venerdì 16 ottobre 2015

0121 - relazione all'Alto Consiglio

Fiona si accomoda su una delle poche poltrone libere ed osserva Zigfrid seduto per terra a gambe incrociate che sta sfogliando il suo libro degli incantesimi mentre fuma una lunga pipa. "Secondo te ci metteremo ancora tanto? Ormai è più di tre ore che aspettiamo di essere ricevuti".
"Ci vuole pazienza" risponde il mago, poi indica le altre persone nella stanza. "Non vedi quanti stanno attendendo di parlare con l'Alto Consiglio?"
"Sì, ma io mi sono rotta".
Miodrag e Delorean tornano dai compagni con un sacchetto pieno di panini ed una brocca piena di caffè.
"Il tavolo del buffet è ben fornito" esclama il chierico, raggiante. "Sono riuscito a fare un'ottima seconda colazione!"
"E' rimasto qualcosa per gli altri?" chiede la ladra sorridendo, poi afferra un panino ed inizia a mangiare. Zigfrid rifiuta il cibo e continua a leggere.
Malika si avvicina al gruppo, saluta e si sistema su una sedia. "Tra poco dovrebbe toccare a noi. Avete capito come comportarvi?"
"Certo" esclama il mago, alzando gli occhi dal grosso volume. "Non siamo mica degli zotici, sappiamo come trattare con l'autorità".
Il capitano delle guardie solleva un sopracciglio. "Ne dubito". Poi, indicando il sacchetto nelle mani di Miodrag, sussurra: "Posso?"
"Prego" replica lo spadaccino.
La mezzelfa fruga nel sacchetto e prende l'ultimo panino rimasto.

Mentre il gruppo sta chiacchierando per passare il tempo, si avvicina un uomo di mezz'età in livrea, fa un piccolo inchino e dice a bassa voce a Malika: "Buongiorno, capitano. E buongiorno anche a voi, signori. Vi prego di prepararvi, sarete i prossimi ad entrare".
"Bene" replica la mezzelfa, alzandosi e strofinandosi le mani sui pantaloni.
Le porte si aprono e Ramesh, il padrone del rifugio Tulloch, esce a grandi passi, scuro in volto. Si ferma a scambiare due parole con un uomo elegante, poi di dirige all'esterno.
"Devono avergli rifiutato per l'ennesima volta i finanziamenti che cerca" sussurra Malika.
Il gruppo segue il capitano nella grande stanza del Consiglio. Una gradinata semicircolare ospita molte poltrone su cui sono seduti gli undici nababbi, che stanno discutendo tra loro a bassa voce, e sovrasta un piccolo palco in legno. Un paio di sacerdoti ed alcune guardie sostano lungo i muri laterali, pronti ad intervenire in caso di necessità.
Malika si posiziona davanti agli avventurieri ed attende pazientemente che i membri dell'Alto Consiglio smettano di parlare e si dedichino a loro. Ad un certo punto un nano si alza e invita gli altri nababbi a fare silenzio, quindi si volta verso il gruppo. "Buongiorno, io sono Krakus Stoutgut, il nababbo della Casata della Gemma. A nome di tutto il Consiglio vi invito ad esporre quanto è emerso negli ultimi giorni".
Zigfrid prende la parola, illustrando con dovizia di particolari le attività dei pirati contro la Casata Seltarir, il recupero dei naufraghi, le attività al magazzino 24 e l'arresto di Frederik Acquadifonte.
"Dal rapporto del capitano Morningstar sembra che in tutto questo fossero implicati anche due mercenari che si sono dileguati prima dell'arrivo della guardia cittadina" chiede uno dei membri più giovani del Consiglio. "Che ruolo avevano in tutto questo?"
"Quello è Baler, il principale erede della Casata Nacmoran" sussurra Malika.
Miodrag prende la parola e spiega che Huriya e Nadja hanno convinto Acquadifonte a mettere in pratica questo piano.
"Quindi mi state dicendo che i responsabili di tutti questi eventi sono questi due mercenari?" chiede il ragazzo.
"Esatto" risponde Zigfrid.
"In pratica" interviene Kalina, "tutti gli eventi hanno lo scopo di attaccare la mia Casata ed i miei averi".
"Avete scoperto altro?" chiede Krakus.
"Abbiamo il luogo in cui si dovrebbe svolgere il prossimo incontro con il pirata Antail Gaud" risponde Malika mettendosi sull'attenti. "Ho già predisposto alcune navi per catturare lui e la sua ciurma".
"Rimane il problema degli attacchi alla Casata Seltarir" dice Baler, dopo aver confabulato con gli altri nababbi. "E' volontà dell'Alto Consiglio che il capitano Morningstar si occupi di indagare sulla vicenda".
"Abbiamo pochi uomini per gestire sia la cattura del pirata che le indagini" replica Malika. "C'è inoltre un altro problema di cui vorrei discutere. In città sta nascendo un nuovo culto e non abbiamo ancora idea se sia pericoloso per la comunità. Vi chiedo di mettere a disposizione della guardia cittadina altri uomini".
Amir si alza in piedi e si volta verso i suoi colleghi. "Questi uomini hanno servito Vaelan con onore. Propongo al Consiglio di assegnare a loro il compito di indagare sui due mercenari e sul nuovo culto".
I nababbi discutono tra loro osservando gli avventurieri, poi Krakus prende la parola. "Sta bene. L'Alto Consiglio approva la proposta".

