mercoledì 9 dicembre 2015

0159 - momenti drammatici

Zigfrid stringe l'ultimo nodo, poi sale al piano superiore e affacciandosi alla porta nota la donna combattere con Tsadok. "Posi le armi, signorina! Oggi ho già ucciso, non vorrei dovermi ripetere!"
La guerriera non presta ascolto alle parole e continua a battersi strenuamente contro i due avversari.
"Ma perché non mi ascoltano mai?" mormora il mago alzando le mani ed iniziando a recitare un'incantesimo, ma si blocca quando una freccia si infilza nello stipite della porta a pochi centimetri dal suo orecchio. Selina, in piedi accanto alla scrivania, sta incoccando un'altra freccia.
Sono due, quindi pensa Zigfrid, pronunciando le parole per evocare un incantesimo. Un circolo di fiamme circonda la figura della ragazza, ustionandole il volto e strappandole un grido di dolore. Con un balzo attraversa il muro di fuoco e scompare di nuovo dietro alla scrivania.
Intanto Miodrag e Tsadok stanno incalzando l'altra donna, che però sembra reggere abilmente il combattimento contro due contendenti. Notando i vestiti lordi di sangue del compagno, il chierico si allontana di un passo per invocare Gond. Una sfera di luce esplode dal suo medaglione ed investe lo spadaccino, rimarginando alcune delle sue ferite.
"Non mi sento tanto meglio" esclama Miodrag, calando la spada sull'avversario che para agilmente con lo scudo.
"Scusa, la religione non mi è mai interessata molto" ribatte Tsadok, roteando l'ascia. "Preferivo lavorare nelle fucine!"

Fiona sente i rumori delle lame che cozzano nella furia del combattimento e la voce di Zigfrid che grida parole arcane, quindi afferra il volto del domestico e lo fissa negli occhi. "Nasconditi nel seminterrato! Dopo aver sconfitto i tuoi aguzzini, verremo a liberarvi!"
L'uomo scuote il capo facendo segno di aver capito, quindi rientra in casa e si fionda giù per le scale. La ladra sale i gradini a due a due e raggiunge il pianerottolo nel preciso momento in cui una freccia si pianta nel petto di Zigfrid, che cade a terra in un lago di sangue, e la spada della donna penetra nel costato di Miodrag, strappandogli un grido di dolore e facendolo accasciare.
Dopo aver impugnato l'arco, Fiona scocca alcune frecce contro la guerriera. Un paio si piantano nel muro, mentre l'ultima la colpisce alla spalla. Un'ultima asciata di Tsadok abbatte definitivamente l'avversario.
Intanto il mago striscia fino alla porta e si accascia dietro al muro, poi ingoia una pozione e si rialza. "Al mio tre, finiamo quell'assassina".
Un'altra freccia sfiora la testa del chierico, concentrato nell'evocare una magia curativa per salvare il compagno, e si pianta nella porta dietro ai due fuori dalla stanza.
"Ti vedo affaticata!" esclama la ladra con un ghigno, poi si sporge assieme a Zigfrid e scocca un altro paio di frecce, che si piantano nel torace della donna. L'halfling corre nella stanza e si lancia contro l'assassina, posandole una mano sulla spalla e maledendola. La pelle di Selina incartapecorisce ed il suo corpo smagrisce visibilmente. Un suono gorgogliante le esce dalla gola mentre il suo corpo collassa a terra.

