venerdì 18 dicembre 2015

0166 - la guarnigione di Assur

Fiona estrae la corda ed inizia a legare Ronika, mentre Tsadok si china ed evoca i suoi poteri per stabilizzarla. Dopo aver stretto l'ultimo nodo, la ladra perquisisce la prigioniera e le sottrae le armi e tutti gli oggetti di valore. "Dopo quello che ho trovato addosso a Selina, questa qui mi ha un po' deluso..." commenta con tono scocciato.
"Ehi, sergente!" urla Miodrag verso la cantina. "Abbiamo catturato l'altro membro del gruppo! Ora possiamo accompagnarla alla guarnigione!"
Il sottufficiale sale le scale e raggiunge lo spadaccino, seguito dai suoi due uomini e dagli schiavi. "Mi auguro non l'abbiate uccisa".
"No, ci siamo trattenuti" replica sorridendo Miodrag, poi raggiunge Ronika e se la carica sulle spalle. "Vogliamo andare?"

La sede della guarnigione è una massiccia struttura circolare a breve distanza dal porto, incassata nei resti di una vecchia cinta muraria di cui rimangono solo alcuni frammenti. Il gruppo segue il sergente all'interno della struttura e attende mentre il soldato parla con alcuni sottoposti, che prendono in custodia Ronika e si dirigono verso le celle al piano di sotto.
"Un momento!" esclama Miodorag. "Voglio assicurarmi che la detenuta non possa evadere".
Detto questo, scende insieme alle guardie ed osserva la cella, lunga poco più di cinque metri ed adatta ad ospitare parecchi detenuti, quindi esamina la resistenza delle sbarre ed il lucchetto della porta. "Ok, non penso possa scappare".
La prigioniera viene chiusa nella cella e due guardie rimangono a presidio, mentre le altre accompagnano lo spadaccino di sopra, giusto in tempo per vedere gli schiavi che vengono condotti in un'altra stanza.
"Ora fornirete le spiegazioni al capitano" dice il sergente, dirigendosi verso l'ufficio in fondo al corridoio, oltre le scale.
Una guardia apre la porta ed il gruppo entra nella piccola stanza. Un nano si sta allacciando un mantello, ma quando si volta e vede gli avventurieri se lo toglie sbuffando e si siede alla scrivania. "Chi siete? Cosa avete combinato?"
"Nulla" esclama Fiona.
"Se siete qui, qualcosa avete fatto!" sbraita il nano, sbattendo un pugno sul tavolo.
"Siamo venuti qui di nostra spontanea volontà" ribatte Miodrag.
"Portando una pericolosa criminale che faceva parte di una cospirazione" aggiunge la ladra.
"E voi siete in combutta con lei".
"Decisamente no" esclama lo spadaccino, cercando nello zaino il medaglione della guardia cittadina di Vaelan.
"Non mi fido di chi gira con una orecchie a punta" sbraita il nano, socchiudendo gli occhi e fissando Fiona.
La ladra incrocia le braccia e sostiene per un attimo il suo sguardo, poi si appoggia alla parete.
"Lavoriamo per la guardia cittadina di Vaelan" esclama Miodrag, sventolando il distintivo. "Siamo in missione per conto di Malika Morningstar. Non so se ne ha mai sentito parlare".
"Intendi quella sbarbatella orecchie a punta con la puzza sotto il naso?"
Lo spadaccino rimane interdetto dalla risposta. "E' un ottimo capitano e sa fare il suo lavoro. Da quando c'è lei, Vaelan è molto più sicura. Tornando al motivo per cui siamo qui, noi stiamo affrontando un'indagine che coinvolge varie città della regione, incentrata su un'organizzazione criminale molto ramificata".
Il nano si versa da una brocca un boccale di birra e la sorseggia continuando a fissare a turno i tre membri il gruppo. "E questa organizzazione cosa...?"
"Ha mai sentito parlare della Fredda Mano?" lo interrompe Miodrag.
"No, qui no".
"Quindi ne ha sentito parlare da qualche altra parte!"
"Un mio vecchio commilitone faceva da scorta ad una carovana diretta a Radapur. Quando è tornato ha accennato a quel nome, ma non mi ha detto molto prima di andarsene per un altro viaggio".
"E lei ritiene che Assur sia esente dai pericoli di quest'organizzazione?" chiede con tono spocchioso Fiona.
"Presumo di sì" commenta Tsadok. "Sembra non sapere che la Fredda Mano ce l'hanno in casa".

