giovedì 19 novembre 2015

0145 - presentazione del nuovo compagno

"Chi sarebbe questo Amir?" domanda il mezzorco, accostandosi allo spadaccino mentre il gruppo si dirige verso il Cortile Nador.
"Amir Sandstone è il nababbo della Casata della Sabbia" risponde Miodrag. "Noi lavoriamo per lui".
"E potrebbe assumere anche me? Dato che me ne sto andando dal tempio, non penso copriranno più le mie spese".
"E quanto vorresti chiedere?"
"Attualmente ho vitto ed alloggio gratuiti, in più mi danno una moneta d'argento a settimana. Pensavo di chiedere sette o otto monete d'oro al mese".
Lo spadaccino trattiene un sorriso. "Non so se accetterà, è una somma considerevole. Potremmo però assumerti noi".
Fiona scuote la testa, si avvicina a Miodrag e gli piazza una gomitata tra le costole, quindi gli sussurra all'orecchio: "Cosa credi di fare?"
"Sto solo cercando di aumentare le nostre entrate" mormora lo spadaccino, massaggiandosi il costato.
"Non fare il taccagno con i soldi degli altri" ribatte la ladra, poi si rivolge a Tsadok ad alta voce. "Ti presenteremo al signor Sandstone, deciderà lui se assumerti e quanto pagarti".

La sede della Casata è fresca rispetto alla calura patita nei sotterranei del tempio. Amir finisce di parlare con un inserviente, quindi invita il gruppo ad accomodarsi attorno al tavolo nel suo ufficio. "Ho saputo della tragedia, mi dispiace".
"Come ha fatto a saperlo?" chiede Fiona, sorpresa.
"Mi ha mandato un messaggio il capitano Morningstar non appena l'ha saputo".
"Ah, capisco" ribatte la ladra, appoggiandosi allo schienale.
"Scusate se mi permetto, ma dov'è il vostro compagno di viaggio Delorean?" chiede Amir, lanciando un'occhiata distratta a Tsadok.
Fiona e Miodrag si guardano, quindi lo spadaccino si volta verso il nababbo. "Ma lei non ha appena detto che ha saputo della tragedia?"
"Sì, mi è stato riferito che la padrona della Duna di Zaffiro è morta. Non eravate fino a ieri suoi ospiti?"
"Ah, si riferiva ad Elin!" esclama la ladra, rattristandosi. "Sì, l'hanno uccisa".
"Non mi avete ancora detto del vostro amico sacerdote" li incalza Amir.
"Un diavolo ha rubato l'anima del nostro compagno, ora è nelle mani dei chierici di Ilmater" risponde lo spadaccino, lanciando un'occhiataccia a Zigfrid.
"Questo è ben più difficile da affrontare rispetto alla morte di Elin" commenta il nababbo. "Fatevi forza".
"Affronteremo e risolveremo anche questo problema" ribatte Fiona. "Oltre ad avvisarla delle sorti di Delorean, volevamo anche presentarle un nuovo membro del gruppo, Tsadok".
Il mezzorco stringe la mano di Amir. "E' un piacere conoscerla, vorrei entrare a far parte della sua Casata".
"Se i suoi compagni garantiscono per lei, non vedo quale sia il problema" esclama il nababbo, andando alla scrivania per prendere le carte del contratto.
"Magnifico, ora siamo anche diventati garanti" sussurra Zigfrid, osservando preoccupato il nuovo compagno.

