venerdì 9 ottobre 2015

0116 - tante domande, pochi diritti

Il capitano delle guardie invita il gruppo ad entrare nel suo ufficio, quindi si accomoda alla sua scrivania e comincia ad esaminare quanto recuperato dagli avventurieri.
"Qui abbiamo il registro del magazzino, quello della nave, le mappe nautiche, i resti delle casse originali, il documento firmato da questo Gaud... c'è altro?" dice Malika, alzando gli occhi dai documenti.
"E' tutto qui" dice Fiona, guardando in tralice i propri compagni. Zigfrid risponde con un leggero cenno del capo, poi accarezza involontariamente la borsa in cui ha riposto il denaro.
"Da quello che avete trovato, non dovrebbe esserci più nulla di cui preoccuparsi in città" commenta il capitano sfogliando uno dei registri.
"Il passo successivo sarebbe quello di fermare Gaud" ribatte Zigfrid. "Non penso si fermerà solo perché il suo contatto è stato arrestato".
"Voi lavorate ancora per la Casata della Sabbia?"
"" risponde Miodrag. "Perché?"
"Perché voglio convocarlo" dice Malika, alzandosi e raggiungendo la porta. Dopo aver confabulato con una guardia, chiude la porta e torna a sedersi.
"Lei pensa che il nostro capo si presenti di persona a quest'ora della notte?" chiede incredulo lo spadaccino.
"Spero di sì. Ho mandato uno dei miei uomini a chiamarlo" risponde il capitano appoggiandosi allo schienale ed incrociando le braccia. "Qui si parla di un traffico di merci su vasta scala che vede come protagonisti dei pirati, ha come bersaglio una delle Casate che compongono l'Alto Consiglio e coinvolge la città di Vaelan. Penso sia opportuno parlarne con i piani alti. E dato che il signor Sandstone è uno dei membri dell'Alto Consiglio ed anche il vostro datore di lavoro, mi pare sia la scelta più logica".
"Non fa una piega" commenta Zigfrid.
"Speriamo si svegli con la luna buona" mormora Delorean.
"Mentre aspettiamo l'arrivo di Amir, non sarebbe il caso di interrogare quello smidollato di Acquadifonte?" propone Miodrag.
Malika non ha obiezioni. "Va bene, ma voglio assistere all'interrogatorio".

