martedì 9 febbraio 2016

0192 - consulente esterno

Miodrag e Fiona osservano Zigfrid varcare la soglia del negozio di magia e si guardano tra loro.
"Son curioso di sapere che cosa è venuto a fare qui" mormora lo spadaccino.
"Basta entrare per scoprirlo" ribatte la ladra, sbocconcellando un panino all'uvetta recuperato dal buffet della locanda.
Dopo un attimo di tentennamento Miodrag entra nel negozio, fa un cenno a Syraban e si ferma di fianco a Zigfrid. "Sei venuto a comprare qualcosa che plachi il tuo sonnambulismo?" esclama ridacchiando.
"Umpf... divertente" borbotta l'halfling, guardando storto lo spadaccino.
"Hai chiesto un consulto al mago? Magari lui riesce a spiegare quello che ti è capitato stanotte".
"Allora, che è successo?" chiede interessato Syraban.
"Nulla di cui tu debba preoccuparti" risponde scocciato Zigfrid. Dopo aver contato il denaro, prende la pergamena e si dirige alla porta. "Ora cercherò di dormire. Ci vediamo verso mezzogiorno".
"Mezzogiorno?" domanda Miodrag lanciando un'occhiata interrogativa a Fiona, che risponde con un'alzata di spalle.

Syraban osserva i due in silenzio, poi inizia a riordinare le pergamene.
"Stanotte è successa una cosa strana" dice lo spadaccino, attirando l'attenzione del mago. "Il nostro compagno si è aggirato per le stanze durante il sonno ed ha aggredito il nostro chierico. C'era una strana nebbiolina che gli usciva da sotto le palpebre. Sai cosa potrebbe provocare un comportamento del genere? Potrebbe essere l'effetto di un incantesimo?"
Syraban appoggia le pergamene sul bancone e fissa i due avventurieri. "Penso proprio di sì, ma non saprei dire quale".
"Però quando l'ho innaffiato con una brocca d'acqua è rinvenuto".
"Potrebbe essere un incantesimo della scuola di ammaliamento" mormora fra sé e sé il mago, grattandosi il mento.
Miodrag osserva l'espressione di Fiona, smarrita quanto lui, quindi sorride al mago e gli dice: "Non ho idea di cosa tu abbia detto, vorrei solo capire chi può averlo fatto e quale scopo aveva".
Syraban sorride. "Di sicuro un mago capace, se è riuscito ad influenzare la mente di un mago. Per quanto riguarda lo scopo, non azzardo nessuna ipotesi. Vi voglio però far riflettere su una cosa. Perché ha scelto lui, quando poteva prendere il controllo di uno di voi due, che di sicuro siete meno allenati a resistere ad un attacco simile?"
Miodrag e Fiona si scambiano uno sguardo preoccupato, entrambi allarmati dalle possibili implicazioni di ciò che ha detto il mago.

Dopo aver chiuso la porta della camera con un paio di mandate, Zigfrid sposta il letto al centro della stanza e comincia a disegnarci attorno un cerchio di polvere d'argento. Soddisfatto del risultato, srotola la pergamena ed attiva l'incantesimo.
La polvere si illumina di un vago bagliore biancastro, quindi torna al suo colore naturale.
Vediamo se così riesco a dormire pensa il mago, saltando all'interno del cerchio e coricandosi nel letto.

lunedì 8 febbraio 2016

0191 - sonno agitato

Miodrag attende una decina di minuti, poi si infila la tracolla ed esce dalla propria stanza. Dopo aver osservato tutti i possibili appigli, lega una corda alla maniglia della porta che dà sulla camera di Zigfrid e la fissa sulla sua, quindi prende una sedia e la incastra contro lo stipite. Ecco, così non dovrebbe uscire.
Soddisfatto del lucchetto improvvisato, lo spadaccino esce e comincia a girare per i vicoli.

