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venerdì 12 febbraio 2016

0195 - le chiavi di Assur

"Ho bisogno di una perla per le identificazioni" esclama il mago, appoggiando il borsello sul bancone del negozio di magia.
Syraban recupera un largo cassetto foderato di velluto, toglie il panno e consegna una piccola fialetta piena di polvere color avorio nelle mani del mago.
"Non è che hai anche un bicchiere, del vino ed una piuma di gufo?" chiede Zigfrid con un sorriso.
L'uomo recupera da un armadietto un bicchiere di vetro, lo pulisce con uno strofinaccio e glielo consegna, poi fornisce il resto dei componenti. "Sono cento pezzi d'oro".
Zigfrid paga il mago, quindi prepara l'intruglio e lo beve tutto d'un fiato. Nella sua mente si forma l'immagine dell'anello e di un libro con la spiegazione delle sue principali funzioni.
"Cavolo" esclama rabbiosamente. "Ho scoperto solo che, oltre all'effetto di protezione, sono attivi due incantesimi. Uno di ammaliamento ed uno di divinazione".
"Questo vuol dire che sei maledetto?" commenta Miodrag.
"No, zuccone. Vuol dire che le proprietà sono troppo particolari per poterle comprendere con un incantesimo così semplice".
Syraban fissa il piccolo circoletto d'oro appoggiato sul bancone. "E' in linea con gli effetti che mi ha descritto il tuo compagno".
"Non è che ti interesserebbe acquistarlo?" chiede Zigfrid con un sorriso innocente.
"Grazie, non tratto questo tipo di oggetti" ribatte il mago, poi fissa l'halfling sorridendo. "La mia attività ne risentirebbe".

"Allora, siete pronti?" esclama Miodrag, bussando alle porte delle camere dei compagni. "Le guardie che ci devono scortare alla premiazione sono qui sotto che ci aspettano".
"Ma tu non eri contrario a ricevere questa onorificenza?" ridacchia Fiona, fissandosi lo zaino sulla spalla.
"Prima andiamo, prima ce lo togliamo dai piedi" borbotta lo spadaccino, avviandosi giù per le scale.
La piazza centrale di Assur è addobbata a festa ed un piccolo palco di legno è stato eretto davanti alla porta del palazzo comunale, sede del Concilio della città. Una nutrita folla si sta radunando nella piazza, mentre alcuni uomini stanno finendo di disporre fiori e festoni sulle finestre degli edifici che fanno da sfondo.
"Quanta gente" mormora Miodrag, osservando le persone che si accalcano per vedere chi verrà premiato.
"E' una città piccola, le voci corrono" ribatte Zigfrid. "E non penso che quell'affare venga allestito così spesso".
Gli avventurieri si fanno strada fino alla piccola scaletta e salutano il giudice Holton, che fa loro segno di raggiungerlo sul palco.
"E' con sommo onore" esclama l'uomo a pieni polmoni, "che il Concilio ha deciso di dare le chiavi della città di Assur a questi valorosi uomini di Vaelan, il cui operato ha permesso di sgominare una grossa organizzazione criminale che operava qui, tra noi".
Mentre la gente comincia ad applaudire, il giudice si volta verso il gruppo ed inizia a stringere la mano a tutti, porgendo poi una piccola chiave dorata appesa ad un nastro di raso.
"I cittadini che io rappresento vi ringraziano per aver reso più sicura questa città!" esclama l'uomo allontanandosi, poi tra un applauso e l'altro invita il gruppo a fare un inchino per il pubblico.
Tsadok e Zigfrid provano goffamente ad imitare la graziosa riverenza di Fiona, mentre Miodrag muove un paio di passi avanti ed alza le braccia per farsi vedere meglio.
"Basta così, grazie" mormora il giudice continuando a sorridere alla folla, poi appoggia una mano sulla spalla dello spadaccino e delicatamente lo riporta tra i suoi compagni.
"E meno male che non volevi attirare l'attenzione" gli sussurra all'orecchio Fiona.
Miodrag alza le spalle, poi torna a guardare Holton quando questi si avvicina alla folla. "D'ora in avanti questi valorosi uomini saranno cittadini di Assur!"
Un altro scroscio di applausi rimbomba nella piazza, poi i cittadini cominciano ad allontanarsi per tornare alle loro faccende. Il giudice accompagna il gruppo all'interno del palazzo comunale, quindi chiude le porte per avere un po' di tranquillità.
"Le chiavi che vi ho consegnato vi permetteranno di entrare in città a qualunque ora del giorno e della notte, basta che le mostriate alle guardie" esclama Holton, poi afferra alcuni borselli e li porge a Zigfrid. "Il Consiglio ha anche pensato di ricompensarvi con duecento monete d'oro a testa".
"Oh, grazie mille!" esclama il mago, dividendo i soldi con i compagni.
"Venendo a lei" continua il giudice avvicinandosi a Tsadok, "la sua parte presumo servirà per pagare la multa".
Il mezzorco guarda la pila di monete nelle sue mani, poi con un sospiro le riconsegna al funzionario.

giovedì 11 febbraio 2016

0194 - pensieri illuminanti

Dopo esser passato a trovare Arun presso la bottega Il Ricamo ed aver venduto la merce rubata dal magazzino di Goyal, Miodrag torna in locanda con un paio di stivali nuovi.
La porta di Zigfrid è aperta e lo spadaccino si affaccia. "Buongiorno! Sei riuscito a dormire?"
"Più o meno" borbotta il mago, sfogliando il suo libro degli incantesimi. "Non sono ancora in grado di studiare, mi serve altro tempo... ma almeno riesco a tenere gli occhi aperti".
"Quindi qualcuno ti ha fatto il malocchio!" esclama Miodrag.
Zigfrid si gira e scruta il compagno appoggiato sullo stipite. "Sì, come no".
"Ho parlato un po' con Syraban" confessa lo spadaccino. "Lui ha ipotizzato che possa essere l'effetto di un incantesimo per controllare la tua mente".
Il mago fissa furente il compagno per qualche secondo, poi sbuffa e distoglie lo sguardo. "Sì, può essere. Ci dev'essere riuscito solo perché ero molto stanco".
"Hai idea di chi potrebbe essere?"
"Se lo sapessi, sarebbe già morto" sibila Zigfrid.
"Non hai nemmeno una vaga idea di chi possa essere?" lo incalza Miodrag.
"No" risponde sospirando il mago, poi chiude gli occhi e cerca di riflettere su quanto gli è successo. Non ho dormito tutta la notte, sono stato comandato nel sonno... Non ho mai sentito di una magia simile. Soprattutto che duri così tanto.
"Syraban mi ha anche fatto notare che, se l'incantesimo avesse preso di mira me, probabilmente ora sareste tutti morti".
"Sì, è probabile" ammette Zigfrid, osservando le spade che pendono dalla cintura dello spadaccino.
"Probabilmente è successo perché è venuto a contatto con te e non con me".
Zigfrid spalanca gli occhi, colpito da un'illuminazione. Se è un effetto prolungato, probabilmente avrà lasciato qualche residuo magico!
Il mago si alza e pronuncia poche parole arcane, cominciando poi a guardarsi attorno. Una parte dell'equipaggiamento di Miodrag si illumina, come anche il mantello appoggiato sulla sedia. Anche i residui di polvere argentea si illuminano debolmente. Zigfrid sposta le coperte ed esamina il letto. Una piccola fascetta brilla debolmente sul lenzuolo, residuo dell'effetto di un incantesimo attivo.
Che stupido pensa il mago, alzando le mani e osservando l'anello sulla sua mano destra illuminarsi.
"Che succede?" chiede Miodrag, osservando il compagno mentre si toglie il circoletto d'oro.
"Ritengo che quanto è successo questa notte sia stato causato da questo oggetto" esclama Zigfrid, infilando l'anello in uno dei sacchetti legati alla cintura. "L'ho preso a Selina e me lo sono messo senza controllare. Sembrava innocuo. Sì, lo so, dovevo esaminarlo meglio".
"Quindi ora smetterai di girare di notte a prendere a bastonate i tuoi compagni?"
"Ripeto che non è colpa mia!" ribatte Zigfrid con un sorrisetto. "E' stata colpa del bisonte che ha tentato di corrompermi!"

mercoledì 10 febbraio 2016

0193 - a caccia di informazioni sulla fortezza

Miodrag e Fiona tornano alla locanda. Passando davanti alla porta chiusa della camera del mago, lo spadaccino vi appoggia l'orecchio e sente Zigfrid rigirarsi nel letto.
"Questo non è niente rispetto ai rumori di stanotte" mormora la ladra, avvicinandosi.
"Lasciamolo dormire" ribatte Miodrag. "Io vado a fare un giretto, vieni?"
"No, penso starò qui e controllerò che il tappo non faccia altri danni" ribatte Fiona.
Lo spadaccino saluta la compagna e si avvia verso l'uscita. Dopo un'ultima occhiata alla stanza di Zigfrid, Fiona si ritira.