Il gruppo si trasferisce in una piccola saletta con un tavolino ed alcune sedie. Dopo un paio di minuti il capitano trascina nella stanza il prigioniero ancora ammanettato, lo fa accomodare in malo modo su una sedia, poi ne afferra un'altra e ci si siede sopra a cavalcioni. "Chiudete la porta ed iniziate pure con le domande. A me interessa solo assistere e garantire che il signor Acquadifonte esca vivo da questo incontro".
Il sorriso di Frederik si spegne quando Malika aggiunge: "Questo non vuol dire che uscirai con tutte le dita intere. Ai pirati non è concesso questo lusso".
"Mi piace come ragiona" esclama Zigfrid, accomodandosi di fronte all'uomo ed intrecciando le mani sul tavolo. "Ora veniamo a noi. Ci sono due metodi per affrontare il nostro incontro. Tu puoi dirci subito tutta la verità oppure..."
"Io sono solo un povero commerciante" balbetta Frederik, interrompendolo.
Miodrag si alza di scatto facendo cadere la sedia e si avventa sul malcapitato con uno sguardo folle negli occhi. Il capitano della Rayo de Luna lo guarda terrorizzato e si aggrappa alle mani del mago. "No, no! Chiedetemi quello che volete e vi dirò tutto!"
Zigfrid si scrolla dalla presa dell'uomo e si appoggia allo schienale. "Ok, hai capito le due opzioni. Partiamo dalla domanda più facile. Chi sei tu veramente?"
"Sono Frederik Acquadifonte e commercio un po' di tutto".
"Che accordi avevi con il pirata?"
Il capitano della nave comincia a strofinarsi nervosamente le mani. "Ecco, io... in realtà...
"Ti ricordo che di dita ne hai solo dieci. Non ti conviene dire troppe bugie".
"Abbiamo raggiunto un accordo in cui lui assaltava le navi, io lo pagavo per la merce rubata, cambiavo gli imballi con casse marchiate Acquadifonte, le registravo come arrivate da un porto lontano e le rivendevo come fossero di mia proprietà".
"La tua Casata è informata di questo?"
Frederik lo guarda perplesso, come se non avesse capito la domanda. Malika allora si schiarisce la voce, attirando l'attenzione di Zigfrid. "Ha detto che lavora per la Casata Acquadifonte, che è molto piccola. E' lui... la Casata".
Il mago fa un colpo di tosse, poi sussurra in direzione della mezzelfa: "Grazie della precisazione. Non mi sono ancora abituato ai vostri costumi". Poi, girandosi verso Frederick, domanda: "Ed i due tizi che pagavi?"
"Sono loro ad avermi suggerito questa strategia per fare soldi facili".
"Vogliamo sapere i nomi" esclama Miodrag, che viene fulminato da un'occhiataccia del mago.
"Huriya e Nadja".
"E questi due sono comparsi così, dal nulla?" chiede Zigfrid, ma la sua domanda viene interrotta dallo spadaccino, che salta in piedi, afferra Frederik per la collottola e lo fa voltare verso di lui. "Dove li trovo?"
"Non so dove trovarli, sono venuti loro sulla mia nave per assoldarmi per un viaggio, poi al ritorno mi hanno proposto l'affare con Gaud. Da allora non sono più usciti dalla cabina. Non so altro, lo giuro!"
"Dove li hai portati? Rispondi!"
"Ormpé! Li ho portati ad Ormpé!" piagnucola Frederik, inarcando la schiena per allontanarsi dallo spadaccino e cercando l'aiuto degli altri con lo sguardo.
"Ti ha risposto" esclama Delorean. "Puoi anche mollarlo".
Miodrag gli lascia il bavero e torna a sedersi, seguito dallo sguardo interdetto di Malika. "Ma è sempre così?" sussurra verso Fiona.
"No, è che stanotte non ha chiuso occhio ed a quanto pare è stato distolto da altre attività più... attraenti rispetto ad un interrogatorio" risponde la ladra sghignazzando.
Zigfrid intanto recupera una delle mappe, la distende sul tavolo ed indica con il dito il punto corrispondente alle coordinate trovate. "Qui? Cosa c'è?"
Frederik, dopo un'ultima occhiata allo spadaccino, osserva la mappa e dice: "Il luogo del prossimo incontro con Gaud".
"Interessante!" esclama Malika, alzandosi dalla sedia. "Ora abbiamo in pugno quello sporco filibustiere!"