Il sole sta ormai superando il profilo delle mura della città quando Miodrag rientra nella locanda. La corda è ancora ben tesa e la sedia è nella posizione originale, segno che nessuno è entrato o uscito dalla camera del mago.
Quando lo spadaccino inizia ad arrotolare la corda, Fiona esce dalla camera e lo saluta sbadigliando. "Che stai facendo con quella corda?"
"Ho bloccato la camera del mago per evitare che esca di nuovo".
"Ah, capisco. Ti confermo che non è uscito. Però l'ho sentito lamentarsi parecchie volte nel sonno. Probabilmente ha fatto qualche incubo".
"Forse è bene svegliarlo" commenta tra sé e sé Miodrag, infilando la corda nella borsa e cominciando a bussare sulla porta della camera del mago.
Dopo un paio di minuti Zigfrid si affaccia con il borsello in mano. Pesanti occhiaie gli segnano il viso ed i capelli sono intrisi di sudore. Anche la veste, tutta stropicciata, è bagnata in più punti.
"Tappo, non hai una bella cera" esclama Fiona, osservando lo stato del compagno.
"Mi sento spossato, come se non avessi chiuso occhio per tutta la notte" mormora il mago, passando loro accanto e dirigendosi verso l'uscita.

"Arrivo! Arrivo! Non occorre che mi buttiate giù la porta!" esclama Syraban aprendo la porta e lasciando passare il piccolo mago. Zigfrid appoggia il borsello sul bancone, poi fissa il negoziante con occhi segnati dalla stanchezza. "Una pergamena, per favore".
"Dormito male, eh?" biascica Syraban stiracchiandosi. "Che pergamena ti serve?"
"Cerchio magico di protezione".
"Protezione da cosa?"
"Bella domanda" sospira Zigfrid.
"Spiegami un po' che sta succedendo" esclama il mago, appoggiandosi sul bancone.
"Presumo di dovermi proteggere contro qualcosa di malvagio. Almeno credo".
"So che voi halfling siete restii a dare spiegazioni, ma se mi dai qualche indizio in più forse posso aiutarti".
"E' come se mi avessero spaccato questo bancone sulla testa" sibila tra i denti Zigfrid, guardando storto il negoziante. "Ho bisogno di un cerchio magico contro il male e di dormire qualche ora di fila. Posso avere il mio incantesimo, ora?"
"Ok, ok... non è necessario essere così scorbutici" esclama Syraban, poi si volta e comincia a cercare l'incantesimo nel mucchio di pergamene accatastate sui vari ripiani dietro al bancone.

venerdì 5 febbraio 2016

0190 - concentrarsi sui dettagli

"Anch'io vorrei dormire!" ribatte Zigfrid, piantandosi i pugni sui fianchi e fissando la ladra negli occhi assonnati. "Peccato che il mezzorco c'abbia provato con me!"
Miodrag non riesce a trattenersi e scoppia di nuovo a ridere. "Secondo me sta ancora dormendo! Sai che è sonnambulo? E' entrato qui ed ha iniziato a prendere a bastonate il pover Tsadok".
"E' da quando eravamo nel Dambrath che giriamo con il tappo. Non è mai stato sonnambulo" ribatte Fiona, suscitando un mormorio di approvazione da parte di Zigfrid.
"Sarà stato un attacco improvviso. Comunque sono riuscito a svegliarlo con una secchiata d'acqua" aggiunge lo spadaccino, afferrando di nuovo la brocca e lavando per la terza volta il mago con il poco liquido rimasto.
"Basta! Basta!" esclama Zigfrid. "Etciù! Ecco, ora grazie a te mi sono anche preso il raffreddore".
Miodrag ridacchia, poi torna improvvisamente serio. "Tra l'altro, mentre eri addormentato ho notato che dalle tue palpebre usciva una specie di nebbiolina. Di colore violaceo, mi pare".
Zigfrid chiude gli occhi e scava nella sua memoria alla ricerca di un qualche incantesimo che produca un effetto simile. Lo spadaccino lo osserva per un momento, poi inizia a tamburellare con le dita sul comodino. "Allora? Hai capito cosa potrebbe essere?"
"Quello che hai visto dovrebbe dimostrare che il bisonte ha lanciato un incantesimo che mi inducesse ad andare da lui!" esclama il mago, indicando la camera da cui si sente provenire il sommesso russare di Tsadok, che intanto ha ripreso sonno.
"Lui ti avrebbe indotto a prenderlo a bastonate?" chiede incredulo Miodrag.
Un sorrisetto compare sul volto di Zigfrid. "Probabilmente sperava in qualcosa di differente".
"I vostri giochetti notturni non mi interessano" commenta lo spadaccino, alzando le mani. "Io me ne torno a dormire".
"Così finalmente potremo avere un po' di silenzio" mormora Fiona, trascinando i piedi fino alla sua camera e chiudendosi dentro.

