martedì 24 novembre 2015

0148 - vittima innocente

"Non ho capito, però, cosa stessero cercando" mormora Zigfrid. "Hanno frugato ovunque".
"Io un'idea me la sono fatta" commenta lo spadaccino, fissando il cadavere di Elin.
"Diamo un'occhiata al resto della locanda" propone Tsadok. "Magari salta fuori qualche altro indizio".
Il gruppo si divide ed esamina altre due camere del primo piano, poi Zigfrid e Miodrag si avviano verso l'ultima stanza in fondo al corridoio, attirati dalle voci di due uomini. All'interno il sergente sta discutendo a bassa voce con un altro soldato. Nel letto c'è un altro cadavere, ancora avvolto nelle coperte macchiate di sangue.
"Questo è l'unico avventore che ha dormito nella locanda ieri notte" spiega il sergente. "L'hanno sorpreso nel sonno, è bastata una pugnalata".
"Avete scoperto cosa cercavano?" chiede il mago.
"Non ancora. Nelle camere non sembra mancare nulla, ma dobbiamo ancora controllare l'ultimo piano" dice il sergente, uscendo insieme al sottoposto.
"Secondo me è stata una rapina finita male" commenta lo spadaccino guardandosi attorno.
"Direi di no" ribatte Zigfrid. "Accanto al letto c'è un borsello aperto. Ci ancora le monete d'oro".
"Non l'avevo notato".
"Secondo me cercavano noi" esclama Fiona, entrando insieme a Tsadok. "Le nostre stanze sembrano state esaminate con maggior attenzione. Nella mia ho trovato alcune assi sradicate dal pavimento".
Il mezzorco si avvicina alla giacca appesa all'unica sedia presente e comincia a frugare nelle tasche, appoggiando sul tavolo un rotolo di spago, un piccolo pugnale con il fodero, un fazzoletto ed un foglio spiegazzato e piegato in quattro.
"Non penso cercassero lui. Il ragazzo voleva entrare nella guardia cittadina" commenta, dopo aver letto il contenuto del biglietto. "E' un modulo per arruolarsi".
"Che sfortuna, si è trovato al momento sbagliato nel posto sbagliato" commenta Miodrag. "Poveretto".
Il gruppo raggiunge le scale ed incrocia una guardia che sta salendo al piano superiore. Tsadok lo ferma e gli chiede se hanno identificato il ragazzo in fondo al corridoio.
"Abbiamo mandato un uomo alla guarnigione con la sua descrizione, ma per il momento non sappiamo chi sia" risponde il soldato, poi si irrigidisce quando vede il proprio superiore scendere. "Sergente, al piano di sotto non abbiamo trovato molti indizi. Gli aggressori hanno forzato una delle finestre sul retro e sono entrati nella cucina. Hanno frugato ovunque, ma non sembra sia sparito nulla. L'incasso è ancora al suo posto".
"E voi, avete scoperto qualcosa?"
"Di sicuro non è stato un furto" spiega Zigfrid. "Ci sono molte cose che avrebbero potuto rubare e sono ancora presenti. Cercavano qualcosa di specifico. O qualcuno".
"Cercheremo di saperne di più chiedendo ai nostri contatti" aggiunge Miodrag, iniziando a scendere le scale. "Vi terremo informati".

Il gruppo percorre la via principale, attraversa il centro della città e raggiunge la Lama dell'Onore. Parecchi carri sono fermi accanto a botteghe e magazzini, circondati da garzoni indaffarati a caricare casse piene di merci. Alcune persone trascinano carretti pieni di blocchi di ferro, tronchi ed altre materie prime, mentre una mezza dozzina di uomini è raccolta attorno ad una bacheca coperta di fogli con svariati annunci, alla ricerca di un posto di lavoro.
Zigfrid comincia ad osservare i vari negozi ed alla fine riesce ad individuarne uno che fa al caso suo, una merceria. "Chiediamo lì dentro, magari conoscono la bottega che ha rilasciato quella nota di credito".
Il mago entra nel piccolo emporio, getta un'occhiata distratta ai vari manichini che sfoggiano eleganti vestiti dai colori vivaci e decorati con piccole pietre preziose, quindi si dirige al bancone dove un giovane elfo sta arrotolando un nastro di raso con movimenti lenti ed aggraziati.
"Buongiorno, mio piccolo amico! Cosa posso fare per te?" chiede il commesso, accentuando la domanda con un ampio gesto della mano. "Dovrei avere alcuni abiti della tua misura oppure se vuoi posso prenderti le misur..."
"Grazie, sono entrato solo per un'informazione" lo blocca Zigfrid, sfoggiando un sorriso affabile. 
"Dimmi tutto, caro".
"Stiamo cercando Arun Briskly, lo conosci?"
"Fammi pensare..." dice l'elfo alzando gli occhi ed afferrandosi delicatamente il mento con la mano. "Ho già sentito questo nome, ma al momento non mi viene in mente nulla".
"Dovrebbe essere il padrone della bottega il ricamo".
Il volto del commesso si illumina. "Ah, ho capito! Sei nella città sbagliata, bellezza".
"E quale sarebbe quella giusta?"
"Se vuoi trovare Arun, devi andare ad Assur".