giovedì 8 ottobre 2015

0115 - spiegazioni per l'autorità

Zigfrid si affretta ad infilare nella borsa magica il registro, le carte e le monete, quindi attende l'arrivo del capitano Morningstar. Passi pesanti precedono l'arrivo della mezzelfa, che si piazza sulla porta con i pugni ben piantati sui fianchi ed uno sguardo gelido negli occhi. "Che diavolo avete combinato?! Per colpa vostra mezzo porto sta bruciando! Quel muro di fiamme si è visto fin dal deserto!"
"Abbiamo un mago solo, non se la può prendere con noi" ribatte Miodrag. "Io ho anche dato una mano a bagnare gli edifici per contenere le fiamme!"
"Non guardi me" dice serafico il mago quando Malika si gira verso di lui. "Non ho mai visto quel muro di fiamme in vita mia. E poi il clima è molto secco, di sicuro qualche monello..."
La mezzelfa avanza e pianta un dito sul petto di Zigfrid ed esclama: "Conosco i professori dell'accademia, quello non era un fuoco naturale! E come se non bastasse, arrivo al porto ed invece di trovare i colpevoli in manette, vedo i miei uomini che spengono l'incendio! E mi dicono anche che hanno lasciato andare i responsabili perché dovevano fermare una nave! Siete nei guai fino al collo, sapete?"
"Ci hanno lasciato andare perché avevamo dei validi motivi".
"Spiegati, halfling, prima che decida di sbatterti in una cella e buttare la chiave in un tombino".
"Abbiamo fermato una pericolosa attività illegale" interviene Miodrag. "Questa è una nave che è in combutta con i pirati che hanno fatto affondare la nave della Casata Seltarir, e ne abbiamo le prove".
"Registri, carte, mappe..." elenca il mago, contando sulle dita, mentre lo spadaccino porge a Malika la lettera di Gaud. "Ah, sì. Anche un contratto con un pirata".
Il capitano delle guardie lancia un'ultima gelida occhiata a Zigfrid, strappa il foglio dalle mani dello spadaccino e scorre velocemente la lettera. "Il deposito ventiquattro è quello in cui c'è stato tutto quel putiferio, giusto?"
"Proprio quello" esclama Delorean, poi si volta verso Miodrag e gli sussurra: "Io l'avevo detto che sarebbe stato meglio affondarla, questa nave".
Malika trapassa il chierico con lo sguardo. "Farò finta di non aver sentito. Posso arrivare quasi a considerare un incidente un muro di fiamme alto sei metri che distrugge una parte del porto, d'altronde si sa che i maghi sono inaffidabili. Ma per l'affondamento volontario di una nave nel porto c'è la galera a vita. A volte anche il patibolo".
"I tarli..." prova a dire Delorean, ma viene zittito da un gesto della mezzelfa.
"Mai visto tarli in questo mare" esclama, poi si volta verso l'uomo legato nella stanza. "E questo chi è?"
"Questo è Frederik Acquadifonte, capitano della Rayo de Luna, colui che intratteneva rapporti coi pirati" dice Zigfrid.
Il capitano Morningstar richiama con un urlo l'attenzione di un paio di guardie, che arrivano di corsa, afferrano Frederik per le braccia e lo conducono fuori. Quando l'uomo scompare dalla sua vista, Malika si volta verso il gruppo e dice: "Venite con me alla sede della guarnigione, dovrò controllare le prove che avete raccolto e bisognerà stendere un rapporto". Poi mormora fra sé e sé: "Sarà una lunga notte..."
"A chi lo dice" sibila Zigfrid, uscendo dalla stanza.
Fiona e gli altri si scambiano uno sguardo divertito, poi si accodano al mago.

"Stavo riflettendo su una cosa" mormora Miodrag, camminando accanto al mago verso la Lama della Giustizia. "Se nei registri erano segnate cinquemila monete, cosa ne è stato di quelle mancanti?"
"Avrà pagato i due tizi che sono scappati" ribatte Zigfrid, avanzando lungo il pontile.
"Dai discorsi che Fiona ha sentito, sembrava che Frederik lavorasse per loro. Non ha senso pagare i tuoi datori di lavoro!"
"No, Huriya ha detto che lui si occupava dei pirati, non che lavorava per la Fredda Mano".
"Quindi erano loro a lavorare per il capitano della Rayo de Luna?"
"A quanto pare..." commenta il mago, pensieroso.
"Ma erano più capaci di quel rammollito!" esclama Miodrag.
"E quindi? Amir ci paga, ma pensi che sia anche più in gamba di noi?" ribatte Zigfrid.
"Per capire come stanno le cose dobbiamo assolutamente interrogare Frederik" conclude lo spadaccino, girando il capo verso Malika.

