mercoledì 9 settembre 2015

0094 - la ricompensa per l'impresa

Una volta dentro, il padrone di casa chiama a gran voce il maggiordomo, pregandolo di stappare una bottiglia di vino d'annata. "Geoffryd, non dimenticarti di portare dei pasticcini!"
Iriel si ferma ad osservare i vari oggetti d'arte disposti all'ingresso, mentre il resto del gruppo si accomoda nel salottino.
"E allora? E allora?" chiede Bilmin a gran voce, seduto sul bordo della poltrona. "Raccontatemi tutto!"
"Alla fine ce l'abbiamo fatta" inizia Miodrag. "Siamo riusciti a recuperare l'artefatto e l'abbiamo portato al mago, che ha liberato la ragazza. E' stata durissima, abbiamo affrontato incredibili pericoli a rischio della nostra vita".
"Ci hanno quasi mangiato gli squali" rincara la dose Fiona.
"Giusto! Gli squali!" esclama lo spadaccino. "E sciami di millepiedi!"
"Non dimenticare i non morti!" aggiunge Delorean.
"E delle api grandi così" dice la ladra, alzandosi in piedi e aiutandosi con i gesti nella descrizione.
Per finire, Miodrag estrae dalla borsa uno dei topi scheletrici e lo piazza davanti al naso dello gnomo. "Guardi, è ancora non morto!" esclama, agitando il mostriciattolo.
Bilmin salta in piedi e si ripara velocemente dietro lo schienale. "La prego, lo metta via! Mi fa paura!"
Miodrag ripone l'essere nella bisaccia e si lascia andare sul divanetto, continuando a ridere di gusto.
Lo gnomo si ricompone e torna a sedersi sulla poltrona, guardando con apprensione la borsa in cui è finito il topo. "I bardi dovrebbero raccontare le vostre gesta!"
"Ce ne procuri uno e gli daremo di che campare per parecchi anni!" esclama Fiona, sedendosi a sua volta.
"Potrei farlo!" ribatte Bilmin, sorridendo a sua volta.
Geoffryd, intanto entra nel salottino ed appoggia sul tavolo un vassoio colmo di dolci, quindi procede a stappare la bottiglia ed a versare a tutti un vino profumato.
"Inoltre volevamo presentarle la nostra nuova compagna d'avventure" dice Fiona, indicando Iriel che si siede compostamente sull'ultimo divanetto rimasto libero. Bilmin si alza e stringe calorosamente la mano alla mezzelfa, per poi dirigersi dalla nipote e toglierle di mano un'arma che la giovane gnoma aveva preso da un'armatura.
"A quanto pare, sua nipote non ha imparato nulla da quanto è successo" commenta Iriel, divertita dalla scena.
"Ci raccomandiamo di tenerla costantemente sotto controllo" consiglia Miodrag, per poi aggiungere a bassa voce in direzione di Delorean: "Anche se noi, alla fine, abbiamo tutto l'interesse che si cacci ancora nei guai".
"Facciamo un brindisi alla vostra impresa!" esclama Bilmin alzando il calice, subito imitato da tutti gli altri.
Mentre Delorean si abbuffa di pasticcini, Miodrag guarda sorridendo lo gnomo. "Ora che ne dice di parlare di affari?"
"Giusto! Avevamo detto duemila monete d'oro, giusto?" replica il padrone di casa.
Tutti si guardano perplessi, quindi lo spadaccino appoggia il bicchiere sul tavolino e socchiude gli occhi. "Gli accordi erano per tremila. A testa".
"Eh, bisogna sempre provarci!" ribatte Bilmin facendo l'occhiolino. "Ma gente come voi non si fa fregare! Tranquilli, avrete il vostro denaro".
Lo gnomo si alza e ritorna poco dopo con un piccolo forziere pieno di lingotti d'oro. "Ecco qui, in questo modo sono più facili da trasportare".
"Non è possibile avere una nota di credito?" chiede Miodrag, osservando il contenuto del baule.
"Nessun problema, vi farò aprire un conto in una delle banche di Vaelan".
"Preferirei fosse depositata presso la Casata della Sabbia" ribatte lo spadaccino.
"Come volete, ma le banche offrono ad un piccolo prezzo anche il servizio di teletrasporto nelle città della regione" osserva lo gnomo appoggiandosi alla poltrona. "Potrete avere il denaro ovunque vi serva".
"E probabilmente alla Casata vorranno un contributo per tenercele" aggiunge Delorean.
"E se ce li tenessimo dentro gli zainetti magici?" propone Miodrag. "Li avremo sempre a portata di mano".
"Speriamo solo di non perderli o romperli" mormora Fiona, iniziando a dividere i lingotti.

