lunedì 2 novembre 2015

0132 - scoperte sepolte da più di cent'anni

"Non sapevo ci fossero delle gallerie sotto la città" dice Malika, aiutando Miodrag ad uscire dalla botola nel capanno.
"Noi siamo scesi ed abbiamo controllato solamente la camera in cui si era rintanato l'assassino insieme ai suoi amici" ribatte Zigfrid, richiamando alla mente un incantesimo per pulirsi la tunica. "Come ha visto, c'è una porta chiusa da casse e barili pieni di pietre. E poi ci sarebbe il corridoio che prosegue oltre la stanza..."
"Essendo proprietà privata, non potete esplorare lì sotto" esclama il capitano ad alta voce, avviandosi verso la staccionata. "Manderò degli uomini a controllare i tunnel per vedere dove portano".
Zigfrid lancia un'occhiata ai suoi compagni, poi segue il capitano. "Come vuole lei".
Dopo aver accompagnato i soldati al vicolo ed aver atteso l'arrivo di un carro per il trasporto del prigioniero, Malika si volta verso il gruppo ed abbassa la voce per evitare orecchie indiscrete. "Avete fatto un ottimo lavoro, il signor Sandstone sarà soddisfatto. Presentatevi domani nel mio ufficio, sbrigheremo le ultime faccende e formalizzeremo la liberazione del vostro capo. Ora andate a riposarvi".
"Oggi ho rischiato di rimetterci la pelle, lì sotto" commenta Miodrag. "Seguirò volentieri il consiglio".
Malika sorride allo spadaccino, quindi fa un cenno di saluto e si allontana lungo la viuzza, ma dopo qualche metro si ferma e si volta di nuovo verso il gruppo. "Magari fatevi anche una doccia. Avete un aspetto terribile".
Zigfrid attende che il capitano giri l'angolo, poi si volta verso i compagni. "Andiamo?"
Miodrag si incammina verso casa ma la mano del mago lo blocca dopo un passo. "Non di là, ragazzino. Intendevo il sotterraneo".
"Ho avuto una brutta giornata, al momento l'unica cosa che voglio è distendermi a letto" replica lo spadaccino.
"E vorresti lasciare campo libero ai compari di Nadja e soci? Magari lì sotto hanno nascosto qualcosa di interessante! Se lasciamo trascorrere del tempo, torneranno a riprenderselo".
"Se nemmeno il capitano sapeva dell'esistenza di quel tunnel" osserva Fiona, "probabilmente ci saranno cose interessanti da recuperare, lì sotto. Io dico di tornare nella galleria".
"Anch'io voglio esplorare quel posto" dice Delorean sorridendo.
Con una scrollata di spalle, Miodrag si avvia verso la piccola costruzione in legno e si cala nella botola, seguito dai compagni.

"Per prima cosa, entriamo nella stanza di fronte all'unica sala che abbiamo visitato" mormora Zigfrid, indicando a Fiona la porta.
La ladra rotea gli occhi e sbuffa, poi controlla velocemente la serratura e la vecchia intelaiatura. "La porta è aperta e non ci sono trappole".
Miodrag ruota la maniglia e spinge. I cardini, corrosi dalla ruggine, fanno resistenza e cigolano rumorosamente mentre la porta si apre lentamente. Un'odore stantio si diffonde nell'aria e fa storcere la bocca a Fiona, che si allontana di un passo. "Spero non sia un cadavere a puzzare così tanto!"
Lo spadaccino precede Delorean nella stanza e si muove attraverso il pulviscolo sollevato dall'apertura della porta. Nel locale sono ammassate parecchie casse, molte delle quali ormai sfondate sotto il peso del terriccio caduto dal soffitto. La luce del medaglione si riflette su una rastrelliera che occupa una delle pareti, in cui sono riposte una moltitudine di armi di varia fattura ed ormai rese inutilizzabili dallo scorrere del tempo.
"Certo che è vecchia, tutta questa merce" commenta il mezzorco, aprendo una cassa piena di stoffa. Il tessuto si disintegra al contatto con le sue dita.
"Non penso sia stata messa qui dentro dai membri della Fredda Mano" mormora Zigfrid esaminando una delle armi appese alla parete. "Questa roba ha almeno un centinaio d'anni, se non di più".
"Guardate, questa cassa è diversa dalle altre!" esclama Miodrag, sollevando un enorme baule e scaraventandolo per terra. Nello spazio ora vuoto si vede il lato di una cassa su cui è stato dipinto un simbolo, sbiadito dal tempo e parzialmente cancellato, che rappresenta un occhio con undici circoletti tutt'attorno.
"Non è un simbolo religioso" commenta Delorean, "o almeno non è uno di quelli che ho studiato".
"Sembra il simbolo di una casata" interviene il mago. "Ma non mi pare di averlo visto in giro per la città".
"So io cos'è" esclama lo spadaccino, spalancando gli occhi. "E penso anche di sapere chi ha scavato queste gallerie. Me ne ha parlato Agha in uno dei nostri incontri".
"Ti vedi con Agha? E da quando?" chiede Delorean, incuriosito.
"Da quando siamo tornati da Shilparam. Volevo ampliare le mie conoscenze e quell'artista è un ottimo insegnante" risponde Miodrag, sulla difensiva.
"Stai cercando di imparare nuove tecniche per intrattenere le prostitute?" chiede sghignazzando Zigfrid.
"Falla finita, tappo" esclama Fiona, entrando nella stanza con un fazzoletto sul naso. "Cosa rappresenta quel simbolo, Miodrag?"
"Appartiene ai beholder che governavano la città più di cento anni fa".