mercoledì 18 novembre 2015

0144 - richiesta inaspettata

Il mezzorco apre la porta e fa per uscire, ma viene richiamato dalla profonda voce del nano. "Già che ci sei, offri loro qualcosa da bere. Non sono abituati al caldo delle nostre fucine".
"Non ho nulla con me" risponde Tsadok dopo essersi tastato le tasche.
Thorgurn si copre gli occhi con la mano e sbuffa sonoramente. "Li porti nella sala ristoro e gli offri un bicchiere d'acqua fresca, brutto testone".
"Ah, già" ribatte il mezzorco sorridendo. "Senta, mi permetterebbe di accompagnarli nel deserto? Non si offenda, ma qui è parecchio noioso e sono anni che non esco da queste quattro mura".
Miodrag apre la bocca per commentare, ma si blocca quando nota il fabbro sorridere per la prima volta. "Mi pare un'ottima idea! La tua predisposizione per la religione è decisamente carente, magari riuscirai a trovare la tua strada come mercenario. E poi... finalmente la smetterai di infilarti in cucina per dare una mano al cuoco!"
"Ma perché? Quell'uomo fa un cinghiale che è una vera squisitezza!"
"Caleb non ha mai cucinato cinghiale in vita sua! Dopo tredici anni passati qui dentro non hai ancora capito che lo stufato è fatto con carne di cammello?" esclama esasperato il nano.
"Cammello, cinghiale... che differenza fa? E' buono" mormora il mezzorco, arretrando di un passo.
"Sarebbe buono se non bruciasse come le fiamme dell'inferno! Devi smetterla di versare nel pentolone interi vasetti di peperoncino! Ora vai, prima che ti tiri dietro un martello!"
Il gruppo segue Tsadok fuori dalla stanza e percorre in silenzio le buie gallerie.
"Siamo sicuri di volerlo con noi?" sussurra Zigfrid uscendo dal dedalo di tunnel e rientrando nella struttura principale del tempio.
Fiona osserva per un momento l'imponente fisico del mezzorco, quindi risponde con un'alzata di spalle. "Abbiamo già te, lui non può essere peggio. E comunque senza Delorean non abbiamo molte possibilità di sopravvivenza. Mi sa che è l'unica opzione".
"Vediamo cosa sa fare" propone Miodrag, poi appoggia la mano sulla spalla di Tsadok. "Prima hai chiesto al tuo superiore di poter venire con noi, ma non hai mica chiesto il nostro parere".
"E' vero, scusa" mormora il mezzorco, poi gli rivolge un sorriso sghembo. "Posso unirmi a voi?"
"Se vuoi aggregarti a noi, dobbiamo capire se puoi esserci utile" esclama lo spadaccino. "Iniziamo con una cosa semplice: quanto sei abile nel combattimento?"
Il volto di Tsadok si illumina. "Venite con me, vi faccio vedere!"

Gli avventurieri entrano in una piccola fucina scarsamente illuminata che, a differenza di quella del nano, ha solo alcuni logori attrezzi appoggiati alle pareti ed un'incudine scheggiata in più punti ancorata al centro della stanza.
Il mezzorco fruga dietro ad alcune lastre di metallo arrugginite, poi si volta raggiante. "Io uso questa!"
"E cosa sarebbe?" esclama Miodrag, osservando la strana arma in mano al sacerdote.
"Ho preso questa bellissima ascia e gli ho montato un martello sul fondo del manico!" ribatte lui con un sorriso, mentre accarezza con gesti amorevoli l'impugnatura foderata in cuoio.
"Secondo me se la tira sul naso" commenta Zigfrid, sedendosi sopra l'incudine.
"No, sono molto bravo" ribatte Tsadok, facendo volteggiare l'arma per aria. "E sono anche molto forte! Di solito affidano a me i lavori pesanti perché sanno che posso farcela!"
Miodrag lancia un'occhiata d'intesa a Fiona, poi indicando il grosso blocco d'acciaio su cui è seduto il mago esclama: "Secondo me quello non riesci a sollevarlo".
Zigfrid salta in piedi e si allontana quando il mezzorco afferra l'incudine e sbuffando tenta di sollevarla. Il suo volto diventa rosso e le vene del collo si ingrossano, ma il grosso attrezzo non accenna a spostarsi. Poi, dopo aver cambiato posizione, finalmente riesce nell'impresa. "Visto?"
"Ok, penso possa venire con noi" esclama la ladra.
"Questa posso portarmela via?" chiede Tsadok, mollando la presa e facendo rimbombare l'intera stanza. "Avete un posto dove metterla?"
"Questo prima si vuole unire a noi senza invito" mormora Zigfrid guardando i due compagni, "ed ora vuole anche un posto dove dormire!?! Siete ancora sicuri di volerlo?"
"Mica posso dormire in giardino!"
"Cioè tu vorresti venire a vivere da noi?" esclama Miodrag, sgranando gli occhi.
Riona inizia a ridacchiare. "Che tipo! Ci siamo appena conosciuti!"
"Beh, insomma... se avete bisogno di me, devo seguirvi dalla mattina alla sera! Sarà divertente!"
"Potremmo lasciarlo di guardia davanti alla porta" sussurra Zigfrid allo spadaccino. "Oppure farlo dormire nella tua fucina".
"Hai davvero una fucina?" esclama il mezzorco. "Posso usarla?"
"Vedremo" taglia corto Miodrag. "Comunque sì, ho una fucina. Ed ho realizzato una forgia a ventilazione perpetua".
Tsadok spalanca gli occhi. "E come hai fatto?"
"Eh, sapessi..." ridacchia il ragazzo, pensando al topo scheletrico che ha rinchiuso nella piccola ruota di metallo che aziona il mantice.
"Ora andiamo da Amir" interviene Fiona, "dobbiamo aggiornarlo su Delorean".

