venerdì 18 settembre 2015

0101 - pitoni e saponi

"Io proprio non capisco voi maghi" sbotta Iriel. "Sempre in competizione su chi ce l'ha più grosso".
Sbigottita, Fiona si volta di scatto ed inizia a fissare ad occhi sgranati la druida, che si affretta a precisare: "Il libro degli incantesimi, intendo. Che avevi capito?"
"Certo che il mio libro è più grosso!" ribatte Zigfrid. "E non solo quello!" conclude, alzando la tunica e mostrando a tutti le sue grazie.
Miodrag e Delorean esplodono in una sonora risata, mentre Fiona si volta dall'altra parte coprendosi gli occhi. "Vedo che non hai perso l'abitudine di girare senza mutande!"
Iriel cerca di distogliere lo sguardo, ma il suo cervello è incapace di reagire. Con la bocca distorta in una smorfia di puro disgusto, trova solo la forza di mormorare: "Mi sento sporca..."
La ladra, notando l'espressione sconvolta della druida, la afferra per le spalle e la conduce tra le bancarelle. "Vieni, troviamo qualcosa per toglierti di dosso la sporcizia e quell'orribile immagine dalla testa".
"Ok, abbiamo capito il tuo punto di vista" esclama lo spadaccino, afferrando la veste del mago e tirandola giù. "Ora vedi di ricomporti prima che qualcun altro ammiri i tuoi gioielli".
"Siamo in un vicolo, chi vuoi che mi veda?" ribatte Zigfrid, sistemandosi la tunica. "E poi mi aveva fatto incazzare! Cosa avrei dovuto fare? Lasciare che offendesse il mio onore?"
"L'hai sconvolta, poveretta" commenta Delorean, osservando la druida mentre si allontana. "Speriamo abbia visto altri serpenti, in vita sua".
"Un pitone così grande scommetto che non l'ha mai visto!" sogghigna il mago.

Iriel e Fiona vengono attratte dai dolci profumi provenienti da una bancarella che espone saponi, lozioni e altri prodotti per il corpo. Una donna di mezz'età sta illustrando ad alcune attempate signore le capacità rigenerative dei propri prodotti. "Con queste lozioni la vostra pelle sarà morbida come seta!"
Mentre la druida osserva alcune boccette piene di liquido trasparente, la venditrice si avvicina. "Cercava qualcosa di particolare, bella signorina?"
"Questi saponi al cocco hanno un buon profumo, quanto vengono?"
"Due monete d'argento. Ma se acquista anche questa lozione, le faccio solo cinque monete d'argento per tutto".
"Mi pare un ottimo prezzo! Fiona, potresti...?" dice Iriel, girandosi verso la ladra ed accorgendosi che non è più accanto alla bancarella, ma che si sta allontanando tra la folla.
"Mi scusi un momento!" esclama la druida appoggiando le boccette tra le mani della venditrice, quindi si fa largo tra la gente e raggiunge Fiona. "Perché te ne sei andata? Ho bisogno di cinque monete d'argento per acquistare del sapone ed una lozione!"
"Il tuo approccio all'acquisto è fuori moda" mormora la ladra, sfilando con noncuranza alcune saponette dalla tasca e sistemandole nella borsa magica.
Iriel la fissa interdetta. "Non avrai mica... rubato?"
"Rubare? Io?" replica Fiona, sfoggiando la sua espressione più innocente.
"Mi dai le monete? Voglio fare il mio acquisto".
La ladra si volta verso la bancarella, da cui iniziano ad arrivare urla e schiamazzi. Un paio di guardie passano accanto alle due e raggiungono la venditrice, che si sta lamentando di aver subito un furto. "No, non ne hai bisogno. Andiamocene".
La druida la afferra per un braccio. "Vuoi dirmi cosa hai preso?"
"Niente di che. Solo una decina di saponi, una ventina di lozioni, qualche sacchetto alla lavanda..." elenca a bassa voce Fiona, facendo mente locale. "Ah, ho preso anche la cassa" aggiunge sorridendo.
"Ed io adesso cosa faccio?" esclama la druida. "Mi fornisci tu sapone e lozione? In fondo è per colpa tua che non posso tornare alla bancarella!"
La mezzelfa riflette per un momento, poi fruga nel sacchetto della venditrice ed estrae cinque monete d'argento. "E meglio se invece vai a fare il tuo acquisto, così sviamo l'attenzione delle guardie!"