martedì 8 dicembre 2015

0158 - bloccati in casa

La ladra afferra il domestico e lo trascina fuori, nel frattempo Zigfrid estrae una corda dalla borsa e comincia a legare il vecchietto. Un larga macchia di sangue sta inzuppando il pavimento, allargandosi sempre di più sotto il suo corpo.
"Quando ho finito, cerca di curarlo" esclama il mago rivolgendosi a Tsadok, poi si ferma quando sente il rumore di una finestra che si apre. "C'è qualcuno al piano di sopra! Presto, andate a controllare prima che scappi!"
Miodrag esce dalla porta ed osserva le finestre, tutte chiuse. "Qui non sta scappando nessuno!"
"Starà scappando sul retro" esclama Zigfrid, stringendo un altro nodo.
Lo spadaccino gira attorno all'isolato, arrivando nello stretto vicolo che passa dietro al palazzo, quindi si sposta per guardare oltre la siepe che nasconde il piccolo giardino sul retro. Una ragazza in armatura di cuoio sta scendendo agilmente lungo una corda, aiutata da un'altra donna ben più massiccia che si sporge sopra di lei. Quando quest'ultima nota il nuovo arrivato, urla: "Torna su! Quest'uscita non è più sicura!"
Tsadok, dopo essersi assicurato che il domestico non sia un pericolo per la ladra, sale di corsa le scale e assesta un calcio poderoso alla porta, che si spalanca sbattendo contro il muro. La donna si ritrae dalla finestra e si volta a guardarlo, mentre la compagna si arrampica sul cornicione e rotola nella stanza.
"Arrendetevi, non avete vie d'uscita!" esclama il mezzorco, brandendo la sua ascia.
Per tutta risposta, la donna sguaina la spada e si protegge con lo scudo. "Selina, nasconditi! A questo tizio ci penso io!"
L'avete voluto voi pensa Tsadok, balzando in avanti ed affondando il colpo prima che la donna più esile abbia il tempo di alzarsi e correre via. L'armatura di cuoio si lacera e dalla carne comincia a colare un rivolo di sangue.
Selina geme di dolore, poi con una capriola si allontana dal mezzorco e si ripara dietro alla scrivania, scomparendo alla vista.
"Assapora il filo della mia lama" esclama l'altra donna, vibrando un fendente che supera la guardia di Tsadok e gli lacera in profondità il quadricipite.
I due avversari cominciano a combattere cercando di penetrare le difese del nemico con i propri affondi, ma mentre quelli del mezzorco si schiantano spesso sullo scudo, i colpi della donna vanno quasi sempre a segno. Il sangue comincia a scorrere copioso mentre Tsadok sente le proprie energie venire meno.
Miodrag, dopo essersi arrampicato sulla corda, balza nell'ufficio dietro alla guerriera ed estrae le spade. "Ora hai un avversario alla tua altezza!" urla, lanciandosi all'attacco.

Fiona continua a scuotere il domestico finché non smette di ridere, quindi lo investe di domande. "Chi sei? Chi erano i due vecchi? Chi c'è al piano di sopra?"
Il ragazzo fissa gli occhi della ladra e, con voce tremante, esclama: "Sono uno schiavo, i due mostri erano i nostri aguzzini. Ed i tuoi compagni stanno combattendo con i loro padroni!"

lunedì 7 dicembre 2015

0157 - reazione inspiegabile

Miodrag osserva a bocca aperta la vecchietta volare all'indietro e battere la testa per terra, quindi si avvicina e si china per controllare le sue condizioni. Dopo aver constatato che è ancora viva, la afferra per un braccio e cerca di farla rialzare. "Ma cosa fa, signora! Alla sua età rischia di farsi seriamente male se fa certi movimenti!"
Quando lo spadaccino si volta per richiamare l'attenzione di Tsadok, sente una mano appoggiarsi sullo spallaccio dell'armatura ed alcune parole che non comprende. Una scarica di elettricità attraversa il suo corpo e scende a terra, passando per le membra dell'anziana signora. La vecchia esala il suo ultimo respiro e crolla a terra con gli occhi rovesciati ed i vestiti che cominciano a fumare.
Miodrag si alza di scatto, sconvolto dalla visione del corpo semicarbonizzato della donna. "Ma che diamine...?"
Altre parole incomprensibili escono dalla gola dell'anziano maggiordomo, che porta i palmi davanti a sé e fa scaturire una vampata di fuoco. Le fiamme magiche segnano il volto e le mani dello spadaccino mentre evitano di un soffio la ladra, riparata dietro allo stipite della porta.
Lo sguardo di Miodrag, ancora sconvolto per l'anziana domestica morta tra le sue braccia, si posa sull'uomo senza riuscire a metterlo bene a fuoco. "Ma è impazzito? Io volevo solo parlare".
"Stia calmo!" esclama Fiona, rimanendo dietro alla porta per ripararsi dalle magie del maggiordomo. "Non abbiamo cattive intenzioni!"
Zigfrid, sentendo frammenti dell'incantesimo in draconico e le esclamazioni dei compagni, indica a Tsadok di seguirlo e raggiunge di corsa la ladra alla porta. Dopo una distratta occhiata al cadavere per terra, il mago si sofferma sulla figura del vecchio e, notando le sue mani artigliate ancora protese verso lo spadaccino, alza un dito verso di lui. Un raggio nero colpisce il maggiordomo, che barcolla appoggiando un ginocchio a terra.
"Basta violenza!" urla lo spadaccino, voltandosi di scatto verso Zigfrid. "Non occorre ucciderlo!"
"Infatti non l'ho ucciso, l'ho solo stremato" esclama il mago. "Così evitiamo che cerchi di nuovo di farti arrosto".
Un urlo dalla cima delle scale attira l'attenzione di tutti i presenti. Il domestico che era salito al piano di sopra osserva il maggiordomo con il volto stravolto dall'odio, quindi scende di corsa le scale, afferra uno degli specchi appesi alla parete e lo abbatte con tutta la forza che possiede sulla testa del vecchio, che stramazza al suolo. Poi, non contento dello sfogo, continua a colpirlo ripetutamente.
"Questa è una casa di pazzi" mormora Miodrag, sconvolto da tanta brutalità.
Quando il domestico si ferma ansimante, il maggiordomo utilizza le ultime forze rimaste per alzare un dito tremante e scagliare un ultimo incantesimo contro lo spadaccino, che barcolla all'indietro. Un ultimo colpo del domestico abbatte definitivamente il vecchio, che crolla a terra.
"Basta così!" urla Zigfrid, scagliando un ultimo incantesimo contro il giovane, che si piega in due in preda alle risate. "Fiona, legalo ed interrogalo, io farò lo stesso con il vecchio. Voglio sapere cosa sta succedendo in questa casa!"