martedì 17 novembre 2015

0143 - nascosto tra le ombre

"Molto generoso da parte vostra" esclama l'alto sacerdote sorridendo. "Scusatemi, ora devo organizzare il ricovero per il vostro compagno e per la donna".
Quando il chierico si allontana per parlare con gli altri chierici presenti, Miodrag afferra lo zaino di Delorean e se lo carica in spalla. "Andiamo al tempio di Gond, vediamo cosa riusciamo a scoprire lì".
Dopo un'ultima occhiata al compagno disteso sul letto, il gruppo esce dal tempio e si dirige verso la massiccia struttura in pietra sull'altro lato della piazza.

Un cupo rumore di martellate accoglie gli avventurieri. La bassa navata centrale è praticamente vuota, solo un paio di persone stanno pregando mentre alcuni novizi si adoperano per accendere candele e pulire le immagini sacre.
"Buongiorno, in cosa possiamo esservi utili?" domanda a bassa voce un novizio, dopo aver fatto un piccolo inchino.
"Siamo venuti qui per trovare qualcuno che sappia come recuperare un'anima che è stata estirpata dal corpo di un nostro compagno" replica Miodrag.
Il chierico rimane interdetto dalla risposta dello spadaccino, ma si riprende subito e con un sorriso forzato li invita a seguirlo fino ad un varco sulla parete laterale. Dopo aver preso una lanterna appesa al muro, il giovane sacerdote guida il gruppo attraverso un labirinto di stretti cunicoli che si aprono a pochi passi l'uno dall'altro e si perdono nell'oscurità e, usando i vari suoni per orientarsi, giunge davanti ad una piccola porta in metallo che si apre nella nuda roccia. Il chierico bussa vigorosamente, poi senza attendere risposta gira la maniglia e fa cenno agli avventurieri di entrare.
Miodrag varca la soglia ed entra in una piccola stanza, illuminata solamente dalle braci di un fuoco morente ed ingombra di martelli e pinze. Al centro c'è una grossa incudine, fissata su due blocchi di pietra.
Un nano con uno spesso grembiule di cuoio fa un cenno di saluto al novizio, che esce chiudendosi la porta alle spalle, poi infila una lama incandescente dentro un barile pieno d'acqua, si deterge il sudore con uno straccio ed infine osserva i nuovi venuti. "Sono Thorgurn. Cosa volete da me?"
"Abbiamo assistito ad un'apparizione" esclama Miodrag, fissando il fabbro. "Un diavolo si è preso le anime di due persone davanti ai nostri occhi".
Gli occhi del nano si chiudono in due piccole fessure. "E cosa ci facevate in compagnia di un diavolo?"
"E' stata colpa sua" ribatte lo spadaccino, indicando il mago.
"Insomma, la vuoi finire?" sbraita Zigfrid. "E' stato un incidente! E ribadisco che non è stata comunque colpa mia, si è presentato di sua spontanea volontà! Andrete avanti tanto?"
"Finché non recuperiamo l'anima di Delorean" sibila Miodrag, fissandolo torvo.
Il chierico batte la sua grossa mano sull'incudine. "Va bene, va bene. Spiegatemi un po' cos'è successo".
Lo spadaccino ricostruisce per l'ennesima volta gli eventi, sottolineando spesso le colpe del mago, che appoggiato alla porta ascolta con aria insofferente.
"Ha qualche idea su come possiamo riportare l'anima del nostro amico all'interno del suo corpo?" chiede Fiona.
"Io posso solo cercare nella nostra biblioteca le informazioni su dove poter trovare un accesso agli inferi e su come ritrovare quel diavolo di cui mi parlavate" risponde il nano.
"Semplice, basta sapere il suo nome" commenta sarcastico Zigfrid.
Il chierico ignora il mago e continua a fissare la ladra. "Per quanto riguarda l'anima del vostro amico, non ho mai visto un'estirpazione. Magari c'è qualche vecchio manoscritto che tratta di questo argomento, dovrei cercarlo".
Lo spadaccino si volta verso la ladra. "Io non ho nessuna intenzione di andare a cercarlo negli inferi. Faremmo una pessima fine".
"Allora conviene concentrarsi sull'altra questione" dice Thorgurn. "Cercherò qualche informazione sul recupero delle anime insieme ai miei confratelli. Quando ne saprò di più vi farò sapere".
"Noi intanto potremmo andare a vedere cosa sono quei fulmini in mezzo al deserto" commenta Zigfrid, staccandosi dal muro.
"O potremmo scoprire cosa è realmente successo in locanda" ribatte Miodrag.
"Tsadok, vieni qui" esclama il nano, girando di lato la testa e fissando una zona immersa nell'oscurità. "Accompagna i nostri ospiti all'uscita".
I tre avventurieri si lanciano delle occhiate perplesse, poi strabuzzano gli occhi quando un mezzorco si stacca dall'angolo più buio della stanza e si ferma accanto a Thorgurn. "Certo, maestro".