venerdì 30 ottobre 2015

0131 - teatro di strada

"Fiona, tutto bene?" urla Zigfrid, uscendo dalla stanza.
Miodrag e Delorean raggiungono il mago nel corridoio e muovono un passo verso l'uscita, ma si fermano quando la figura della ladra si staglia tra le ombre. Quando Fiona entra nella zona illuminata, tutti notano il suo sguardo soddisfatto e la figura esanime di Nadja, trascinata per un braccio.
"L'hai presa, eh?" domanda lo spadaccino con uno sguardo feroce, solo in parte mitigato da un accenno di sorriso.
"Stava per uscire dalla botola, ma sono riuscita ad afferrarla per un piede, poi le ho sbattuto la testa contro uno dei pioli di metallo" replica tranquillamente Fiona. "Penso sia solo svenuta, ma forse è meglio controllare".
Delorean si china ed esamina il corpo dell'assassina. "Non è presa bene, ma è ancora viva" commenta rialzandosi.
"E' presa meglio di com'ero ridotto io pochi minuti fa. Leghiamola ben stretta" esclama lo spadaccino, estraendo una corda e cominciando a bloccarle mani e piedi.
Fiona osserva i goffi gesti del compagno e scuote la testa. "Pensi che un'abile assassina come lei venga fermata da quei nodi da dilettante?"
"Ho stretto bene!" bofonchia Miodrag, tendendo la fune.
"Davvero?" commenta la ladra, afferrando un punto della corda e tirando. Il nodo si slaccia e le braccia dell'assassina ricadono lungo i fianchi. "Dai qua, faccio io".
"Ora bisogna avvisare le guardie che abbiamo trovato i veri assassini" dice il chierico, osservando le agili dita della ladra stringere dei complicati nodi attorno ai polsi ed alle caviglie di Nadja.
"Bisognerà portare in superficie tutti i corpi" commenta Zigfrid, "sarà dura se nessuno ci dà una mano".
"Fatemi stringere quest'ultimo nodo, poi vado a chiamare le guardie" esclama Fiona, tirando per l'ennesima volta le due estremità della corda.
"Va bene, solo ricordati che i soldati non sanno che stiamo indagando" ribatte il mago.
"Nessun problema" ribatte lei facendogli l'occhiolino.

Fiona esce dal pertugio tra le assi spaccate del recinto e raggiunge il vicolo. In lontananza, un paio di guardie stanno perlustrando la strada attorno alla villa, accompagnate da due mercenari con lo stemma della Casata dell'Aurora.
Se avessimo lasciato le indagini in mano a questi incompetenti, Amir finirebbe i suoi giorni in prigione pensa la ladra. Poi prende fiato ed urla: "Aiuto! Accorrete! Sono stata aggredita!"
Attirati dalle urla, i soldati si voltano verso la mezzelfa che si sta sbracciando in mezzo alla stradina. I due si scambiano un'occhiata e, dopo aver mormorato qualcosa agli uomini di Dragan, sguainano le armi e raggiungono di corsa la ragazza. "Si calmi, signorina! Sono il sergente Grimmett" dice l'uomo più grosso. "Cosa succede? Chi l'ha aggredita?"
"Due bruti mi hanno afferrato ed hanno cercato di trascinarmi dietro quella siepe! Per fortuna c'erano i miei compagni, che sono accorsi e li hanno inseguiti lì dentro!" grida Fiona, indicando il giardino della villa, che si intravede tra le assi della staccionata.
"Tu resta qui, io vado a chiamare il capitano Morningstar" dice Grimmett al suo compagno d'armi. "Ci sono state troppe aggressioni, questa notte!"
Quando l'altro risponde con un cenno d'assenso, il sergente si volta e corre verso la villa, tornando dopo una decina di minuti in compagnia di Malika. Il capitano nota Fiona in mezzo alla strada e la preoccupazione nel suo sguardo cede il posto al sollievo. "Saresti tu la donna aggredita?" dice con un sorrisetto beffardo.
"Certo!" esclama la ladra, posando teatralmente il dorso della mano sulla fronte. "Due uomini molto cattivi mi hanno aggredito, poi si sono infilati in quel capanno".
"Certo, come no. Uomini, seguitemi!" grida Malika, infilandosi nel pertugio tra le assi e dirigendosi verso la piccola rimessa degli attrezzi.