giovedì 17 dicembre 2015

0165 - pulizie per gli ospiti

"I morti possiamo lasciarli lì dove sono" commenta Miodrag, guardando i corpi dei due anziani servitori. "Potrebbero anche essere un diversivo per attirare l'attenzione della gnoma, così la prendiamo di sorpresa".
"Secondo me è controproducente" ribatte il chierico. "Potrebbe estrarre le armi di riflesso e rischieremmo di più. Meglio farli sparire".
Detto questo, Tsadok afferra la donna e l'uomo per le caviglie e li trascina lungo il corridoio, gettandoli poi giù dalle scale. I corpi rimbalzano sui gradini e si fermano nella cantina, scatenando le urla dei prigionieri.
"Questo è il tuo concetto di non attirare l'attenzione?" borbotta lo spadaccino. "Li avranno sentiti fino al porto".
Il chierico con un sorrisetto alza le spalle e comincia a creare acqua per sciacquar via il sangue dal pavimento. Miodrag scuote la testa e si avvicina al sergente, stupefatto dopo la scena dei cadaveri: "Ha visto che è arrivato un altro membro dell'organizzazione? Abbiamo fatto bene ad attendere qui".
L'uomo fissa stralunato lo spadaccino. "Ma ha visto cosa ha appena fatto il suo compagno?"
"Lo ammetto, è un comportamento poco ortodosso. Ma dobbiamo agire in fretta!"
"Dovrete spiegare molte cose al capitano. E, nonostante il vostro distintivo, non penso che eviterete facilmente la prigione".
"E perché? Tanto quelli sono morti, mica si lamentano. E facendo parte della Fredda Mano, si meriterebbero ben altro".
"Meglio che vada ad aiutare le altre guardie a tenere buoni quei poveretti uomini. Così non vedrò altre dimostrazioni... poco ortodosse".
"Già, è meglio" esclama Miodrag sorridendo.
"Non vedo l'ora che finisca questo turno di guardia..." mormora l'uomo.
Quando il sergente scompare giù dalle scale, lo spadaccino raggiunge il chierico, che sta riappendendo al suo posto lo specchio deformato dai colpi. "Il sergente aveva ragione. Non è stata la migliore mossa che tu potessi fare".
"Non importa" risponde serio il mezzorco. "Così possono vendicarsi dei torti subiti".
Fiona si avvicina. "Ora che conosciamo l'aspetto di quella gnoma, direi di chiedere al domestico se sa dirci chi è".
"Preferirei non scendere... Comunque presumo sia Ronika" ribatte Miodrag, dopo averci pensato un po' su. "A meno che non sia Iskra, ma dalle note sul foglio penso di poter escludere quest'eventualità".
"Ok, allora attendiamo il suo ritorno".

Dopo altre due lunghissime ore in cui il silenzio è rotto solo dal sonoro russare del chierico, qualcuno bussa alla porta. Miodrag sibila per imporre il silenzio, quindi si appoggia alla parete, subito imitato da Tsadok. Fiona indossa il cappello, riassume le sembianze della vecchia domestica ed apre la porta.
La gnoma squadra la vecchietta. "Sono rientrati?"
"Sì, li ho avvertiti del suo arrivo. La attendono al piano di sopra" balbetta la ladra. "Prego, entri pure".
Ronika scruta il volto del suo interlocutore, poi scrolla le spalle. "Fai qualcosa per quella gola, Biljana. Sembra quasi che tu abbia ingoiato un rospo".
La gnoma entra nel corridoio e si dirige su per le scale, ma saliti i primi due gradini Miodrag le balza addosso, affondandole entrambe le spade nella schiena. L'immagine della vecchia domestica si sfoca e scompare quando la ladra impugna l'arco e scocca un paio di frecce, che si piantano tra le scapole. La gnoma barcolla e si accascia sui gradini.

mercoledì 16 dicembre 2015

0164 - piano? che piano?