lunedì 16 novembre 2015

0142 - al tempio di Ilmater

Miodrag raggiunge il tempio di Ilmater, varca la soglia e si siede su una delle ultime panche. "Non può essere successo. E' solo un sogno. Qualcuno mi dica che è solo un sogno" mormora il giovane, congiungendo le mani e fissando l'enorme statua del dio nell'abside accanto a lui.
Lo spadaccino prega per venti lunghi minuti, poi la sua concentrazione viene rotta da una decina di guardie, che entrano nel tempio portando con sé due barelle. Su una è distesa Nadja, sull'altra Delorean. Zigfrid e Fiona seguono il gruppo a pochi passi di distanza. Un sacerdote si avvicina e confabula con uno dei soldati, quindi indica una piccola porticina sul lato e li precede lungo la navata.
Lo spadaccino si alza e si dirige verso il piccolo passaggio verso cui si sono diretti i suoi compagni, ma un novizio lo ferma. "Mi spiace, questa è un'area riservata ai malati".
"Quelli che sono appena passati sono i miei compagni di viaggio ed il mezzorco sulla barella è un mio amico".
"Mi scusi, non lo sapevo" mormora il sacerdote, poi scruta per un attimo il volto pallido del suo interlocutore, lo fa accomodare nel primo stanzino e gli porge una borraccia piena d'acqua. "La prego, beva un po'. E' molto pallido, non vorrei svenisse".
Miodrag beve alcune sorsate di liquido mentre si guarda intorno nel tentativo di capire in che corridoio sono sparite le guardie con le due barelle. "Ma quindi il mio amico non è morto? Dovrebbe esserlo, come anche quella donna. Dopo tutto quello che hanno passato devono essere morti. Non può essere altrimenti!"
"Se il suo amico è stato portato qui dentro, direi che è ancora vivo" risponde sorridendo il novizio. "Se vuole seguirmi, lo cercheremo assieme".
L'uomo si incammina lungo gli stretti corridoi della zona privata del tempio e raggiunge una saletta in cui stanno riposando alcuni dei soldati che hanno trasportato il mezzorco e la prigioniera. Uno di loro indica di proseguire nel corridoio. Poco più avanti altre due guardie sorvegliano l'ingresso di una stanza, ma si fanno da parte quando vedono i paramenti sacri del giovane. All'interno ci sono due letti occupati da Delorean e da Nadja, accanto ai quali stanno discutendo a bassa voce Zigfrid e Fiona. Alcuni sacerdoti sono chinati sopra i due corpi e stanno effettuando i primi esami, guardandosi l'un l'altro senza proferir parola.
Quando la ladra nota Miodrag, gli fa cenno di avvicinarsi. "Mi sembri meno pallido di quando ti ho visto uscire di corsa dalla guarnigione".
"Già. Ma non erano morti?" chiede lo spadaccino.
"Respirano, quindi direi di no" risponde Fiona, fissando il mago.
"Tu non hai idea di quanto vorrei averti seguito fuori da quella maledetta cella" borbotta Miodrag, stringendo i pugni.
Mentre i tre stanno parlando nella stanza entra un uomo alto, con capelli lunghi e candidi come la neve, che scivolano su una bianca tunica dai bordi ricamati in oro. Si china sui due corpi e, dopo averli osservati con occhio esperto, si avvicina al gruppo. "Siete voi i compagni di questi due poveretti?"