mercoledì 7 ottobre 2015

0114 - il vero valore del capitano

Zigfrid alza la testa di scatto dalla mappa che sta esaminando. "Cosa succede? Chi è che sta colpendo lo scafo?"
"Spero non siano altri guai" dice Delorean, scrutando il pontile dalle vetrate senza vedere nessuno. Fiona non sembra badarci e continua a frugare nella cabina.
Al richiamo dello spadaccino, tutti si voltano verso la porta.
"Se il rumore che abbiamo sentito era Miodrag che veniva picchiato, questa volta non lo curo" ringhia Delorean, fissando cupamente il mago.
Zigfrid sostiene per un momento il suo sguardo, poi scrolla le spalle. "Molto probabile".
I tre escono dalla cabina e scendono fino al ponte inferiore, ma si fermano sugli ultimi gradini quando notano una mezza dozzina di marinai che si mantiene a debita distanza. Seguendo il loro sguardo, il mago nota Miodrag fermo sulla soglia della cabina principale, ancora paonazzo per lo sfogo, che tiene il corpo esanime del capitano per la collottola.
Lo sguardo di Zigfrid si sofferma sui capelli pieni di sangue di Frederik e sulla mano ferita del compagno. Voltandosi verso la ciurma, mette mano al borsello ed afferra alcune monete, poi si rivolge all'uomo più vicino: "Forse è meglio se andate a bere una birra. Offro io".
Il più coraggioso del gruppo fa un passo ed allunga timidamente la mano. Il mago gli appoggia le monete sul palmo, poi sussurra: "Adesso".
Il marinaio lancia un'occhiata timorosa allo spadaccino, poi senza farselo ripetere due volte fugge su per le scale, seguito da tutti i suoi compagni. In pochi secondi il piano si svuota, lasciando gli avventurieri soli con Frederik, ancora svenuto.
"Puoi pure mollarlo, non sembra nelle condizioni di fuggire" esclama Zigfrid.
"Assolutamente no. Questo qui non riuscirà a scappare come gli altri due" ribatte Miodrag, senza mollare la presa sul capitano. "Ora possiamo perquisirlo ed interrogarlo".
"Sì, abbiamo visto che l'hai catturato. Ed abbiamo pure sentito i colpi" commenta con tono tagliente il mago, poi si volta verso Delorean. "Puoi controllare se è vivo o morto?"
"Avrei preferito fossi tu quello svenuto" borbotta il chierico in direzione dello spadaccino, quindi afferra il corpo del capitano e lo appoggia contro la parete. "E' ancora vivo" esclama dopo un breve esame, poi provvede a somministragli le cure adeguate.
Frederik apre di scatto gli occhi, mette a fuoco il volto del mezzorco, poi sposta lo sguardo terrorizzato sullo spadaccino, chinato sopra di lui con uno sguardo folle negli occhi.
"Chi erano i due tizi al piano di sopra?" sibila Miodrag.
"Calma" interviene Zigfrid, "vedrai che risponderà anche senza ulteriori incentivi. Non vorrai mica fargliela fare nei pantaloni?"
Il capitano balbetta qualcosa di incomprensibile, poi rotea gli occhi e sviene, mentre i calzoni si bagnano all'altezza del cavallo.
"Cavolo, troppo tardi" mormora il mago, lanciando un'occhiata di rimprovero allo spadaccino. "Delorean, fallo rinvenire".
"Una sola occhiata è bastata a farlo svenire" commenta divertito Miodrag, alzandosi e sgranchendosi le gambe. "Che rammollito! Non si merita la sua reputazione!"
Dopo che Fiona ha provveduto a liberarlo della grossa borsa appesa al collo ed a legargli le mani, il chierico evoca un secchio d'acqua sopra la testa del capitano, che rinviene di colpo e comincia a boccheggiare e sputacchiare.
"Torniamo alla domanda di prima" esclama Zigfrid. "Chi erano quelli al piano di sotto e dove sono andati?"
"Non so proprio di cosa tu stia parlando" risponde il capitano tra i colpi di tosse.
"Va bene, dato che con me non parli ti lascio al mio amico" dice il mago, alzandosi in piedi.
"No, per carità!" implora Frederik, sporgendosi in avanti. "Vi dirò tutto quello che volete sapere!"
Mentre Zigfrid si china di nuovo di fronte al capitano della Rayo de Luna, la ladra scioglie il nodo che tiene legata la borsa e la apre. "Bella montagna di denaro" commenta con un fischio, "anche se sembrano meno delle cinquemila monete indicate sul registro".
"Almeno ci ripagherà della fatica" replica Miodrag.
"Qui c'è anche un registro" dice Fiona, frugando tra le carte sulla scrivania. "Ci sono delle date e di fianco c'è il nome di Gaud. Saranno i suoi incontri per recuperare la merce".
"E' così?" chiede Zigfrid al capitano, che abbassa il capo ed annuisce debolmente.
"Sarà un'altra prova da fornire alla Casata Seltarir" conclude il mago. "Tornando alla domanda..."
"Mi sa che il tempo per le domande è finito" esclama Delorean, osservando dalle vetrate la fila di guardie che si stanno avvicinando alla nave, precedute da Malika che incede con l'aria di chi vuole ammazzare qualcuno.