"Hai nulla su fortezze erette nei dintorni?" chiede Miodrag osservando i vari libri sugli scaffali.
Syraban si allontana dal bancone e recupera due piccoli volumi. "Ho questi, ma trattano principalmente di leggende. Uno parla anche del Palazzo delle Nuvole a Vaelan".
"Hai anche una mappa della zona?" domanda lo spadaccino, sfogliando i due libri.
"Ho questa, ma non è molto dettagliata" replica il mago, srotolando una mappa sopra ai libri. "Sono indicate le principali città, comprese quelle vecchie ed ormai in rovina come la Vecchia Vaelen".
"Dista molto da qui?"
"Mi pare servano tre settimane di viaggio a cavallo per arrivarci".
Miodrag osserva per un po' la mappa senza riuscire ad individuare nulla di interessante. "Non mi è utile. Peccato".
"Mi spiace. Forse puoi trovare qualche vecchio libro tra le bancarelle del porto".
Lo spadaccino ringrazia, saluta ed esce dal negozio.

Il mercato è decisamente affollato, nonostante la cappa di caldo che avvolge la città. La brezza che soffia dal mare non porta sollievo ai cittadini che si destreggiano tra le bancarelle, in cerca di prodotti convenienti ed ingredienti per il pranzo.
"Vedo che ha trovato qualcosa di interessante!" esclama sorridendo il mercante quando nota Miodrag sfogliare un piccolo libricino a cui mancano parecchie pagine. Verso la fine si fa accenno ad alcune vecchissime città costruite nel deserto ed ormai scomparse da tempo.
"Questo quanto viene?" chiede lo spadaccino.
"Cinque pezzi d'argento".
"Ok, lo prendo" esclama Miodrag. Mentre appoggia le monete sul palmo della mano del mercante, l'occhio gli cade sull'angolo visibile della copertina di un libro, sommerso sotto altri volumi. Sembra esserci un occhio stilizzato, parte di un disegno più grande.
Lo spadaccino sposta la pila e recupera il piccolo libricino, su cui c'è disegnato lo stesso simbolo visto nei cunicoli di Vaelan. Il marchio dei beholder. Miodrag sfoglia le pagine e si sofferma sull'ultimo capitolo. A quanto pare, i beholder che avevano preso possesso del Durpar sono stati cacciati sulle montagne Curna. "Penso comprerò anche questo".

martedì 9 febbraio 2016

0192 - consulente esterno

Miodrag e Fiona osservano Zigfrid varcare la soglia del negozio di magia e si guardano tra loro.
"Son curioso di sapere che cosa è venuto a fare qui" mormora lo spadaccino.
"Basta entrare per scoprirlo" ribatte la ladra, sbocconcellando un panino all'uvetta recuperato dal buffet della locanda.
Dopo un attimo di tentennamento Miodrag entra nel negozio, fa un cenno a Syraban e si ferma di fianco a Zigfrid. "Sei venuto a comprare qualcosa che plachi il tuo sonnambulismo?" esclama ridacchiando.
"Umpf... divertente" borbotta l'halfling, guardando storto lo spadaccino.
"Hai chiesto un consulto al mago? Magari lui riesce a spiegare quello che ti è capitato stanotte".
"Allora, che è successo?" chiede interessato Syraban.
"Nulla di cui tu debba preoccuparti" risponde scocciato Zigfrid. Dopo aver contato il denaro, prende la pergamena e si dirige alla porta. "Ora cercherò di dormire. Ci vediamo verso mezzogiorno".
"Mezzogiorno?" domanda Miodrag lanciando un'occhiata interrogativa a Fiona, che risponde con un'alzata di spalle.

Syraban osserva i due in silenzio, poi inizia a riordinare le pergamene.
"Stanotte è successa una cosa strana" dice lo spadaccino, attirando l'attenzione del mago. "Il nostro compagno si è aggirato per le stanze durante il sonno ed ha aggredito il nostro chierico. C'era una strana nebbiolina che gli usciva da sotto le palpebre. Sai cosa potrebbe provocare un comportamento del genere? Potrebbe essere l'effetto di un incantesimo?"
Syraban appoggia le pergamene sul bancone e fissa i due avventurieri. "Penso proprio di sì, ma non saprei dire quale".
"Però quando l'ho innaffiato con una brocca d'acqua è rinvenuto".
"Potrebbe essere un incantesimo della scuola di ammaliamento" mormora fra sé e sé il mago, grattandosi il mento.
Miodrag osserva l'espressione di Fiona, smarrita quanto lui, quindi sorride al mago e gli dice: "Non ho idea di cosa tu abbia detto, vorrei solo capire chi può averlo fatto e quale scopo aveva".
Syraban sorride. "Di sicuro un mago capace, se è riuscito ad influenzare la mente di un mago. Per quanto riguarda lo scopo, non azzardo nessuna ipotesi. Vi voglio però far riflettere su una cosa. Perché ha scelto lui, quando poteva prendere il controllo di uno di voi due, che di sicuro siete meno allenati a resistere ad un attacco simile?"
Miodrag e Fiona si scambiano uno sguardo preoccupato, entrambi allarmati dalle possibili implicazioni di ciò che ha detto il mago.

Dopo aver chiuso la porta della camera con un paio di mandate, Zigfrid sposta il letto al centro della stanza e comincia a disegnarci attorno un cerchio di polvere d'argento. Soddisfatto del risultato, srotola la pergamena ed attiva l'incantesimo.
La polvere si illumina di un vago bagliore biancastro, quindi torna al suo colore naturale.
Vediamo se così riesco a dormire pensa il mago, saltando all'interno del cerchio e coricandosi nel letto.

lunedì 8 febbraio 2016

0191 - sonno agitato

Miodrag attende una decina di minuti, poi si infila la tracolla ed esce dalla propria stanza. Dopo aver osservato tutti i possibili appigli, lega una corda alla maniglia della porta che dà sulla camera di Zigfrid e la fissa sulla sua, quindi prende una sedia e la incastra contro lo stipite. Ecco, così non dovrebbe uscire.
Soddisfatto del lucchetto improvvisato, lo spadaccino esce e comincia a girare per i vicoli.

Il sole sta ormai superando il profilo delle mura della città quando Miodrag rientra nella locanda. La corda è ancora ben tesa e la sedia è nella posizione originale, segno che nessuno è entrato o uscito dalla camera del mago.
Quando lo spadaccino inizia ad arrotolare la corda, Fiona esce dalla camera e lo saluta sbadigliando. "Che stai facendo con quella corda?"
"Ho bloccato la camera del mago per evitare che esca di nuovo".
"Ah, capisco. Ti confermo che non è uscito. Però l'ho sentito lamentarsi parecchie volte nel sonno. Probabilmente ha fatto qualche incubo".
"Forse è bene svegliarlo" commenta tra sé e sé Miodrag, infilando la corda nella borsa e cominciando a bussare sulla porta della camera del mago.
Dopo un paio di minuti Zigfrid si affaccia con il borsello in mano. Pesanti occhiaie gli segnano il viso ed i capelli sono intrisi di sudore. Anche la veste, tutta stropicciata, è bagnata in più punti.
"Tappo, non hai una bella cera" esclama Fiona, osservando lo stato del compagno.
"Mi sento spossato, come se non avessi chiuso occhio per tutta la notte" mormora il mago, passando loro accanto e dirigendosi verso l'uscita.