"Sì e no" risponde Miodrag. "Il mezzorco fa parte del nostro gruppo, la donna era una criminale nostra prigioniera".
"Capisco. Devo darvi due notizie, una buona ed una cattiva. La buona notizia è che il vostro compagno non è morto".
"E' impossibile!" esclama lo spadaccino. "Ho visto con i miei stessi occhi un essere diabolico infilargli la mano nel petto!"
"Un essere diabolico?" commenta l'uomo socchiudendo gli occhi. "Effettivamente potrebbe benissimo essere opera di un diavolo".
"Ed è colpa sua!" urla Miodrag indicando Zigfrid con il dito.
Il mago ignora l'accusa del compagno e sostiene lo sguardo dell'alto sacerdote che, dopo aver sentito l'accusa dello spadaccino, ora lo sta fissando disgustato. "E quale sarebbe la cattiva notizia?"
"La cattiva notizia è che il corpo del vostro compagno, come anche quello della signorina distesa sull'altro letto, non ha più un'anima al suo interno. E' in pratica un guscio vuoto".
"E cosa possiamo fare per sistemare le cose?" chiede Fiona.
"Sinceramente non lo so. Noi possiamo prenderci cura dei loro corpi, ma non abbiamo molte risposte per quanto riguarda il recupero dell'anima".
"Se trovassimo il diavolo, potremmo ucciderlo e riprenderci l'anima del nostro amico?" domanda Miodrag.
"E' una bella domanda. Dovreste chiederlo ai sacerdoti di Gond, loro hanno conoscenze molto più empiriche delle nostre. Probabilmente hanno le risposte che state cercando. Noi faremo tutto quanto il nostro potere per preservare la vita del vostro amico".
"Grazie per la vostra disponibilità" dice Miodrag, poi si china accanto al letto ed afferra la borsa di Delorean, estraendone un voluminoso borsello. Dopo aver contato sommariamente il contenuto, la deposita nelle mani dell'alto sacerdote. "Sono circa cinquecento monete d'oro. Dovrebbero coprire una parte delle spese".

venerdì 13 novembre 2015

0141 - non rientra nell'accordo

"Ucciderlo non era nei patti!" urla Miodrag, mentre il corpo di Delorean crolla a terra.
"Infatti non l'ho ucciso, come da contratto" ribatte Alif con una strana luce negli occhi. "E sempre secondo il suddetto contratto io avrei dovuto lasciarlo in salute. Il suo corpo è in perfetta salute, quindi ho rispettato l'accordo. Ma non c'è nessun vincolo che mi impedisca di separare l'anima dal corpo e farla mia. La conserverò per un momento molto speciale e per assicurarmi che non facciate scherzi".
Detto questo, il diavolo fa un inchino e scompare in una nuvola di fumo.
Lo spadaccino si precipita al capezzale del compagno, tastando il collo in cerca del battito. Quando le dita sentono il sangue scorrere nelle vene del mezzorco, corre alla porta e la tempesta di colpi. "Aprite, maledizione! Delorean sta male!"
Le guardie aprono la porta ed entrano nella stanza. Due si dirigono verso Nadja, mentre le altre attorniano il chierico. Mentre gli uomini esaminano il corpo di Delorean, Miodrag urla con quanto fiato ha in gola e scappa dalla porta.
"Non è morto, dev'essere solo svenuto" commenta uno dei soldati. "Portiamolo dai sacerdoti di Ilmater, loro sapranno cosa fare".
"Anche la prigioniera è svenuta" commenta un'altra guardia.