martedì 6 ottobre 2015

0113 - azioni dettate dalla collera

Passi leggeri percorrono il corridoio, facendo a malapena scricchiolare le assi del pavimento, quindi Zigfrid varca la soglia ed entra nella stanza. "Ho legato i due marinai". Poi, guardando i vestiti di Miodrag coperti di sangue, si avvicina. "Cosa è successo qui? Chi ti ha ridotto così?"
"Grazie dell'aiuto, eh" sbotta Fiona, cominciando a perquisire la scrivania. "Noi qui non sapevamo che pesci pigliare e tu sei rimasto fuori a non far niente!"
"Non capisco di cosa tu stia parlando" ribatte il mago. "E comunque non avete risposto alla domanda! Come mai il ragazzino è coperto di sangue e qui non ci sono cadaveri?"
Miodrag gli scocca un'occhiata gelida, lo scosta bruscamente ed esce dalla cabina.
"Perché sono scappati, ecco perché!" risponde seccamente la ladra.
"Io fuori non ho visto passare nessuno".
"Uno dei due penso fosse un mago" dice Fiona, alzando gli occhi dalla serratura sulla scrivania che sta tentando di forzare. "Deve aver usato una magia per allontanarsi".
"E vi siete fatti pestare da un mago?" ridacchia Zigfrid, cominciando a cercare insieme a Delorean all'interno della stanza.
"Guardate qui" esclama Fiona, appoggiando sulla scrivania uno dei cassetti ed afferrando una lettera al suo interno. "Questo sembra un contratto tra il capitano ed un certo Antail Gaud. Si definisce un pirata delle Acque Dorate e dichiara di voler depredare le navi della Casata Seltarir. C'è anche scritto che porterà le casse al magazzino ventiquattro e si farà pagare cinquecento monete d'oro per ogni cassa requisita".
"Potrebbe fruttarci un'altra ricompensa da Kalina" commenta Delorean.
"Questa lettera la consegniamo ad Amir, lui saprà come usarla" dice Zigfrid, prendendo il foglio firmato e riponendolo nello zaino. "Trovato altro?"
"Solo un paio di fogli con scritte strane ed una chiave con due simboli sulla testa. Uno è il solito simbolo della stella ad undici punte, mentre l'altro sembra un fiocco di neve".
"Dovremo scoprire cosa apre" commenta il mago. "Quelle sono pergamene magiche, le prendo io. Delorean, tu che hai trovato?"
"Queste sembrano carte nautiche, ma non ci capisco molto" risponde il chierico, appoggiando sul tavolo alcuni larghi fogli arrotolati.
Zigfrid dispiega le mappe e comincia ad esaminarle. "Sono segnate e queste sembrano delle coordinate. Se non sbaglio, indicano un punto al largo della costa".

Miodrag imbocca le scale che conducono al ponte inferiore e scende i gradini due alla volta. Non appena mette piede nello stretto corridoio, sente aprirsi la porta della cabina del capitano. Frederik, cercando di tenere in braccio una grossa mole di documenti, si accorge dello spadaccino e si blocca sulla soglia. Con una mossa fulminea si volta e torna nella stanza, chiudendosi dentro a chiave.
Miodrag raggiunge la porta e gli sferra un poderoso calcio, che fa scricchiolare rumorosamente le assi. Un secondo calcio sfonda il legno e colpisce qualcosa di molle al di là della porta. Un grido soffocato giunge dalla cabina, seguito da una serie di passi di corsa. Lo spadaccino infila una mano nel buco appena creato, trova la chiave infilata nella toppa e fa scattare la serratura. Con un gesto secco apre la porta, notando che il capitano si è barricato dietro la scrivania ed impugna con mano tremante una corta spada.
"Uomini!" esclama a gran voce Frederik. "Alle armi! Il vostro capitano ha bisogno di voi!"
Con la coda dell'occhio, Miodrag nota che alcuni marinai hanno raggiunto il corridoio e si stanno avvicinando. Allora cammina fino alla scrivania, afferra la spada che il capitano sta impugnando e gliela toglie dalle mani, gettandola in un angolo. Poi si sporge, afferra Frederik per la camicia attirandolo a sé, si gira verso una parete e comincia a sbatterlo violentemente contro il muro.
Quando il capitano perde i sensi, Miodrag lo lascia andare e si volta verso gli uomini della ciurma. Uno dei marinai impugna un coltello e fa per avvicinarsi, ma dopo un'occhiata torva dello spadaccino indietreggia fino a trovare protezione tra i suoi compagni.
"Zigfrid! Fiona! Delorean! Ho preso il capitano!" urla verso le scale, quindi attende che i compagni lo raggiungano.