"Arrivo! Arrivo! Non occorre che mi buttiate giù la porta!" esclama Syraban aprendo la porta e lasciando passare il piccolo mago. Zigfrid appoggia il borsello sul bancone, poi fissa il negoziante con occhi segnati dalla stanchezza. "Una pergamena, per favore".
"Dormito male, eh?" biascica Syraban stiracchiandosi. "Che pergamena ti serve?"
"Cerchio magico di protezione".
"Protezione da cosa?"
"Bella domanda" sospira Zigfrid.
"Spiegami un po' che sta succedendo" esclama il mago, appoggiandosi sul bancone.
"Presumo di dovermi proteggere contro qualcosa di malvagio. Almeno credo".
"So che voi halfling siete restii a dare spiegazioni, ma se mi dai qualche indizio in più forse posso aiutarti".
"E' come se mi avessero spaccato questo bancone sulla testa" sibila tra i denti Zigfrid, guardando storto il negoziante. "Ho bisogno di un cerchio magico contro il male e di dormire qualche ora di fila. Posso avere il mio incantesimo, ora?"
"Ok, ok... non è necessario essere così scorbutici" esclama Syraban, poi si volta e comincia a cercare l'incantesimo nel mucchio di pergamene accatastate sui vari ripiani dietro al bancone.

venerdì 5 febbraio 2016

0190 - concentrarsi sui dettagli

"Anch'io vorrei dormire!" ribatte Zigfrid, piantandosi i pugni sui fianchi e fissando la ladra negli occhi assonnati. "Peccato che il mezzorco c'abbia provato con me!"
Miodrag non riesce a trattenersi e scoppia di nuovo a ridere. "Secondo me sta ancora dormendo! Sai che è sonnambulo? E' entrato qui ed ha iniziato a prendere a bastonate il pover Tsadok".
"E' da quando eravamo nel Dambrath che giriamo con il tappo. Non è mai stato sonnambulo" ribatte Fiona, suscitando un mormorio di approvazione da parte di Zigfrid.
"Sarà stato un attacco improvviso. Comunque sono riuscito a svegliarlo con una secchiata d'acqua" aggiunge lo spadaccino, afferrando di nuovo la brocca e lavando per la terza volta il mago con il poco liquido rimasto.
"Basta! Basta!" esclama Zigfrid. "Etciù! Ecco, ora grazie a te mi sono anche preso il raffreddore".
Miodrag ridacchia, poi torna improvvisamente serio. "Tra l'altro, mentre eri addormentato ho notato che dalle tue palpebre usciva una specie di nebbiolina. Di colore violaceo, mi pare".
Zigfrid chiude gli occhi e scava nella sua memoria alla ricerca di un qualche incantesimo che produca un effetto simile. Lo spadaccino lo osserva per un momento, poi inizia a tamburellare con le dita sul comodino. "Allora? Hai capito cosa potrebbe essere?"
"Quello che hai visto dovrebbe dimostrare che il bisonte ha lanciato un incantesimo che mi inducesse ad andare da lui!" esclama il mago, indicando la camera da cui si sente provenire il sommesso russare di Tsadok, che intanto ha ripreso sonno.
"Lui ti avrebbe indotto a prenderlo a bastonate?" chiede incredulo Miodrag.
Un sorrisetto compare sul volto di Zigfrid. "Probabilmente sperava in qualcosa di differente".
"I vostri giochetti notturni non mi interessano" commenta lo spadaccino, alzando le mani. "Io me ne torno a dormire".
"Così finalmente potremo avere un po' di silenzio" mormora Fiona, trascinando i piedi fino alla sua camera e chiudendosi dentro.

Quando sente l'ultima porta chiudersi, Zigfrid indossa la tunica e si avvia alla finestra. Dopo un veloce esame degli infissi, la spalanca e guarda fuori. La via dietro alla locanda è deserta e non si vede nessuno sui tetti. Gli scuri delle case di fronte sono tutti chiusi. Un drappello di guardie svolta l'angolo e procede lentamente lungo lo stretto vicolo, sparendo poi alla svolta successiva.
Zigfrid mormora le parole di un incantesimo e controlla di nuovo i tetti ed il vicolo, ma nessun bagliore magico attira la sua attenzione.
Strano, veramente molto strano pensa il mago, accostando gli scuri.
Dopo essersi seduto sul letto, Zigfrid chiude gli occhi e, mettendo in pratica gli insegnamenti del suo maestro, comincia a sondare i ricordi delle ultime ore. Nella sua testa i sogni continuano a vorticare sfuggendo al suo controllo, finché un frammento di ricordo non emerge dalla massa. L'imperiosa voce di un uomo gli ordina qualcosa. Nonostante tutti i suoi sforzi Zigfrid non riesce a capire quale sia il comando, ma ormai il mago è sicuro.
Qualcuno è entrato nei suoi sogni ed è riuscito a controllarlo.

giovedì 4 febbraio 2016

0189 - brusco risveglio

Quando Zigfrid alza le braccia per sferrare un nuovo colpo, Miodrag si allunga ed afferra il bastone. Il mago, per tutta risposta, gli tira un calcio colpendolo alla caviglia.
Lo spadaccino evita un secondo calcio e con una torsione del polso gli strappa il bastone dalle mani. Dopo averlo usato per deviare un pugno, il bastone viene gettato in un angolo.
Mentre Zigfrid continua invano a tentare di colpire Miodrag con calci e pugni, questo afferra la brocca d'acqua appoggiata sopra al comodino di Tsadok ed innaffia la testa del mago.
Svegliatosi di colpo, Zigfrid sbatte un paio di volte le palpebre ed osserva Miodrag in piedi di fronte a sé. Apre la bocca per parlare, ma un altro fiotto d'acqua gli arriva addosso e lo fa annaspare. "Basta! Basta! Sono sveglio! Cosa stai cercando di fare? Annegarmi!?"
"Era ora che ti svegliassi!" esclama Miodrag, appoggiando la brocca senza distogliere lo sguardo dal mago. "Sei sonnambulo, a quanto pare!"
"Non sono mai stato sonnambulo in vita mia!" esclama indispettito Zigfrid, poi pronuncia le parole di un piccolo trucchetto. Un rozzo asciugamano compare dal nulla e comincia ad asciugare il suo corpo. Lo spadaccino allontana disgustato lo sguardo non appena l'asciugamano inizia ad asciugare le sue parti intime.
Quando il mago si volta verso il letto, nota Tsadok che si sta massaggiando la testa. "E tu? Cosa ci fai nel mio letto!? Fuori!"
"Io stavo dormendo!" ribatte il mezzorco. "Tu sei entrato e mi hai preso a bastonate in testa!"
"Lo credo bene! Sei nel mio letto!"
"Guarda che questa non è la tua stanza" esclama Miodrag. "La tua è quella qui a fianco. Ti ho visto uscire dalla camera di soppiatto, entrare qui dentro e prendere il qui presente chierico a bastonate".
"Ti sarai sbagliato" borbotta Zigfrid lanciandogli un'occhiata scocciata.
"Il bernoccolo sulla testa di Tsadok lo dimostra" ribatte lo spadaccino.
"Sarai stato tu a colpire il bisonte" esclama il mago grattandosi, poi si guarda attorno. "Ed hai anche rubato le mie cose! Dov'è il mio prezioso libro!? Ridammelo!"
Miodrag scuote la testa, esasperato. "Il tuo equipaggiamento è nella tua stanza".
"Ma questa è la mia stanza!" esclama Zigfrid, poi scuote la testa ed alza una mano. "Mettiamo per assurdo che questa non sia la mia camera. Dove sarebbe la mia camera?"
"Te l'ho già detto" sibila lo spadaccino, afferrandolo per il polso e trascinandolo nel corridoio fin davanti alla porta aperta della camera di Zigfrid. All'interno l'equipaggiamento è disposto esattamente come il mago l'aveva sistemato.
"Adesso vuoi dirmi cosa ci facevi nella stanza di Tsadok? E perché l'hai preso a bastonate?" chiede per l'ennesima volta Miodrag, mentre l'halfling rovista tra i suoi effetti personali per controllare che ci sia tutto.
"Avrà usato qualche trucco per convincermi ad andare di là. Sicuramente ci ha provato con me!" esclama infastidito Zigfrid, incrociando le braccia ed osservando lo sguardo del compagno.
Miodrag scoppia in una sonora risata, che si placa quando lo spadaccino pensa alla nudità dell'halfling, per poi riprendere il volume di prima non appena il pensiero passa. Solo quando un'altra porta si apre Miodrag riesce a placare le risate.
Fiona compare sulla soglia ed osserva i due stropicciandosi gli occhi. "Si può sapere che succede? State facendo una confusione del diavolo! Qui la gente vorrebbe dormire".

mercoledì 3 febbraio 2016

0188 - passi nella notte

"Prima che qualcos'altro colpisca la mia testa, è meglio che vada a dormire" esclama Zigfrid, fissando intensamente Tsadok prima di aprire la porta della sua camera. Il mezzorco, appoggiato alla sua arma con gli occhi semichiusi, sembra non sentire le parole del mago.
"Notte" sussurra Fiona, chiudendosi la porta alle spalle.
"E' stata una giornata impegnativa e nemmeno io sono preso molto bene" mormora Miodrag, notando alcuni tagli sulle braccia non del tutto rimarginati. "Meglio che mi riposi un po'".
Lo spadaccino osserva il mezzorco per un momento, poi scuote la testa, entra nella sua stanza e si richiude la porta alle spalle. Il rumore riscuote dal torpore Tsadok, che si guarda attorno spaesato. "No-non stavo dormendo!"
Rendendosi conto di essere da solo davanti alla sua camera, fischiettando entra e si corica per la notte.