giovedì 17 settembre 2015

0100 - l'ira di Zigfrid

"Eccovi qui!" esclama Zigfrid, battendo sulla spalla di Delorean con il bastone. "Vi ho cercato ovunque!"
"Mentre tu hai perso tempo ad ascoltare quelle stupide lezioni" dice Miodrag, "noi abbiamo sistemato parecchie faccende in sospeso!"
"Era una lezione interessante!" dice il mago fissando duramente lo spadaccino, poi il suo volto si apre in un largo sorriso. "Ho fatto domande inopportune ed in un paio d'occasioni ho anche fatto notare al maestro che stava sbagliando. Devo ammettere che non pensavo se la prendesse così tanto... quindi alla fine voi che avete fatto?"
"Abbiamo parlato con Nieven e liberato Tinky" risponde lo spadaccino, "abbiamo portato i contratti ad Amir ed abbiamo fatto un po' di indagini sul medaglione. Sembra che sia il simbolo di un nuovo culto che si sta diffondendo tra i poveri".
"Ottima notizia, non c'è che dire..." mormora Zigfrid con un espressione scocciata.
"Questi negozianti sono dei veri ladri!" sbraita Fiona, uscendo da un negozio e raggiungendo il gruppetto. "Non avete idea di quanto mi hanno chiesto per un semplice oggettino".
"E cosa volevi comprare?" chiede Zigfrid.
"Niente di che, un anello che rende invisibili" risponde la mezzelfa, furiosa. "Con quello che mi hanno chiesto potrei comprarci una nave!"
"Gli oggetti magici costano, bambina" dice l'halfling con tono condiscendente.
"Devo procurarmi altro denaro" borbotta Fiona, sistemandosi le cinghie dello zaino.
Tutti portano istintivamente la mano al borsello e si allontanano di un passo.

Mentre Fiona e Iriel si fermano davanti ad una bancarella, Zigfrid trascina Delorean verso un vicolo, lontano da orecchie indiscrete. "Quando torniamo in locanda mi daresti il globo di vetro? Vorrei iniziare a studiarlo".
"Intendi l'artefatto? L'abbiamo lasciato a Nieven per farglielo studiare".
"Cosa?" esplode il mago, fissando il chierico con gli occhi fuori dalle orbite. "Siete impazziti?! Dimmi che stai scherzando!"
"No, sono serio" ribatte Delorean. "Così non ce lo portiamo sempre dietro e siamo più tranquilli!"
Zigfrid nasconde il volto tra le mani. "Non rivedremo più quell'artefatto".
"Ma cosa dici!" esclama lo spadaccino, attirato dalle grida. "Quando glielo abbiamo consegnato lui ci ha regalato questi bracciali".
"Mi state dicendo che avete scambiato un artefatto di incommensurabile valore in cambio di alcune fascette di cuoio da pochi spiccioli? Dei geni, non c'è che dire!"
"Ne abbiamo uno anche per te!" ribatte Miodrag, porgendogli il bracciale.
Anche Iriel e Fiona si avvicinano, mentre alcuni passanti si voltano a guardare il gruppetto che litiga.
"Che succede?" chiede la druida. "State facendo un baccano infernale".
"Mi hanno appena detto che avete regalato la sfera a Nieven" risponde furente il mago.
"In realtà ci ha promesso che studierà l'artefatto" precisa Iriel, incrociando le braccia e fissando duramente l'halfling.
"Cosa che avrei potuto benissimo fare io! E sicuramente meglio di quel mago da strapazzo!" grida Zigfrid, poi abbassa lo sguardo. "Ormai possiamo dire addio a quella sfera".
"E perché mai? Ci ha dato questi bracciali che consentono di entrare in casa sua in qualunque momento. Potrai andare a studiare quell'artefatto quando vorrai ed inoltre potrai usare la sua biblioteca".
"E voi vi fidate della parola di un mago conosciuto pochi giorni fa?" sibila Zigfrid.
Fiona lo guarda con un sorriso a trentadue denti. "Di solito ci fidiamo di te. E spesso ci pentiamo della scelta".
Delorean posa una mano sulla spalla del mago, che sta tentando di fulminare la ladra con lo sguardo. "Dato che secondo te da soli facciamo danni, la prossima volta verrai con noi, invece di seguire le lezioni di un tizio qualsiasi incontrato per strada".