lunedì 5 ottobre 2015

0112 - i passeggeri della Rayo de Luna

Il gruppo supera la scaletta che scende al ponte inferiore ed avanza lungo lo stretto corridoio fino a raggiungere una porta chiusa. Miodrag alza la gamba e cala lo stivale sulla maniglia. Il legno si incrina e il blocco della serratura si piega, ma la porta rimane chiusa.
"Faccio io" esclama Delorean, caricando la porta e colpendola con una spallata. Le assi di legno attorno al chiavistello si rompono e la porta si apre del tutto, sbattendo contro il muro. Il gruppo si precipita all'interno con le armi in pugno.
Nella stanza non c'è nessuno. Miodrag osserva la scrivania ancorata al centro e la bassa cassettiera appoggiata alla parete, quindi avanza per raggiungere la porta che Fiona ha descritto.
Un'esile figura si stacca dal soffitto e atterra sulle spalle dello spadaccino, quindi gli infila un pugnale nella spalla fin quasi all'elsa. Mentre tutti si voltano verso l'avversario, la donna salta dietro al tavolo e si nasconde.
Delorean muove un passo verso Miodrag, ma tra i due appare un cerchio luminoso sul pavimento. In una nuvola di fumo si materializza un mastino avvolto da ardenti fiamme, che si getta verso il chierico con le fauci spalancate. I suoi denti lacerano i gambali di cuoio ma non raggiungono la carne. Il mezzorco risponde all'attacco abbattendo la sua ascia sulla testa del mostro, che guaisce e si ritira senza un orecchio.
Miodrag si blocca, indeciso se colpire la creatura evocata o volgere la sua attenzione verso la donna. Alla fine afferra un'ampolla di fuoco dell'alchimista e la lancia dietro al tavolo, provocando un'esplosione che avvampa sul pavimento e scurisce le vetrate dietro ad esso. L'assassina compare di fronte allo spadaccino ed affonda il pugnale, che viene deviato facilmente dalla lama dello spadaccino.
"Il mago dev'essere nascosto lì, ho visto le fiamme avvampare a mezz'aria!" grida la ladra ai compagni, incoccando una freccia e scagliandola in direzione del mastino. Il dardo si infila dietro l'orecchio sano, penetrando fino al cervello. La bestia si accascia a terra, mentre le fiamme che la avvolgono si spengono lentamente.
Dal nulla si sente una voce profonda, che pronuncia parole in una lingua sconosciuta. Il pavimento della stanza diventa scivoloso e tutti si appoggiano a qualche mobile per evitare di cadere. Delorean allora afferra il simbolo che porta al collo ed invoca i propri poteri divini, dissolvendo l'effetto magico.
"Pensavi di fregarci con un banale trucchetto?" esclama Fiona, estraendo dallo stivale la bacchetta e facendo partire un getto di fiamme magiche, che delineano per un momento la figura dell'uomo, fino a prima invisibile.
Nel frattempo lo spadaccino scavalca il tavolo con l'intenzione di atterrare sulla schiena dell'assassina, ma raggiunge il pavimento senza trovare resistenza. La donna spunta dal fianco della cassettiera e colpisce al fianco Miodrag, che si accascia in ginocchio urlando di dolore. Poi gli afferra le spalle e con una piroetta salta lui e le fiamme alchemiche, allontanandosi dalle sue lame.
La massiccia figura di un uomo nero ammantato in una tunica compare nella stanza e, dopo aver guardato per un momento i suoi avversari con occhi neri, afferra il mantello dell'assassina.
"Qui è meglio cambiare aria" dice Huriya, poi pronuncia un incantesimo e scompare insieme alla compagna attraverso un cerchio di luce apparso dal nulla.

Miodrag si alza tenendosi un braccio, mentre Delorean gli si avvicina per esaminare le ferite.
"Sono scappati!" esclama Fiona, osservando con sguardo furente il punto in cui è apparso il portale. "Forse la tua idea di affondare la nave non era così malvagia".
"Ci saremmo risparmiati un sacco di grane" commenta il chierico, invocando i suoi poteri per guarire lo spadaccino.
"Prima troviamo il denaro e poi la facciamo colare a picco" ribatte Miodrag, scuro in volto.