lunedì 23 novembre 2015

0147 - lasciati in mutande

Il sergente sale le scale, raggiunge il primo piano e prosegue lungo il corridoio. Tutte le porte sono aperte e gli avventurieri notano che nelle stanze regna il caos più totale. I bauli sono stati aperti ed i letti sono stati rovesciati.
"Qui abbiamo trovato il cadavere della padrona della locanda" mormora il sergente, indicando la porta della camera dove fino al mattino prima aveva alloggiato Zigfrid.
Nella stanza ci sono tre corpi, coperti da un telo di iuta macchiato di sangue.
"Perché ci sono altri due cadaveri?" chiede Fiona.
"Malika mi ha detto che Elin era riuscita ad uccidere due degli aggressori prima di soccombere" risponde il mago.
"Già, si è battuta ferocemente" interviene il sergente. "Purtroppo non è bastato".
Miodrag si avvicina e delicatamente scopre il corpo della nana. Il suo corpo è segnato da parecchie ferite superficiali. Un largo squarcio si apre all'altezza dell'addome ed altre due le segnano il collo.
Dopo aver esaminato il cadavere della donna, lo spadaccino si alza. "E degli altri due che ci può dire? Erano facce conosciute?"
"No, i miei uomini non li hanno mai visti in città" risponde il sergente. "Abbiamo mandato delle staffette a parlare con i soldati di guardia ai varchi ed a spulciare i registri, ma dalle prime risposte non sembra gente arrivata recentemente".
"Probabilmente erano qui da parecchio tempo" commenta Zigfrid.
"Oppure sono entrati utilizzando le gallerie sotterranee" sussurra Fiona chinandosi, scostando il lenzuolo di uno dei due aggressori e rivelando il cadavere di un ragazzo dalla testa sfondata.
"Come mai indossa solo una maglietta, un paio di mutande e gli stivali?" chiede lo spadaccino osservando il corpo mezzo nudo.
"Bella domanda" risponde il sergente. "Anche l'altro assassino è stato spogliato di quasi tutto. Pensiamo che i loro compagni volessero recuperare in velocità l'equipaggiamento".
"Ma avrebbero dovuto togliere gli stivali per sfilare i pantaloni" esclama Miodrag.
"Osservagli le gambe, ci sono dei segni rossi" commenta Zigfrid. "Non hanno perso tempo a sfilarli, li hanno direttamente tagliati".
"Scusate, vado a controllare a che punto sono i miei uomini con l'esame delle altre stanze" dice il soldato, uscendo dalla porta.
Fiona aspetta che l'uomo sia scomparso dietro lo stipite, poi sfila entrambi gli stivali e li gira per esaminare eventuali scomparti nel tacco. Un foglietto piegato esce dall'interno della calzatura e cade sul pavimento.
"Come facevi a sapere del foglietto?" chiede Tsadok.
"Non lo sapevo" risponde la ladra, aprendo il bigliettino. "Però questi sono stivali decisamente nuovi e di qualità, valeva la pena controllare".
"Cosa c'è scritto?" chiede Zigfrid.
"E' un lettera di credito" spiega Fiona. "Un certo Arun Briskly, proprietario di una bottega chiamata il Ricamo, deve cinquanta monete d'oro a Kaylash in cambio di un rotolo di cuoio conciato".
"Questa è un'ottima pista da seguire" commenta Miodrag. "Ora dobbiamo solo trovare questa bottega".