martedì 8 settembre 2015

0093 - nessuna distrazione

"Torneremo per saperne di più sulla stella ad undici punte" dice Miodrag. "C'è un'uscita sul retro, vero?"
"Certamente, si trova di là" risponde Nieven, indicando un corridoio. "Per quanto riguarda il medaglione, appena avrò trovato qualche informazione ve lo farò sapere".
Delorean si sporge verso lo spadaccino e gli sussurra all'orecchio: "Non dovremmo parlargli anche dell'altro oggetto?"
Miodrag scuote la testa. "Non ora, prima lasciamolo lavorare sul medaglione".
"Va bene" replica il chierico.
Miodrag si alza e si dirige verso la porta, seguito da Fiona. Quando anche Delorean si alza dalla poltrona per seguire il compagno, il mago gli appoggia una mano sul braccio e gli sussurra: "Cosa ha accennato al suo amico, prima? Sono vecchio, ma le mie orecchie funzionano ancora bene".
Il chierico osserva pensieroso l'elfo, poi risponde: "Nulla, gliene parleremo quando ne sapremo di più".
Sentendo la risposta del compagno, Miodrag si volta di scatto per fare cenno al mezzorco di stare zitto, ma inciampa sul tappeto e vola lungo disteso.
"Ero solo curioso, magari potevo esservi utile" replica Nieven, osservando lo spadaccino mentre si rialza.
"Ahia..." si lamenta Miodrag, massaggiandosi il naso. "Apprezziamo il gesto, ma per il momento non vogliamo distoglierla dal medaglione".
"Come volete" sospira il mago, aprendo la porta e facendoli uscire.

Il gruppo si dirige alla volta della casa di Bilmin, fermandosi appena oltre il cancelletto d'ingresso e notando un gabbiano che si posa sull'ultimo gradino della scalinata che conduce alla porta.
"Quanto odio i gabbiani" mormora Delorean, afferrando l'ascia.
Iriel riprende le sue normali sembianze ed avanza verso il gruppo, fermandosi a pochi passi dal chierico. "Cosa pensavi di fare?" ringhia la mezzelfa, guardandolo con occhi carichi di collera.
"Nulla" ribatte Delorean con un sorriso sornione.
"Sei stato tu a picchiare il tuo amico?" domanda Iriel, osservando il naso sanguinante di Miodrag.
"Ha fatto tutto da solo".
Tinky, trattenuta dal chierico, osserva divertita la scena. "Possiamo vedere se mio zio è in casa o volete battibeccare ancora un po' sotto questo sole?"
La druida appoggia la mano sul naso dello spadaccino, che smette di sanguinare e riprende la sua forma originaria, quindi si dirige verso la porta del mecenate.
Fiona bussa alla porta, che dopo pochi attimi viene aperta da Bilmin in persona. Lo gnomo spalanca gli occhi quando realizza chi ha di fronte. "Per Garl Glittergold, siete tornati! E quella è Tinky! Ce l'avete fatta!" grida con voce stridula lo gnomo, correndo ad abbracciare la nipote. "Prego, prego, entrate!" comincia a ripetere Bilmin, spingendo in casa il gruppo.