mercoledì 16 settembre 2015

0099 - dubbi e proposte

"Ci vorrà un po' di tempo. Dovrò recuperare i tomi in cui si fa cenno a questo artefatto" spiega Nieven, avvicinandosi ad una scrivania e cominciando a prendere appunti su un foglio di carta.
"Possiamo affidarlo a lui, se a voi va bene" dice Miodrag guardando i compagni e ricevendo da tutti un cenno affermativo come risposta. "Tanto per sapere, quanto può valere un oggetto del genere?"
"Penso non abbia prezzo" replica Iriel, mentre il mago osserva pensieroso la sfera.
"Dipende da quali sono le proprietà dell'artefatto. E' avvolto da un'aura molto forte, ma non è detto che corrisponda ad un potere utilizzabile. Per farvi un esempio, si potrebbe vincolare un demone dentro ad un contenitore con delle magie potenti, ma ciò non aumenterebbe il prezzo dell'oggetto".
"Stamattina c'era un tipo che ci seguiva" interviene Delorean. "Secondo me era interessato a questa sfera. Le chiediamo di prestare attenzione e di non dire a nessuno che è in suo possesso".
"Non vi preoccupate, rimarrà un segreto tra voi e me. E per quanto riguarda la sicurezza, ho posto degli incantesimi a protezione del mio studio. Nessuno può vedere cosa contiene la stanza usando la magia" replica Niewen. Poi, dopo averci pensato su, si alza ed esce dal salotto, tornando poco dopo con un set di braccialetti. "Ecco, prendete. Indossando questi bracciali, avrete accesso alla mia villa anche in mia assenza. Potrebbe tornarvi comodo se desiderate consultare la mia biblioteca o assicurarvi che la sfera sia al sicuro. Vi prego solo di non perderli".
"Caspita!" esclama Fiona, con gli occhi che brillano. "Grazie!"
"Ovviamente la casa è sorvegliata e saprò sempre cosa succede al suo interno" aggiunge il mago, sorridendo alla ladra. "Il tentativo di furto della ragazzina mi ha fatto capire che dovevo proteggermi meglio".
"Se non c'è altro, alziamo i tacchi ed andiamo in taverna" esclama Delorean. "Il mio stomaco brontola".
"Senza contare che abbiamo un appuntamento con Lizzy!" replica Miodrag.
"Non è possibile allungare un po' la strada e fare un salto al mercato, prima di tornare alla Duna di Zaffiro?" propone la ladra. "Non ci siamo ancora stati e vorrei spendere i miei sudati guadagni!"