giovedì 15 ottobre 2015

0120 - la funzione della sfera

"Grazie ai due libri che Delorean mi ha procurato nei giorni scorsi dal tempio di Gond" esclama Nieven facendo un piccolo inchino nella direzione del chierico, "ho scoperto che questa sfera è chiamata il Dito di Myrkul ed è un artefatto clericale minore".
"Un nome prorompente, non c'è che dire" commenta sarcastica Fiona.
Il mago sembra non cogliere la battuta e continua a parlare. "A parte le sue capacità magiche evidenti, come la levitazione, ho scoperto che è stata anche riempita con un gas leggero, in modo da evitare che si sfracelli in caso sia presente un campo di antimagia".
"Tutti qui?" chiede Zigfrid con aria di sufficienza. "Non è una così grande scoperta".
Nieven fissa l'halfling per un momento, poi riprende: "Ho anche scoperto la principale funzione dell'artefatto. Indica l'essenza più malvagia nel raggio di cento metri".
Zigfrid fissa perplesso l'elfo. "L'aura che emana è molto forte, non può avere solo questo potere".
"E' quello che pensavo anch'io, ma purtroppo al momento non ho fonti che illustrino gli altri poteri. Però vi ho chiamato perché grazie a voi possiamo testare almeno questa facoltà della sfera".
Zigfrid sorride e si gira verso Miodrag. "E' il tuo turno".
"Io? Cosa dovrei fare?" chiede perplesso lo spadaccino.
"Lei ha qualcosa che sarebbe molto utile ai nostri scopi" dice Nieven indicando la sua borsa magica.
"Ah, ho capito" esclama Miodrag, estraendo dalla sua borsa uno dei topi scheletrici. Il dito nella sfera improvvisamente ruota e si ferma indicando la piccola creatura che si dibatte nelle mani dello spadaccino.
"Direi che funziona" esclama Zigfrid, mentre Nieven osserva la scena con un largo sorriso sulle labbra.
"Proviamo a vedere che succede con due topi!" ridacchia il giovane guerriero, estraendo un altro roditore dallo zaino e mettendoli entrambi davanti alla sfera. Il dito comincia a spostarsi dall'uno all'altro ritmicamente.
"Anche quest'effetto è interessante" commenta l'elfo, aggiungendo alcune note nel libro aperto sulla scrivania.
Delorean si appoggia con la schiena allo stipite della porta. "Se abbiamo finito, io tornerei in locanda a riposarmi. Domani avremo una giornata impegnativa".
"Certo!" replica il mago. "Grazie ancora della disponibilità. Io continuerò a cercare altri libri che parlano di quest'artefatto. Vi terrò informati".

mercoledì 14 ottobre 2015

0119 - la chiamata di Nieven

"Quindi questa è l'ultima sera che passate nella mia locanda" esclama Elin, appoggiando i boccali di birra sul tavolo.
"Già" ribatte Miodrag. "Abbiamo passato gli ultimi sei giorni a sistemare la nostra nuova casa e domani ci trasferiamo".
Fiona assaggia un sorso di birra poi fissa Zigfrid con uno sguardo carico di disapprovazione. "Certo che potevi risparmiarti quell'oscenità sulla facciata".
Il mago sorride senza alzare gli occhi dal suo libro. "Davvero non ti piace la mia opera?"
"Potevi dipingere qualcosa di più sobrio e meno appariscente dell'immagine in prospettiva di un vicolo" replica acida la ladra.
"Io avevo proposto di farla rossa" commenta Delorean, finendo il suo boccale.
"Troppo banale" ribatte Zigfrid con uno sguardo di sufficienza. "Anzi, avevo anche intenzione di aggiungere al centro l'immagine di una statua".
Fiona scuote la testa disperata, poi si accascia sulla sedia sotto lo sguardo divertito di Elin. "La locanda sarà vuota senza di voi" commenta la nana, alzandosi e dirigendosi verso il bancone. "Vi meritate un giro di birra gratis".

