"Io proprio non capisco voi maghi" sbotta Iriel. "Sempre in competizione su chi ce l'ha più grosso".
Sbigottita, Fiona si volta di scatto ed inizia a fissare ad occhi sgranati la druida, che si affretta a precisare: "Il libro degli incantesimi, intendo. Che avevi capito?"
"Certo che il mio libro è più grosso!" ribatte Zigfrid. "E non solo quello!" conclude, alzando la tunica e mostrando a tutti le sue grazie.
Miodrag e Delorean esplodono in una sonora risata, mentre Fiona si volta dall'altra parte coprendosi gli occhi. "Vedo che non hai perso l'abitudine di girare senza mutande!"
Iriel cerca di distogliere lo sguardo, ma il suo cervello è incapace di reagire. Con la bocca distorta in una smorfia di puro disgusto, trova solo la forza di mormorare: "Mi sento sporca..."
La ladra, notando l'espressione sconvolta della druida, la afferra per le spalle e la conduce tra le bancarelle. "Vieni, troviamo qualcosa per toglierti di dosso la sporcizia e quell'orribile immagine dalla testa".
"Ok, abbiamo capito il tuo punto di vista" esclama lo spadaccino, afferrando la veste del mago e tirandola giù. "Ora vedi di ricomporti prima che qualcun altro ammiri i tuoi gioielli".
"Siamo in un vicolo, chi vuoi che mi veda?" ribatte Zigfrid, sistemandosi la tunica. "E poi mi aveva fatto incazzare! Cosa avrei dovuto fare? Lasciare che offendesse il mio onore?"
"L'hai sconvolta, poveretta" commenta Delorean, osservando la druida mentre si allontana. "Speriamo abbia visto altri serpenti, in vita sua".
"Un pitone così grande scommetto che non l'ha mai visto!" sogghigna il mago.
Iriel e Fiona vengono attratte dai dolci profumi provenienti da una bancarella che espone saponi, lozioni e altri prodotti per il corpo. Una donna di mezz'età sta illustrando ad alcune attempate signore le capacità rigenerative dei propri prodotti. "Con queste lozioni la vostra pelle sarà morbida come seta!"
Mentre la druida osserva alcune boccette piene di liquido trasparente, la venditrice si avvicina. "Cercava qualcosa di particolare, bella signorina?"
"Questi saponi al cocco hanno un buon profumo, quanto vengono?"
"Due monete d'argento. Ma se acquista anche questa lozione, le faccio solo cinque monete d'argento per tutto".
"Mi pare un ottimo prezzo! Fiona, potresti...?" dice Iriel, girandosi verso la ladra ed accorgendosi che non è più accanto alla bancarella, ma che si sta allontanando tra la folla.
"Mi scusi un momento!" esclama la druida appoggiando le boccette tra le mani della venditrice, quindi si fa largo tra la gente e raggiunge Fiona. "Perché te ne sei andata? Ho bisogno di cinque monete d'argento per acquistare del sapone ed una lozione!"
"Il tuo approccio all'acquisto è fuori moda" mormora la ladra, sfilando con noncuranza alcune saponette dalla tasca e sistemandole nella borsa magica.
Iriel la fissa interdetta. "Non avrai mica... rubato?"
"Rubare? Io?" replica Fiona, sfoggiando la sua espressione più innocente.
"Mi dai le monete? Voglio fare il mio acquisto".
La ladra si volta verso la bancarella, da cui iniziano ad arrivare urla e schiamazzi. Un paio di guardie passano accanto alle due e raggiungono la venditrice, che si sta lamentando di aver subito un furto. "No, non ne hai bisogno. Andiamocene".
La druida la afferra per un braccio. "Vuoi dirmi cosa hai preso?"
"Niente di che. Solo una decina di saponi, una ventina di lozioni, qualche sacchetto alla lavanda..." elenca a bassa voce Fiona, facendo mente locale. "Ah, ho preso anche la cassa" aggiunge sorridendo.
"Ed io adesso cosa faccio?" esclama la druida. "Mi fornisci tu sapone e lozione? In fondo è per colpa tua che non posso tornare alla bancarella!"
La mezzelfa riflette per un momento, poi fruga nel sacchetto della venditrice ed estrae cinque monete d'argento. "E meglio se invece vai a fare il tuo acquisto, così sviamo l'attenzione delle guardie!"