Il pomeriggio trascorre tranquillo mentre il gruppo attende nella cantina e cerca invano di ottenere altre informazioni dagli schiavi.
"Ma se qualcuno bussa alla porta" mormora Tsadok, "come facciamo a farlo entrare senza che sospetti nulla?"
"Potrei usare il mio cappello per camuffarmi da domestica" risponde Fiona.
"Ah, hai davvero un oggetto simile?"
"Sì, è molto comodo. Dovrò solo allenarmi a parlare come una vecchia".
"Ok, poi noi penseremo a neutralizzare gli eventuali membri della Fredda Mano".
Il familiare suono di qualcuno che bussa alla porta attira l'attenzione di tutti i presenti.
"Voi state giù con i prigionieri e cercate di non fare rumore" sussurra Miodrag al sergente, che risponde scuotendo il capo.
"Va bene, salga anche lei. Ma ordini ai suoi uomini di fare silenzio e... cerchi di non intralciarci".
La ladra indossa il cappello magico ed assume le sembianze della vecchietta, poi sale di corsa le scale insieme allo spadaccino ed al chierico, con il sottufficiale al seguito. Gli uomini si appoggiano al muro per evitare di essere visti. Il sergente fa per aprire bocca ma viene zittito da Miodrag, che con un cenno indica a Fiona di aprire l'uscio. La mezzelfa apre la porta e si trova davanti una bassa e magra gnoma, vestita con un'armatura di cuoio tinta di nero.
"Buonasera" gracchia la ladra con voce stridula.
"Dov'è Atanas?"
"E' fuori".
La donna socchiude gli occhi e fissa intensamente la vecchia. "Non esce mai".
"Non so cosa dirle... è uscito senza dirmi nulla".
La gnoma sbuffa, scuotendo la testa. "Selina è in casa?"
"No, sono usciti assieme".
"Fra quanto tornano?"
"Non me l'hanno detto, mi spiace".
"Ripasso dopo" mormora la donna, voltandosi ed andandosene.
Fiona chiude la porta e si volta verso i compagni.
"Ma... ma... non dovevamo farla entrare e catturarla?" sbraita esterrefatto Miodrag. "L'hai fatta andar via!"
"Ehm... mi sono immedesimata troppo nella parte ed ho dimenticato il piano" esclama la ladra arrossendo. "Scusatemi!"
"E va bene così, non ci siamo ricordati di pulire questo macello" esclama Tsadok, indicando i due cadaveri e le macchie di sangue sulla parete.
"Era quello che volevo dirvi prima" borbotta il sergente.

martedì 15 dicembre 2015

0163 - segregati in cantina

Tsadok risale la corda e raggiunge i compagni, quindi il gruppo segue il sergente fino al piano interrato, con le due guardie che chiudono la fila. Le scale portano ad una larga cantina, dotata di una rastrelliera per i vini vuota ed alcune botti ammassate in un angolo. In fondo c'è un buco nel muro, da cui parte un piccolo corridoio scavato nella roccia con delle aperture chiuse da grate e illuminate dalla luce di un paio di lampade. All'interno una decina di persone sta osservando i nuovi venuti.
Il domestico che ha aggredito il maggiordomo esce dalla prima cella e si ferma davanti al sergente. "Avete ucciso i nostri aguzzini?" chiede umilmente, concludendo la frase con un accenno di inchino.
"Finalmente ti abbiamo trovato!" esclama Miodrag, avanzando e piazzandosi accanto a lui. "Spiega per cortesia alla guardia cittadina che cosa è successo".
"Noi siamo poveri schiavi al servizio delle persone al primo piano" mormora il giovane a bassa voce. "I due vecchi domestici ci tenevano prigionieri e ci picchiavano quando non lavoravamo. Questi signori... dov'è il vostro amico?"
"Come? C'è un quarto uomo?" esclama il sergente, voltandosi verso lo spadaccino.
"E' uscito prima del vostro arrivo per chiamare rinforzi" ribatte Miodrag, sostenendo lo sguardo dell'uomo.
Mentre la guardia fa il giro delle celle, constatando il degrado in cui vivono i prigionieri, Fiona si avvicina al domestico. "Senti, ma chi erano i vostri aguzzini? Sai i loro nomi? Mi pare che una si chiamasse Selina".
"Sì, l'altra si chiama Galana o Galena. Non ho sentito il suo nome molto spesso, quindi non posso essere più preciso" mormora contrito il giovane. "Mi spiace".
"Il capo era la guerriera, giusto?" chiede lo spadaccino.
"No, Selina era il capo. L'altra era la sua guardia del corpo".
"E avete mai sentito parlare di un certo Petar? O di Ronika? Oppure di Gligor?"
"Sì, ogni tanto venivano a parlare con Selina".
"Portavano gente?" chiede Fiona.
"No, di solito venivano da soli, ogni tanto in due. Entravano e salivano al primo piano. Quando arrivavano il vecchio ci mandava nelle celle, ma un paio di volte siamo riusciti a nasconderci nella camera da letto ed abbiamo sentito parte dei loro discorsi. Sembravano prendere ordini".
"E sapresti riconoscerli?" interviene Miodrag.
"Sì, certo".
Il sergente ritorna dagli avventurieri. "Sembra che la vostra storia sia vera, dopotutto. Io però ho il dovere di portarvi tutti in guarnigione. Dovete spiegare al capitano quello che sta succedendo in questa città".
"Nessun problema" ribatte lo spadaccino. "Però dobbiamo farlo senza dare nell'occhio. Bisogna sistemare la casa come se non fosse successo nulla, così potremo catturare gli altri membri dell'organizzazione. Sappiamo che devono venire qui a prendere gli ordini".
"Siamo stati chiamati perché usciva fumo da una finestra" commenta sardonico il sottufficiale. "Secondo voi questo non attira l'attenzione?"
"Magari non erano nei paraggi e non se ne sono accorti" ribatte Tsadok. "Secondo me dovremo attenderli qui".
"Noi offriamo la massima collaborazione, ma la nostra indagine è troppo importante per mandarla all'aria" esclama Miodrag guardando il soldato.
"Lo direte al mio capo" ribatte il sergente, avviandosi verso la scala.
"Non possiamo aspettare almeno l'oscurità?"
Il sottufficiale parlotta un po' con i suoi uomini e Fiona sente i commenti di una delle guardie sul trascorrere una giornata in panciolle anziché camminare per strada. Alla fine l'uomo si volta verso il gruppo, sbuffa ed alla fine esclama: "E sia".