Tutti si voltano quando la porta della Duna di Zaffiro si apre. Un ragazzo vestito con una tunica azzurra entra e timidamente si avvicina al tavolo degli avventurieri, l'unico occupato di tutta la stanza. "Buonasera, signori. Cercavo il mago Zigfrid, l'esploratrice Fiona, il chierico Delorean e lo spadaccino Miodrag. Siete voi?"
Miodrag sorride al ragazzo ed allarga le braccia. "Mi spiace, ma il gruppo che cerchi è uscito pochi minuti fa".
"Grazie mille" replica il giovane, poi si gira e fa per andarsene.
"Non badare a lui" esclama Zigfrid, lanciando un'occhiataccia allo spadaccino che sta sghignazzando. "Siamo noi quelli che cerchi. Chi sei e cosa vuoi da noi?"
Il ragazzo sorride imbarazzato, poi si profonde in un inchino. "Mi ha mandato qui il mago Nieven Balliant. Ha delle notizie da riferirvi e vorrebbe che lo raggiungeste a casa sua".
"Ma... adesso?" chiede Miodrag appoggiandosi allo schienale della sedia e fissando il giovane con curiosità.
"Penso siano notizie molto importanti" replica il messaggero, abbassando lo sguardo ed accarezzandosi la nuca. "Il signor Balliant non mi ha detto altro, mi spiace".
Zigfrid chiude il libro e si alza. "Se ha scomodato il ragazzo, sarà bene andare subito da lui".
"Fammi almeno finire la birra" dice Delorean, afferrando il boccale e tracannando il contenuto in un solo sorso. "Ora possiamo andare".

Quando gli avventurieri si avvicinano alla casa di Nieven, i braccialetti forniti dal mago si illuminano di una debole luce verdastra e la porta si apre in silenzio. Miodrag guarda dubbioso Zigfrid ed appoggia la mano sull'elsa della spada. "Dobbiamo preoccuparci?"
"I bracciali li ha dati a voi" ribatte l'halfling. "Non vi ha spiegato come funzionano?"
Il gruppo varca la soglia e si guarda attorno con circospezione. Una piuma di pavone arriva levitando e si ferma a qualche metro da loro. Dopo essersi agitata un po' per attirare l'attenzione, si sposta e con la punta indica le scale che portano nel seminterrato. Seguendo la via tracciata dalla piuma, gli avventurieri scendono le scale e raggiungono Nieven in una piccola stanza ricolma di libri, pergamene e prodotti alchemici. Il mago sta riportando alcune note in un libro e con un cenno della mano invita il gruppo ad avvicinarsi.
"Benvenuti e grazie per essere arrivati qui così in fretta" esclama Nieven, voltandosi con un largo sorriso stampato sul volto.
"Di cosa voleva parlarci?" chiede Zigfrid.
"Di ciò che ho scoperto su quella" replica l'elfo, indicando la sfera recuperata nel tempio che sta levitando sopra un tavolo.

martedì 13 ottobre 2015

0118 - la riconoscenza della Seltarir

Il resto della nottata è trascorsa senza altri intoppi e nulla ha distolto il gruppo dal meritato riposo. Delorean, Fiona e Miodrag, già pronti per andare all'appuntamento, attendono con impazienza l'arrivo del mago.
"Decisamente un bella dormita!" esclama Fiona, stiracchiandosi. "Come mai il tappo non è ancora sceso?"
"Starà ancora sotto le coperte" borbotta Miodrag, battendo il piede con impazienza.
"Qualcuno ha visto Iriel, invece?" chiede Delorean. "Stanotte non mi pare sia tornata in locanda a dormire. E stamattina non l'ho vista".
"Probabilmente si è spaventata quando sono arrivate le guardie" risponde Fiona. "Di sicuro si farà viva quando noterà che siamo ancora a piede libero".
Zigfrid scende di corsa le scale e supera il gruppo fermo davanti all'ingresso della locanda, dirigendosi poi verso il Cortile Nador. "Allora, che state aspettando? Un invito scritto? Veloci, siamo in ritardo!"
"Una volta o l'altra una delle mie lame mi scapperà di mano e finirà tra le sue scapole" ringhia lo spadaccino, incamminandosi dietro l'halfling.
Fiona e Delorean si scambiano uno sguardo divertito, poi affrettano il passo per raggiungere Miodrag e si dirigono insieme verso la sede della Casata.