Il gruppo saluta Nieven e si dirige verso il Cortile Dirham per dare un'occhiata alle bancarelle ed ai negozi.
"Mi piacerebbe sapere perché ci hanno seguito" borbotta Fiona. "E soprattutto che cosa c'entra la Rayo de Luna".
"Potremmo salire a bordo e fare qualche domanda" propone Miodrag. "Così magari riusciamo anche a dare un'occhiata in giro".
"Io lì sopra non salgo" ribatte Iriel. "Soprattutto se c'è il tizio che ci stava seguendo".
"Perché?" chiede Delorean.
"E me lo chiedi? Ormai sanno chi siamo. Un topo non si infila mai tra le zampe del gatto".
"Così però non ne veniamo a capo" dice lo spadaccino, scuotendo la testa. "Qualcuno è interessato a noi e non sappiamo perché. E dato che non si sono presentati, direi che hanno cattive intenzioni".
"Potremmo risolvere facilmente il problema" esclama Delorean con un ghigno. "Iriel, potresti evocare una sfera di fuoco sulla nave ed affondarla!"
La druida si ferma in mezzo alla strada, incrociando le braccia e guardando rabbiosa il chierico. "Così poi nella migliore delle ipotesi mi sbattono fuori dalla città! Ti sembrano cose da dire?"
"Certo che se affondasse ci saremmo liberati di una bella rogna!" commenta ridacchiando Miodrag.
"E' l'idea più stupida che abbia mai sentito" interviene Fiona. "Primo, bisognerebbe farlo in mezzo alla gente. Secondo, anche se riuscissimo a non farci individuare, di sicuro ci sarebbe un'indagine approfondita. E terzo, non è consentito usare la magia in città".
"Era solo un'idea!" si difende Delorean, alzando le mani.
"Un'idiozia bella e buona" borbotta la druida, raggiungendo la ladra che si è fermata ad una bancarella per guardare la merce esposta.

martedì 15 settembre 2015

0098 - attentato alla non vita

"Complimenti" esclama Fiona, piantando le mani sui fianchi e fissando lo spadaccino. "Hai perso una buona occasione per stare zitto".
"Non mi ha nemmeno lasciato il tempo di fargli vedere i miei topi scheletrici" replica lui con aria scocciata.
"Ci mancava solo quello" lo interrompe Delorean. "Hai già fatto abbastanza danni, per oggi".
"Io direi di tornare alla taverna" propone lo spadaccino. "E' stata una giornata faticosa".
"Per noi di sicuro" brontola la ladra.
"No, io tornerei da Nieven" ribatte il chierico. "Secondo me dobbiamo mostrare a lui l'artefatto".
"I chierici di Gond non ci sono stati molto utili, effettivamente" conviene Miodrag. "Magari l'elfo sarà più incline a darci una mano ad identificare quella sfera".
"Il tappo non sarà contento..." borbotta la ladra, avviandosi insieme agli altri verso il Cortile Rabat.

La porta si apre ed il mago non nasconde la sorpresa nel vedere il gruppo fermo davanti alla sua porta. "Come mai siete tornati?"
"Buonasera, Nieven. Trovato nulla sul simbolo?" lo saluta Miodrag, appoggiandosi allo stipite.
"Sto ancora consultando i miei libri, ma finora non ho trovato niente di utile".
"Abbiamo noi qualche informazione in merito" interviene Fiona. "Dovrebbe essere il simbolo di un nuovo culto che sta prendendo piede in città".
Lo spadaccino inizia a ridacchiare. "E come sempre parliamo sulla porta..."
"Oh, scusate" dice il mago, visibilmente imbarazzato. "Prego, accomodatevi".
Dopo aver raggiunto il salotto, Fiona si siede e riprende il discorso. "Sembra che il culto si chiami l'Undicesimo Fuoco e stia prendendo piede tra la povera gente".
"Se avete bisogno di informazioni sui mendicanti" replica l'elfo, "vi conviene parlare con Malika. Di sicuro avrà più informazioni di me al riguardo".
"Comunque non siamo qui per questo" taglia corto la druida, iniziando a fissare Delorean.
Il chierico fa un cenno di assenso, quindi estrae il globo di vetro e lo lascia a mezz'aria. Nieven spalanca gli occhi per lo stupore, quindi si avvicina timoroso all'oggetto fluttuante. Dopo aver osservato per un po' il dito al suo interno, che si sta muovendo lentamente, pronuncia le parole di un incantesimo. Immediatamente distoglie lo sguardo dalla sfera, come se non riuscisse più a sopportarne la vista. "Una magia potente, non c'è che dire".
"E' la stessa reazione che ha avuto Zigfrid" commenta sorridendo Fiona.
"L'abbiamo trovato nella stessa stanza in cui abbiamo incontrato il fuoco fatuo del paladino" dice Delorean. "All'interno del tempio di Myrkul".
Miodrag si sporge dalla sedia con un sorriso impudente. "E nel tempio abbiamo trovato anche questi!" esclama, estraendo il topo scheletrico dalla borsa e piazzandolo sotto il naso del mago.
Nieven guarda imperturbabile il piccolo mostro ed alza un indice, che si illumina di una vaga luce violacea, poi glielo punta addosso.
"No! No! Non lo ammazzare!" esclama lo spadaccino, allontanando la mano dal pericolo. Il topo riesce a contorcersi tanto da liberare la testa, quindi gira il piccolo teschio ed affonda i denti sul pollice di Miodrag, strappandogli un grido di dolore.
"Piccolo bastardo..." mormora a denti stretti lo spadaccino, fissando iroso il piccolo non morto. Con un rapido gesto, lo scheletro torna a dimorare nella borsa magica.
Il mago lo fissa per un momento con sguardo impassibile, poi si volta di nuovo a contemplare la sfera galleggiante. "Se volete, posso dare una mano al vostro amico mago a capire cos'è e come funziona".
"Ci farebbe un grande piacere!" esclama Delorean.
"Oh, no... il piacere è tutto mio" ribatte il mago, sorridendo. "Dico davvero".