Le stelle illuminano debolmente le sagome dei tetti che si riflettono sul vetro della camera di Miodrag, ormai sveglio dopo solo un paio d'ore di sonno. Domani dobbiamo tornare al magazzino di Goyal, il resto della merce ci frutterà un bel po' pensa lo spadaccino, osservando una piccola nuvola oscurare una parte del cielo notturno.
I suoi pensieri vengono interrotti dal rumore di una porta che cigolando si apre, seguito da alcuni passi leggeri che si allontanano.
Che cavolo succede? pensa Miodrag, aprendo silenziosamente la porta e sbirciando fuori.
Zigfrid, nudo e con in mano il bastone, si sta allontanando dalla sua camera. Dopo una ventina di passi si ferma davanti alla porta della camera di Tsadok. La sua mano afferra la maniglia e la ruota lentamente fino allo scatto della serratura.
"Perché giri nudo per il corridoio?" sussurra Miodrag senza ottenere risposta. I suoi occhi si spalancano quando nota una leggera nebbiolina violacea uscire dalle palpebre chiuse del mago.
La porta si apre lentamente, quindi Zigfrid entra nella stanza. Lo spadaccino corre nel corridoio, raggiunge la camera e si affaccia appena in tempo per vedere il mago afferrare il bastone con entrambe le mani e calarlo vigorosamente sulla testa di Tsadok.
Il colpo prende di striscio la fronte del mezzorco e si schianta sul cuscino, facendo sobbalzare il letto.
"Ahia!" urla il chierico, toccandosi la fronte e guardandosi attorno con occhi annebbiati.
Sotto lo sguardo esterrefatto dello spadaccino Zigfrid torna ad alzare il bastone e comincia a colpire ripetutamente Tsadok, che alza le braccia nel tentativo di difendersi.
"Che cavolo ti è preso!? Smettila!" urla Miodrag muovendo un passo verso il compagno. Il mago si volta di scatto e facendo roteare il bastone colpisce lo spadaccino al volto.

martedì 2 febbraio 2016

0187 - impresa di pulizie

Il gruppo esce dalla guarnigione e si dirige verso la locanda.
"Maledizione, questa non ci voleva" borbotta Miodrag, calciando con rabbia un piccolo coccio di terracotta trovato per strada.
"Perché ti stai lamentando?" chiede Zigfrid. "Ci è andata più che bene".
"Ora tutta la città riconoscerà i nostri volti!" sibila lo spadaccino. "Preferivo rimanere nell'ombra ed avere una ricompensa tangibile".
"Da quando in qua sei così avido? Nei momenti sbagliati, poi!"
"Come sarebbe a dire?"
"Ti va bene quando truffiamo e deprediamo i magazzini, ma quando è il momento della gloria rompi le scatole!" esclama il mago, fermandosi in mezzo alla strada. "Non sei mai contento!"
"Ma che gloria e gloria! Far vedere a tutti quanti che abbiamo ripulito la città? Chissenefrega!" ribatte Miodrag aprendo le braccia. "Domani tanto torniamo a Vaelan, e questa città si dimenticherà di noi".
Zigfrid si volta e nota il sorrisetto sul volto di Fiona. "A questo ragazzino bisogna insegnargli tutto, anche la politica".
Miodrag si avvicina al mago, si pianta i pugni sui fianchi e si china per guardarlo dritto negli occhi. "Spiegati".
"Domani non ci presenterà come i salvatori di Assur. Domani spiegherà ai cittadini di come lui abbia ingaggiato noi per aiutare la guardia cittadina a salvare la città".
"Senza pagarci" commenta lo spadaccino.
Zigfrid sbuffa, poi un sorriso di scherno compare sulle sue labbra. "Questo è ovviamente un dettaglio che il caro giudice terrà per sé".
Un rumore di passi fa voltare i quattro avventurieri. Il giovane domestico si avvicina correndo e si ferma a pochi passi dal gruppo. "Io ed i miei sventurati compagni siamo in debito con voi" mormora a bassa voce.
"Vero" concorda Zigfrid.
"Vorremmo sdebitarci, ma siamo appena stati liberati e non abbiamo nulla" balbetta il giovane, grattandosi la nuca. "Non sappiamo come fare".
"Grazie, ma non serv..." inizia a dire Fiona, ma viene interrotta dal mago, che sorride e si strofina le mani.
"Effettivamente dovreste proprio farlo".
Miodrag si avvicina. "Cosa vuoi che facciano, tappo? Non hanno nulla!"
Zigfrid si volta verso lo spadaccino. Una strana luce brilla nei suoi occhi, e la sua espressione non fa presagire nulla di buono. "Beh, noi a Vaelan abbiamo una casa vuota, che va pulita e sistemata".
"E come ci arrivano, a Vaelan? Ci costerà un sacco".
"Possono contattare un mercante e pagarsi il viaggio come braccianti. Per le spese di pulizia e per sopravvivere i primi tempi" aggiunge il mago frugando nel borsello, "penso che trenta monete d'oro basteranno".
Il giovane domestico spalanca gli occhi quando vede le monete in mano al mago, poi si inginocchia davanti a lui e lo abbraccia, iniziando a piangere. "Grazie! Grazie!"
"Via, via! No!" esclama impacciato Zigfrid, cercando di scollarsi il ragazzo di dosso tra le risate dei compagni. "Le regole sono chiare. Io pago, tu non mi abbracci!"

lunedì 1 febbraio 2016

0186 - sconto di pena

Il giudice Holton osserva ad uno ad uno il volto di tutti i presenti, poi si volta verso Tsadok. "Da quanto mi avete raccontato, l'accusa mossa nei suoi confronti passa decisamente in secondo piano rispetto a quanto avete fatto per la città di Assur. Non posso però lasciar correre. Dichiaro che il mezzorco qui presente versi duecento monete d'oro come multa per il suo gesto".
Zigfrid apre la bocca per ribattere, ma viene zittito da un gesto spazientito del giudice. "Dichiaro inoltre che, per il prezioso aiuto che avete dato alla nostra comunità, domani verrete ricompensati con le onorificenze che questa città può offrirvi".
Il mago guarda Tsadok in cagnesco, poi sul suo volto compare un accenno di sorriso. "Grazie, davvero".
"Onorificenze?" chiede Miodrag, osservando il giudice senza capire.
"Probabilmente ci daranno le chiavi della città" spiega Zigfrid.
Il capitano Ashtone si schiarisce la voce, poi raddrizza la schiena. "Ma l'atto del mezzorco..."
Ferdinand non lo lascia terminare. "Con tutto il rispetto, capitano, questi uomini hanno fatto in pochi giorni più di quanto siate riusciti a fare voi negli ultimi due o tre mesi".
Gli occhi di Tidrek diventano due fessure. Il suo sguardo si sposta da un avventuriero all'altro, mal celando il desiderio di poterli incenerire seduta stante.
Zigfrid risponde sfoggiando il suo più ampio sorriso, gustandosi il momento.
"Secondo me voi sottovalutate il costante lavoro giornaliero della guardia cittadina" esclama in tono conciliante lo spadaccino, "che ogni giorno si batte contro il crimine. Io penso che questa onorificienza dovrebbe essere data al capitano Ashtone".
"Già" commenta sarcastico il mago. "Ubriachi e risse da taverna sono un gravissimo problema".
"Inoltre siamo abituati a lavorare senza le attenzioni della folla" continua Miodrag, ignorando le parole del compagno. "Un pubblico ringraziamento ci metterebbe in imbarazzo".
Il giudice annuisce. "Apprezzo molto le tue parole. Ho quindi deciso che domani verrà ricompensato anche il capitano con un premio in denaro".
"Grazie, giudice" mormora Tidrek, imbarazzato dalle parole del funzionario.
"E capisco anche il vostro imbarazzo, ma è giusto che veniate ricompensati. Così ho deciso, ora siete liberi di andare".