Un valletto annuncia gli avventurieri e si sposta di lato per lasciarli entrare nella piccola saletta, dove Amir e Kalina stanno attendendo seduti attorno ad un tavolo su cui è appoggiato un vassoio pieno di frutta fresca.
"Accomodatevi pure" dice il nababbo, indicando le sedie. "Servitevi pure".
Tutti si accomodano e si servono, tranne Miodrag che dopo aver preso posto inizia a giocare con il suo anello del sostentamento.
"Come vi avevo promesso, ho convocato Kalina per discutere di quello che avete fatto ieri notte" dice Amir.
La piccola halfling si alza per poter vedere meglio i suoi interlocutori, poi appoggia una mano sulla spalla del nababbo della Casata della Sabbia. "Amir mi ha spiegato a grandi linee cosa è successo al porto. In un solo giorno siete riusciti a stupirmi per ben due volte. Avete salvato i miei uomini da morte certa in mezzo al mare ed avete sventato i piani di un gruppo di pirati che avevano preso di mira la Casata di mio marito. Senza di voi difficilmente avremmo mantenuto il nostro posto nell'Alto Consiglio. La Casata Seltarir vi deve molto".
"Ci fa molto piacere sentirlo" ribatte Miodrag. "Vorrei chiederle una cosa: c'è qualcuno che vuole la vostra rovina?"
"Nessuna delle principali Casate agirebbero in tal senso. Sono convinta che una qualche entità esterna al Consiglio sia al lavoro per destabilizzare l'autorità della città e del Durpar. Prima il tentativo di rapimento di Gamal, poi gli assalti alle mie navi. Anche alcune carovane sono state attaccate nel deserto. Dubito che gli eventi non sia collegati fra loro".
"Non potrebbe essere qualcuno dentro la vostra Casata? Qualcuno senza scrupoli che aspiri al comando?" chiede Delorean, prendendo un altro dattero dal piatto ed infilandoselo in bocca.
"Danneggiare una Casata per prenderne il controllo non sarebbe una mossa saggia. Se io fossi un padrone con un palazzo e tu un mio dipendente e volessi il mio palazzo, non prenderesti a picconate i muri per rubarglielo, giusto? Otterresti solamente delle macerie di ben poco valore" ribatte la piccola halfling sorridendo.
Il chierico gioca un po' con il cibo mente riflette, poi si volta a guardare Kalina. "Però io potrei aver venduto i pezzi ed aver fatto su un gruzzolo. E con quelli rimetterei a posto i danni".
"Quello che descrivi è un processo lungo e difficile, sarebbe più semplice agire in altri modi. E comunque ci sarebbe un solo bersaglio".
"Probabilmente i due tizi con cui ci siamo scontrati sulla nave sono invischiati in tutto questo" interviene Miodrag.
"Queste sono solo congetture" lo zittisce Zigfrid. "E' inutile fare queste ipotesi senza nessun indizio. Dovremo indagare per capire cosa sta succedendo".
Amir si alza in piedi e prende la parola. "Dato che siete tutti qui, è arrivato il momento di discutere della vostra ricompensa".
Miodrag sfoggia un sorriso smagliante mentre si appoggia al tavolo. "Finalmente! Siamo tutt'orecchi".
Il nababbo si volta un momento verso Kalina, poi riprende a parlare. "Voi siete arrivati poco tempo fa in città e vivete ancora come stranieri di passaggio. Dato che le vostre azioni ci hanno ben impressionato, vorremmo aiutarvi a mettere radici nella nostra splendida terra. E' nostra intenzione farvi dono..."
"... di un ruolo nel Consiglio?" la interrompe Delorean. "E' un po' troppo, ma siamo ben felici di accettare".
Kalina socchiude gli occhi senza smettere di sorridere. "Quali sono i tuoi guadagni nell'ultimo anno?"
"Le dieci monete d'oro a settimana che ci paga Amir" risponde Miodrag ridacchiando.
"Mi sa che dovrai lavorare di più, se quello è il tuo obiettivo" commenta Zigfrid con tono tagliente. "Scusi per l'interruzione, Kalina".
Lei sorride al mago e riprende il discorso. "E' nostra intenzione farvi dono di una dimora, un edificio di tre piani all'interno della Lama dell'Onore, più un po' di denaro per arredarlo".
Zigfrid guarda i compagni che stanno sorridendo, poi si gira verso i due nababbi. "Accettiamo con piacere".
"Bene" esclama Kalina battendo le mani. "Sono molto felice che l'idea vi aggradi!"
"Per quanto riguarda il Consiglio" interviene Amir, "dovrete testimoniare tra sette giorni davanti agli undici membri. La riunione durerà per tutto il giorno, voi probabilmente verrete convocati nel primo pomeriggio".
"Immagino che dovremo rimanere a disposizione già dalla mattina" commenta il mago.
"Immagini bene" replica il nababbo con un cenno di assenso. "Un'ultima cosa. Verrete anche invitati come ospiti d'onore alla cena di gala che si terrà quella stessa sera".
Tutti prorompono in esclamazioni di gioia ed approvazione. Quando Amir riesce a riportare un po' d'ordine nella sala, Kalina attira l'attenzione e sorride ai presenti. "E' richiesto un vestito elegante, mi raccomando".