venerdì 4 dicembre 2015

0156 - servitù prossima alla pensione

Miodrag afferra il battacchio e bussa un paio di volte. Dopo circa un minuto si sentono dei passi lenti e trascinati, poi il rumore di una chiave che gira nella serratura. La porta si apre ed una signora anziana si sporge, alza lo sguardo ed osserva sorridendo il volto dello spadaccino. "Buongiorno... desidera?"
"Buongiorno, gentile signora" esclama Miodrag, sfoggiando un sorriso gioviale. "Noi stavamo cercando il proprietario del magazzino numero dodici. Ci hanno detto che vive qui".
"Lei cerca il signor Goyal, dico bene?" biascica la vecchietta, strizzando gli occhi per il riverbero del sole.
"Sì, è lui il proprietario del magazzino" conferma lo spadaccino, che alza gli occhi ed osserva l'interno della casa. Un paio di metri oltre la porta si snoda una larga scala che sale al primo piano. Un uomo vestito di lino, dalla carnagione scura, sta pulendo con un piumino la cornice di un quadro.
"Il signor Goyal vive qui" borbotta la donna, "ma ora non è in casa, è via per lavoro. Io sono solo la domestica".
"Capisco" mormora Miodrag. "E nel frattempo, mentre il mercante è via per lavoro, chi è che cura i suoi affari? Ha un socio con cui poter parlare?"
"Gli affari, dice?" esclama la vecchietta, grattandosi una guancia senza smettere di sorridere. "Beh, forse potete parlare con mio marito".
La domestica si volta e con voce stridula comincia ad urlare: "Atanas! Atanas!"
Lo spadaccino e la ladra sentono dei passi provenire dal piano di sopra, poi un vecchietto esce da una porta e scende lentamente le scale, sorreggendosi al corrimano. Quando raggiunge l'uomo con il piumino, gli indica con un secco gesto della mano di andare di sopra. L'uomo lancia uno sguardo alla porta, poi sale gli ultimi gradini ed entra in una stanza.
"Hai notato anche tu la sua occhiata implorante? O l'ho solo sognata?" sussurra Fiona all'orecchio del compagno.
"Cosa vai urlando, cara?" esclama il vecchietto raggiungendo la domestica.
"Questo signore ha chiesto chi è che gestisce gli affari del signor Goyal".
L'anziano osserva il volto di Miodrag, poi si appoggia alla porta. "Non saprei. Ma se ha qualche carta da consegnare, può lasciarla a me".
"In realtà cercavamo il signor Goyal per discutere di una questione delicata" mente lo spadaccino. "Stavamo indagando su un furto che ha subito".
"Un furto? Che furto?" esclama Atanas, voltandosi a guardare la domestica con aria interrogativa. Lei alza le spalle e scuote la testa. "E dove?"
"Al magazzino numero dodici" esclama Miodrag. "Giù al porto".
"Io non so di nessun furto" borbotta il vecchietto, guardando per terra.
"E' una cosa che è successa parecchio tempo fa" aggiunge lo spadaccino.
"Ah, ma lei parla di tanto tempo fa" esclama Atanas, alzando lo sguardo. "Più di uno o due anni fa!"
"Mi riferisco all'ultimo furto di pellame".
"Io... non me lo ricordo".
"E' sicuro che non ci sia qualcuno con cui parlare? Tipo un figlio?"
"No, lui è ancora giovane. Non ha ancora trovato la donna della sua vita".
Questo mercante è pazzo, se ne va lasciando tutti i suoi affari in mano a questi due svampiti pensa Miodrag, poi si volta verso Fiona e le sussurra: "Qui non otterremo nessuna risposta, proviamo con altri metodi".
La ladra osserva con aria interrogativa lo spadaccino mentre posa la mano sullo stipite della porta su cui è appoggiata la vecchietta e, spingendo, esclama: "Sarà meglio entrare, così ne discutiamo con calma!"
La donna, non aspettandosi la spinta, barcolla e cade pesantemente all'indietro, battendo la testa sul pavimento. Una piccola pozza di sangue si allarga mentre la donna, senza fiato per la caduta, comincia a mugolare per il dolore.