Dopo aver salutato i presenti, Ferdinand Holton apre la porta dell'ufficio e se ne va. Miodrag si avvicina al capitano Tidrek e, senza dire una parola, gli porge la mano.
Il nano osserva per qualche secondo lo spadaccino, poi gli stringe la mano con forza. "Grazie ma non era necessario".
"Mi pareva giusto così".
"L'ho apprezzato, mi creda. Lei è in debito di una bevuta".
"Mi può ora spiegare cosa intendeva il giudice per onorificenza? Non sarà mica una cerimonia ufficiale, vero?"
"Esattamente questo".
"Bene, i nostri volti perderanno l'anonimato e non avremo alcuna ricompensa da spendere" brontola contrariato lo spadaccino, incrociando le braccia e fissando il pavimento.

venerdì 29 gennaio 2016

0185 - ultime notizie

Tidrek si irrigidisce e raddrizza la schiena. "C'è stato un diversivo e noi dovevamo sedare una rissa. Un ladro si è introdotto qui dentro ed ha liberato uno dei prigionieri, sotto il naso delle guardie e, se posso, anche sotto il loro naso. Era compito mio controllare i prigionieri, mi assumo tutta la responsabilità".
"Sarà bene che tu lo faccia!" urla il giudice Holton, rosso in volto, poi respira profondamente per calmarsi e si volta di nuovo verso il mago. "E chi erano questi che sono scappati?"
"Fanno parte di una nota organizzazione criminale che si definisce la Fredda Mano" risponde Zigfrid.
"Mai sentita. Che crimini hanno commesso?"
"Furti, rapine, omicidi" elenca l'halfling, contando sulle dita. "Tentativi vari di boicottaggio dell'economia di Vaelan".
"Oltre ai due che sono scappati, ci sono altri membri attivi di questa... Fredda Mano?"
"Riteniamo di sì".
"In questa città?"
"Non lo sappiamo per certo, ma supponiamo di no".
Dal corridoio si ode del trambusto. Alcune voci stanno discutendo all'esterno dell'ufficio, ma nessuno dei presenti capisce cosa stiano dicendo.
"Cos'è tutta questa confusione?" sbotta il giudice, infervorandosi ancora di più. "Già sono stato svegliato in piena notte, non è possibile avere un po' di tranquillità?"
Il capitano scatta sull'attenti. "Controllo subito, non si preoccupi".
Dopo aver raggiunto in silenzio la porta, il capitano si affaccia e nota alcune guardie ferme a pochi passi dall'ufficio. "E allora! Chi è che sta facendo tutto questo baccano!?"
Una delle guardie si avvicina e gli mormora qualcosa all'orecchio.
"Cosa?!" esclama il capitano. "Andate subito a controllare meglio, razza di imbecilli che non siete altro!"
Quando rientra nell'ufficio, il giudice lo squadra. "Ebbene?"
"Sembra che i due evasi siano fuggiti dal muro ovest di Assur. I miei uomini hanno trovato dei rampini agganciati ed all'esterno c'erano delle impronte sul terreno".
"Maledizione" sbotta Miodrag, colpendosi il palmo con il pugno.
"Capisco. Ora, tornando al discorso di prima" prosegue Ferdinand, dopo un'occhiata gelida al capitano. "Dove risiedevano questi criminali, prima che voi li catturaste?"
"Nel palazzo del signor Goyal" risponde Zigfrid.
"Il signor Luther Goyal ospitava dei pericolosi criminali?" domanda sorpreso il giudice.
"Supponiamo non sapesse della loro presenza in casa sua".
"Da quel che sapevo, il mercante era lontano per affari. Che fine ha fatto?"
"Ce lo stiamo chiedendo un po' tutti" ribatte lo spadaccino.
"Non abbiamo trovato il suo cadavere, se è questo che chiede" aggiunge il mago. "Però abbiamo trovato quindici schiavi all'interno del palazzo e li abbiamo liberati".
"Quindi, ricapitoliamo" mormora il giudice. "Avete liberato la città da un'organizzazione criminale, arrestando uno dei suoi membri, ed avete liberato quindici schiavi".
"Esatto" conferma Zigfrid.
"Devo dire che siete stati in gamba" commenta Ferdinand, osservando i volti degli avventurieri.
Il capitano Ashtone tossisce. "Bisogna aggiungere che, a quanto mi è stato riferito, una delle due guardie aggredite nelle prigioni deve la vita ad uno di questi avventurieri".
"Sono stato io" esclama Tsadok, accennando un sorriso imbarazzato. "Ho recuperato le chiavi da una guardia, sono uscito, l'ho curata e mi sono richiuso dentro".
"Come un fesso" mormora Tidrek.
"In linea con il suo profilo psicologico" commenta Zigfrid, suscitando una risatina da parte di Miodrag e Fiona. "Non è abbastanza intelligente da essere considerato cattivo".

giovedì 28 gennaio 2016

0184 - due diverse strategie

Zigfrid ridacchia, godendosi l'espressione preoccupata del mezzorco, che ora sta sudando freddo.
Miodrag alza mani e spalle e sbotta: "Suvvia, la scatola cranica dell'halfling è dura e non è stata completamente sfondata, altrimenti non sarebbe qui".
"Ed infatti non lo sto accusando di omicidio" ribatte il giudice Holton.
"E comunque il nostro chierico ci serve, è più utile fuori che dentro" continua infervorandosi Miodrag, ma si interrompe quando nota un cenno del soldato che piantona la porta, che gli fa segno di cambiare strategia. "Vorrei solo sottolineare l'utilità sociale della persona che vuole tenere in prigione. Tra l'altro, lui lavora per noi e tenerlo dietro le sbarre per noi sarebbe uno spreco, oltre che molto pericoloso per le nostre vite".
"Ma voi chi sareste?" chiede il giudice, sbadigliando sia per il sonno sia per la noia.
"Noi siamo un gruppo di avventurieri che si occupa di combattere il crimine nelle città" risponde prontamente lo spadaccino. "Come abbiamo fatto qui ad Assur, sgominando una pericolosa organizzazione criminale".
"Spiegati meglio" esclama Ferdinand, ora attento e perfettamente sveglio.
"Non c'entra niente quello che stavamo facendo con la questione dell'aggressione" interviene Zigfrid, cercando di riportare l'attenzione sul crimine di Tsadok, mentre Miodrag tira fuori il medaglione della guardia cittadina di Vaelan. "Il fatto è successo qui, in una delle stanze della guarnigione".
Il giudice osserva attentamente il simbolo, poi alza gli occhi sul volto dello spadaccino. "Ah, fate parte della guardia cittadina di Vaelan. Mi spiegate perché eravate ad Assur? E cos'è questa storia della organizzazione criminale?"
Zigfrid sbuffa e risponde al posto di Miodrag. "Siamo arrivati qui per seguire le tracce di alcuni malfattori di Vaelan. E ripeto, non c'entra nulla con l'aggressione".
"Ed avevamo l'appoggio della guardia cittadina di Assur" aggiunge Miodrag, beccandosi un'occhiataccia del mago.
"Stai zitto" sibila Zigfrid, furente.
"Insomma, loro ci hanno dato una mano" risponde a bassa voce lo spadaccino.
Il giudice si volta verso il capitano Ashtone. "Io non ci sto capendo niente".
Tidrek scuote la testa e indica il gruppo senza dire una parola.
Ferdinand si gira e fissa Zigfrid negli occhi. "Voi eravate qui per cosa?"
"Per cercare dei criminali di Vaelan, gliel'ho già detto".
"E li avete trovati?"
"Più o meno" risponde l'halfling, poi nota lo sguardo perplesso e vagamente incollerito del giudice ed aggiunge. "Li avevamo catturati, ma sono scappati dalla prigione".
"Intendi questa prigione?"
"" ribatte Zigfrid, sbuffando.
"Com'è possibile che siano scappati dei prigionieri da questa prigione!?" urla il giudice, agitando la braccia e girandosi di scatto verso il capitano.

