"Esattamente".
"E dove lo troviamo? Non ci sono più seguaci che venerano Myrkul".
"In questa settimana ho impiegato notevoli risorse per trovare qualche indizio che mi porti ad un'altra Candela. Sono riuscito a recuperare un tomo antico a cui purtroppo mancano alcune pagine. Il libro parla di un tempio di Myrkul edificato in mezzo ad una giungla paludosa sulla piccola isola di Bhelani, al centro delle Acque Dorate. Quasi sicuramente è abbandonato da molto tempo, ma è scritto che all'interno del tempio si svolgevano rituali e sacrifici. E' possibile che lì si trovi lo spirito di un paladino trasformato in fuoco fatuo".

martedì 23 giugno 2015

0046 - un bene prezioso

Fiona, Delorean e Miodrag spostano gli occhi su Zigfrid. "Sappiamo che una gnoma si è introdotta nella vostra villa e voi l'avete sorpresa".
L'elfo rimane in silenzio, gli occhi fissi sul giovane mago.
"Vogliamo sapere che fine ha fatto la ragazza" riprende l'halfling, "e se è ancora viva".
"E' vero, circa una settimana fa una gnoma si è introdotta in casa mia e l'ho sorpresa mentre frugava tra i miei averi. Cercando di fuggire, ha distrutto un oggetto di mia proprietà, per cui l'ho fermata e rinchiusa. Non vi preoccupate, è ancora viva e sta bene. Non le ho fatto alcunché".
"Perché non avete consegnato Tinky alla guardia cittadina?" interviene Fiona.
"Tinky! Bene, finalmente conosco il suo nome. E' stata zitta per tutta la settimana, sapete? Tornando alla vostra domanda, non l'ho affidata alle guardie perché ha distrutto una mia proprietà. Deve ripagare per il danno che ho subito".
"Tinky è nipote di Bilmin, un ricco mecenate che non avrà problemi a ripagare quanto è stato rotto".
"Non è una semplice questione di denaro. Ha rotto un bene prezioso, difficile da rimpiazzare".
Zigfrid guarda Fiona, poi sposta lo sguardo sull'elfo. "E cosa avrebbe rotto di così prezioso?"
"Un oggetto che ho acquistato parecchio tempo fa durante un viaggio in terre lontane. Una bottiglia in cui era stato rinchiuso uno spirito. Nei testi antichi viene chiamata Candela di Myrkul".
Delorean, sentendo il nome pronunciato dal mago, sbarra gli occhi. "Ma è... un dio morto!"
Tutti si girano di scatto verso il chierico, mentre sul volto di Nieven si dipinge un sorriso. "Capite adesso perché sostenevo che era difficile da sostituire?"
"Myrkul? Chi è? E se è un dio, come può essere morto?" chiede Fiona.
"Myrkul era il dio della morte" spiega il chierico, "ma è stato ucciso durante il periodo dei disordini. Il suo posto è stato preso da altre divinità e la sua religione è scomparsa, insieme ai suoi seguaci".
Zigfrid si gratta pensosamente il mento, poi volge lo sguardo verso Nieven. "Cosa sarebbe questa Candela di Myrkul?"
"Dovete sapere che quando un paladino viene ucciso da un seguace di Myrkul, il suo spirito non può raggiungere il Piano a cui è destinato. Ma la sua forza vitale non può essere reclamata da Myrkul, quindi il suo spirito rimane sul piano materiale e si trasforma in un fuoco fatuo. Conoscete questi esseri?"
"Sono spiriti non morti che si nutrono della paura delle proprie vittime" dice l'halfling, ricordando una vecchia lezione del suo mentore.
"Esattamente. Un fuoco fatuo che si genera da un spirito di luce pura, però, è differente. L'unico suo nutrimento è l'oblio di una morte serena, della pace che questa irradia".