Un accordo con un diavolo, roba da non credere pensa Fiona, sedendosi su una panchina di fronte alla sede della guarnigione e rimuginando sugli eventi delle ultime ventiquattr'ore. L'omicidio durante la cena di gala e la cattura di Nadja. E, per finire, la morte della padrona della Duna di Zaffiro. Mi sento in colpa, Elin probabilmente è morta mentre quei tizi cercavano noi.
Un rumore improvviso distrae la ladra dai suoi pensieri. Un pallidissimo Miodrag esce di corsa dalla sede della guarnigione, spintona alcune persone e sfreccia davanti a lei, allontanandosi verso il centro della città. "Ma che cavolo...?"
Fiona si alza e muove un passo verso il compagno, che però si è già dileguato tra la folla. Allora entra nella caserma e scende verso le segrete, decisa a trovare il mago che sicuramente avrà qualche risposta. Quando vede alcuni uomini caricare Delorean su una barella, fissa con disgusto l'halfling, che sta accompagnando fuori il compagno. "Mi spieghi che è successo?"
"Prima accompagniamo Delorean al tempio, poi ti spiegherò tutto" ribatte Zigfrid, con lo sguardo fisso sul chierico.
La ladra si avvicina al mezzorco e gli assesta un paio di ceffoni con l'intento di svegliarlo, ma non ottiene nessun risultato.
"Lascia stare, è inutile" mormora il mago scuotendo la testa.
"Vedi cosa succede a voler evocare i diavoli?" urla Fiona, fissando il mago con uno sguardo carico d'odio.
Malika entra nella stanza, si guarda attorno con i pugni sui fianchi e poi mormora: "Ce diavolo è successo, qui dentro?"
L'halfling non si accorge della presenza del capitano e continua a fissare la ladra. "Non doveva andare così. La mia era solo un'illusione. Quello che l'ha ridotto così non lo era".
"Le cose possono sfuggire di mano" sibila Fiona.
"Non a me!" ribatte Zigfrid, sostenendo il suo sguardo.
"... sei un cretino! Tu e i tuoi giochetti. Ora ci abbiamo rimesso un compagno!"
"Ma in realtà nell'accordo c'era scritto che dovevamo rimanere nelle stesse condizioni..."
"Dovresti saperlo che a giocare con il fuoco ci si scotta".
"Ma non è stata colpa mia!"
"Sì, invece".
"No".
"".
"No".
"Di chi è stata l'idea di far comparire un diavolo? Chi è che ha messo in atto tutto?"
"In realtà si è presentato da solo" mormora il mago.
"Non c'entra".
"Come... come non c'entra!?! Non è colpa mia!"
"E lui come ha fatto a sapere che proprio in quel momento, proprio in quella cella, c'era l'occasione per apparire?"
"Perché a quanto pare era interessato a noi. A dirla tutta, anche a Nadja... ma soprattutto a noi".
"Comunque è colpa tua. E' sempre colpa tua".
Malika batte un pugno sullo stipite della porta, gli occhi fuori dalle orbite. "Un... un... diavolo è comparso nella mia prigione!?!"
Le guardie osservano perplesse la discussione, poi un sergente fa un passo avanti e tossisce per richiamare l'attenzione. "Mentre voi discutete, possiamo portare questi due al tempio?"
"Andate!" urla il capitano, poi trapassa Zigfrid con lo sguardo. "E lei ha ragione. Sei un cretino!"