mercoledì 27 gennaio 2016

0183 - verdetto rapido

Una guardia bussa alla porta dell'ufficio e mette dentro la testa. "Capitano, è arrivato il giudice Ferdinand".
"Fallo entrare" ribatte Tidrek.
Un uomo sulla cinquantina, dalla faccia rubiconda e dallo sguardo decisamente assonnato, entra nella stanza facendo svolazzare della tunica nera con la punta degli scarponi. Si ferma poco oltre la soglia, osserva con aria schifata gli avventurieri, poi posa il suo sguardo sul capitano Ashtone. "E questi chi sarebbero?"
"Io sono la parte lesa" mormora Zigfrid, osservando le pieghe stropicciate del vestito dell'uomo.
"Glielo spiegheranno loro" risponde Tidrek, poi si rivolge al gruppo. "Il qui presente Ferdinand Holton è il giudice della città, nonché membro più importante del consiglio cittadino, e si occupa di tutti i crimini commessi all'interno dei confini di Assur".
"Non perdiamoci in inutili preamboli" lo interrompe l'uomo alzando una mano, poi si volta anche lui verso gli avventurieri. "Cosa è successo? Perché sono stato svegliato nel cuore della notte?"
Miodrag apre la bocca, ma Zigfrid lo precedere. "Il qui presente chierico, armato di tutto punto, ha attentato alla mia vita e..."
"E perché questo mezzorco è ancora qui?" lo interrompe Ferdinand, guardando Tidrek ed indicando Tsadok con un dito.
Il capitano osserva in silenzio il giudice, poi rivolge lo sguardo su Miodrag, che prende la parola. "Allora, lui e lui" dice indicando il mago ed il chierico, "sono membri dello stesso gruppo. Il nostro chierico ha perso le staffe e l'ha aggredito. Tutto sì è concluso senza danno, infatti come può vedere Zigfrid è in perfetta salute e Tsadok si è ravveduto".
"E i danni morali?" domanda l'halfling, battendo per terra il bastone per sottolineare il concetto.
"Aggressione, quindi" commenta il giudice. "Un mese di prigionia".
"Ma come? E' stata un'aggressione... per scherzo!" esclama lo spadaccino, accennando un sorriso per imbonire l'uomo.
"Aggressione con sfondamento di scatola cranica" aggiunge Tidrek.
"Ah, allora i mesi di prigione sono due" commenta Ferdinand, serio.

martedì 26 gennaio 2016

0182 - ipotesi sulla fortezza

"Puoi descriverci le altre persone che ricevevano ordini da Selina?" chiede Fiona. "Sappiamo che, oltre a Ronika e Petar, c'erano anche Gligor e Iskra".
"Iskra non è importante, sul foglio che abbiamo trovato c'è scritto che è impazzita" commenta Zigfrid.
"E' vero, ve lo confermo" esclama lo schiavo. "Ho visto che si dimenava mentre la caricavano su un carro, legata ed imbavagliata, insieme ad altri uomini vestiti di stracci. Questi ultimi, però, erano liberi e sono saliti volontariamente".
"Sai per quale motivo è impazzita?" chiede Miodrag.
"No, mi spiace".
"C'era altra gente, immagino" continua lo spadaccino. "Magari hai visto qualcuno di importante, tipo il capo di Selina".
"Non penso che quella donna avesse un capo, o almeno io non l'ho mai visto. Selina non usciva praticamente mai. Passava tutto il giorno tra lo studio e la camera".
"E come comunicava con le altre sedi?" mormora Miodrag, massaggiandosi il mento.
"Con messaggi e galoppini?" ribatte Zigfrid con aria di sufficienza.
"E con chi comunicavano? Con la fortezza?" chiede Fiona.
"Sai dell'esistenza di una fortezza nelle vicinanze?" aggiunge lo spadaccino.
"Penso comunicassero con i sottoposti, non saprei. No, non so se qui attorno ci sia una fortezza".
"Sicuro?" domanda Miodrag. "Dai documenti che abbiamo trovato sembra che abbiamo portato in questa fantomatica fortezza più di cento persone".
"Mi spiace" risponde l'uomo, affranto.
"Dev'essere bella grossa, questa fortezza" pensa a voce alta lo spadaccino. "Capitano, lei sa dire se esiste una fortezza o un castello nei dintorni?"
Il nano ci pensa un po', sorseggiando il forte liquido chiaro. "L'unico che mi viene in mente è il Palazzo delle Nuvole a Vaelan. Ma è impossibile che abbiano utilizzato quello. E' interdetto a chiunque".
"E perché?"
"Perché è solo un simbolo" spiega Tidrek. "E' lì da sempre e ricorda a tutti il dominio dei beholder, in modo che la storia non si ripeta. Era il loro centro di potere".
"Un luogo più che adatto, insomma" mormora Zigfrid. "E capisco perché non l'hanno abbattuto. Sarà costato un occhio della testa".
Il capitano scoppia in una fragorosa risata e colpisce con la mano la spalla del mago. Un dolore sordo gli risale fino al collo, strappandogli una smorfia di dolore.
Mi devo ricordare di non fare battute in presenza di questo nano pensa Zigfrid, massaggiandosi la spalla dolorante. "Purtroppo quel documento parla anche di trasferimenti da Vaelan alla fortezza. Non può essere il Palazzo delle Nuvole, non avrebbe senso".
"Mi è venuta in mente una cosa" esclama il domestico. "I carri con le persone si allontanavano dirigendosi verso la porta che dà sul deserto, a ovest".
"Intendi la strada che porta a Radapur, ai piedi delle montagne Curna" mormora Miodrag, lanciando un'occhiata ai compagni.
Lo schiavo sorride ed annuisce con la testa.

lunedì 25 gennaio 2016

0181 - l'identità del fuggitivo

Tidrek getta sulla sedia il mantello, recupera una fiaschetta di metallo da un cassetto della scrivania e si versa un bicchiere di spirito dei nani. Il forte odore riempie l'aria, pizzicando il naso degli avventurieri.
"Sta brindando alla fuga della prigioniera?" chiede Midrag, incrociando le braccia e guardandolo storto.
"Non sto brindando. Se sono nervoso, io bevo".
"Ah, allora ne ha motivo" commenta lo spadaccino. "La situazione è tragica. Abbiamo perso l'unica persona che potesse portarci al vertice della catena di comando della Fredda Mano. Ed è successo all'interno della sua prigione, mentre due soldati stavano montando la guardia".
"I miei uomini non sono tanto addestrati da poter affrontare gente così preparata".
"Concordo".
"Assur è una città cresciuta troppo in fretta attorno ad un grosso mercato. Non ho guardie a sufficienza e con la giusta preparazione per poter scovare ed affrontare una organizzazione criminale così strutturata. Di solito si occupano di sedare le risse alla locanda i Tre Bicchieri e di portare in guardina gli ubriachi".
"Probabilmente è per questo che la Fredda Mano aveva sede qui" commenta Zigfrid.
"E' probabile".
"Mi costa ammetterlo, ma nonostante tutto avete fatto un buon lavoro. Rimane l'aggressione di Tsadok, che dovrà essere valutata da un giudice. Ho già dato ordini di farlo venire qui".
"Sta scherzando, vero?" grida Miodrag.
"No. Io devo far rispettare la legge. Gli illustrerò i fatti e poi lui deciderà".
"Dato che, a quanto ho capito, non abbiamo altra scelta che attenderlo qui" si intromette Fiona, "non sarebbe il caso di riprendere il discorso con il domestico della Fredda Mano?"
"Va bene" concede il capitano, mandando a chiamare lo schiavo.
Quando l'uomo arriva, sorride imbarazzato ai presenti. "Di nuovo buonasera. Fatico ancora a credere di essere veramente libero".
Lo spadaccino gli posa una mano sulla spalla. "Ti abituerai. Possiamo farti altre domande sulla Fredda Mano, vero? Ti vorrei descrivere una persona".
"Certamente, spero di esservi utile".
L'uomo ascolta attentamente le parole di Miodrag e la descrizione della persona che ha liberato Ronika dalle prigioni, poi annuisce con il capo.
"Sai chi è?"
"E' Petar, uno degli uomini a cui Selina dava dei compiti".
"Bene" mormora lo spadaccino tra sé e sé, cercando di non farsi sentire. "Petar morirà".