lunedì 22 giugno 2015

0045 - la villa di Nieven

Il gruppo scende lungo la stretta via che conduce alla strada principale e si fa largo tra la folla di operai che si dirige verso la Lama dell'Onore per riprendere l'attività del pomeriggio.
Dopo una breve camminata sotto il sole, gli avventurieri raggiungono l'affollato mercato. Molte signore stanno facendo acquisti per la cena e dalle bancarelle giungono le squillanti voci dei venditori che cercano di richiamare l'attenzione dei passanti.
"Per di qua" indica Miodrag, dirigendosi al ponte che collega il Cortile Dirham al Cortile Rabat. Le acque del fiume sottostante scorrono placide, riversandosi nel piccolo lago artificiale al centro della città, parzialmente oscurato dal Palazzo delle Nuvole che levita parecchi metri sopra la sua superficie.
Il rumoroso vociare del mercato lascia il posto alla tranquillità delle ville e dei grandi palazzi che ospitano scuole e biblioteche. Piccoli gruppi di ragazzi ascoltano le lezioni all'aperto sotto gli alberi dalla folta chioma, mentre alcune figure vestite con tonache sgargianti girano per le strade con rotoli di pergamene e spessi libri sotto il braccio.
"Se le indicazioni di Lotch sono giuste, la casa di Nieven dovrebbe essere questa" dice Zigfrid, indicando una villetta a due piani in muratura, con un piccolo patio che dà su un giardino curato.
Il gruppo percorre il vialetto d'accesso e si ferma davanti alla porta. Il mago si alza sulle punte ed afferra il grosso batacchio raffigurante la testa di un leone, bussando un paio di volte.
Dopo qualche minuto la porta si apre ed una figura allampanata dalle orecchie a punta appare sulla soglia. Zigfrid squadra l'elfo: il volto segnato dalle rughe è circondato da barba e capelli lunghi ormai striati di bianco. Gli occhi blu sono socchiusi per il riverbero del sole, ma mantengono uno sguardo fiero, che osserva attentamente le persone che ha di fronte. La lunga tunica blu ricamata in argento non lascia dubbi nell'halfling: la persona sulla soglia è un mago.
La voce profonda dell'elfo coglie gli avventurieri di sorpresa. "I signori desiderano?"
"Buongiorno" dice Fiona, "nei giorni scorsi qualcuno ha tentato di introdursi in casa sua. Ciò corrisponde al vero?"
L'elfo fissa la ladra per un momento, poi sul suo volto appare un fugace sorriso: "Capisco. Sarà meglio entrare, all'interno la temperatura è più tollerabile e saremo lontani da orecchie indiscrete. Volete accomodarvi?"
L'elfo fa strada fino ad un piccolo salotto e si accomoda su una poltrona. Quando tutti sono seduti, il mago incrocia le mani e si sporge in avanti. "Quindi voi sapete chi sono, ma io non vi conosco. Potete farmi la grazia di dirmi chi siete?"
Dopo le presentazioni, il mago annuisce e si appoggia allo schienale. "Benvenuti in casa mia. Io sono Nieven. Prima di iniziare... gradite del tè?"
"Se è freddo, volentieri" risponde Fiona, incrociando le gambe.
Il mago schiocca le dita. Da una porta laterale esce fluttuando un vassoio che scende e si appoggia su un tavolino di servizio con un lieve tintinnio.
Ad una ad una le tazze colme di tè si alzano e si fermano davanti ad ognuno degli ospiti. L'ultima raggiunge Nieven, che la afferra delicatamente, ne prende un sorso e poi la appoggia al bracciolo della poltrona. "Avevate accennato ad un'intrusione".

domenica 21 giugno 2015

0044 - soldi facili

Il gruppo esce dal rifugio mentre Ramesh confabula con alcuni adepti.
"Meglio muoverci, non vorrei chiamasse le guardie" dice Delorean, allontanandosi.
Fiona si avvicina a Miles. "Dove troviamo il tuo amico?"
"Sarà tornato a casa. Seguitemi, vi faccio strada" dice il ragazzo, proseguendo per lo stretto vicolo. Miles guida il gruppo lungo un dedalo di strette viuzze, circondate da piccole case poste su piani e collegate tra loro da ripide scalette in pietra e ponticelli senza parapetti. Il ragazzo si ferma spesso a salutare gruppetti di bambini che giocano nei vicoli; questi però non ricambiano il saluto, essendo troppo persi a fissare con occhi sognanti i vestiti e l'equipaggiamento degli avventurieri.
"Tenete d'occhio i borselli" sussurra Fiona, controllando che nessuno le infili le mani nelle tasche.
Dopo parecchie svolte, Miles sale una ripida scala e conduce il gruppo in una piccola piazza tra le basse case. "Qui abita il mio amico" dice indicando una porta.
Zigfrid prova la serratura, che gira a vuoto. "Fiona, puoi per favore intervenire tu?"
La ladra sbuffa e si avvicina. Dopo un rapido controllo, infila il grimaldello e con un veloce gioco di polso apre la serratura. "Ecco fatto, ora puoi fare la tua entrata trionfale".
Il mago scosta con gentilezza la ladra, gira la maniglia ed apre la porta, rivelando un monolocale vuoto. "Qui dentro non c'è nessuno" dice, appoggiandosi allo stipite.
Un pugnale sfiora la testa del chierico e si conficca nella mano di Zigfrid, che urla per il dolore.
Tutti si girano verso il ragazzo grasso che è scappato dal rifugio.
"Lotch! Ciao!" urla Miles mentre Delorean e Miodrag estraggono contemporaneamente le armi.
Il mago sfila il pugnale liberando la mano, quindi lo rilancia in direzione di Lotch, ferendolo ad un dito e facendogli perdere la presa sul secondo pugnale, che ricade nel fodero.
Il ragazzo, vedendo lo spadaccino avvicinarsi a grandi balzi, alza le mani e si appoggia alla casa dietro alle sue spalle. "Non fatemi male! Non fatemi male!"
"Vogliamo solo parlare. Non ti faremo male, se non ci costringi" urla Zigfrid, mentre Miodrag lo afferra per la collottola e lo trascina nella piazza.
"Ehi, Lotch! Cercavano te!" esclama allegramente Miles.
"Cercavamo tutti e due" puntualizza il mago. "Dov'è la gnoma?"
"Noi non conosciamo nessuna gnoma" grugnisce il ragazzo.
"Sì, gli ho detto anch'io che non siamo mai usciti con Tinky!" esclama Miles, beccandosi un'occhiata carica di odio dall'amico.
"Dato che abbiamo già appurato che la conoscete" ghigna Zigfrid, "vogliamo sapere dov'è".
"Prima posso picchiarlo?" dice Lotch, indicando il compagno con la testa.
"Dopo. Prima discutiamo, poi appianerete le vostre divergenze".
"Potrei saperlo... oppure no" dice il ragazzo, guardando negli occhi il mago.
"Potresti avere una moneta d'oro o potresti non avere più le dita per reggerne una".
"Facciamo cinque e vi dirò tutto quello che volete sapere".
"Sono tanti soldi" esclama Fiona, "chi possiede così tante monete d'oro?"
"Dei gran signori come voi ne avranno sicuramente".
"Ci costerebbe molto meno ucciderti" mormora Miodrag, sedendosi su un muretto.
La paura si manifesta per un attimo nello sguardo di Lotch. "Quindi? Di quante monete stiamo parlando? Quattro?"
"Facciamo due" propone Zigfrid.
"Tre?"
"Due e cinque monete d'argento. E solo perché siamo dei... signori".
Il ragazzo estrae dalla tasca un fazzoletto e si benda la mano, mentre il mago tira fuori dal borsello il denaro.
"Abbiamo incontrato la gnoma alla bisca. Diceva che aveva voglia di vivere un'avventura e le abbiamo detto che conoscevamo un posto dove c'erano soldi facili. Solo che io ho problemi ad arrampicarmi, mentre il mio amico ha qualche problema a capire se tirando una porta questa si apra o si chiuda".
"E che posto era?" chiede Fiona.
"La casa di un mago".
Zigfrid si copre il volto con una mano. Perfetto. Ora sì che abbiamo un problema.
"Chi è questo mago? E dove si trova la casa?"
"Il mago si chiama Nieven ed abita in una villa nel Cortile Rabat, detto Cortile dello Studio".
Zigfrid si alza e porge le monete al ragazzo. "Va bene. Nel caso ci sia bisogno di voi, vi possiamo trovare qui?"
"Ovviamente. Dove volete che andiamo? Ora, se non vi dispiace, vorrei avere una franca discussione con il mio amico".
"Prego" dice Miodrag, liberando Miles dalle manette.
I due rientrano in casa e Lotch si chiude la porta alle spalle. Mentre il gruppo si allontana, il silenzio viene rotto da urla e rumori di lotta.