Il rumore dei passi nel corridoio riscuote Zigfrid dalle sue letture. Quando Fiona entra nella stanza assieme a Malika, il mago chiude il libro e si alza dalla sedia. "Finalmente! Pensavamo ti fossi persa!"
"Intendevi chiedermi se sto bene dopo l'aggressione che ho subito nel vicolo, vero?" ribatte la ladra, facendo un cenno con il capo verso il capitano, che scruta l'halfling con un malcelato sorriso.
"Certo! Certo!" esclama Zigfrid sorridendo affabilmente. "Stai bene?"
"Quindi questi sarebbero i tizi che hanno aggredito la vostra amica nel vicolo, giusto?" taglia corto il capitano, osservando i cadaveri sparsi nella stanza.
"Fiona è stata aggredita? Quando?" mormora Delorean allo spadaccino, guardando preoccupato la ladra.
"Sono proprio loro" ribatte Miodrag dando una gomitata sul torace del chierico, che trattiene una smorfia di dolore.
"E si dà il caso che siano anche gli assassini di Baler" aggiunge Zigfrid. "Quello è il falso cameriere, lì per terra ci sono i suoi vestiti. Quello a torso nudo è l'assassino della guardia. Questi altri due, invece, sono Huriya e Nadja, i due tizi che avevamo incontrato sulla nave di Acquadifonte".
"Vedo che siete riusciti a prenderne uno vivo" commenta il capitano, vedendo Nadja legata come un salame. "Ottimo lavoro. I miei uomini prenderanno i corpi e le prove, voi seguitemi fuori. Questa è pur sempre proprietà privata".