lunedì 7 settembre 2015

0092 - tiro al gabbiano

"Cosa avete intenzione di fare?" chiede Iriel, alzandosi dalla sedia e raggiungendo il chierico alla finestra.
"Che ne dite di tendergli una trappola?" ribatte Delorean, voltandosi verso i compagni. "Fiona lo conduce sul retro, noi ci appostiamo e lo catturiamo".
"Potremmo anche semplicemente parlargli" commenta Miodrag.
"Io posso mascherarmi grazie al mio cappello magico" propone Fiona. "Se volete mi fingo un passante e lo induco a raggiungervi in un vicolo".
"Sarebbe meglio se assomigliassi al bambino" ribatte lo spadaccino. "Puoi riuscirci?"
"Ne dubito" risponde la ladra. "Non posso diventare così piccola".
Miodrag si volta verso Nieven. "Lei non può trasformarla nel bimbetto che ha parlato con quell'uomo?"
"Purtroppo non l'ho visto, quindi mi risulta impossibile" risponde il mago, alzando le spalle.
"Fiona potrebbe descriverglielo" propone Delorean. "Così funzionerebbe?"
"Potrei provarci, ma dev'essere una descrizione molto accurata" replica Nieven.
"Abbiamo perso troppo tempo a discutere" esclama la druida. "Il tipo si è appena alzato ed è sparito in quel vicolo".
"Magari si è solo nascosto ed aspetta di beccarci in strada" replica il chierico. "Non puoi usare qualcuno dei tuoi poteri omeopatici per seguirlo?"
Iriel lo fissa furente. "Ovviamente sì, così ti dimostrerò che i miei poteri... omeopatici, come li hai definiti, sono più utili delle tue preghierine".
Miodrag interviene per placare gli animi, piazzandosi tra la mezzelfa ed il mezzorco. "Benissimo. Intanto noi usciamo dal retro. Tu vedi di trovarlo e di seguirlo. Ci vediamo a casa di Bilmin".
Iriel apre la finestra ed invoca i suoi poteri. Lentamente le sue sembianze mutano, il suo corpo si rimpicciolisce mentre si ricopre di penne e piume. Strillando in direzione del chierico, il gabbiano spiega le ali e spicca il volo. Dopo aver volteggiato sopra la villa del mago, la druida si dirige verso il vicolo e si appollaia su un cornicione, osservando le figure che camminano tra i due edifici. Il tipo che li seguiva non si vede da nessuna parte. Iriel si alza in volo e volteggia sopra il quartiere, individuando finalmente il misterioso individuo che a lunghe falcate si sta dirigendo verso il porto.
L'uomo raggiunge il molo e sale a bordo della Rayo de Luna, sparendo sotto coperta. La druida scende e si posa sul parapetto della nave, quindi comincia ad osservare la caravella. Alcuni marinai stanno disponendo dei barili vicino ad un portello che conduce alla stiva, sotto lo sguardo attento di quattro uomini armati di arco che stanno pattugliando il ponte. Uno di questi dà di gomito ad un marinaio, quindi punta l'arco su Iriel e scocca. La freccia passa a pochi centimetri dal becco della druida, che con un colpo d'ali si alza in volo e si allontana in tutta fretta, dirigendosi verso la villa di Bilmin.