Quando sente l'ultima porta chiudersi, Zigfrid indossa la tunica e si avvia alla finestra. Dopo un veloce esame degli infissi, la spalanca e guarda fuori. La via dietro alla locanda è deserta e non si vede nessuno sui tetti. Gli scuri delle case di fronte sono tutti chiusi. Un drappello di guardie svolta l'angolo e procede lentamente lungo lo stretto vicolo, sparendo poi alla svolta successiva.
Zigfrid mormora le parole di un incantesimo e controlla di nuovo i tetti ed il vicolo, ma nessun bagliore magico attira la sua attenzione.
Strano, veramente molto strano pensa il mago, accostando gli scuri.
Dopo essersi seduto sul letto, Zigfrid chiude gli occhi e, mettendo in pratica gli insegnamenti del suo maestro, comincia a sondare i ricordi delle ultime ore. Nella sua testa i sogni continuano a vorticare sfuggendo al suo controllo, finché un frammento di ricordo non emerge dalla massa. L'imperiosa voce di un uomo gli ordina qualcosa. Nonostante tutti i suoi sforzi Zigfrid non riesce a capire quale sia il comando, ma ormai il mago è sicuro.
Qualcuno è entrato nei suoi sogni ed è riuscito a controllarlo.

giovedì 4 febbraio 2016

0189 - brusco risveglio

Quando Zigfrid alza le braccia per sferrare un nuovo colpo, Miodrag si allunga ed afferra il bastone. Il mago, per tutta risposta, gli tira un calcio colpendolo alla caviglia.
Lo spadaccino evita un secondo calcio e con una torsione del polso gli strappa il bastone dalle mani. Dopo averlo usato per deviare un pugno, il bastone viene gettato in un angolo.
Mentre Zigfrid continua invano a tentare di colpire Miodrag con calci e pugni, questo afferra la brocca d'acqua appoggiata sopra al comodino di Tsadok ed innaffia la testa del mago.
Svegliatosi di colpo, Zigfrid sbatte un paio di volte le palpebre ed osserva Miodrag in piedi di fronte a sé. Apre la bocca per parlare, ma un altro fiotto d'acqua gli arriva addosso e lo fa annaspare. "Basta! Basta! Sono sveglio! Cosa stai cercando di fare? Annegarmi!?"
"Era ora che ti svegliassi!" esclama Miodrag, appoggiando la brocca senza distogliere lo sguardo dal mago. "Sei sonnambulo, a quanto pare!"
"Non sono mai stato sonnambulo in vita mia!" esclama indispettito Zigfrid, poi pronuncia le parole di un piccolo trucchetto. Un rozzo asciugamano compare dal nulla e comincia ad asciugare il suo corpo. Lo spadaccino allontana disgustato lo sguardo non appena l'asciugamano inizia ad asciugare le sue parti intime.
Quando il mago si volta verso il letto, nota Tsadok che si sta massaggiando la testa. "E tu? Cosa ci fai nel mio letto!? Fuori!"
"Io stavo dormendo!" ribatte il mezzorco. "Tu sei entrato e mi hai preso a bastonate in testa!"
"Lo credo bene! Sei nel mio letto!"