giovedì 29 ottobre 2015

0130 - lavare l'onta nel sangue

Il gruppo avanza in silenzio finché una debole lama di luce non appare di fronte a loro. Miodrag scosta leggermente la copertura della lanterna, illuminando ad una decina di metri di distanza due porte ai lati del corridoio, una di fronte all'altra.
"Quella sulla destra, giusto?" sussurra Zigfrid, indicando la porta da cui esce la luce.
Lo spadaccino annuisce. Ad un cenno del mago, Fiona si avvicina ed appoggia l'orecchio sul legno. "Ci sono alcune persone qui dietro" bisbiglia la ladra. "Sento qualcuno russare e due che parlano. Non riesco a capire cosa dicono, ma sono sicura che uno dei due sia una donna".
Miodrag spalanca gli occhi, scosta Fiona e tende l'orecchio. "Sono i due della Rayo de Luna" scandisce, soffiando come un mantice, poi fa un passo indietro ed alza il piede per abbattere la porta, ma Zigfrid si frappone.
"Se è rinforzata dall'altro lato non riuscirai a sfondarla al primo colpo" sussurra il mago cercando di calmare il compagno, "e così perdiamo l'effetto sorpresa. Proviamo a girare la maniglia, dubito si siano chiusi dentro a chiave".
Miodrag, rosso in volto, fa un cenno affermativo ed estrae le spade. "Quando vuoi".
Zigfrid appoggia la mano sul pomello, ruota la maniglia e spalanca la porta. Lo spadaccino si lancia all'interno, facendo voltare le due figure che stanno parlando in un angolo, accanto ad un grosso tavolo. Una delle due è Nadja, la magra ragazza dai capelli rossi incontrata sulla nave. L'altra figura è Huriya, un uomo di colore dai capelli aggrovigliati, con molteplici orecchini ed una profonda cicatrice sul volto.
Miodrag si lancia sull'assassina ed affonda la lama nel suo fianco, strappandole un grido di dolore. Delorean intanto balza sul mago roteando la ascia ed affonda malamente il colpo, squarciandogli la tunica e lasciandogli una piccola ferita sul petto.
Il mago ignora il chierico e si volta verso lo spadaccino. I suoi occhi si socchiudono, incomprensibili parole arcane vengono pronunciate e la sua mano si protende verso il polso di Miodrag, che sente un'ondata di energia negativa salire lungo il braccio ed istintivamente irrigidisce i muscoli. Il ghigno di Huriya viene sostituito da un'espressione sconcertata quando un sorriso feroce compare sul volto dello spadaccino. "Tutto qui quello che sai fare, ciarlatano?"
Zigfrid, sentendo le parole arcane, entra nella stanza e protende le mani. Dai suoi palmi esplodono due raggi bianchi, che raggiungono sia il mago che la ladra, ustionando i loro volti. Un pugnale sibila accanto alla sua testa, conficcandosi nella spalla di Miodrag e facendo voltare l'halfling. Un ragazzo atletico, con le braghe mezze calate e parzialmente nascosto dalla porta, sta tentando di recuperare un altro pugnale infilato in una tasca dello zaino, appoggiato ad una pila di vestiti da cameriere. Il mago si volta e dalle sue mani partono una selva di dardi luminosi che abbattono il giovane prima che riesca ad afferrare l'arma.
Mentre il combattimento infuria nella stanza, Fiona sbircia dalla porta e nota un quarto uomo a torso nudo disteso sopra ad un giaciglio sul fondo della stanza, ancora immerso nel sonno nonostante i rumori del combattimento. Due frecce partono e si piantano nella sua gamba, svegliandolo di soprassalto.
Un urlo selvaggio scuote gli avventurieri. L'uomo a torso nudo si alza e, incurante delle frecce piantate nella coscia, balza sul tavolo e si avventa sullo spadaccino roteando ed affondando le sue due lame. Approfittando della distrazione offerta dal compagno, Nadja stiletta il suo avversario al braccio e poi si allontana con una capriola. Miodrag si volta per rispondere all'assalto, parando alcuni colpi ed affondando le lame nel fianco dell'uomo, senza però riuscire a fiaccare i suoi furibondi attacchi. All'improvviso sente qualcosa toccare la sua spalla e con la coda dell'occhio vede l'espressione feroce di Huriya mentre pronuncia una formula arcana. Le forze abbandonano il corpo dello spadaccino, che si accascia sotto un colpo ben assestato del suo avversario.
"Miodrag! No!" urla Delorean, affondando l'ascia nel collo dell'uomo, che si accascia al suolo esanime, e chinandosi per controllare il polso dell'amico. Il battito è molto debole e la vita sta lasciando velocemente il suo corpo.
"Delorean, salva il ragazzo! Io e Fiona intanto mi occupiamo degli altri!" urla Zigfrid, attingendo alle sue scarse riserve. Nadja improvvisamente crolla a terra, piegata in due dalle risate.
Meno uno pensa il mago, voltandosi verso l'uomo di colore che sta correndo verso la compagna con una pozione in mano. All'improvviso Huriya con uno schiocco di dita scompare alla vista.
"Non lo vedo, Zigfrid!" urla Fiona, muovendo l'arco in cerca di un bersaglio.
Maledizione pensa l'halfling. Quel tipo è troppo pericoloso se rimane invisibile!
Dopo una veloce occhiata a Delorean, che sta cantilenando per evocare i suoi poteri curativi, evoca dalla sua memoria l'incantesimo di dissoluzione. Il mago della Fredda Mano ritorna visibile e Nadja smette di ridere. Con un balzo, l'assassina si rialza. "Faremo bene ad andarcene!"
"Prima mi gioco il tutto e per tutto" replica Huriya, alzando le mani ed aprendo la bocca in maniera innaturale. Un'onda sonora colpisce tutti i presenti, che iniziano a sanguinare dalle orecchie. Un forte fischio ora copre qualunque suono. Delorean si appoggia alla parete per non perdere l'equilibrio.
Zigfrid si appoggia al tavolo, punta un dito sul mago e pronuncia l'ennesimo incantesimo. Un'aura violacea avvolge Huriya, che barcolla all'indietro e si appoggia al muro.
"Avrò io la sua testa!" urla Miodrag, lanciandosi in avanti ed affondando la spada nel suo torace. Il mago alza lentamente le mani ed afferra la spada, fissando lo spadaccino negli occhi. Poi la sua testa si reclina in avanti ed il suo corpo scivola lungo il muro.
"Sei rimasta solo tu" urla senza rendersene conto Zigfrid. Tutti cominciano lentamente ad avanzare verso l'assassina, tenuta sotto tiro dalla spada di Miodrag.
Nadja si guarda attorno, poi facendo una piroetta evita l'affondo dello spadaccino, si lancia sul tavolo ed imbocca la porta. "Non mi avrete!"
Eh, no! Ci sei scappata una volta, non fuggirai di nuovo! pensa Fiona, lanciandosi all'inseguimento.