venerdì 4 settembre 2015

0091 - rivelazioni

"Già che siamo qui, possiamo approfittare della tua conoscenza?" dice Miodrag, estraendo dalla borsa il medaglione con la misteriosa incisione. "Durante il viaggio abbiamo rinvenuto questo oggetto e vorremmo sapere se riconosci questo simbolo".
"Fatemi vedere" dice Nieven prendendo il medaglione dalle mani dello spadaccino. Lo posa sullo scrittoio, vi distende sopra un foglio di carta e con un carboncino riproduce in negativo l'incisione. 
"Questo simbolo ho l'impressione di averlo già visto" dice il mago restituendo il grosso pendaglio. "Ma non ricordo dove. Devo controllare tra i miei appunti".
"Per noi sarebbe molto importante capire cosa rappresenta" replica lo spadaccino.
"Immagino. Lasciatemi un po' di tempo e vi farò sapere quello che trovo. Mi dispiace per lo spiacevole inconveniente e per aver dovuto trattenere la ragazzina. Voi siete persone degne di fiducia ed avete fatto un ottimo lavoro. Se avete bisogno di qualcosa, posso mettere a vostra disposizione le mie capacità e le mie conoscenze, nonché la mia biblioteca".
"A questo punto, se me lo consente, mi permetto di chiederle di nuovo a cosa le serve la Candela" domanda Miodrag.
Il mago scruta il volto dello spadaccino per lunghi secondi, quindi si volta a guardare fuori dalla finestra. "Dovete sapere che tanto tempo fa, durante uno dei miei viaggi, sono riuscito a vincolare un genio. Smanioso com'ero di accrescere le mie conoscenze, gli ho imposto di esaudire un mio desiderio. Lui l'ha fatto. Una volta libero, però, ha usato i suoi poteri per punirmi con qualcosa di terribile. Sono circa cent'anni che sto cercando un modo per sistemare le cose".
Nieven si gira, fissando gli avventurieri che lo stanno guardando con curiosità. Fiona fa un cenno, indicandogli di proseguire.
"Ha preso l'anima di mia moglie, la mia adorata Naimi, e l'ha vincolata in una statuetta di giada".
Tinky, nel breve momento di silenzio, sussurra: "Ora capisco chi è la donna seduta nel salottino al piano di sopra con lo sguardo perso nel vuoto".
"Non ci ha però detto a cosa le serve la Candela di Myrkul" commenta Miodrag, dopo aver scoccato un'occhiataccia alla gnoma.
"Lo spirito del paladino ha un accesso parziale alle conoscenze dell'aldilà. In fondo Myrkul era la divinità che reclamava per sé le anime dei mortali. Attraverso l'artefatto voglio trovare un modo per liberarla".
"Non potrebbe funzionare come la Candela? La rompe e l'anima si libera!" esclama lo spadaccino.
"Credete che non ci abbia provato? Non è così semplice" borbotta il mago, afferrandosi le mani dietro la schiena e passeggiando nervosamente per la stanza. "Ci dovrà pur essere un incantesimo che permetta di liberare la mia adorata Naimi".
"Non ha pensato di affidarsi a qualche sacerdote?" chiede Iriel, guardando con la coda dell'occhio il mezzorco.
"Non mi fido della loro magia" replica il mago. "Ho l'impressione che se accennassi a questa cosa mi chiederebbero parecchie spiegazioni ed alla fine non accetterebbero di aiutarmi".
Mentre Nieven discute con i compagni, Delorean si avvicina alla finestra ed osserva la strada di fronte alla villa. Un tipo anonimo seduto su un basso muretto sta addentando un frutto mentre con disinvoltura osserva i passanti, i giardini e gli edifici attorno a lui. "Fiona, è quello il tipo che avevi notato?"
La ladra si avvicina alla finestra, osserva l'uomo ed annuisce. "Sì, è lui".