Mentre gli altri si recano presso la Lama dell'Onore per vedere la nuova proprietà, Fiona si dirige al mercato e si avvicina alla bancarella dei saponi e degli unguenti. La commerciante sta tentando di vendere una lozione per la pelle ad una nana, tutt'altro che intenzionata ad acquistare alcunché.
"Grazie, ma non mi interessa! Io cercavo una spazzola per la barba, che qui non vedo" dice la donna, appoggiando sul banchetto il flacone ed allontanandosi prima di essere nuovamente abbordata dalla venditrice.
La ladra si avvicina e porge alla commerciante il piccolo borsello che aveva sottratto il giorno prima. "Ieri ho visto un ragazzo allontanarsi dalla sua bancarella e gettarlo in un vicolo. Ero di fretta e purtroppo sono riuscita a passare solo oggi per restituirglielo".
La donna sgrana gli occhi, apre il sacchetto e conta le monete. "Grazie! C'è tutto il mio denaro!"
Brava, fingi che le due monete d'oro che ho aggiunto io ci siano sempre state pensa Fiona, trattenendo una smorfia. "Sono felice per lei, mi pareva giusto riconsegnarlo al legittimo proprietario!"
"Un momento!" esclama la signora, fissando la mezzelfa.
Oddio, non può avermi riconosciuta! pensa la ladra. "Mi dica, signora. Qualcosa non va?"
"In questa città dovrebbero essercene di più di persone come lei, così buone ed oneste! Non come quel brutto delinquente figlio di un cammello che mi ha rapinato!" esclama la donna sorridendo.
Fiona ricambia il sorriso e si volta per andarsene, ma la venditrice la afferra per il braccio. "Vorrei ricompensarla per il suo bel gesto con un piccolo dono" dice, prendendo lo stesso flacone di unguento che aveva proposto alla nana qualche minuto prima e porgendoglielo.
"Grazie mille! Arrivederci!" replica Fiona, afferrando il regalo ed allontanandosi tra la folla mentre la donna riprende a sgolarsi per fermare altre potenziali clienti.

lunedì 12 ottobre 2015

0117 - problemi spinosi

Alcuni colpi alla porta attirano l'attenzione dei presenti. Quando Malika si alza ed esce dalla stanza, Frederik comincia a sudare copiosamente, temendo che lo spadaccino possa aggredirlo di nuovo. La mezzelfa rientra poco dopo insieme a due guardie e si dirige verso il prigioniero, facendogli cenno di alzarsi. "Il tempo per questo interrogatorio è finito".
"Tanto non avevamo altro da chiedergli" ribatte Zigfrid, arrotolando la mappa e porgendola al capitano.
Malika lascia Frederik nelle mani delle guardie ed esce dalla sala interrogatori, dirigendosi verso il suo ufficio.
"Una curiosità" esclama Miodrag, seguendola lungo il corridoio. "Che fine ha fatto Jorik?"
"Intendi il prigioniero che avete catturato? Quello che ha tentato di rapire Gamal Sandstone?"
"Proprio lui".
"E' stato giudicato colpevole di triplo omicidio, occultamento di cadavere e tentato rapimento" risponde Malika. "E' stato giustiziato la settimana scorsa".
"Bene, bene" commenta lo spadaccino. "La giustizia ha fatto il suo corso e posso dire di aver contribuito a ripulire questa città".