mercoledì 28 ottobre 2015

0129 - via di fuga

Il gruppo si riunisce davanti alla breccia nello steccato.
"Quindi? Scoperto nulla?" chiede Zigfrid.
"Abbiamo parlato con un piccolo accattone" risponde la ladra. "A quanto pare, i due si sono rinchiusi in quel capanno".
"Ok, direi di muoverci con cautela" commenta il mago. "Fiona è non ha bisogno di aiuto per nascondersi, quindi renderò invisibile il bisonte e Miodrag raggiungerà da solo il capanno. Io darò copertura dall'alto. Se esce qualcuno, penserà di avere a che fare con un solo avversario e potremo averne ragione facilmente".
Tutti annuiscono, quindi il mago lancia i suoi incantesimi. Rimasto solo, lo spadaccino si infila nell'apertura tra le assi e raggiunge velocemente il capanno. Dopo un giro di perlustrazione in cui non nota niente di strano, Miodrag afferra la maniglia ed apre la piccola porticina, che ruota sui cardini arrugginiti producendo un fastidioso cigolio.
L'interno è vuoto.
"Venite, non c'è nessuno" esclama lo spadaccino, facendo accorrere i compagni.
Il gruppo osserva l'interno della struttura fatiscente. Parecchi attrezzi da giardinaggio, ormai distrutti dalla ruggine, sono appesi alle pareti. Alcune assi giacciono per terra, abbandonate alla rinfusa. Miodrag osserva attentamente le pareti ed il soffitto, ormai quasi collassato su se stesso.
"Questi pezzi di legno non sono parte del tetto" mormora lo spadaccino, chinandosi ad esaminare le tavole rotte. "Guardate, questo sembra coprire una macchia di sangue!"
Miodrag afferra una delle assi e la solleva. Tutto il blocco di legno si alza, rivelando un passaggio nascosto. La luce della lanterna illumina uno stretto passaggio verticale, alcuni pioli arrugginiti si perdono nell'oscurità sottostante. "Sono sicuramente passati di qua" dice lo spadaccino, iniziando a scendere.
Far scendere il mezzorco che ci vede al buio pareva brutto, vero? pensa Fiona, appoggiando il piede sul primo gradino.

Lo spadaccino scende per qualche metro e poi sente il terreno solido sotto di sé. Mentre il resto del gruppo lo raggiunge, Miodrag afferra la lanterna ed illumina la vecchia galleria, scavata rozzamente nel terreno e tenuta in piedi da vecchie assi malconce. Una parte del corridoio è franato, lasciando un'unica via da seguire.
"Meglio sbrigarsi. Non vorrei che il tunnel collasse seppellendoci qui sotto" mormora Miodrag.
"Ma cosa stai dicendo! Questa struttura è solidissima" ribatte Zigfird, assestando una manata ad una trave e facendo cadere una pioggia di pietrisco. "Uhm... forse non è solida come pensavo".
"Già" commenta Fiona. "Tieni le mani a posto, così magari non verremo sepolti a causa tua".
"Qui ci rimaniamo secchi" borbotta lo spadaccino, osservando il mago avanzare con passo sicuro lungo il corridoio, seguito dagli altri due. Miodrag china la testa per mormorare una preghiera e quando apre gli occhi nota un foglietto mezzo sepolto dalla terra appena caduta. 
"Ragazzi, ho trovato qualcosa".
I compagni tornano indietro e si raccolgono attorno allo spadaccino che, dopo aver raccolto il documento ed avergli dato un'occhiata distratta, se lo infila in tasca. "Questo lo guardiamo dopo, intanto vediamo se ci sono impronte".
"Oltre a quelle che abbiamo creato noi avanzando?" commenta Fiona, guardando Zigfrid di sbieco.
"Non vi ho detto io di proseguire" borbotta Miodrag.
Fiona si china ed esamina il terreno. "A parte le nostre impronte, vedo altre due serie recenti. Ci sono anche parecchie tracce vecchie, parzialmente coperte da polvere e detriti".
Il gruppo avanza guardingo, mentre il medaglione sul petto di Delorean dipana le ombre ed illumina la strada. Dopo una decina di metri il tunnel sbocca in un corridoio più largo. A destra, dopo qualche passo, una porta di legno rinforzato blocca il passaggio. Una pesante trave, parecchie casse ed alcuni barili colmi di pietre impediscono alla porta di aprirsi.
"Se qualcuno ha intenzione di aprire quella porta, mi avverta" commenta a bassa voce Zigfrid. "Così me ne vado prima che si liberi qualunque cosa sia tenuta bloccata lì dietro".
"Ma alla fine cosa c'era scritto su quel pezzo di carta che hai trovato?" chiede Fiona, avvicinandosi allo spadaccino.
Miodrag si ferma, estrae il foglietto e scorre il testo, quindi si sofferma a leggere l'ultima parte. "Ci sono appunti sulla villa e sembra che ci siano anche le indicazioni per muoversi qui sotto. Probabilmente uno dei due tizi l'ha perso rimettendoselo in tasca".
"Quindi?" lo incalza la ladra, sbirciando il documento da sopra la sua spalla.
"Direi di qua" mormora Miodrag, puntando il dito verso il buio in fondo al largo corridoio. "Dovrebbe esserci una porta sulla sinistra. I due tizi dovrebbero essere lì dentro".
"Bene, ora avanziamo in silenzio" commenta a bassa voce Zigfrid. "Stranamente non c'è molta eco qui dentro e magari non ci hanno ancora sentito".