giovedì 12 novembre 2015

0140 - costi non previsti

Alif si alza in piedi e con uno schiocco di dita materializza una penna. Zigfrid gli passa il contratto ed il diavolo appone la sua firma la pergamena, che inizia a bruciare.
"L'accordo è fatto" esclama il mostro, poi comincia a camminare lungo il bordo del cerchio con le mani intrecciate dietro la schiena. "Che volete sapere?"
"Chi era e per chi lavorava, tanto per iniziare" esclama il mago.
"Nadja era un'assassina e faceva parte della Fredda Mano, una gilda segreta di tagliagole".
"Chi è il capo di questa gilda?"
"Il suo capo era quel mago che avete incontrato, Huriya. Lei non sapeva chi fosse veramente al comando, quindi non posso dirvelo".
"Che fregatura" commenta Delorean, squadrando l'halfling. "Dovevi scrivere meglio quell'ultima richiesta".
"Ho dovuto frenare i vostri entusiasmi!" ribatte Zigfrid. "Dove possiamo trovare i membri della Fredda Mano?"
"Questa è una bella domanda" ribatte Alif. "Nadja voleva tendervi un'imboscata, spingendovi a raggiungere uno sperone di roccia in mezzo al deserto, nella strada verso Radapur, presso il quale spesso si notano dei fulmini anche se non c'è una nuvola in cielo. Vi avrebbe detto che in una delle grotte si nascondevano i suoi compagni, ma in realtà vi avrebbe mandato in bocca ad un mostro. Certo, il posto potrebbe comunque interessarvi, dato che all'interno ci trovereste un piccolo tesoro".
"Interessante..." mormora il mago, grattandosi il mento e prendendo mentalmente nota dell'informazione.
"Poi, una volta tornati, vi avrebbe detto che i suoi compagni magari si erano spostati e vi avrebbe fatto girare senza meta, dandovi ogni volta un'indicazione sbagliata. Comunque sia, la sede della Fredda Mano è ad Assur, anche se è controllata da qui".
"Da chi di preciso?" chiede Zigfrid.
"Lei non lo sa e quindi è un'informazione che..."
"... che non puoi darci" finisce per lui il mago. "Abbiamo capito".
"Voglio divertirmi, quindi vi regalerò un piccolo indizio. Diciamo che questa persona l'avete conosciuta".
"E cosa puoi dirci delle persone che hanno assassinato Baler, l'erede della Casata Nacmoran?"
"Nadja vi avrebbe detto che questi individui, e per questi intendo tutti quelli a cui avete trovato il medaglione addosso, erano solo povera gente che lottava contro il governo di questa città, che non li accetta ed è sordo alle loro richieste. Questa però è solo una mezza verità. L'altro aspetto è che queste persone sono state plagiate da un culto utilizzato per uno scopo malvagio. E tutto quello che avete affrontato finora è connesso da una sottile linea invisibile".
"Un po' criptica, come risposta" commenta Zigfrid.
"Nel contratto non c'è scritto che dovevo dare risposte chiare e semplici" ridacchia il diavolo. "Voglio solo aggiungere una cosa. Il vostro amico mago si sta impegnando molto per trovare informazioni in merito a quell'oggettino che avete recuperato. Dategli tutto l'aiuto possibile".
"Questo è un consiglio, non è una risposta ad una mia domanda" borbotta il mago. "Andrà a vantaggio tuo, immagino".
"Ovviamente! Come tutto il resto, d'altronde" ribatte Alif con un sorriso radioso ed un profondo inchino.
"Non sono sicuro di volerlo fare" esclama Miodrag.
Il diavolo si volta verso lo spadaccino senza smettere di sorridere. "Conviene a voi, io ne trarrò solo un vantaggio".
"Decideremo in seguito" interviene Zigfrid, riconquistando l'attenzione del mostro. "Per quell'artefatto proprio non se ne fa niente?"
Il diavolo ridacchia. "Non rispetterebbe i patti. Ora devo andare".
"Come possiamo ricontattarla?"
Il dito del diavolo punta il volto del mago, poi si sposta verso il basso. La tunica si lacera, poi una fiammella inizia ad disegnare sul petto un simbolo arzigogolato, strappando all'halfling un grido di dolore. Quando il mostro apre la mano, la camicia si richiude, come se non fosse mai stata strappata. "Così dovremmo essere a posto".
"Le direi grazie, se non facesse così male" biascica Zigfrid, stringendosi il petto che continua a bruciare.
"Ah, un'ultima cosa..." aggiunge Alif, scomparendo e ricomparendo all'improvviso davanti a Delorean. "Ho sempre voluto possedere l'anima di un sacerdote".
Detto questo, il diavolo infila una mano nel petto del mezzorco e ne estrae un globo biancastro, circondato da scariche rosse.