lunedì 14 dicembre 2015

0162 - ardite spiegazioni

Gli avventurieri si guardano interdetti, poi lo sguardo di tutti si concentra sulla porta. Dal piano inferiore arriva un'esclamazione soffocata, seguita dal rumore dei passi di corsa che salgono le scale. Fiona, Tsadok e Miodrag vedono Zigfrid sorridere beffardo, schioccare le dita e sparire nel nulla.
Il chierico si fionda alla finestra, afferra la corda ed inizia a calarsi giù pochi secondi prima che tre soldati, armi in pugno, si palesino sulla porta. Le balestre tengono sotto tiro i due avventurieri mentre il sottufficiale avanza puntando la spada. "Fermi là! Che ci fate dentro la casa del signor Goyal? Siete degli sporchi ladri, eh!? Ed assassini, per di più!"
"Non siamo ladri né assassini!" esclama Miodrag. "Al piano inferiore c'è un uomo che può spiegarvi tutto".
Il sergente nota la corda appesa alla finestra che si muove, quindi indica ad un sottoposto di controllare. Il soldato si sporge e nota Tsadok che si sta calando.
"Ehi, tu! Fermati, furfante!" esclama la guardia, puntando ed azionando la balestra.
Un quadrello sibila a pochi centimetri dalla testa del chierico, che molla la presa ed atterra un metro più giù.
"Prima mi intimi di fermarmi e poi cerchi di farmi fuori?! Ma sei scemo?" urla il mezzorco, guardando verso la finestra aperta. "Ora torno su e ti ficco questo quadrello dove non batte il sole!"
"Cerchiamo di calmarci" grida lo spadaccino, estraendo il distintivo di Malika Morningstar. "In realtà facciamo parte della guardia cittadina di Vaelan".
Il sergente avanza, osserva il piccolo medaglione e poi fissa il giovane ad occhi socchiusi. "E perché il vostro amico lì sotto stava scappando?"
"Non stava scappando, stava andando a controllare una possibile pista per le nostre indagini. Temiamo che qualcuno possa essere fuggito da lì".
"Spiegatemi cos'è successo" grida il sottufficiale, guardandosi attorno. "Cos'è tutto questo casino? Chi sono i due cadaveri al piano terra? E queste due donne? E tutto questo sangue?"
Miodrag ridacchia imbarazzato. "Beh, gran parte del sangue è mio".
"Noto" commenta l'uomo, osservando le vesti zuppe di sangue dello spadaccino. "In quanto al resto? Badate bene, se le vostre risposte non mi aggraderanno, passerete il resto dei vostri giorni ai lavori forzati!"
"Noi siamo arrivati qui per parlare con il signor Goyal, abbiamo bussato e ci hanno aperto la porta due vecchietti, quindi senza preavviso ci hanno aggredito! Era un'imboscata bella e buona! Noi ci siamo solo difesi".
"Quei due vecchietti in fondo alle scale?" chiede il sergente, indicando la porta. "Li avete massacrati!"
"Non siamo stati noi!" esclama Fiona. "Hanno fatto tutto da soli!"
"Spiegati meglio, orecchie a punta!"
La ladra apre la bocca per ribattere, ma lo spadaccino interviene. "Quando siamo entrati, il vecchio ha dato di matto e ha aggredito la vecchia con la magia, fulminandola sul posto".
"Sì, come no. Pensi che sia così fesso da crederti?"
"E' la verità" esclama Fiona. "Noi volevamo solo parlare. La domestica è caduta, ed il mio compagno si è chinato per soccorrerla. A quel punto il maggiordomo ci ha aggrediti".
"Quindi il vecchio ha aggredito voi, non la donna" puntualizza il sergente.
"Sì, ma ha sbagliato mira ed ha scagliato non so quale magia sulla signora, che è morta sul colpo. Era una scena fuori dalla realtà!"
Il sottufficiale si volta verso Miodrag. "E tu perché non l'hai fermato?"
"Io stavo dando una mano alla donna, non ho visto cosa stava accadendo!"
"E come spiegate il cadavere del vecchio, legato qui sotto?"
"Dal piano superiore è comparso un uomo, pazzo anche lui, che si è scagliato con uno specchio contro il vecchio, colpendolo finché non si è accasciato per terra".
"Non ho mai visto nessuno comportarsi così" commenta la ladra, scuotendo la testa.
"E questo pazzo dove sarebbe finito? E come spiegate questi altri due cadaveri?"
"Questi non c'entrano, erano due assassini" commenta Fiona, reprimendo un sogghigno. "Noi siamo i buoni!"
"Ditemi dov'è questo uomo, oppure vi arresto tutti e tre!" urla il sergente, afferrando lo spadaccino per il bavero.
"Si è rintanato di sotto" esclama Miodrag, divincolandosi. "Scendiamo, così potrà confermare la nostra versione e spiegare a lei chi c'era veramente in questa casa".