Amir sta attendendo l'arrivo del capitano in piedi al centro dell'ufficio. Quando Malika ed il gruppo varcano la soglia, saluta cortesemente e chiede spiegazioni sul motivo di questa convocazione notturna. Zigfrid spiega brevemente gli eventi della notte ed illustra tutto quello che hanno scoperto, quindi attende la reazione del Nababbo.
"Quindi stiamo parlando di pirateria" commenta Amir.
"Già" ribatte Miodrag. "E l'obiettivo era impoverire la Casata Seltarir".
"La Casata Acquadifonte è molto piccola, non si può permettere le risorse ed i contatti per mettere in piedi un piano così ardito. Ci dev'essere di sicuro qualcuno dietro".
"Lo sappiamo" interviene Zigfrid. "Sulla nave abbiamo incontrato due persone invischiate in quest'attività, ed ora conosciamo le loro facce ed i loro nomi".
"Purtroppo però non sappiamo come rintracciarli" aggiunge Delorean.
Amir guarda distrattamente le carte sopra la scrivania, poi si volta verso il gruppo. "Questi sono problemi abbastanza spinosi, non è ora e luogo per discuterne". Poi voltandosi verso Malika, aggiunge: "Voglio che questa faccenda venga discussa davanti all'Alto Consiglio. Tutti quanti sarete chiamati a testimoniare e dovrete presentare tutte le prove raccolte".
"Non ci sono problemi" dice Malika. "Mi faccia sapere solo quando verrà convocato l'Alto Consiglio".
"Per quanto riguarda invece voi" dice Amir, "riferirò a Kalina tutta la faccenda. Penso che la Casata Seltarir vi vorrà ricompensare adeguatamente, in fondo avete salvato l'equipaggio di una delle sue navi e recuperato le loro merci rubate".
"Effettivamente le abbiamo reso un discreto servizio" lo interrompe Zigfrid.
Il nababbo, per nulla turbato dall'atteggiamento del mago, annuisce col capo. "Direi proprio di sì. Ora andate a riposarvi. Presentatevi domani a pranzo presso la sede della mia Casata, organizzerò un incontro nel mio ufficio con Kalina".
"Penso che anche lei voglia tornare a dormire" commenta Miodrag, accennando un sorriso.
Un lieve sorriso increspa le labbra di Amir. Dopo aver salutato il capitano delle guardie, in silenzio accompagna il gruppo all'aperto e poi si dirige verso la sede della Casata della Sabbia.

venerdì 9 ottobre 2015

0116 - tante domande, pochi diritti

Il capitano delle guardie invita il gruppo ad entrare nel suo ufficio, quindi si accomoda alla sua scrivania e comincia ad esaminare quanto recuperato dagli avventurieri.
"Qui abbiamo il registro del magazzino, quello della nave, le mappe nautiche, i resti delle casse originali, il documento firmato da questo Gaud... c'è altro?" dice Malika, alzando gli occhi dai documenti.
"E' tutto qui" dice Fiona, guardando in tralice i propri compagni. Zigfrid risponde con un leggero cenno del capo, poi accarezza involontariamente la borsa in cui ha riposto il denaro.
"Da quello che avete trovato, non dovrebbe esserci più nulla di cui preoccuparsi in città" commenta il capitano sfogliando uno dei registri.
"Il passo successivo sarebbe quello di fermare Gaud" ribatte Zigfrid. "Non penso si fermerà solo perché il suo contatto è stato arrestato".
"Voi lavorate ancora per la Casata della Sabbia?"
"" risponde Miodrag. "Perché?"
"Perché voglio convocarlo" dice Malika, alzandosi e raggiungendo la porta. Dopo aver confabulato con una guardia, chiude la porta e torna a sedersi.
"Lei pensa che il nostro capo si presenti di persona a quest'ora della notte?" chiede incredulo lo spadaccino.
"Spero di sì. Ho mandato uno dei miei uomini a chiamarlo" risponde il capitano appoggiandosi allo schienale ed incrociando le braccia. "Qui si parla di un traffico di merci su vasta scala che vede come protagonisti dei pirati, ha come bersaglio una delle Casate che compongono l'Alto Consiglio e coinvolge la città di Vaelan. Penso sia opportuno parlarne con i piani alti. E dato che il signor Sandstone è uno dei membri dell'Alto Consiglio ed anche il vostro datore di lavoro, mi pare sia la scelta più logica".
"Non fa una piega" commenta Zigfrid.
"Speriamo si svegli con la luna buona" mormora Delorean.
"Mentre aspettiamo l'arrivo di Amir, non sarebbe il caso di interrogare quello smidollato di Acquadifonte?" propone Miodrag.
Malika non ha obiezioni. "Va bene, ma voglio assistere all'interrogatorio".