giovedì 3 dicembre 2015

0155 - diretti al palazzo di Goyal

Miodrag si avvia verso l'uscita e mette mano alla maniglia, ma Tsadok lo ferma. "Non sarebbe il caso di controllare la situazione fuori dal magazzino, prima di uscire? Mi pareva ci fosse un po' di movimento, quando siamo entrati".
Fiona scansa lo spadaccino e scosta la porta quel tanto che basta per sbirciare all'esterno. Le uniche figure che si vedono sono tre guardie ad una quindicina di metri che si stanno allontanando lungo la via, dando le spalle al magazzino. La ladra si blocca ed aspetta che i soldati si allontanino.
"E allora, possiamo uscire sì o no?" esclama Zigfrid, battendo nervosamente il piede per terra.
"Ssh!" sibila Fiona, cercando di zittire l'halfling.
La ladra nota una delle guardie che si ferma, quindi riaccosta la porta mentre l'uomo si volta a guardare. "Fate il massimo silenzio, oppure finiamo dritti in galera" sussurra fissando i compagni.
Dopo due lunghissimi minuti, Fiona si sporge di nuovo e nota che la via è sgombra, quindi fa cenno agli altri di uscire. Miodrag e Tsadok si infilano nel vicolo a fianco del magazzino. Quando Zigfrid le passa accanto, la ladra gli lancia un'occhiata gelida, poi raggiunge i compagni. "Andiamo direttamente al palazzo di Goyal o passiamo da Arun?"
"Stavo riflettendo su una cosa" esclama lo spadaccino sogghignando. "Se ho capito bene, i membri della Fredda Mano hanno rubato a questo mercante. Noi ora abbiamo fatto lo stesso. Ora facciamo anche noi parte di quest'organizzazione, giusto?"
Zigfrid lo osserva per un momento a bocca aperta, poi borbotta: "A volte mi chiedo perché continuo a viaggiare in tua compagnia".
Fiona reprime un sorriso, poi ripete la domanda precedente. Miodrag torna serio quindi, dopo averci pensato un po' su, esclama: "Noi siamo qui per seguire la pista della lettera di credito. Proseguirei in quel senso".
"Quindi la prossima tappa è il palazzo" conclude il mago. "Andiamo".
"Io passerei comunque a depositare la merce alla taverna" aggiunge lo spadaccino. "Non mi fido a girare con della refurtiva addosso".
"Già, sembra che questa città sia piena di ladri" sogghigna Zigfrid.

Gli avventurieri raggiungono l'altra taverna della città, chiamata Il Ponticello perché è stata in parte scavata nel terreno e per raggiungere l'atrio bisogna passare per una piccola passerella in legno. Già dall'esterno la struttura appare migliore della precedente: la pittura non è scheggiata e ci sono anche le tende alle finestre.
Il gruppo affitta una stanza e vi deposita la merce rubata, poi esce e si dirige verso il palazzo del mercante, situato nella parte più ricca della città e incassato tra altri due edifici. Sulla facciata a due piani dell'edificio si apre un grande portone circondato da alte finestre, oscurate da pesanti tendaggi. Un cancello di metallo conduce ad uno stretto giardino.
"Sembra non ci sia nessuno all'interno" mormora Tsadok osservando le tende al primo piano.
"L'unica è bussare e chiedere del padrone di casa" ribatte Miodrag.
"Non conviene fare un giro attorno alla villa?"
"Per me è tempo sprecato" sbuffa lo spadaccino, avviandosi lungo il vialetto insieme a Fiona e fermandosi davanti alla porta.