mercoledì 11 novembre 2015

0139 - stesura del contratto

"Potrei sapere allora per quale motivo è qui, dato che l'incantesimo non avrebbe dovuto riguardarla?" chiede Zigfrid.
"Vorrei tanto saperlo anch'io" mormora Miodrag, fissando gli occhi neri del mostro.
"Diciamo che sono qui per dare una mano" risponde il diavolo, strofinandosi le mani. "Ovviamente la cosa divertente è che sono venuto di mia spontanea volontà e non sono stato evocato, per cui ho sempre facoltà di ammazzarvi se la cosa mi aggrada".
"Potrebbe farlo" ribatte il mago, "ma noi saremmo più propensi a trovare un accordo".
"Il tuo amico mi pareva volesse vedere uno sbudellamento, poco fa. Potrei fargli vedere quanto più interessante e divertente sia l'evento se le budella sono le sue".
"Era solo una tecnica per intimorire la nostra prigioniera" ribatte lo spadaccino, toccandosi istintivamente la pancia. "Non parlavo sul serio".
"Gesto lodevole, te lo concedo" commenta Alif, ridendo sguaiatamente. "Comunque non farò nulla di tutto ciò, subirei delle spiacevoli conseguenze se mettessi a repentaglio il vostro operato".
Il gruppo si lancia occhiate interrogative, cercando di capire a cosa stia alludendo il diavolo.
"Penso invece che accoglierò la proposta del piccolo halfling. Io non metterò fine alla vostra vita e vi darò le informazioni che state cercando".
"E cosa vuole in cambio? La nostra collaborazione?"
"Non mi servirebbe a nulla, ho già parecchi servitori. Diciamo che per prima cosa mi prenderò l'essenza vitale della vostra prigioniera, che comunque non vi appartiene" esclama Alif, alzandosi in piedi ed avvicinandosi a Nadja.
Sotto lo sguardo atterrito dei tre uomini, il diavolo infila la mano nel petto della donna e ne estrae un globo scuro, avvolto da fulmini bluastri. Dopo averlo osservato con interesse, lo fa sparire sotto il mantello.
"Chiederò qualcos'altro per siglare il contratto" aggiunge sorridendo.
Zigfrid deglutisce, poi prende coraggio ed estrae dalla borsa un foglio di carta ed un pennino. "Mettiamo in chiaro i punti del nostro accordo".
Alif guarda scocciato il pezzo di carta, schiocca le dita e si risiede su una pila di cuscini comparsi dal nulla. "Odio quando voi maghi volete scrivere i termini e le postille del contratto. Preferirei trattare con i tuoi compagni".
"No!" esclama l'halfing alzando le mani. "No, non si può! Non sono abbastanza esperti per poter stilare un contratto con lei".
"Perché no?" chiede Delorean. "Saprei benissimo cosa chiedere!"
"Già, ma non sapresti quali clausole aggiungere per avere salva la vita" ribatte il mago. "Tornando a noi... Lei si impegna a non ucciderci, in più la nostra durata di vita e le nostre condizioni di salute non verranno influenzate da quest'incontro. In cambio lei ci darà tutte le risposte che avrebbe dovuto darci la qui presente prigioniera Nadja".
"Direi che è un buon accordo, per la vostra parte" commenta il diavolo. "Poi?"
"Io vorrei non essere coinvolto in questo patto" esclama Miodrag.
"Non sei citato" lo zittisce il mago.
"So che il tuo amico avrebbe preferito trattare con una succube, glielo leggo negli occhi" mormora Alif. "Vuoi che prenda l'aspetto di una succube?"
"No! Vorrei solo tornare a dieci minuti fa!" balbetta lo spadaccino.
Il diavolo sghignazza divertito. "Davvero è ciò che vuoi?"
"No! No!" grida Zigfrid, agitando le braccia e mettendosi in mezzo tra i due. "Non lo vuole davvero, l'accordo lo deve siglare con me!"
"Peccato. Sarebbe stato divertente".
"Per lei immagino di sì. Torniamo al nostro compenso. Oltre alle risposte, lei ci fornirà un potente artefatto" aggiunge Zigfrid, accennando un sorriso.
"Non avete nulla che possa valere un compenso simile. Mi limiterò a darvi le informazioni di cui avete bisogno".
"Beh, non penso abbiamo altra scelta" ribatte il mago, scrollando le spalle. "Ora dacci le informazioni".