venerdì 22 gennaio 2016

0180 - le scuse di Tsadok

"Non è vero, non ho cercato di ucciderlo!" esclama il mezzorco. "Ha usato i suoi poteri magici per simulare tutto quel sangue!"
Il nano lo fissa negli occhi. "Prova di nuovo".
"Tutte quelle palline! Mi ha tirato matto!" grida Tsadok, afferrando le sbarre. "Io ho vissuto fino a poco tempo fa in un tempio, immerso solamente nel rumore dei martelli delle fucine, dove non c'erano rumori così fastidiosi!"
Fiona esplode in una sonora risata, poi si gira verso l'halfling. "Scusa, tappo, ma è troppo divertente!"
Il capitano lancia un'occhiata alla ladra, poi ritorna a guardare Tsadok. "Quindi è per questo hai colpito il tuo compagno".
"Mi ha tirato matto e non c'ho più visto" ammette il mezzorco, suscitando un'altra ondata di risate della mezzelfa.
Tidrek sbuffa, poi fa un cenno alla guardia, che si avvicina con il mazzo di chiavi. "Hai salvato la vita ad una delle mie guardie, per il momento puoi uscire. E' politica di Assur non tenere i matti in galera".
"Io avrei qualche obiezione a riguardo" commenta Zigfrid, beccandosi una gomitata da Miodrag. "Ahia! Per me è pericoloso lasciarlo libero".
Il capitano osserva gli avventurieri. "Nessuno uscirà di qui finché non sarà arrivato il giudice di Assur".
"Posso intanto riavere la mia arma?" chiede Tsadok, sorridendo al capitano ed indicando la rastrelliera in fondo alla sala.
"No" replica Tidrek, recuperando l'arma e soppesandola tra le sue mani.
"Scusi?"
"I matti non possono avere armi".
"La custodirò io" propone Miodrag. "Non la riavrà, glielo assicuro".
"Col cavolo!" esclama Zigfrid. "Così appena esce di qui sarà di nuovo armato e pericoloso. La affidi a me, piuttosto".
"Tappo, tu non riusciresti neanche a sollevarla" ridacchia Fiona.
"Posso sempre trascinarla".
Tsadok sbianca pensando a quanto ci metterebbe l'arma a perdere il filo nelle mani del mago. "No!" esclama, lanciandosi in avanti nel tentativo di prendere l'arma dalle mani del capitano. Tidrek si sposta ed il mezzorco finisce lungo disteso.
"Per il momento terrò io questa strana arma" commenta, voltandosi ed avviandosi verso le scale.
"Dovremmo torchiare questo tipo" dice Miodrag, indicando la cella in cui è stato rinchiuso Leland. "Dobbiamo fargli sputare tutto quello che sa".
"Avremmo potuto farlo se tu non l'avessi riempito di pugni" replica Zigfrid. "Ora bisognerà aspettare che si risvegli".

giovedì 21 gennaio 2016

0179 - recriminazioni

Il pover'uomo subisce senza riuscire a reagire, perdendo sangue e saliva dalla bocca.
"Capitano, non pensa che..." inizia a dire una guardia, ma la mano del nano si alza, interrompendolo.
"Un attimo" mormora Tidrek. "Mi sto godendo la scena".
"Vorrei farle notare che i due fuggitivi sono scappati dalla sua prigione ed erano sotto il controllo delle sue guardie" esclama Fiona, scendendo dal tetto e piazzandosi tra Miodrag ed il capitano con i pugni sui fianchi. "Se lei ci avesse lasciato fare il nostro mestiere, tutto questo non sarebbe successo".
Detto ciò, la ladra si siede sui gradini davanti all'entrata della guarnigione e fissa un punto nel vuoto. Tidrek la osserva per un momento, poi sposta la sua attenzione su Zigfrid, che sta scuotendo vigorosamente la testa.
"Capisce, ora, con chi ho quotidianamente a che fare?" esclama il mago, appoggiandosi al bastone.
Quando Leland perde i sensi, il capitano avanza di un passo e stringe la spalla di Miodrag. "Penso sia svenuto".
Lo spadaccino raddrizza la schiena e schiocca le dita guardando con ira il nano. "Ronika è riuscita a scappare per colpa di questo idiota che ha aizzato la folla! Era tutto un piano coordinato!"
"Ed ora chissà dove sarà fuggita" conclude Fiona, continuando a guardare dritto davanti a sé.
"Quando vi avevo detto che la vostra storia era confermata, perché non siete scesi a controllare la prigioniera?" chiede il capitano.
Miodrag si scrolla la mano di dosso e si rialza. "E' quello che ho fatto, ma le sue guardie mi hanno cacciato! E quando il complice di quella donna è sceso, non ho potuto far nulla! E non ha potuto far nulla neanche il nostro compagno, dato che l'ha chiuso in cella!"
"Per un valido motivo" mormora Zigfrid tra i denti.
"Qui le cose vanno malissimo!" urla lo spadaccino. "Noi siamo arrivati da Vaelan per portare un po' di ordine e..."
"Portare ordine cercando di incendiare una casa in cui non dovevate entrare?" ribatte calmo il capitano. "Uccidendo quattro persone, di cui due vecchietti? Non voglio nemmeno immaginare cosa sarebbe successo se aveste sbagliato casa".
"Noi non sbagliamo. Noi siamo dei professionisti" commenta soffiando Miodrag. "Noi".
"Un professionista non si sarebbe fatto sfuggire una prigioniera. Hai detto tu stesso che eri sceso".
"Ma mi ascolta?! Le ho già detto che le sue guardie mi hanno cacciato via! Ed ero da solo contro due esperti di evasioni!" grida lo spadaccino, poi si accorge che sta ancora tenendo per il bavero Leland. "E questo qui è un complice! Deve pagare anche per gli altri!"
"Questo finisce in galera" esclama il nano. "Ed anche tutti gli altri" aggiunge infine, indicando le persone ammanettate e tenute ferme dalle guardie. "E se provi ad aggiungere un'altra parola, finirai in cella anche tu per aver picchiato un uomo in manette davanti a me".
Il capitano si carica Leland sulle spalle e scende nelle prigioni, seguito dal gruppo di avventurieri e dalle guardie con gli altri prigionieri, e nota il cadavere della guardia steso in mezzo al corridoio. Si avvicina all'altro soldato che sta ricomponendo il compagno d'arme e lo alza di peso. "Anche tu finisci in galera, per non aver impedito l'evasione e per aver lasciato morire Lucan".
"In realtà l'intruso ha colpito anche me e non ho potuto far nulla. Se non era per quel prigioniero lì" aggiunge indicando la figura del mezzorco, "anch'io sarei morto".
Tidrek lancia un'occhiata a Tsadok, che ricambia lo sguardo. "Sì, gli ho prestato soccorso. E faccio notare che sono rimasto in cella".
"Dato che ha salvato la vita ad una delle sue guardie, potrebbe anche liberarlo, no?" propone Fiona.
Dopo aver lasciato la guardia nelle mani di un altro soldato, il capitano si avvicina alla cella di Tsadok. "Spiegami perché hai colpito il tuo compagno".