mercoledì 2 dicembre 2015

0154 - polvere ovunque

Il deposito di Goyal è uno dei più grandi del porto, circondato da numerose strutture più piccole. L'alto portone domina la via principale, mentre l'ingresso più piccolo dà in uno stretto vicolo. La struttura in pietra porta i segni del tempo e l'aspetto fatiscente denota la scarsa manutenzione del proprietario. I vetri delle larghe finestre sono oscurati da svariati strati di sporcizia e pile di rifiuti giacciono sparsi tutt'attorno al perimetro.
"Non vedo scale per raggiungere il tetto" mormora Tsadok, osservando i lati dell'edificio.
"Il tetto è spiovente" ribatte Zigfrid, "non penso ci sia un modo semplice per arrivarci".
Il gruppo si avvicina al portone principale, guardandosi intorno per capire se c'è qualcuno interessato a loro. Un paio di uomini sono indaffarati a trasferire dei barili in uno dei magazzini più piccoli a qualche isolato di distanza, mentre altri tre stanno trasportando delle attrezzature da pesca verso una rimessa vicino ai moli. Nessuno sembra essersi accorto della loro presenza.
"Controlla la porta e vedi se è possibile entrare" sussurra il mago in direzione di Fiona.
La ladra attraversa la strada e si appoggia con la schiena ad uno dei due battenti, constatando che qualcosa all'interno blocca l'apertura. Dopo una veloce occhiata alla piccola porticina incassata nel portone, la mezzelfa torna dai compagni.
"Il portone è bloccato, ma posso facilmente aprire la serratura della porticina di servizio".
"Ok, allora entriamo" dice Miodrag, uscendo dal vicolo e facendo cenno agli altri di seguirlo.

L'interno del magazzino è praticamente vuoto, solo il fondo del locale è occupato da alcune casse ancora sigillate. In alcuni punti si vedono segni di merce spostata di recente, ma tutto il resto è coperto da uno spesso strato di polvere, segno che la struttura non è usata da un bel po'.
Mentre Tsadok esamina il pavimento in cerca di eventuali tracce, Fiona prende un piede di porco dallo zaino e scoperchia una delle casse, sollevando una nuvoletta di polvere. Pellicce, fascette di cuoio e pelli piegate sono imballate ordinatamente e protette da uno strato di paglia secca.
"Merci di qualità!" esclama la ladra con un fischio, prendendo diversi prodotti ed infilandoseli nella borsa. "Saranno cinquecento monete d'oro di materiale grezzo!"
"E che ci fanno qui?" commenta lo spadaccino. "Il magazzino sembra abbandonato da un pezzo".
"Più che altro, sembra che lo stiano svuotando lentamente" ribatte Zigfrid, osservando i segni sul pavimento.
Tutti si voltano quando sentono la voce del mezzorco uscire da un piccolo ufficio in un angolo. "Qui forse c'è qualcosa di utile".
"Hai trovato qualche documento?" chiede Miodrag, raggiungendo Tsadok nella stanza.
I due cominciano a frugare tra gli schedari, trovando solamente raccoglitori vuoti. Ad un certo punto, esaminando attentamente la scrivania, lo spadaccino scopre dei fogli accartocciati dietro all'ultimo cassetto. "Risale a sei mesi fa. Ci sono elencate delle merci provenienti dal Lurien per un valore di seimila monete d'oro".
"E' una bella somma!" commenta il mezzorco. "Saranno almeno dodici o tredici casse come quelle che abbiamo trovato".
"E nel magazzino ce ne sono solo sei. E non è detto che non ce ne fossero altre".
I due tornano dai compagni e li mettono al corrente della scoperta.
"Il magazzino è abbandonato, a parte per la sparizione di parte delle casse che sono arrivate mesi fa. Potremo simulare un furto e rivendere le merci ad Arun" propone Miodrag. "Ci potremmo fare una discreta sommetta!"
"Non occorre simularlo" commenta Fiona, accarezzando affettuosamente il proprio zaino.
"Dobbiamo solo capire come portare fuori sei casse" mormora lo spadaccino.
"Quindi non andiamo a vedere al palazzo di questo Goyal?" chiede Tsadok. "Possiamo presumere che Kaylash abbia rubato la pelle qui dentro, ma che collegamento c'è tra lui e la vostra amica assassinata?"
"Il mezzorco ha ragione, siamo entrati qui per un altro motivo. Dobbiamo andare a cercare altre informazioni" ribatte Miodrag. "Dato che siamo qui prendiamo un po' di materiale da mostrare ad Arun, così vediamo se è interessato".