Il gruppo si trasferisce in una piccola saletta con un tavolino ed alcune sedie. Dopo un paio di minuti il capitano trascina nella stanza il prigioniero ancora ammanettato, lo fa accomodare in malo modo su una sedia, poi ne afferra un'altra e ci si siede sopra a cavalcioni. "Chiudete la porta ed iniziate pure con le domande. A me interessa solo assistere e garantire che il signor Acquadifonte esca vivo da questo incontro".
Il sorriso di Frederik si spegne quando Malika aggiunge: "Questo non vuol dire che uscirai con tutte le dita intere. Ai pirati non è concesso questo lusso".
"Mi piace come ragiona" esclama Zigfrid, accomodandosi di fronte all'uomo ed intrecciando le mani sul tavolo. "Ora veniamo a noi. Ci sono due metodi per affrontare il nostro incontro. Tu puoi dirci subito tutta la verità oppure..."
"Io sono solo un povero commerciante" balbetta Frederik, interrompendolo.
Miodrag si alza di scatto facendo cadere la sedia e si avventa sul malcapitato con uno sguardo folle negli occhi. Il capitano della Rayo de Luna lo guarda terrorizzato e si aggrappa alle mani del mago. "No, no! Chiedetemi quello che volete e vi dirò tutto!"
Zigfrid si scrolla dalla presa dell'uomo e si appoggia allo schienale. "Ok, hai capito le due opzioni. Partiamo dalla domanda più facile. Chi sei tu veramente?"
"Sono Frederik Acquadifonte e commercio un po' di tutto".
"Che accordi avevi con il pirata?"
Il capitano della nave comincia a strofinarsi nervosamente le mani. "Ecco, io... in realtà...
"Ti ricordo che di dita ne hai solo dieci. Non ti conviene dire troppe bugie".
"Abbiamo raggiunto un accordo in cui lui assaltava le navi, io lo pagavo per la merce rubata, cambiavo gli imballi con casse marchiate Acquadifonte, le registravo come arrivate da un porto lontano e le rivendevo come fossero di mia proprietà".
"La tua Casata è informata di questo?"
Frederik lo guarda perplesso, come se non avesse capito la domanda. Malika allora si schiarisce la voce, attirando l'attenzione di Zigfrid. "Ha detto che lavora per la Casata Acquadifonte, che è molto piccola. E' lui... la Casata".
Il mago fa un colpo di tosse, poi sussurra in direzione della mezzelfa: "Grazie della precisazione. Non mi sono ancora abituato ai vostri costumi". Poi, girandosi verso Frederick, domanda: "Ed i due tizi che pagavi?"
"Sono loro ad avermi suggerito questa strategia per fare soldi facili".
"Vogliamo sapere i nomi" esclama Miodrag, che viene fulminato da un'occhiataccia del mago.
"Huriya e Nadja".
"E questi due sono comparsi così, dal nulla?" chiede Zigfrid, ma la sua domanda viene interrotta dallo spadaccino, che salta in piedi, afferra Frederik per la collottola e lo fa voltare verso di lui. "Dove li trovo?"
"Non so dove trovarli, sono venuti loro sulla mia nave per assoldarmi per un viaggio, poi al ritorno mi hanno proposto l'affare con Gaud. Da allora non sono più usciti dalla cabina. Non so altro, lo giuro!"
"Dove li hai portati? Rispondi!"
"Ormpé! Li ho portati ad Ormpé!" piagnucola Frederik, inarcando la schiena per allontanarsi dallo spadaccino e cercando l'aiuto degli altri con lo sguardo.
"Ti ha risposto" esclama Delorean. "Puoi anche mollarlo".
Miodrag gli lascia il bavero e torna a sedersi, seguito dallo sguardo interdetto di Malika. "Ma è sempre così?" sussurra verso Fiona.
"No, è che stanotte non ha chiuso occhio ed a quanto pare è stato distolto da altre attività più... attraenti rispetto ad un interrogatorio" risponde la ladra sghignazzando.
Zigfrid intanto recupera una delle mappe, la distende sul tavolo ed indica con il dito il punto corrispondente alle coordinate trovate. "Qui? Cosa c'è?"
Frederik, dopo un'ultima occhiata allo spadaccino, osserva la mappa e dice: "Il luogo del prossimo incontro con Gaud".
"Interessante!" esclama Malika, alzandosi dalla sedia. "Ora abbiamo in pugno quello sporco filibustiere!"