martedì 27 ottobre 2015

0128 - sulle tracce degli assassini

Delorean si aggrappa al bordo del muro e cerca di tirarsi su, soffiando e contraendo i muscoli nello sforzo, ma rimane appeso con le gambe che scivolano sulle pietre senza fare presa.
"Muscoloso come sei, non riesci ad arrampicarti?" ridacchia Fiona, poi con una piccola rincorsa corre sulla parete e si ritrova in cima.
"Smettila di prendermi in giro e dammi una mano" grugnisce il mezzorco.
La ladra afferra il compagno per la collottola e tira verso l'alto, mentre lui tende i bicipiti con tutta l'energia di cui dispone. Grazie alla spinta combinata, Delorean raggiunge la sommità del muro, ma le sue braccia mancano la presa. La grossa figura del mezzorco vola oltre il bordo e tira una craniata sul selciato.
"Mamma, che male!" sbraita il chierico, alzandosi e massaggiandosi la testa dolorante.
Fiona scoppia a ridere. "Che imbranato! Hai la coordinazione di una lumaca asmatica!"
Il chierico, furente, si volta e cerca di afferrare la gamba della ladra, ma lei con un agile balzo schiva la mano e si issa in piedi.
"Vediamo la grande acrobata quanto male si fa" ringhia Delorean. "Dai, scendi!"
"Subito" replica Fiona, girandosi di spalle e realizzando un perfetto salto mortale. Il sorrisetto e l'impertinente inchino della ladra fa infuriare ancora di più il mezzorco, che con fare scocciato si volta e raggiunge lo spadaccino, inginocchiato per terra ed intento a osservare un segno scuro sul terreno battuto. "Delorean, avvicina la luce! Secondo te è sangue?"
"Sì, sembra proprio sangue" commenta il chierico, chinatosi per esaminare la macchia.
"Ci sono altre gocce anche sul marciapiede dall'altra parte della strada" esclama la ladra. "Portano in quel vicolo!"
"Peccato che non veda nessuna impronta" borbotta lo spadaccino.
Zigfrid arriva di corsa, madido di sudore e con il fiatone, quindi si ferma con le mani sulle ginocchia. "Non pensavo di metterci così tanto a fare il giro".
Mentre il mago riprende fiato, Miodrag recupera la sua lanterna dallo zaino ed inizia a seguire la pista. Dopo aver attraversato la strada, prosegue lungo marciapiede di fronte e poi si infila nel vicolo indicato da Fiona. Pochi metri e la traccia sembra sparire. Lo spadaccino comincia a guardarsi attorno, illuminando l'alto muro della villa e lo steccato di una proprietà abbandonata dall'altra parte della stradina, fino a che la torcia non rivela una piccola macchia sul selciato al centro della via ed un'altra vicino ad una breccia nel vecchio recinto.
Miodrag si rialza e fa per attraversare la strada, ma la mano di Delorean lo ferma. "Hai notato in fondo alla via? Sembra ci sia qualcuno".
Lo spadaccino scruta nell'oscurità, soffermandosi su qualcosa che spunta da dietro lo steccato. "Sì, lo vedo. Dall'altezza direi che c'è un ragazzino che ci sta spiando".
"Magari ha visto qualcosa" mormora il chierico. "Vado a controllare".
Delorean si avvia verso la svolta, guardando spesso nel giardino della casa abbandonata e facendo finta di non essersi accorto della figura che lo osserva. Quando attraversa la stradina, la testa scompare dietro l'angolo.
Cavolo! pensa il chierico, lanciandosi oltre la svolta e notando ad una decina di metri un ragazzino che si sta allontanando di corsa. "Ehi! Fermati! Voglio solo parlarti!"
Il giovane si blocca, poi si volta lentamente. La luce del medaglione illumina i vestiti logori e sporchi del ragazzino e le scarpe ridotte ad ammassi informi di stoffa. Il suo sguardo intimorito guizza di qua e di là nervosamente alla ricerca di una via di fuga.
"Non aver paura, voglio farti solo una domanda".
Il ragazzo fa un passo indietro. "Dicono tutti così".
"Per caso hai visto passare due tizi? Uno grosso ed uno vestito di scuro? Uno dei due era ferito" dice amichevolmente il chierico, tirando fuori una razione di carne secca e porgendogliela.
Il giovane avanza timidamente, mantenendosi però a debita distanza. "Può essere".
"Se ti do anche una moneta d'oro, potresti dirmi dove li hai visti?" aggiunge Delorean, estraendo una moneta dal borsello e facendosela girare tra le dita.
Il ragazzo fissa avidamente il dischetto che brilla alla luce del medaglione, quindi avanza ancora un po' e sporge la mano per prendere il fagotto del cibo, poi si blocca quando Fiona gira l'angolo. "Erano due tizi. Come faccio a sapere che quella poi non torna nella tua tasca?"
"Tu non ti preoccupare. Rispondi ed avrai la moneta".
"Non mi fido" ribatte il ragazzo, indietreggiando davanti ai due.
"Fiona, hai monete d'argento?"
La ladra, dopo un'occhiata al piccolo sbandato, fruga nel borsello, estrae una decina di monete e le posa in mano al chierico. Lui ne appoggia cinque sul selciato e fa un paio di passi indietro, indicando a Fiona di fare altrettanto. "Queste puoi prenderle subito, le altre dopo che avrai risposto".
Il ragazzo fissa i due, poi si avvicina senza distogliere lo sguardo ed afferra la pila di monete. "Ho visto i due uomini di cui parli. Si sono infilati in quell'apertura nello steccato e sono entrati in quella piccola costruzione laggiù".
Delorean e Fiona si voltano a guardare la piccolo ricovero in mezzo al giardino della villa abbandonata. "Sono ancora lì dentro?" chiede il chierico.
"Io non li ho visti uscire" borbotta il ragazzino, poi si lancia sulla seconda pila di monete nella mano del mezzorco e scappa via.
Fiona lancia un'ultima occhiata al vicolo, ora deserto, quindi fa cenno al compagno. "Torniamo dagli altri, ora sappiamo dove cercare".