"Guarda che questa non è la tua stanza" esclama Miodrag. "La tua è quella qui a fianco. Ti ho visto uscire dalla camera di soppiatto, entrare qui dentro e prendere il qui presente chierico a bastonate".
"Ti sarai sbagliato" borbotta Zigfrid lanciandogli un'occhiata scocciata.
"Il bernoccolo sulla testa di Tsadok lo dimostra" ribatte lo spadaccino.
"Sarai stato tu a colpire il bisonte" esclama il mago grattandosi, poi si guarda attorno. "Ed hai anche rubato le mie cose! Dov'è il mio prezioso libro!? Ridammelo!"
Miodrag scuote la testa, esasperato. "Il tuo equipaggiamento è nella tua stanza".
"Ma questa è la mia stanza!" esclama Zigfrid, poi scuote la testa ed alza una mano. "Mettiamo per assurdo che questa non sia la mia camera. Dove sarebbe la mia camera?"
"Te l'ho già detto" sibila lo spadaccino, afferrandolo per il polso e trascinandolo nel corridoio fin davanti alla porta aperta della camera di Zigfrid. All'interno l'equipaggiamento è disposto esattamente come il mago l'aveva sistemato.
"Adesso vuoi dirmi cosa ci facevi nella stanza di Tsadok? E perché l'hai preso a bastonate?" chiede per l'ennesima volta Miodrag, mentre l'halfling rovista tra i suoi effetti personali per controllare che ci sia tutto.
"Avrà usato qualche trucco per convincermi ad andare di là. Sicuramente ci ha provato con me!" esclama infastidito Zigfrid, incrociando le braccia ed osservando lo sguardo del compagno.
Miodrag scoppia in una sonora risata, che si placa quando lo spadaccino pensa alla nudità dell'halfling, per poi riprendere il volume di prima non appena il pensiero passa. Solo quando un'altra porta si apre Miodrag riesce a placare le risate.
Fiona compare sulla soglia ed osserva i due stropicciandosi gli occhi. "Si può sapere che succede? State facendo una confusione del diavolo! Qui la gente vorrebbe dormire".

mercoledì 3 febbraio 2016

0188 - passi nella notte

"Prima che qualcos'altro colpisca la mia testa, è meglio che vada a dormire" esclama Zigfrid, fissando intensamente Tsadok prima di aprire la porta della sua camera. Il mezzorco, appoggiato alla sua arma con gli occhi semichiusi, sembra non sentire le parole del mago.
"Notte" sussurra Fiona, chiudendosi la porta alle spalle.
"E' stata una giornata impegnativa e nemmeno io sono preso molto bene" mormora Miodrag, notando alcuni tagli sulle braccia non del tutto rimarginati. "Meglio che mi riposi un po'".
Lo spadaccino osserva il mezzorco per un momento, poi scuote la testa, entra nella sua stanza e si richiude la porta alle spalle. Il rumore riscuote dal torpore Tsadok, che si guarda attorno spaesato. "No-non stavo dormendo!"
Rendendosi conto di essere da solo davanti alla sua camera, fischiettando entra e si corica per la notte.