venerdì 20 novembre 2015

0146 - un buon compromesso

Dopo aver ricompensato gli avventurieri con parecchie monete d'oro come ringraziamento per averlo scagionato dall'accusa di omicidio, il nababbo li congeda e riprende i suoi affari.
"Abbiamo avvertito Amir, ora io proporrei di andare nel deserto per trovare quel tesoro a cui ha accennato Alif" esclama Zigfrid.
"Mi sembra un'ottima idea!" commenta Tsadok. "Un po' di soldi mi farebbero comodo, dato che al momento non ne ho".
"Davvero? Quanto hai in tasca?" chiede Miodrag.
"Un paio di monete d'argento, l'ultimo obolo ricevuto al tempio" mormora mestamente il chierico.
Lo spadaccino spalanca gli occhi. "E come pensi di equipaggiarti per il viaggio?"
"Qualcosa mi inventerò".
"Che ne dite se per il momento gli affidiamo parte dell'equipaggiamento di Delorean?" propone Fiona. "Al nostro compagno non servirà per un po' e per noi potrebbe fare la differenza".
Miodrag si toglie la borsa dalla spalla e la porge al mezzorco. "Per me sta bene. Vedi di trattarlo con le dovute cure".
"Un momento!" esclama Zigfrid, afferrando la bisaccia e frugandoci dentro. "Per l'equipaggiamento va bene, ma il denaro lo conserviamo noi".
"E come mi pago la locanda?" chiede Tsadok, alzando un sopracciglio.
"Facciamo un patto" propone Fiona sorridendo. "Io ti anticipo i soldi per il vitto e l'alloggio, tu me li restituirai appena ne avrai l'occasione".
Il mezzorco ricambia il sorriso. "Mi sta bene".
"Bene, possiamo andare". Il mago si incammina verso le stalle, ma il braccio di Miodrag lo ferma. "Io andrei prima a vedere cos'è successo in locanda, non mi fido molto della competenza della guardia cittadina".
"Anch'io stavo pensando la stessa cosa" aggiunge la ladra.
"Avete ragione, glielo dobbiamo ad Elin" conviene Zigfrid. "Quelle grotte nel deserto possono attendere un altro paio di giorni".

I tre piani della Duna di Zeffiro svettano come sempre tra le case della Lama del Riposo, anche se lo spettro della morte della proprietaria sembra conferire una luce tetra all'edificio.
Quattro guardie stanno tenendo alla larga i curiosi e cercano di mantenere l'ordine. Quando il gruppo si avvicina, uno dei soldati si sposta per intercettarli. "Mi spiace, non è permesso l'accesso alla locanda".
Miodrag mostra il distintivo fornito da Malika. "A noi l'accesso è consentito".
"Scusate, non ero stato informato del vostro arrivo". La guardia si sposta e fa cenno ai commilitoni di lasciar entrare i nuovi arrivati.
Gli avventurieri varcano la soglia e si dirigono verso le scale, ma un sergente si frappone. "Voi che ci fate qua? Non è permesso a nessuno l'ingresso!"
"Siamo venuti qui per l'arrosto" lo schernisce Zigfrid. "Dicono sia la miglior cucina della città".
"Veramente noi eravamo ospiti della Duna di Zeffiro" interviene Miodrag.
Il soldato si pianta i pugni sui fianchi e si piega in avanti fissando intensamente il mago negli occhi. "Non voglio ficcanaso qui dentro".
"Quindi tu dovresti uscire" ribatte Zigfrid sostenendo il suo sguardo.
"Vuoi essere arrestato, piccoletto?" sibila il sergente, mentre le vene del collo si ingrossano visibilmente.
"Vuoi essere maledetto, stangone?"
Lo spadaccino si frappone fra i due ed esibisce il distintivo. "Siamo amici di Malika e siamo qui per dare una mano con le indagini".
Il soldato si raddrizza, dà un'occhiata al simbolo quindi scrolla le spalle. "Se vi manda il capitano, mi tocca farvi rimanere. Seguitemi".

giovedì 19 novembre 2015

0145 - presentazione del nuovo compagno

"Chi sarebbe questo Amir?" domanda il mezzorco, accostandosi allo spadaccino mentre il gruppo si dirige verso il Cortile Nador.
"Amir Sandstone è il nababbo della Casata della Sabbia" risponde Miodrag. "Noi lavoriamo per lui".
"E potrebbe assumere anche me? Dato che me ne sto andando dal tempio, non penso copriranno più le mie spese".
"E quanto vorresti chiedere?"
"Attualmente ho vitto ed alloggio gratuiti, in più mi danno una moneta d'argento a settimana. Pensavo di chiedere sette o otto monete d'oro al mese".
Lo spadaccino trattiene un sorriso. "Non so se accetterà, è una somma considerevole. Potremmo però assumerti noi".
Fiona scuote la testa, si avvicina a Miodrag e gli piazza una gomitata tra le costole, quindi gli sussurra all'orecchio: "Cosa credi di fare?"
"Sto solo cercando di aumentare le nostre entrate" mormora lo spadaccino, massaggiandosi il costato.
"Non fare il taccagno con i soldi degli altri" ribatte la ladra, poi si rivolge a Tsadok ad alta voce. "Ti presenteremo al signor Sandstone, deciderà lui se assumerti e quanto pagarti".