mercoledì 20 gennaio 2016

0178 - fuga tra i tetti

Mentre il gruppo si volta a osservare la zona indicata dalla compagna, la ladra individua le due serie di impronte dei due evasi e si lancia all'inseguimento. Le orme si dirigono verso un edificio vicino, fermandosi a ridosso del muro.
"Fai qualcosa" urla Miodrag in direzione di Zigfrid.
"Al momento sono un po' a corto di incantesimi" brontola il mago, lambiccandosi il cervello per trovare il modo di risolvere la situazione.
Fiona raggiunge la parete della casa e nota della polvere scendere davanti ai suoi occhi. "Sono saliti qui sopra!" grida ai compagni, quindi inizia ad arrampicarsi velocemente sulle tavole di legno e raggiunge in fretta il tetto dell'edificio. Alla luce della luna la donna non riesce a notare altre impronte, quindi si gira per chiedere l'aiuto del mago, ma si ritrae subito quando una delle bolas di Miodrag le sfiora il naso. "Cosa diavolo fai!?"
"Controllo che non si siano fermate lungo la parete!" grida lo spadaccino. "O le hai individuate sul tetto?"
"Per poco non mi fracassi la testa!" ribatte Fiona girandosi e guardandosi attorno, seguendo la sensazione di avere qualcuno vicino. La brezza che prima veniva dal mare si è placata, ed ora non riesce a sollevare nessuna nuvola di polvere. "Qui non ci sono".
"Sicura?" esclama Zigfrid, osservando Miodrag arrampicarsi per raggiungere la ladra.
"Qui non vedo nulla che indichi la loro presenza".
Quando lo spadaccino si issa a fianco di Fiona, una nuvola di polvere si alza sul tetto dell'edificio a fianco.
"Sono saltati lì!" esclama la mezzelfa, lanciandosi all'inseguimento e saltando dall'altra parte.
Miodrag prende la rincorsa e salta, mentre Zigfrid si sposta a terra per seguire i due. Dopo una rapida occhiata, non sembra esserci nessun segno della presenza dei fuggitivi. Nessuna impronta, nessuna strisciata, niente di niente.
"In queste condizioni è impossibile seguirli" mormora Fiona sedendosi sul bordo del tetto.
Lo spadaccino osserva in basso le guardie e fissa il suo sguardo su Leland, in manette davanti al capitano Ashtone. Dopo essersi trastullato con l'idea di saltargli addosso, si sporge dal tetto e scende fino a terra.
"E' tutta colpa tua!" esclama Miodrag, sferrando un pugno al volto dell'uomo ammanettato. Leland crolla a terra e lo spadaccino gli si mette a cavalcioni, continuando a riempirlo di botte.

martedì 19 gennaio 2016

0177 - evitare spiacevoli conseguenze

Tsadok, disturbato dalle urla di Miodrag, si sveglia e si stropiccia gli occhi, poi si alza e si affaccia tra le sbarre, notando il compagno appoggiato al muro di pietra che osserva circospetto l'interno della cella di fronte a lui.
"Che cavolo sta succedendo?" chiede il chierico.
"La rissa di sopra è solo un diversivo! Stanno tentando di far evadere la donna!"
"Chi?"
"La fredda mano, chi altro potrebbe essere? Dammi una mano!"
"E come faccio? Sono chiuso qui dentro!" ribatte Tsadok, afferrando e scuotendo le sbarre, poi si zittisce quando nota la porta della cella aprirsi da sola.
Miodrag gli lancia le chiavi delle prigioni, poi scaglia il fuoco dell'alchimista dentro la lunga cella. L'ampolla esplode, riempiendo metà della stanza di fuoco verde.
"Sono già scappati!" urla lo spadaccino, dopo una rapida occhiata alle fiamme che non delineano nessuna sagoma. Dopo un secondo di tentennamento, Miodrag si volta, estrae le spade e sale di corsa al piano di sopra.
Non ho la minima intenzione di aggravare la mia posizione pensa il chierico, poi nota le due guardie riverse a terra. Raccoglie le chiavi, apre la porta della sua cella, si avvicina alla guardia più lontana e le tasta il collo. Il povero soldato è morto, quindi si dirige verso la seconda guardia.
Questo posso ancora salvarlo pensa Tsadok, appoggiando le mani sulla ferita ed invocando Gond.
Le ferite si rimarginano velocemente e la guardia si riprende, quindi il chierico ritorna nella sua cella, chiude la serratura e lancia il mazzo di chiavi alla guardia, che prima si guarda intorno spaesata e poi gli lancia un'occhiata interdetta.
"Che cavolo è successo?"
"Ricorda che mi devi un favore" mormora Tsadok, tornando a sedersi sulla panca.

Miodrag spalanca le braccia, sfiorando con le punte delle spade le pareti, quindi si lancia di corsa lungo il corridoio delle prigioni. Le sue lame non colpiscono nulla, quindi sale le scale e ripete l'azione nel corridoio del piano terra, ottenendo lo stesso risultato.
"Ronika è scappata!" urla lo spadaccino affacciandosi alla porta principale.
Zigfrid si allontana dalla rissa e si volta verso Miodrag. "Puoi ripetere?"
"Qualcuno ha fatto rinvenire la donna, poi entrambi sono diventati invisibili e sono scappati!" risponde tutto d'un fiato lo spadaccino. "Cerca di capire dove sono finiti!"
Anche Fiona sentendo la voce di Miodrag si avvicina, evitando facilmente l'ennesimo pugno di uno dei popolani, subito bloccato dalla guardia più vicina e scaraventato a terra. "Non hai un modo per rivelare le persone invisibili?"
"Al momento sono un po' a corto di incantesimi" esclama Zigfrid. "Intanto direi di chiudere la porta".
"Ma sono già scappati!" esclama lo spadaccino.
"E come fai a saperlo, se sono invisibili?"
"Ho tentato di intercettarli con le spade!"
Mentre i due parlano, Fiona si avvina alla porta e la chiude. Quando si volta verso i suoi compagni il suo occhio cade su un'impronta che compare nel terreno dal nulla a qualche metro dal gruppo. "Sono lì!"

lunedì 18 gennaio 2016

0176 - si scatena la rissa

"Dovreste scegliere meglio le vostre battaglie" esclama Zigfrid, sorridendo alla folla. "Questa non è una rappresaglia contro l'Undicesimo Fuoco, ve lo possiamo assicurare. Il capitano può confermare le mie parole".
"E allora perché quella donna, uno stimato membro dell'Undicesimo Fuoco, è stata arrestata?" urla Leland per farsi sentire da tutti.
"Perché, come abbiamo già detto, fa parte anche di un'associazione criminale che sfrutta i poveri credenti della vostra religione irretendoli con false promesse per i loro turpi scopi".
Dalle ultime file della folla si ode un grido: "Basta! Liberatela!"
Le fiaccole ed i forconi si alzano, poi uno degli uomini lancia un sasso che colpisce in testa una guardia, aprendo una profonda ferita che inizia a sanguinare copiosamente. Dopo un attimo di sconcerto, il soldato afferra una delle persone più vicine e comincia a strattonarla.
Tidrek urla per l'ennesima volta alla folla di disperdersi, ma la sua voce viene coperta da quella profonda dell'uomo accanto a Leland. "Hanno messo le mani addosso ad uno dei nostri! Addosso!"
Una dozzina di uomini avanzano e cominciano a menare pugni alle guardie, che rispondono istantaneamente all'aggressione spingendo ed atterrando i popolani. Un paio di soldati all'interno della guarnigione spostano Zigfrid e Fiona e si schierano per dare una mano ai compagni.
"Arrestateli tutti!" urla Tidrek, afferrando una guardia e spingendola verso la folla. "E se occorre, fate sputare loro qualche dente! Che giustizia sia fatta!"

Miodrag ascolta con crescente preoccupazione le urla del capitano Ashtone poi, percependo un leggero tonfo proveniente dai sotterranei tra le russate di Tsadok, si affaccia dalle scale. Le due guardie sono accasciate per terra e la luce delle torce illumina una pozza di sangue che si sta allargando sotto i loro corpi.
Lo spadaccino si fionda giù e raggiunge la cella di Ronika. Le sbarre sono aperte. Al centro della cella una magra figura è china sulla donna e le sta somministrando una pozione.
"Mossa stupida" mormora Miodrag con un ghigno, chiudendo la porta e girando la chiave.
L'uomo alza di scatto lo sguardo, poi afferra la balestra e fa partire un colpo. Il quadrello passa attraverso le sbarre e si pianta nella spalla dello spadaccino, che sussulta per lo stupore.
Mentre Ronika rinviene, un altro quadrello parte e si conficca a pochi centimetri dall'altro. Miodrag si sposta di lato, riparandosi dietro lo spesso muro di pietra, quindi recupera dalla borsa un'ampolla di fuoco dell'alchimista.
"Tentativo di evasione!" urla lo spadaccino in direzione delle scale, poi si sporge leggermente per osservare l'interno della cella e nota che è vuota. Ad un certo punto, un rumore metallico attira la sua attenzione. La serratura scatta e la porta si apre da sola.