lunedì 26 ottobre 2015

0127 - impronte in giardino

Delorean e Miodrag escono all'esterno e si dirigono al punto dell'aggressione sul lato sinistro della villa.
"Effettivamente qui è molto buio" commenta lo spadaccino. "Riesci a fare un po' di luce, così vediamo se ci sono impronte?"
Il chierico estrae il medaglione da sotto la camicia e lo sfiora pronunciando il giusto incantesimo. Una forte luce inizia ad irradiarsi dal monile, illuminando il giardino.
"Questo dev'essere il percorso delle guardie" dice Miodrag, indicando la serie di impronte che costeggiano l'alta siepe.
"E quello è l'altro cadavere" aggiunge Delorean, indicando una figura riversa sul terreno e coperta da un lenzuolo.
"Forse però è meglio ricostruire cosa è successo con l'aiuto della guardia ferita" commenta lo spadaccino, rientrando dentro e ritornando dal chierico insieme al soldato.
"Qui è dove mi sono fermato ed ho visto il mio compagno d'armi a terra" dice l'uomo. "Poi sono corso fino a quel muro laggiù".
Il gruppo si sposta verso la zona dell'agguato e, mentre Miodrag continua a ricostruire gli eventi con la guardia, Delorean si china per esaminare il cadavere. "Ci sono segni violacei sul collo, probabilmente l'hanno fatto svenire con una presa. Poi vedo una profonda ferita all'altezza del cuore".
"L'hanno colto alle spalle" commenta lo spadaccino. "Probabilmente era già svenuto quando l'hanno ucciso. Sembra il lavoro di un professionista".
"Dici che siano usciti da lì?" chiede Delorean, illuminando con il medaglione il piccolo ingresso di servizio all'angolo della villa.
Miodrag si inginocchia e controlla il terreno. "Potresti aver ragione, ci sono delle impronte che arrivano da quella porta. Però c'è un'altra serie di impronte che viene da quel capanno. E sembrano leggermente più pesanti, probabilmente l'assassino era nascosto lì dentro".
"Non ci resta che scoprirlo" dice il chierico, alzandosi e dirigendosi verso la piccola costruzione in legno. La porta è chiusa ma il lucchetto, forzato, giace a terra poco distante. Miodrag lancia un'occhiata al chierico, poi gira la maniglia ed apre la porta. La luce del medaglione illumina una carriola di legno in un angolo e vari attrezzi da giardiniere appesi alle pareti. Sul lato opposto, uno scaffale sostiene vari sacchi di concime, impilati ordinatamente. Alcuni bauli dal coperchio piatto completano lo scarno arredamento.
"E quello cosa sarebbe?" dice Delorean, indicando alcuni vestiti ripiegati ed appoggiati sopra ad una cassa.
"Quello che si è introdotto nella villa dev'essersi cambiato qua" ribatte Miodrag.
"Potrebbe essere. O forse sono i vestiti del giardiniere".
"Chiederemo al padrone di casa" replica lo spadaccino, afferrando i vestiti ed infilandoli nella borsa magica.
"Ho un dubbio" mormora Delorean, grattandosi il mento. "Se quelli non sono i vestiti del giardiniere, uno dei due si è cambiato qui dentro. Non è che hanno aggredito uno dei camerieri, l'hanno fatto a pezzi e l'hanno messo dentro ai sacchi?"
"Improbabile. Troppo poco sangue".
Entrambi si voltano di scatto quando la piccola porticina di servizio si apre e Zigfrid e Fiona escono in giardino.
"Direi che il finto cameriere è uscito di qui" esclama il mago, voltato verso la ladra, poi si accorge della presenza degli altri due. "Ah, siete qui! Avete scoperto qualcosa di interessante?"
Miodrag indica il cadavere della guardia ed illustra brevemente come dovrebbero essere andati i fatti. "Abbiamo anche trovato i vestiti del tipo, quindi sappiamo che taglia ha".
"Sempre che non siano i vestiti del giardiniere" aggiunge Delorean. "Voi?"
"Noi invece abbiamo scoperto che tra i camerieri ce n'era uno non autorizzato che adesso è sparito. E molto probabilmente è scappato dalla stessa porta da cui siamo usciti noi" spiega Zigfrid.
"Non ci resta che uscire in strada e vedere se c'è qualche altro indizio" propone Delorean, ottenendo un cenno di assenso dai compagni.
"Ok. Lanciami!" esclama il mago con un sorriso, indicando oltre il muro. Il chierico sogghigna, quindi lo afferra per la cintura e grugnendo per lo sforzo lo solleva da terra.
"Che cavolo fai? Stavo solo scherzan..."
Zigfrid non riesce a finire la frase e viene scagliato in avanti. Un urlo segue l'esile figura che, seguendo una traiettoria troppo bassa per oltrepassare il muro di cinta, si incastra tra i rami della siepe.
"Ahia! Ora che ti sei divertito, vedi anche di tirarmi fuori da qui!" si sente urlare tra le foglie, mentre le corte gambe dell'halfling si dibattono per liberarsi.
"Scusa, ho sbagliato mira" esclama il chierico con un sorriso divertito, quindi afferra le caviglie del mago e tira, facendolo ruzzolare per terra.
Miodrag si aggrappa al muro e si tira su, poi si lascia cadere in strada. "Venite a vedere, ci sono delle macchie per terra! Potrebbe essere sangue!"