lunedì 14 settembre 2015

0097 - l'alto prelato di Gond

"Ora dobbiamo trovare un sacerdote che sappia qualcosa su quel simbolo" dice Iriel. "I vostri contatti non ci sono stati di grande aiuto".
"Ma indagheranno" ribatte Fiona. "Per queste cose bisogna avere pazienza".
"In questa città i templi principali sono cinque: Akadi, Gond, Ilmater, Shaundakul e Waukeen" riferisce Delorean, dopo aver parlato con alcune guardie all'entrata della Lama della Fede. "I chierici di Gond ricercano la conoscenza, magari qualcuno di loro ha già visto la stella ad undici punte".
"Vale la pena tentare" commenta Miodrag, oltrepassando la grande porta che conduce al quartiere religioso. "Speriamo abbiano una biblioteca ben fornita".
Le ombre si allungano mentre il gruppo percorre la strada principale, popolata di sacerdoti ingioiellati, novizi vestiti con semplicità e paladini nelle loro armature scintillanti. Agli angoli delle strade ci sono alcuni mendicanti che chiedono l'elemosina. Gli alti templi adombrano la piazza centrale, in cui parecchi discepoli stanno assaporando un momento di tranquillità prima di tornare alle loro incombenze.
Gli avventurieri varcano la soglia del tempio di Gond, percependo subito la piacevole differenza di temperatura con l'esterno. La navata centrale è praticamente vuota, solo alcuni banchi sono occupati da persone concentrate nella preghiera. Un sordo rimbombo ritmico pervade la struttura. "Questi devono essere i sacerdoti di Gond che si stanno esercitando nell'arte della forgiatura" spiega a bassa voce Delorean. "In pratica, sono una congrega di artigiani".
Un uomo robusto, vestito con una tunica marrone ed un grembiule in cuoio conciato, sta disponendo le panche per la preghiera della sera.
Miodrag si avvicina e gli batte sulla spalla. "Buonasera, padre. Avremo bisogno di parlare con un suo superiore per chiedere informazioni riguardo ad un simbolo. Potrebbe annunciarci?"
L'uomo allinea l'ultima sedia, si pulisce le mani sui pantaloni, quindi fissa lo spadaccino. "Seguitemi, vi accompagno".
Il gruppo viene condotto attraverso vari corridoi ed ampie sale fino a raggiungere una stanza nei sotterranei del tempio, dove il rumore è più forte. All'interno ci sono parecchi scaffali ricolmi di oggetti in legno e metallo, oltre ad un paio di tavoli scheggiati su cui sono disposti alla rinfusa vari attrezzi da lavoro. Al centro, un individuo corpulento sta battendo con un martello su un pezzo di metallo appoggiato su un'incudine, sagomandolo per formare una spirale.
"Maestro Vyddensen, queste persone vorrebbero porti alcune domande" dice l'accolito, facendo un piccolo inchino.
Il sacerdote infila il frutto del suo lavoro in un barile pieno d'acqua, generando una nuvola di vapore, quindi appoggia la scultura ed il martello sull'incudine.
"Ditemi, cosa volete sapere?" dice Vyddensen, alzando gli occhi ed asciugandosi la fronte con uno straccio e congedando l'altro sacerdote con un gesto.