giovedì 3 settembre 2015

0090 - finalmente libera

"Cosa succede?" esclama Nieven, voltandosi di scatto verso il rumore. Un'esile mano batte ancora sul vetro, poi un volto familiare fa capolino dal davanzale.
"Non preoccuparti, Nieven" dice Miodrag ridacchiando. "E' solo Fiona che torna dal suo giro di perlustrazione".
Il mago, tranquillizzato dalle parole dello spadaccino, si riaccomoda sulla poltrona, quindi fa un misurato gesto con la mano. La finestra si apre da sola, permettendo alla ladra di entrare.
"Non si usano più le porte?" borbotta Nieven, usando di nuovo la magia per chiudere la finestra.
"Delorean aveva ragione? Ci stavano seguendo?" chiede Miodrag, ignorando il commento del mago.
"Già" replica Fiona.
"Chi era? Come lo riconosciamo? Hai notato qualche particolare?" chiede il chierico, alzandosi e scrutando fuori dalla finestra.
"Mi spiace, è un tipo anonimo. E quel figlio di una sanguisuga del bimbetto che abbiamo incrociato prima gli ha indicato dove ci siamo diretti. Probabilmente è qui nei paraggi".
"Dev'essere uno bravo" commenta Miodrag. "Ma questo è un problema che affronteremo una volta usciti di qui. Ora parliamo di affari".
Il mago aspetta in silenzio che lo spadaccino continui.
"Abbiamo la cosa di cui si parlava l'ultima volta che ci siamo incontrati".
"La Candela di Myrkul" precisa Delorean.
"Quindi sarebbe il caso di aprire la gabbia e liberare la ragazza" continua Miodrag.
"Posso vedere la Candela?"
"Prima vogliamo vedere se la ragazza è ancora viva ed in buona salute".
"Mi sembra giusto. Trasferiamoci di sopra".
Nieven precede il gruppo lungo le scale che conducono al piano superiore e raggiunge uno stretto corridoio su cui si affacciano diverse porte. Si dirige quindi verso un piccola arcata in fondo, dietro alla quale c'è Tinky seduta su un letto, tutta intenta a risolvere un rompicapo di legno. Su un piccolo tavolino è appoggiato un vassoio carico di dolci e frutta fresca.
"Come potete vedere, sta benissimo" dice Nieven, appoggiandosi allo stipite.
Miodrag si avvicina all'apertura e posa le mani sul muro invisibile che blocca l'uscita. "Ciao Tinky. Stai bene?"
La giovane gnoma si alza dal letto e fissa lo spadaccino con uno sguardo carico di esasperazione negli occhi. "Fatemi uscire. Mi sto annoiando a morte".
"Ti farebbe bene rimanere qui dentro un altro bel po'" ridacchia Miodrag.
Lei abbassa gli occhi sbuffando sonoramente. "Uffa..."
Iriel, perplessa, sposta alternativamente lo sguardo tra la ragazzina ed il mago. "Come mai è chiusa lì dentro?"
"Questa è la nipote del nostro mecenate, Bilmin Occhiodoro" spiega lo spadaccino. "Si è introdotta qui dentro per rubare, si è fatta sorprendere dal padrone di casa e tentando di scappare ha rotto la Candela di Myrkul in possesso di Nieven".
"Ah, è una piccola teppistella" esclama la druida, ridacchiando. Tinky risponde con un beffardo inchino. "Quindi verrà liberata in cambio dello spirito del paladino?"
"Esattamente" risponde il mago. "Posso avere ora la mia Candela?"
Delorean recupera la bottiglia dallo zaino e la porge all'elfo, che inizia ad esaminarla attentamente. "E' esattamente quello che volevo". Con un gesto della mano dissolve il muro di forza, che svanisce in mille piccole scintille. La gnoma muove un timoroso passo verso l'uscita e protende le mani oltre l'arcata. Quando si rende conto che la magia che la teneva imprigionata è scomparsa, comincia a saltellare attorno al gruppo. Delorean afferra il polso di Tinky quindi segue il mago giù per le scale, ritornando con gli altri nel salottino.