venerdì 11 dicembre 2015

0161 - il registro dei trasferimenti

Mentre Zigfrid si siede su una sedia e si concentra sul guanto, tutti gli altri leggono il foglio in mano alla ladra, che riporta una lista di numeri e nomi, segnati accanto a date e luoghi.
"Ci sono anche degli incarichi" esclama Tsadok, indicando alcune righe.
"Perlustrazione gola... Recupero artefatto... Omicidio Baler... Duna di Zaffiro..." legge ad alta voce Miodrag. "A parte il primo, sembrano legati alle nostre indagini".
"E' quello che abbiamo visto succedere" commenta Fiona. "Abbiamo trovato dei cadaveri nel tempio di Myrkul, trasportati sull'isola di Shilparam dalla nave di Huriya e Nadja, e questo corrisponde. Ed abbiamo incontrato di nuovo i due assassini a seguito dell'omicidio di Baler. Sappiamo anche che gli indizi alla Duna di Zaffiro portano a questo palazzo, ed anche questo corrisponde, come il numero di persone implicate indicato qui a fianco".
"E quindi?" chiede il chierico.
"Quindi questo è il registro delle attività della Fredda Mano!" esclama Miodrag. "Questi erano i mandanti di tutti i casini che abbiamo dovuto affrontare!"
"Ma la cosa più importante è che è presente un altro trasferimento che non è ancora avvenuto" aggiunge la ladra, osservando l'ultima riga. "Tra cinque giorni una certa Ronika partirà da Vaelan con sette persone, se ho interpretato bene quanto c'è scritto".
"La cosa che non capisco" commenta lo spadaccino, "è cosa vogliano dire quei numeri dove non ci sono le note. Sembra quasi un registro di reclutamento".
"E questa fortezza indicata qui in cima? Pensate sia dove ci troviamo?" chiede Fiona.
"E' un palazzo, non una fortezza" risponde Miodrag. "E guardate il nome annotato accanto alla prima data. Luther Goyal. Questi hanno rapito il padrone di casa e l'hanno trasferito da Assur alla fortezza".
La ladra annuisce. "Secondo me la fortezza è un luogo che noi ancora non conosciamo, ed al suo interno troveremo tutta la gente indicata qui".
"Sono più di cento persone!" esclama Tsadok. "Sembra stiano radunando un esercito!"
"Concentriamoci sui nomi indicati" mormora lo spadaccino. "Huriya e Nadja sono morti, Iskra a quanto c'è scritto è impazzita. Rimangono Ronika, Gligor e Petar".
"Bisogna capire come trovarl..." inizia a dire il chierico, ma un rumore al piano terra gli fa morire la frase in gola.
Qualcuno sta bussando alla porta, poi gli avventurieri sentono il cigolio dell'uscio che si apre ed una voce squillante giunge fino a loro. "Signor Goyal? Siamo della guardia cittadina. Qualcuno ha segnalato del fumo che esce dalla finestra".