"Volevamo sapere se riconosceva un simbolo che abbiamo trovato durante un nostro viaggio" inizia Miodrag, porgendo il ciondolo al sacerdote. "Si tratta di questo".
Vyddensen lo prende e se lo rigira tra le mani. "Intanto cominciamo con il medaglione. Dalla fattura, dal materiale e dalle condizioni è stato fatto di recente. Non ha più di un anno di vita".
"E per quanto riguarda il simbolo inciso sopra?"
"Non appartiene a nessuna divinità venerata nel Faerun".
"E quindi cosa rappresenta?" interviene Iriel.
Il sacerdote fissa pensieroso il ciondolo. "Se è religioso, potrebbe essere legato ad un nuovo culto che sta nascendo" risponde alla fine. "Ho sentito alcuni mendicanti parlare di un nuovo credo che sta prendendo piede in città".
"Può presentarceli?" chiede speranzosa Fiona.
"Mi spiace, non posso. Ai mendicanti che cercano di elemosinare qualcosa nel nostro tempio chiediamo di contribuire con alcuni lavoretti. Serve per insegnare loro la disciplina che potrà aiutarli a migliorare la propria esistenza. Non obblighiamo nessuno, sia chiaro. Molti non accettano ed alcuni di quelli che hanno scelto di andarsene hanno fatto cenno a questo Undicesimo Fuoco. Magari questo medaglione ne è il simbolo".
"Quindi si sta diffondendo tra i poveri" borbotta Miodrag tra sé e sé.
Delorean attira il suo sguardo e fa cenno alla borsa. "Gli mostriamo l'artefatto?" sillaba senza parlare.
Lo spadaccino scuote la testa. Fiona e Iriel, che hanno capito le intenzioni di chierico, fanno invece un cenno affermativo. Alla fine il mezzorco estrae il globo di vetro, che comincia a levitare a mezz'aria. Il dito scheletrico ora si muove lentamente, si ferma, quindi schizza verso un altro punto e ricomincia a muoversi di nuovo lentamente. "Nel luogo in cui abbiamo trovato quel ciondolo abbiamo trovato anche questa sfera".
"Ora che il dito non si muove all'impazzata, sembra una bussola" osserva Iriel.
"Potremmo seguire il dito di Myrkul e vedere dove ci porta" commenta Miodrag, osservando la direzione indicata dall'artefatto.
Vyddensen afferra il martello dall'incudine e punta il suo sguardo carico d'ira sullo spadaccino. "Di chi sarebbe quel dito?"
"No, ecco..." inizia a balbettare Miodrag, alzando le mani e facendo un passo indietro.
"Quello sarebbe un dito della divinità defunta dei morti?" ringhia il sacerdote. "Ho capito bene?"
"No, il mio amico si è sbagliato" esclama Delorean. "E' di vecchio mago... Morkul! Si chiamava Morkul!"
"Prima che vi rimodelli il cranio a martellate, fate sparire quella cosa dalla mia vista!" urla Vyddensen, indicando la porta con la pesante arma. "E non fatevi più rivedere nel mio tempio!"
Il mezzorco afferra la sfera e la infila nello zaino prima che il sacerdote provi a sfasciarla con il suo maglio, quindi spinge di peso i suoi compagni fuori dalla stanza. "Non era nostra intenzione farla adirare. E quello che ha visto non è il dito della divinità, l'abbiamo solo trovato in un tempio abbandonato di Myrkul".
"Fuori di qui!" grida Vyddensen, avanzando a grandi falcate e chiudendo con violenza la porta.