mercoledì 2 settembre 2015

0089 - il piccolo cavaliere

"Sbrighiamoci a raggiungere la casa di Nieven, il caldo comincia a farsi sentire" esclama Miodrag, cercando riparo all'ombra di grosso albero, sotto il quale un gruppetto di giovani maghi sta seguendo una lezione di storia.
"Sull'isola di Bhelani si stava meglio" commenta Iriel. "Almeno spirava una fresca brezza dal mare".
"Io vi aspetto qui" mormora Zigfrid. "Una lezione gratis la seguo volentieri".
Mentre l'halfling si siede a gambe incrociate su una panchina ed inizia ad ascoltare con interesse le passate vicende della città di Vaelan, il gruppo si allontana tra le larghe vie del Cortile Rabat e raggiunge la strada in cui risiede il mago.
Delorean ad un tratto affianca Fiona e le sussurra: "Ho l'impressione che qualcuno ci stia seguendo".
La ladra si ferma e si china per allacciarsi uno stivale, quindi con circospezione osserva attorno a sé. I suoi occhi si posano su una carrozza che sta svoltando un angolo e su un ragazzino che sta cavalcando un bastone dotato di una rozza testa di cavallo scolpita.
"A meno che quel bambino non sia un pericoloso assassino" ridacchia Fiona, "direi che nessuno è interessato a noi".
"Non ne sono convinto" borbotta Delorean. "Senti, noi facciamo il giro dell'isolato e tu ti nascondi dietro quella alta siepe e controlli ancora".
"Non ti fidi dei miei occhi?"
"Suvvia, fammi contento".
"Ok, va bene" risponde sbuffando Fiona. "Andate avanti voi, io vi raggiungo alla villa".
Il gruppo avanza per una decina di passi, poi svolta in una stretta laterale. Mentre gli altri proseguono lungo la via secondaria, la ladra si infila tra i rami di una siepe e si nasconde dietro al basso muretto che delimita una delle proprietà.
Dopo qualche secondo il bambino a cavallo del suo giocattolo passa trottando davanti al vicolo, imitando con la bocca il verso degli zoccoli al galoppo. Un individuo, vestito in abiti semplici, sbuca dall'ombra di un portone e ferma il giovane cavaliere, quindi si abbassa per poterlo guardare negli occhi. Fiona non sente quello che l'uomo sta dicendo al ragazzino, ma i suoi gesti sono abbastanza eloquenti: sta cercando una figura di media statura, una più piccola ed un colosso dalle larghe spalle.
Il bambino sorridendo indica la via di fronte a sé, dove il gruppo ha svoltato. Poi allunga la mano per avere la sua ricompensa, quindi si allontana al galoppo dopo aver ottenuto una luccicante moneta.
Piccolo maledetto spione... pensa la ladra, rintanandosi dietro il muretto e sgattaiolando oltre alla siepe.

"Questa è la villa di Nieven" dice Miodrag ad Iriel, percorrendo il corto vialetto che conduce alla porta d'ingresso. La druida osserva con un leggero senso di disagio il lussuoso edificio, poi raggiunge il gruppo davanti alla porta.
Delorean afferra l'inquietante batacchio a forma di testa di leone e bussa vigorosamente. Dopo meno di un minuto la porta si apre ed appare sulla soglia la figura allampanata del mago, con in mano un vecchio libro dalle pagine ingiallite. Alla vista del gruppo un fugace sorriso appare sulle sue labbra. "Buongiorno".
"Buongiorno a lei!" esclama Miodrag. "Eravamo andati a fare un lavoro per conto suo, si ricorda?"
Il mago scruta il volto dei suoi interlocutori, soffermandosi per un attimo sul volto della druida. "Certo che ricordo. Ebbene?"
"Le sembrerà impossibile, ma..." inizia lo spadaccino, poi si interrompe e si guarda attorno. "Ci fa entrare? Forse è meglio parlare in privato di certe questioni".
"E' vero, scusate. Non sono più abituato ad avere ospiti. Prego entrate" dice il mago, facendosi da parte per lasciarli passare e facendo accomodare il gruppetto nel salotto.
Quando tutti hanno preso posto sui divanetti, Nieven si protende verso lo spadaccino. "Allora, siete riusciti a trovarlo?"
Delorean fa per rispondere quando qualcosa picchia sul vetro della finestra.