Le stelle illuminano debolmente le sagome dei tetti che si riflettono sul vetro della camera di Miodrag, ormai sveglio dopo solo un paio d'ore di sonno. Domani dobbiamo tornare al magazzino di Goyal, il resto della merce ci frutterà un bel po' pensa lo spadaccino, osservando una piccola nuvola oscurare una parte del cielo notturno.
I suoi pensieri vengono interrotti dal rumore di una porta che cigolando si apre, seguito da alcuni passi leggeri che si allontanano.
Che cavolo succede? pensa Miodrag, aprendo silenziosamente la porta e sbirciando fuori.
Zigfrid, nudo e con in mano il bastone, si sta allontanando dalla sua camera. Dopo una ventina di passi si ferma davanti alla porta della camera di Tsadok. La sua mano afferra la maniglia e la ruota lentamente fino allo scatto della serratura.
"Perché giri nudo per il corridoio?" sussurra Miodrag senza ottenere risposta. I suoi occhi si spalancano quando nota una leggera nebbiolina violacea uscire dalle palpebre chiuse del mago.
La porta si apre lentamente, quindi Zigfrid entra nella stanza. Lo spadaccino corre nel corridoio, raggiunge la camera e si affaccia appena in tempo per vedere il mago afferrare il bastone con entrambe le mani e calarlo vigorosamente sulla testa di Tsadok.
Il colpo prende di striscio la fronte del mezzorco e si schianta sul cuscino, facendo sobbalzare il letto.
"Ahia!" urla il chierico, toccandosi la fronte e guardandosi attorno con occhi annebbiati.
Sotto lo sguardo esterrefatto dello spadaccino Zigfrid torna ad alzare il bastone e comincia a colpire ripetutamente Tsadok, che alza le braccia nel tentativo di difendersi.
"Che cavolo ti è preso!? Smettila!" urla Miodrag muovendo un passo verso il compagno. Il mago si volta di scatto e facendo roteare il bastone colpisce lo spadaccino al volto.

martedì 2 febbraio 2016

0187 - impresa di pulizie

Il gruppo esce dalla guarnigione e si dirige verso la locanda.
"Maledizione, questa non ci voleva" borbotta Miodrag, calciando con rabbia un piccolo coccio di terracotta trovato per strada.
"Perché ti stai lamentando?" chiede Zigfrid. "Ci è andata più che bene".
"Ora tutta la città riconoscerà i nostri volti!" sibila lo spadaccino. "Preferivo rimanere nell'ombra ed avere una ricompensa tangibile".
"Da quando in qua sei così avido? Nei momenti sbagliati, poi!"
"Come sarebbe a dire?"
"Ti va bene quando truffiamo e deprediamo i magazzini, ma quando è il momento della gloria rompi le scatole!" esclama il mago, fermandosi in mezzo alla strada. "Non sei mai contento!"
"Ma che gloria e gloria! Far vedere a tutti quanti che abbiamo ripulito la città? Chissenefrega!" ribatte Miodrag aprendo le braccia. "Domani tanto torniamo a Vaelan, e questa città si dimenticherà di noi".
Zigfrid si volta e nota il sorrisetto sul volto di Fiona. "A questo ragazzino bisogna insegnargli tutto, anche la politica".
Miodrag si avvicina al mago, si pianta i pugni sui fianchi e si china per guardarlo dritto negli occhi. "Spiegati".
"Domani non ci presenterà come i salvatori di Assur. Domani spiegherà ai cittadini di come lui abbia ingaggiato noi per aiutare la guardia cittadina a salvare la città".
"Senza pagarci" commenta lo spadaccino.
Zigfrid sbuffa, poi un sorriso di scherno compare sulle sue labbra. "Questo è ovviamente un dettaglio che il caro giudice terrà per sé".
Un rumore di passi fa voltare i quattro avventurieri. Il giovane domestico si avvicina correndo e si ferma a pochi passi dal gruppo. "Io ed i miei sventurati compagni siamo in debito con voi" mormora a bassa voce.
"Vero" concorda Zigfrid.
"Vorremmo sdebitarci, ma siamo appena stati liberati e non abbiamo nulla" balbetta il giovane, grattandosi la nuca. "Non sappiamo come fare".
"Grazie, ma non serv..." inizia a dire Fiona, ma viene interrotta dal mago, che sorride e si strofina le mani.
"Effettivamente dovreste proprio farlo".
Miodrag si avvicina. "Cosa vuoi che facciano, tappo? Non hanno nulla!"
Zigfrid si volta verso lo spadaccino. Una strana luce brilla nei suoi occhi, e la sua espressione non fa presagire nulla di buono. "Beh, noi a Vaelan abbiamo una casa vuota, che va pulita e sistemata".
"E come ci arrivano, a Vaelan? Ci costerà un sacco".
"Possono contattare un mercante e pagarsi il viaggio come braccianti. Per le spese di pulizia e per sopravvivere i primi tempi" aggiunge il mago frugando nel borsello, "penso che trenta monete d'oro basteranno".
Il giovane domestico spalanca gli occhi quando vede le monete in mano al mago, poi si inginocchia davanti a lui e lo abbraccia, iniziando a piangere. "Grazie! Grazie!"
"Via, via! No!" esclama impacciato Zigfrid, cercando di scollarsi il ragazzo di dosso tra le risate dei compagni. "Le regole sono chiare. Io pago, tu non mi abbracci!"