martedì 1 dicembre 2015

0153 - l'importatore di pelli

"Per cinquanta monete d'oro" sottolinea il mago.
"Esattamente. Un vero affare, data la qualità della merce" aggiunge lo gnomo. "Presumo l'abbia rubata, dato che certi prodotti vengono importati esclusivamente da Luther Goyal, uno dei mercanti più ricchi della città. Sul mercato ordinario quella pelle vale quattro volte tanto".
"E' sicuro della provenienza?"
"Sì, sono praticamente certo che si tratti di un suo prodotto".
"E dove possiamo trovare questo Goyal?" chiede Tsadok, appoggiandosi al bancone.
Arun scoppia a ridere. "Bella domanda! Possiede il palazzo più bello della città, ma da qualche mese non si vede in giro. Alcune voci sostengono che sia in viaggio per procurarsi pelli esotiche, ma non saprei dirvi molto di più".
"E Kaylash dove avrebbe potuto rubare quel rotolo?" chiede Miodrag.
"Non penso l'abbia preso da una bancarella, di solito i rotoli vengono tenuti all'interno dei negozi e non ho sentito colleghi lamentarsi di qualche furto. E poi Goyal vende all'ingrosso, secondo me potrebbe averlo rubato nel suo magazzino".
"E dove si trova?"
"Al porto, è uno di quelli più grandi".
"Presumo lei viva ad Assur da parecchio" interviene Zigfrid cambiando argomento, "e che sia informato su quello che succede in questa città. Sa se in città è presente una gilda chiamata la Fredda Mano? Conduce affari sporchi".
"Non l'ho mai sentita. In città ci sono una decina di associazioni, ma nessuna possiede quel nome. Questa è una comunità piccola. Se davvero esiste una gilda chiamata la Fredda Mano, o è molto piccola oppure sa nascondere veramente bene le sue attività".
"Ci è stato molto utile" conclude il mago, appoggiando altre cinque monete d'oro sul tavolo.
"Vi prego, accettate in cambio questi" ribatte Arun, recuperando da sotto il tavolo alcuni fazzoletti di seta.
"Grazie!" esclama Fiona, prendendo il regalo e distribuendolo ai compagni.
"E se prendessi degli stivali nuovi?" esclama Zigfrid. "Quelli che ho visto sembravano di ottima qualità. Pagando, s'intende".
Lo gnomo sorride, poi esce da dietro al bancone ed inizia a prendere le misure all'halfling.

"Io andrei a controllare il magazzino" propone Tsadok, uscendo dal negozio.
"Stavo pensando la stessa cosa" dice Miodrag. "Dobbiamo capire come individuare il magazzino".
"A quello ci penso io" esclama Zigfrid, infilandosi in un vicolo che conduce al porto.
Dopo aver attraversato il quartiere povero abitato dai pescatori, il gruppo raggiunge la zona portuale. Una mezza dozzina di edifici alti e larghi sovrastano svariate strutture più piccole, evidenziando la disparità tra i mercanti che lavorano con altre città portuali rispetto a quelli che commerciano solo con Vaelan ed i piccoli porti sulla costa più a nord.
Il mago indica una piccola costruzione circolare con un timone come insegna. "Lì avremo tutte le informazioni che cerchiamo".
Dopo aver incrociato un paio di uomini appartenenti a casate differenti che si dirigono alle loro navi con alcuni documenti in mano, gli avventurieri varcano la soglia della piccola capitaneria di porto.
"Buongiorno, in cosa posso esservi utile? Dovete registrare una nave in partenza o siete appena sbarcati?" chiede una giovane impiegata seduta dietro ad un bancone.
"Buongiorno a lei" esclama Zigfrid. "Vorremmo solo avere un'informazione. Mi saprebbe indicare il magazzino del mercante Goyal?"
"Deve per caso ritirare della mercanzia dal deposito?" domanda la ragazza, senza alzare gli occhi dal registro che sta sfogliando.
"Esattamente".
"E' il numero dodici".
Tsadok appoggia le mani sul bancone e sorride all'impiegata. "Abbiamo sentito delle voci su alcuni furti al porto. Sono vere?"
"Temo abbia capito male. Il porto è ben pattugliato. C'è stata una serie di furti circa un anno fa, ma poi la situazione si è calmata. Non deve temere per la sua merce".
Zigfrid ringrazia la ragazza, poi invita i compagni ad uscire. "Ora vediamo cosa c'è in quel magazzino".