venerdì 11 settembre 2015

0096 - raccolta di informazioni

"Ora che abbiamo sbrigato gli affari, possiamo farle vedere una cosa?" chiede lo spadaccino. "Magari lei può darci qualche informazione utile".
"Ditemi pure, vi aiuterò per quanto posso" risponde Amir sedendosi alla scrivania ed iniziando a registrare i nuovi contratti su un grosso libro.
"Per caso, ha mai visto questo simbolo?" domanda lo spadaccino, facendogli vedere il medaglione.
Il nababbo lo afferra con due dita e comincia ad esaminarlo con attenzione. "Mi spiace, non lo riconosco" dice, restituendo l'oggetto.
"Ed ha mai sentito parlare di una nave chiamata Rayo de Luna?" chiede Iriel.
"Rayo de Luna... l'ho già sentita" mormora tra sé Amir, accarezzandosi il mento, poi alza gli occhi sul gruppo. "Qualche tempo fa stavo parlando con Malika ed è venuto fuori quel nome. Se non ricordo male, il capitano della nave si chiama Frederik Acquadisorgente o qualcosa di simile".
"Malika è il capitano della guardia cittadina" spiega sussurrando Miodrag.
"L'ha descritto come un umano con una parte di sangue gnomico" continua. "Ed ha detto che ha preso il peggio da entrambe le razze. Sembra gestisca alcune attività illecite, ma sono solo voci. Malika non ha trovato nulla sul suo conto".
"Io starei attento" dice Delorean. "La Rayo de Luna è in porto ed a quanto pare qualcuno del loro equipaggio ci ha seguito in giro per la città".
"Se volete, posso mettere un paio di uomini a controllare la nave" propone Amir.
"Ci farebbe molto comodo se potesse anche informarsi sugli ultimi spostamenti della Rayo de Luna e se c'è sono al soldo di qualcuno. A quanto pare ci conoscono, per noi potrebbe essere un problema girare per il porto. Daremmo troppo nell'occhio".
"Alloggiate al solito posto?" domanda il nababbo, ottenendo in risposta un cenno di assenso da parte di tutti. "Quando avrò informazioni sulla nave e sui suoi spostamenti, vi manderò qualcuno".

"Se qui abbiamo finito, mi accompagnereste al mercato?" propone Fiona ai compagni, contando le ultime monete e facendole sparire in un borsello. "Mi piacerebbe fare un giro per cercare qualche oggetto interessante".
Miodrag si volta verso il nababbo. "Per caso lei ha qualche mercante di fiducia che potrebbe farci qualche sconto?"
"Nessun mercante lavora direttamente per me, ma molti accettano note di accredito da parte della Casata della Sabbia" risponde Amir, afferrando un foglio e scrivendoci sopra qualcosa. "Ecco, con questo otterrete uno sconto di mille monete d'oro su un oggetto magico".
"Troppa generosità da parte sua" esclama la ladra, affrettandosi a prendere la lettera.
"Un dipendente ben equipaggiato ha migliori probabilità di avere successo nelle sue imprese" ribatte il nababbo, sorridendo. "Spero che questi favori servano a farvi ottenere contratti sempre migliori!"

giovedì 10 settembre 2015

0095 - onorare gli accordi con la Casata

Bilmin accompagna alla porta gli ospiti mentre il maggiordomo inizia a pulire il salottino. "Grazie ancora per quello che avete fatto. Mi farò sentire quanto prima, bisogna assolutamente organizzare qualcosa per festeggiare la vostra impresa!"
Il gruppo ringrazia, quindi si allontana dalla villa del mecenate per dirigersi verso il Cortile Nador. Durante il tragitto Iriel illustra ai compagni il pedinamento terminato a bordo della Rayo de Luna. "Quando hanno tentato di farmi allo spiedo, me ne sono andata". Tutti continuano a camminare in silenzio, immersi nei loro pensieri.