giovedì 8 ottobre 2015

0115 - spiegazioni per l'autorità

Zigfrid si affretta ad infilare nella borsa magica il registro, le carte e le monete, quindi attende l'arrivo del capitano Morningstar. Passi pesanti precedono l'arrivo della mezzelfa, che si piazza sulla porta con i pugni ben piantati sui fianchi ed uno sguardo gelido negli occhi. "Che diavolo avete combinato?! Per colpa vostra mezzo porto sta bruciando! Quel muro di fiamme si è visto fin dal deserto!"
"Abbiamo un mago solo, non se la può prendere con noi" ribatte Miodrag. "Io ho anche dato una mano a bagnare gli edifici per contenere le fiamme!"
"Non guardi me" dice serafico il mago quando Malika si gira verso di lui. "Non ho mai visto quel muro di fiamme in vita mia. E poi il clima è molto secco, di sicuro qualche monello..."
La mezzelfa avanza e pianta un dito sul petto di Zigfrid ed esclama: "Conosco i professori dell'accademia, quello non era un fuoco naturale! E come se non bastasse, arrivo al porto ed invece di trovare i colpevoli in manette, vedo i miei uomini che spengono l'incendio! E mi dicono anche che hanno lasciato andare i responsabili perché dovevano fermare una nave! Siete nei guai fino al collo, sapete?"
"Ci hanno lasciato andare perché avevamo dei validi motivi".
"Spiegati, halfling, prima che decida di sbatterti in una cella e buttare la chiave in un tombino".
"Abbiamo fermato una pericolosa attività illegale" interviene Miodrag. "Questa è una nave che è in combutta con i pirati che hanno fatto affondare la nave della Casata Seltarir, e ne abbiamo le prove".
"Registri, carte, mappe..." elenca il mago, contando sulle dita, mentre lo spadaccino porge a Malika la lettera di Gaud. "Ah, sì. Anche un contratto con un pirata".
Il capitano delle guardie lancia un'ultima gelida occhiata a Zigfrid, strappa il foglio dalle mani dello spadaccino e scorre velocemente la lettera. "Il deposito ventiquattro è quello in cui c'è stato tutto quel putiferio, giusto?"
"Proprio quello" esclama Delorean, poi si volta verso Miodrag e gli sussurra: "Io l'avevo detto che sarebbe stato meglio affondarla, questa nave".
Malika trapassa il chierico con lo sguardo. "Farò finta di non aver sentito. Posso arrivare quasi a considerare un incidente un muro di fiamme alto sei metri che distrugge una parte del porto, d'altronde si sa che i maghi sono inaffidabili. Ma per l'affondamento volontario di una nave nel porto c'è la galera a vita. A volte anche il patibolo".
"I tarli..." prova a dire Delorean, ma viene zittito da un gesto della mezzelfa.
"Mai visto tarli in questo mare" esclama, poi si volta verso l'uomo legato nella stanza. "E questo chi è?"
"Questo è Frederik Acquadifonte, capitano della Rayo de Luna, colui che intratteneva rapporti coi pirati" dice Zigfrid.
Il capitano Morningstar richiama con un urlo l'attenzione di un paio di guardie, che arrivano di corsa, afferrano Frederik per le braccia e lo conducono fuori. Quando l'uomo scompare dalla sua vista, Malika si volta verso il gruppo e dice: "Venite con me alla sede della guarnigione, dovrò controllare le prove che avete raccolto e bisognerà stendere un rapporto". Poi mormora fra sé e sé: "Sarà una lunga notte..."
"A chi lo dice" sibila Zigfrid, uscendo dalla stanza.
Fiona e gli altri si scambiano uno sguardo divertito, poi si accodano al mago.

"Stavo riflettendo su una cosa" mormora Miodrag, camminando accanto al mago verso la Lama della Giustizia. "Se nei registri erano segnate cinquemila monete, cosa ne è stato di quelle mancanti?"
"Avrà pagato i due tizi che sono scappati" ribatte Zigfrid, avanzando lungo il pontile.
"Dai discorsi che Fiona ha sentito, sembrava che Frederik lavorasse per loro. Non ha senso pagare i tuoi datori di lavoro!"
"No, Huriya ha detto che lui si occupava dei pirati, non che lavorava per la Fredda Mano".
"Quindi erano loro a lavorare per il capitano della Rayo de Luna?"
"A quanto pare..." commenta il mago, pensieroso.
"Ma erano più capaci di quel rammollito!" esclama Miodrag.
"E quindi? Amir ci paga, ma pensi che sia anche più in gamba di noi?" ribatte Zigfrid.
"Per capire come stanno le cose dobbiamo assolutamente interrogare Frederik" conclude lo spadaccino, girando il capo verso Malika.