martedì 1 settembre 2015

0088 - la ricompensa della Casata Seltarir

La sede principale della Casata Seltarir si staglia tra gli edifici del Cortile Nador con il suo aspetto squadrato, i grossi blocchi di roccia rossa e l'alta torre al centro della costruzione su cui sventola la bandiera con il simbolo della Casata, una rosa del deserto.
Il gruppo si avvicina alla grande porta in legno, decorata con fregi e bassorilievi, accanto alla quale due mercenari fanno la guardia. L'uscio è tenuto aperto da un ragazzo vestito elegantemente con una rosa del deserto appuntata sul bavero della giacca, che sta parlando con un distinto signore di una certa età che fuma la pipa. Il giovane nota l'arrivo degli avventurieri e del gruppo al loro seguito, quindi con poche parole congeda il suo interlocutore e si volta verso i nuovi arrivati. "Desiderate?"
"Salve" risponde Delorean, "vi abbiamo riportato l'equipaggio di una delle vostre navi che è stata attaccata ed affondata dai pirati. Questo è Ibu, il secondo in comando. Purtroppo il capitano è stato ucciso".
Il ragazzo risponde con un sorriso e si scosta facendo cenno di accomodarsi all'interno. Tutti entrano nella grande sala, quindi Ibu si apparta con il giovane, che poco dopo si allontana imboccando uno dei corridoi.
"Onde evitare casini, meglio far vedere per chi lavoriamo" sussurra Miodrag agli altri, appendendosi al collo il medaglione della Casata della Sabbia.
Dopo qualche minuto il ragazzo torna e sorride al chierico. "Se volete seguirmi, verrete ricevuti subito".
Il gruppo viene condotto lungo alcuni corridoi decorati con arazzi intrecciati con sete preziose e quadri dalle elaborate cornici, fino a giungere ad una porta. Il giovane apre l'uscio e lascia entrare il gruppo in una grande stanza decorata con tende di raso trasparente e quadri di paesaggi esotici. Alcune poltroncine con svariati cuscini sono disposte lungo le pareti laterali, mentre al centro della sala c'è una piccola scrivania ingombra di carte fermate da rose del deserto, accanto alla quale trovano posto due alti vasi ricolmi di fiori.
Su una delle poltroncine è seduta un'avvenente halfling dalla carnagione chiara e dai capelli castani. Quando gli avventurieri entrano, si alza facendo svolazzare le ampie falde della gonna di seta. "Buongiorno. Io sono Kalina, la moglie di Ardian, il nababbo della Casata Seltarir".
"Perché ci accoglie lei e non suo marito?" chiede Miodrag.
La donna sorride. "Mio marito è via per affari, dovrebbe tornare tra circa un mese. Se gli affari andranno bene, ovviamente".
"Capisco" replica lo spadaccino. "Forse il suo inserviente le ha già anticipato il motivo della nostra visita. Noi stavamo tornando qui a Vaelan da un viaggio che abbiamo fatto per conto dei nostri datori di lavoro".
Kalina osserva il medaglione al collo di Miodrag. "Vada avanti" dice con un sorriso.
"Abbiamo trovato lungo la via del ritorno una delle vostre navi mentre stava affondando ed abbiamo tratto in salvo quaranta naufraghi".
L'halfling sposta il suo sguardo su Ibu, che con poche parole spiega l'incursione notturna dei pirati, il saccheggio e la morte del capitano. La donna raggiunge la scrivania con passi lenti e misurati, quindi si accomoda sulla sedia. "Innanzitutto vi ringrazio per aver riportato i miei uomini a Vaelan. Avete tenuto un comportamento lodevole, poche persone avrebbero fatto lo stesso al posto vostro. Noto che lavorate per la Casata della Sabbia, quindi parlerò con il nababbo Sandstone per stabilire come ringraziarvi".
Lo sguardo perplesso di Miodrag attira l'attenzione di Kalina. "C'è qualcosa non va?"
"Non si preoccupi, se parla con Amir va tutto bene" replica lo spadaccino. "E' che ci aspettavamo qualcosa di... tangibile".
"Ah, ora mi è chiaro. Non avete sempre lavorato per la Casata della Sabbia, immagino".
"No, abbiamo iniziato da poco" interviene Delorean. "Veniamo da lontano, non siamo abituati alle vostre usanze".
"Dovete sapere che, nei rapporti tra le Casate, questo tipo di gesti viene premiato direttamente dalla Casata di appartenenza. In pratica noi faremo uno scambio commerciale vantaggioso con la Casata del nababbo Sandstone e lui ricompenserà ufficialmente voi. In questo modo la reputazione delle casate rimarrà intatta".
"Perfetto, allora attenderemo notizie da Amir" conclude Miodrag.
"Parlerò il prima possibile con la Casata della Sabbia" dice Kalina, alzandosi e stringendo tutti in un caloroso abbraccio. "Se volete scusarmi, ora devo fare il punto con il mio dipendente su cosa è stato sottratto dai pirati. Edvin vi riaccompagnerà all'uscita".
Detto questo, la donna chiama il giovane e lo invita a riaccompagnare il gruppo all'uscita. "Non prima di aver offerto ai miei ospiti qualcosa di rinfrescante da bere, mi raccomando!"