lunedì 1 febbraio 2016

0186 - sconto di pena

Il giudice Holton osserva ad uno ad uno il volto di tutti i presenti, poi si volta verso Tsadok. "Da quanto mi avete raccontato, l'accusa mossa nei suoi confronti passa decisamente in secondo piano rispetto a quanto avete fatto per la città di Assur. Non posso però lasciar correre. Dichiaro che il mezzorco qui presente versi duecento monete d'oro come multa per il suo gesto".
Zigfrid apre la bocca per ribattere, ma viene zittito da un gesto spazientito del giudice. "Dichiaro inoltre che, per il prezioso aiuto che avete dato alla nostra comunità, domani verrete ricompensati con le onorificenze che questa città può offrirvi".
Il mago guarda Tsadok in cagnesco, poi sul suo volto compare un accenno di sorriso. "Grazie, davvero".
"Onorificenze?" chiede Miodrag, osservando il giudice senza capire.
"Probabilmente ci daranno le chiavi della città" spiega Zigfrid.
Il capitano Ashtone si schiarisce la voce, poi raddrizza la schiena. "Ma l'atto del mezzorco..."
Ferdinand non lo lascia terminare. "Con tutto il rispetto, capitano, questi uomini hanno fatto in pochi giorni più di quanto siate riusciti a fare voi negli ultimi due o tre mesi".
Gli occhi di Tidrek diventano due fessure. Il suo sguardo si sposta da un avventuriero all'altro, mal celando il desiderio di poterli incenerire seduta stante.
Zigfrid risponde sfoggiando il suo più ampio sorriso, gustandosi il momento.
"Secondo me voi sottovalutate il costante lavoro giornaliero della guardia cittadina" esclama in tono conciliante lo spadaccino, "che ogni giorno si batte contro il crimine. Io penso che questa onorificienza dovrebbe essere data al capitano Ashtone".
"Già" commenta sarcastico il mago. "Ubriachi e risse da taverna sono un gravissimo problema".
"Inoltre siamo abituati a lavorare senza le attenzioni della folla" continua Miodrag, ignorando le parole del compagno. "Un pubblico ringraziamento ci metterebbe in imbarazzo".
Il giudice annuisce. "Apprezzo molto le tue parole. Ho quindi deciso che domani verrà ricompensato anche il capitano con un premio in denaro".
"Grazie, giudice" mormora Tidrek, imbarazzato dalle parole del funzionario.
"E capisco anche il vostro imbarazzo, ma è giusto che veniate ricompensati. Così ho deciso, ora siete liberi di andare".

Dopo aver salutato i presenti, Ferdinand Holton apre la porta dell'ufficio e se ne va. Miodrag si avvicina al capitano Tidrek e, senza dire una parola, gli porge la mano.
Il nano osserva per qualche secondo lo spadaccino, poi gli stringe la mano con forza. "Grazie ma non era necessario".
"Mi pareva giusto così".
"L'ho apprezzato, mi creda. Lei è in debito di una bevuta".
"Mi può ora spiegare cosa intendeva il giudice per onorificenza? Non sarà mica una cerimonia ufficiale, vero?"
"Esattamente questo".
"Bene, i nostri volti perderanno l'anonimato e non avremo alcuna ricompensa da spendere" brontola contrariato lo spadaccino, incrociando le braccia e fissando il pavimento.