Gli avventurieri entrano nella sede della Casata della Sabbia e si dirigono verso l'ufficio del nababbo, fermandosi davanti alla porta. All'interno è in corso una feroce discussione tra padre e figlio.
"Non puoi pensare di fare affari del genere e credere di trarci anche un guadagno!" urla Amir. "Sei solo un idiota!"
"Sono abbastanza grande per decidere come stipulare un contratto! Per chi mi hai preso, per uno che non sa valutare cosa sia bene per la Casata della Sabbia?"
"Assolutamente no!"
La porta si apre di colpo e Gamal esce di corsa, borbottando qualcosa mentre si allontana lungo il corridoio. Miodrag afferra la porta ed entra nell'ufficio, seguito da tutti gli altri. Amir, in piedi dietro alla scrivania, chiude un libro di scatto quindi alza lo sguardo. "Che c'è?! Cosa vuoi ancora?!"
Quando si rende conto che di fronte a sé non c'è il figlio ma gli avventurieri, si ricompone. "Ah, siete voi. Dovete scusarmi, è un brutto momento. Accomodatevi, vi prego".
"Siamo ritornati dal nostro viaggio sull'isola di Bhelani" inizia Miodrag. "Abbiamo recuperato una cosa per Bilmin".
"Buon per voi" risponde Amir seccamente.
Lo spadaccino lancia un'occhiata a Delorean, poi riprende: "Durante il viaggio di ritorno abbiamo incontrato dei naufraghi e li abbiamo tratti in salvo. Erano membri dell'equipaggio di una nave della Casata Seltarir che era stata attaccata ed affondata da alcuni pirati. Kalina dovrebbe avervi contattato".
"Non mi ha ancora avvisato, ma non vi preoccupate. Kalina è una donna di parola".
Delorean recupera dalla borsa i contratti firmati e li appoggia sulla scrivania. "Siamo riusciti a stipulare questi contratti per dei gioielli realizzati con un materiale strano e per un infuso curativo molto efficace".
Amir comincia a sfogliare i contratti ed annuisce, soddisfatto. "Gamal dovrebbe imparare da voi".
"Quindi sono dei buoni accordi?"
"Sono ottimi. Che ne dite di millecinquecento monete d'oro?"
Miodrag guarda i compagni, che rispondono annuendo. "Direi che accettiamo".
Fiona si fa avanti ed accompagna Iriel alla scrivania. "Vorremmo inoltre presentarle un altro membro della nostra squadra, Iriel. Se è d'accordo, si unirà a noi".
"Ci è stata molto utile nella missione e soprattutto nelle relazioni con gli abitanti dell'isola" aggiunge lo spadaccino.
Il nababbo stringe la mano alla druida, poi recupera da un cassetto un plico di fogli e lo piazza sulla scrivania. "Questo è il contratto" dice Amir, suscitando in Iriel un moto d'angoscia.
"Non spaventarti, l'abbiamo firmato tutti" la tranquillizza Fiona, poi le illustra brevemente le varie clausole. Con un po' di riluttanza, la druida appone la sua firma.
Il nababbo si siede alla scrivania e sfoglia ancora i contratti, poi alza lo sguardo sul gruppo. "Un'ultima cosa. Mi sembra giusto onorare questo contratto fornendovi una scorta di infuso di abrotano. Potrete ritirarne uno a testa ogni settimana presso la sede".
Miodrag si batte la fronte con il palmo della mano. "Stavo quasi per dimenticarmene! A Shilparam abbiamo preso un regalo per lei".
Dopo aver frugato nella borsa, estrae un vasetto di confettura di mirtilli rossi e la appoggia sul tavolo.