sabato 20 giugno 2015

0043 - il padrone del rifugio

Mentre Delorean libera il ragazzo dalle bolas, un elfo dai corti capelli biondi scende dal ballatoio e si ferma a pochi passi dal gruppo. "Buongiorno stranieri. Io sono Ramesh, il padrone di questo rifugio. Posso sapere cosa sta succedendo?"
"Siamo dei poveri viandanti che se ne stanno andando" gli risponde Zigfrid, senza degnarlo di uno sguardo. "Legagli le mani ed andiamo" sussurra a Miodrag.
"Gradirei che non usaste la violenza all'interno del mio rifugio. Avete terrorizzato i miei ospiti e sono preoccupato per la loro incolumità".
Zigfrid assume un'espressione sconcertata. "Violenza? Noi? Si sta sbagliando".
L'elfo fa una smorfia, poi indica la mano del mago. "Posso farle notare che non ha ancora mollato il mignolo del ragazzo?"
Zigfrid molla la presa sul dito e si infila la mano in tasca, mentre Miodrag ammanetta i polsi di Miles.
"Posso sapere qual è il crimine per cui lo state arrestando?"
Fiona si frappone tra l'elfo e l'halflig. "Non lo stiamo arrestando. Il ragazzo non ha commesso nessun crimine".
"E perché allora lo state ammanettando?"
"Solo perché non si faccia male da solo!" esclama la ladra. "Ha visto quant'è imbranato, quando corre? Potrebbe farsi male o far del male a qualcuno dei suoi ospiti!"
Ramesh rivolge lo sguardo sul ragazzo. "E' la verità, giovanotto?"
Mentre Miles apre la bocca, Zigfrid esclama: "Diglielo che non ti stiamo arrestando! Se fossi colpevole di qualcosa, tipo di rapimento, dovremmo chiamare le guardie, giusto?"
Il ragazzo apre la bocca per dire qualcosa, ma poi si blocca. Il suo sguardo si fa pensieroso, poi improvvisamente si illumina. "Giusto. Non ho fatto nulla. Mi stanno solo aiutando a non farmi male da solo".
Ramesh scruta serio il ragazzo, poi si fissa sul mago. "Se lo dice il giovanotto, sarà la verità. Vedete, qui noi cerchiamo di fare del bene, di dare da mangiare alla gente bisognosa. Non sentiamo la necessità di ulteriori problemi".
"Ed infatti non vogliamo crearvi problemi. Ecco a lei" dice Miodrag, depositando una moneta d'oro nelle mani dell'elfo e dirigendosi coi compagni verso l'uscita.