venerdì 2 ottobre 2015

0111 - liberarsi delle guardie

"Psst! Sono io, Fiona" sussurra la ladra, avvicinandosi al vicolo.
"Dove sei? Sei ancora invisibile?" chiede Miodrag, guardandosi attorno senza riuscire a vedere l'esile figura della mezzelfa. "Vabbè, non importa. Cosa sei riuscita a scoprire?"
"C'erano due figure che parlavano in una delle cabine, uno si chiama Huriya e l'altra era una donna. Sembra abbiano paura di essere scoperti. L'uomo ha detto a Frederik che vuole salpare subito" dice Fiona. "Gran parte dell'equipaggio non è ancora rientrato, quindi a bordo non dovrebbero esserci più di una decina di uomini, oltre ai due nella cabina, al capitano ed alle cinque guardie sul ponte".
"Bisogna salire subito a bordo" commenta lo spadaccino, estraendo da una tasca una pozione ed avvicinandola alla bocca.
Zigfrid ferma la sua mano a mezz'aria. "Bisogna prima escogitare un piano, non ho abbastanza incantesimi preparati per rendere tutti invisibili".
"Dato che io sono già invisibile, Delorean può usare il mio cappello magico per mascherarsi" dice Fiona, e piazza in mano al chierico il berretto, che torna ad essere visibile.
"Possiamo neutralizzare le guardie, ma bisogna evitare che la nave si muova" commenta Zigfrid.
"Basterebbe bloccare il timone" ribatte lo spadaccino. "Ma come facciamo?"
"A quello ci penso io" mormora Iriel, sorridendo.
"Allora questo è il piano: Fiona e Miodrag salgono invisibili, Delorean si traveste da marinaio, io arrivo volando e penso alla guardia sul castello di poppa. Quando abbiamo sistemato le guardie, Iriel blocca la nave. Poi scendiamo sotto coperta e pensiamo ai pezzi grossi" esclama Zigfrid. "Muoviamoci, prima che Fiona ritorni visibile".

"Mamma che bevuta!" esclama il chierico, salendo a grandi passi lungo la passerella e raggiungendo il ponte. "Dovevate venire anche voi alla taverna".
"Perché sei tornato da solo? Dove sono i tuoi compagni?" chiede uno dei mercenari, guardando prima il marinaio e poi verso il porto. "Il capitano ha fretta di partire".
"Gli altri sono rimasti in taverna, avevano appena spillato la birra e non volevano sprecarne neanche un goccio".
"Frederik non sarà contento" esclama la guardia, notando due marinai sbucare da uno dei boccaporti. Dopo una rapida occhiata, i due si affrettano ad arrampicarsi sul sartiame.
"Non può prendersela con me, io sono tornato!" risponde Delorean, sorridendo.
"Vai a dare una mano ai tuoi compari, così partiamo prima" commenta la guardia, girandosi verso il pontile e dando le spalle al mezzorco.
"Certo! Solo una cosa..." ribatte il chierico, afferrando l'ascia.
Il mercenario si volta in tempo per vedere tre dei suoi compagni cadere a terra, uno con la gola squarciata dal pugnale di Fiona ed altri due infilzati dalle spade di Miodrag. Una raffica di dardi luminosi scende dal cielo ed abbatte l'ultimo mercenario in cima al castello di poppa.
L'uomo scarta di lato, riuscendo in questo modo ad evitare il corpo mortale di Delorean, che si abbatte sul parapetto. Fiona, notando il colpo maldestro, afferra il pugnale per la punta e lo lancia verso la guardia. La lama rotea in aria e si pianta nell'occhio del malcapitato, che crolla a terra con un tonfo sordo.
"Le guardie sono sistemate" mormora il chierico, alzando gli occhi verso i due marinai appesi all'albero maestro. I due si guardano, poi si voltano lentamente verso il mago, che sta levitando accanto a loro con le mani protese e delle piccole scariche bluastre che corrono lungo le dita. "Rimanete immobili e zitti, o farete la fine degli altri".
I due guardano terrorizzati Zigfrid, poi scuotono la testa.
"Bravi ragazzi" mormora l'halfling, quindi si volta verso i compagni. "Voi andate, io tengo a bada questi due e controllo che non arrivi qualcuno".