venerdì 23 ottobre 2015

0126 - indagini in cucina

Miodrag esce nell'atrio, raggiunge il chierico che ha curato la guardia e lo afferra per un braccio. "Permette una parola?"
Il giovane si volta e guarda intimorito lo spadaccino. "Prego, mi dica. C'è qualcosa che non va?"
"Lei ha visto la ferita di quell'uomo, prima di fasciargliela. E' possibile che se la sia inflitta da solo?"
"Non posso escluderlo del tutto, ma ritengo sia quantomeno improbabile. Avrebbe dovuto pugnalarsi con la sinistra ed in una posizione scomoda da raggiungere".
"Grazie, mi ha tolto un grosso dubbio" risponde Miodrag, sorridendo.

Fiona si accoda a Zigfrid, che si sta dirigendo verso le cucine alla ricerca del maggiordomo. Un cameriere gli indica un uomo di mezz'età che sta parlando con uno sguattero.
"Buonasera" dice il mago, attirando la sua attenzione.
"Buonasera, desidera qualcosa?"
"Vorrei sapere chi ha servito il dolce al tavolo del nababbo della Casata Nacmoran".
Il maggiordomo osserva l'halfling con uno sguardo perplesso. "Con più di quaranta camerieri in sala non posso dirglielo con certezza".
"Ha l'abitudine di assoldare camerieri esterni?"
"Non proprio. Alcune delle Casate invitate mettono a disposizione la propria servitù" replica l'uomo. "Non li conosco tutti personalmente".
"Può convocare tutti i camerieri? Vorrei sapere se c'era qualcuno di estraneo".
Il maggiordomo parla con un paio di inservienti, che si affrettano a recuperare tutti i camerieri ed a radunarli in cucina.
Zigfrid sale su una sedia e scruta la massa di gente di fronte a sé. "Ho bisogno che vi raggruppiate per Casata d'appartenenza".
Gli uomini si guardano perplessi, poi si dispongono ordinatamente in una decina di gruppetti.
"Ora vorrei che quelli che hanno servito il dolce avvelenato alzassero la mano".
Non vedendo braccia alzate, il mago si volta verso il maggiordomo. "Per caso manca qualcuno?"
"Non penso" replica l'uomo.
Una donna si fa avanti timidamente e con un cenno discreto chiede di poter prendere la parola. "Io ho servito allo stesso tavolo. C'era un altro cameriere che ha portato quei piatti, ma qui non lo vedo".
"Puoi per favore descriverlo?" chiede Zigfrid.
"Una ragazzo magro, atletico, dai capelli scuri. Non parlava molto, si è limitato a fare il suo lavoro".
"Già" commenta sarcastico il mago, "abbiamo visto che bel lavoro è riuscito a fare".
La donna abbassa lo sguardo ed arrossisce.
"Ti costa tanta fatica evitare certi commenti?" mormora Fiona. "Quella povera donna è sull'orlo delle lacrime".
"La sicurezza di questa Casata fa schifo" borbotta Zigfrid. "Il primo che passa si veste da cameriere, si intrufola indisturbato qui dentro e fa quello che vuole".
Il maggiordomo si irrigidisce. "Tutti i camerieri per entrare nella villa hanno dovuto esibire un documento della Casata di appartenenza, controllato scrupolosamente dai nostri uomini all'ingresso".
"Voglio avere i nomi delle guardie che hanno effettuato il controllo" dice Zigfrid all'uomo. "Voi, invece, potete tornare alle vostre occupazioni".
"Lì dietro, in fondo alla sala, c'è una piccola porta di servizio" sussurra Fiona. "Non potrebbe esser entrato da lì?"
"E' il caso di andare a controllare" risponde il mago.