giovedì 10 dicembre 2015

0160 - perquisizione accurata

Fiona corre accanto a Zigfrid, estrae il pugnale e taglia la gola a Selina. "Ecco, così non soffrirà più".
Il mago squadra la ladra. "E da dove viene tutta questa pietà?"
"In fondo sono un animo buono" mormora sorridendo la mezzelfa, mentre comincia ad esaminare il cadavere della donna. "E poi, ora che è morta, non ha più bisogno di questo splendido arco".
L'halfling mormora un incantesimo. Parte dell'equipaggiamento inizia a brillare di una luce azzurra. "Questo guanto è differente da quelli che abbiamo già trovato" commenta indicando la mano di Selina.
"Riesci a capire di cosa si tratta?" chiede Fiona, slacciando la cintura per recuperare una piccola bandoliera con quattro fialette.
"Avrò bisogno di un po' di tempo e di tranquillità" ribatte il mago, sfilando l'oggetto dalla mano di Selina.
"Potremo chiedere a Nieven, sono sicuro che lui ci riuscirebbe" commenta la ladra con un ghigno.
"Continua a fare del sarcasmo" sbotta Zigfrid. "Vedrai dove ti porterà".
"Comunque non riesco a capire una cosa" aggiunge Fiona guardandosi attorno. "Dove diavolo è finito il borsello con le monete? Non è possibile che girasse senza denaro!"

Miodrag apre gli occhi e nota Tsadok chino su di lui. "Cosa è successo?"
"Abbiamo sconfitto le due aguzzine ed ora se stai fermo vedo di curarti" risponde il chierico, appoggiando le mani sul suo petto ed invocando i suoi poteri.
Lo spadaccino si rialza e osserva la stanza, devastata dal combattimento. Nell'angolo il circolo di fuoco continua a bruciare, annerendo il soffitto e producendo ondate di fumo che scappano attraverso la finestra aperta, perdendosi nel cielo limpido. "Zigfrid, non pensi sia il caso di spegnere quelle fiamme, prima che la casa prenda fuoco e ci crolli addosso?"
Il mago schiocca due dita e le fiamme scompaiono nel nulla, lasciando un cerchio fumante sul soffitto.
Mentre Miodrag comincia a frugare nella scrivania rovesciandoci sopra il contenuto dei cassetti e Tsadok si infila sotto per controllare la presenza di doppi fondi, Fiona apre l'antina del mobiletto in fondo alla stanza, parzialmente annerito dalle fiamme magiche. "Qui c'è un plico di fogli!"
"Io invece ho trovato una piccola botola" esclama il chierico, tirando un gancio e facendo aprire lo scompartimento segreto. Una piccola scatolina cade a terra, aprendosi e rivelando un piccolo tesoro in gemme.
"Nei cassetti non c'è nulla di interessante, invece, solo delle ricevute per acquisti di merce" mormora con disappunto lo spadaccino.
Il chierico si rialza ed osserva le carte e punta il dito sulla sigla di Goyal. "Guardate, queste firme sono differenti!"
"E' vero, non me n'ero accorto" commenta Miodrag. "Sembrano fatte da persone differenti".
"E quando hanno iniziato a contraffare la firma?"
"Direi circa sei mesi fa, se non mi sono perso qualche documento".
"Questo, invece, è decisamente più interessante" mormora Fiona, leggendo un foglio preso dalla pila trovata nell'armadietto. "Sembra che qualcuno vi segnasse una serie di trasferimenti ad una fortezza, o almeno è quello che riesco a capire".