Il gruppo si raduna davanti all'entrata del castello di poppa, quando un forte cigolio sovrasta lo sciabordio delle onde sul fianco della nave.
"Brava Iriel" esclama Miodrag, afferrando la maniglia ed aprendo la porta.

giovedì 1 ottobre 2015

0110 - in esplorazione

Il grosso scafo della Rayo de Luna, attraccato presso il molo più lontano, si staglia sulla placida superficie del mare, immobile sotto la luce della luna. Le vele sono ammainate e l'unico segno di vita è la presenza di alcune sentinelle che pattugliano il ponte. Le vetrate posteriori, circondate ed abbellite da fregi lignei, sono illuminate dalla debole luce di una candela. L'ombra di alcune figure si riflette sul vetro, indistinguibile dall'edificio dove si sono nascosti gli avventurieri.
"Strano, dovrebbe esserci fermento a bordo" mormora Zigfrid. "Haris aveva detto che volevano salpare entro un paio d'ore".
"Avranno avuto qualche imprevisto" commenta Iriel. "Che facciamo?"
"Potremmo aff..." inizia a dire Delorean, ma lo sguardo glaciale del mago gli fa morire la frase in gola.
"Noi non affonderemo quella nave, chiaro?"
"Ma era un'idea valida!" ribatte il chierico. "Sennò come facciamo? Riesci a far addormentare le guardie?"
"E' un incantesimo troppo stupido per sprecarci sopra il mio tempo".
"Quindi? Una sfera di buio?"
"Io posso entrare camuffata da marinaio, non dovrebbero riconoscermi" interviene Fiona. "Però voi come salite a bordo?"
"Secondo me per prima cosa dobbiamo capire cosa troveremo sulla nave" commenta Zigfrid. "Diventi invisibile, ti arrampichi sullo scafo e scopri quante guardie ci sono e dove sono i pezzi grossi".
"Ok, fai la tua magia" risponde la ladra.

Fiona si avvicina in silenzio alla nave, nascosta alla vista dall'incantesimo di Zigfrid. Con poche agili mosse si arrampica sul fianco della caravella e raggiunge il ponte. Cinque mercenari armati di arco si muovono lentamente vicino al parapetto, scrutando il porto e la costa. La ladra si sposta lateralmente fino a raggiungere il castello di poppa, quindi sale fino al piano superiore. Dalle vetrate si vedono due figure di spalle, un uomo ed una donna, che stanno parlando, le loro voci giungono attutite ma perfettamente comprensibili.
"Frederik aveva detto che la nave sarebbe stata pronta in qualche ora, perché non siamo ancora partiti?" esclama una profonda voce maschile.
"Calmati, Huriya. Tra poco saremo in alto mare" risponde una voce femminile.
"Troppi problemi tutti assieme. Prima quello schifo di tempio, poi i pirati ed ora questo".
"Mica devi andarci tu a recuperare l'artefatto! E Frederik continuerà ad occuparsi dei pirati".
"Hai ragione, ma continuo a pensare a cosa possano aver scoperto quei tizi. L'hai visto anche tu il gigante nero scendere dalla Aleta, no? Lavora per la Seltarir".
La donna apre una piccola porticina e si infila in un'altra stanza, la sua voce si fa più distante.
"Non hanno scoperto nulla, non sembrano molto svegli. E comunque non eravamo lì mentre Gaud ha abbordato quella nave! Come potrebbero risalire a noi?"
"Quell'idiota di Louban si è fatto scoprire".
"E allora? Sanno solo di Frederik, ma lui è sacrificabile. L'importante è che non scoprano noi. La Fredda Mano deve mantenere l'anonimato".
Fiona sente due colpi secchi, quindi la porta principale viene aperta ed entra un uomo basso e tarchiato, con le orecchie leggermente a punta ed i capelli verdi. "La nave è pronta a salpare, ma..."
"Ma cosa, Frederik?" esclama Huriya, visibilmente alterato.
"Sembra ci sia un problema al magazzino, i miei uomini hanno avvistato una specie di muro di fiamme".
Dopo un attimo di silenzio, l'uomo di spalle alza la testa: "Ordina ai tuoi uomini di salpare. Subito!"
Frederik indietreggia di un passo. "Ma molti dei miei uomini sono ancora a terra..."
"E' un problema loro. Dobbiamo andarcene, ed in fretta anche!"

Meglio andare ad avvisare gli altri, dobbiamo agire immediatamente! pensa la ladra, lasciandosi andare sul pontile e correndo ad avvisare i compagni.