La sede della Casata è fresca rispetto alla calura patita nei sotterranei del tempio. Amir finisce di parlare con un inserviente, quindi invita il gruppo ad accomodarsi attorno al tavolo nel suo ufficio. "Ho saputo della tragedia, mi dispiace".
"Come ha fatto a saperlo?" chiede Fiona, sorpresa.
"Mi ha mandato un messaggio il capitano Morningstar non appena l'ha saputo".
"Ah, capisco" ribatte la ladra, appoggiandosi allo schienale.
"Scusate se mi permetto, ma dov'è il vostro compagno di viaggio Delorean?" chiede Amir, lanciando un'occhiata distratta a Tsadok.
Fiona e Miodrag si guardano, quindi lo spadaccino si volta verso il nababbo. "Ma lei non ha appena detto che ha saputo della tragedia?"
"Sì, mi è stato riferito che la padrona della Duna di Zaffiro è morta. Non eravate fino a ieri suoi ospiti?"
"Ah, si riferiva ad Elin!" esclama la ladra, rattristandosi. "Sì, l'hanno uccisa".
"Non mi avete ancora detto del vostro amico sacerdote" li incalza Amir.
"Un diavolo ha rubato l'anima del nostro compagno, ora è nelle mani dei chierici di Ilmater" risponde lo spadaccino, lanciando un'occhiataccia a Zigfrid.
"Questo è ben più difficile da affrontare rispetto alla morte di Elin" commenta il nababbo. "Fatevi forza".
"Affronteremo e risolveremo anche questo problema" ribatte Fiona. "Oltre ad avvisarla delle sorti di Delorean, volevamo anche presentarle un nuovo membro del gruppo, Tsadok".
Il mezzorco stringe la mano di Amir. "E' un piacere conoscerla, vorrei entrare a far parte della sua Casata".
"Se i suoi compagni garantiscono per lei, non vedo quale sia il problema" esclama il nababbo, andando alla scrivania per prendere le carte del contratto.
"Magnifico, ora siamo anche diventati garanti" sussurra Zigfrid, osservando preoccupato il nuovo compagno.

mercoledì 18 novembre 2015

0144 - richiesta inaspettata

Il mezzorco apre la porta e fa per uscire, ma viene richiamato dalla profonda voce del nano. "Già che ci sei, offri loro qualcosa da bere. Non sono abituati al caldo delle nostre fucine".
"Non ho nulla con me" risponde Tsadok dopo essersi tastato le tasche.
Thorgurn si copre gli occhi con la mano e sbuffa sonoramente. "Li porti nella sala ristoro e gli offri un bicchiere d'acqua fresca, brutto testone".
"Ah, già" ribatte il mezzorco sorridendo. "Senta, mi permetterebbe di accompagnarli nel deserto? Non si offenda, ma qui è parecchio noioso e sono anni che non esco da queste quattro mura".
Miodrag apre la bocca per commentare, ma si blocca quando nota il fabbro sorridere per la prima volta. "Mi pare un'ottima idea! La tua predisposizione per la religione è decisamente carente, magari riuscirai a trovare la tua strada come mercenario. E poi... finalmente la smetterai di infilarti in cucina per dare una mano al cuoco!"
"Ma perché? Quell'uomo fa un cinghiale che è una vera squisitezza!"
"Caleb non ha mai cucinato cinghiale in vita sua! Dopo tredici anni passati qui dentro non hai ancora capito che lo stufato è fatto con carne di cammello?" esclama esasperato il nano.
"Cammello, cinghiale... che differenza fa? E' buono" mormora il mezzorco, arretrando di un passo.
"Sarebbe buono se non bruciasse come le fiamme dell'inferno! Devi smetterla di versare nel pentolone interi vasetti di peperoncino! Ora vai, prima che ti tiri dietro un martello!"
Il gruppo segue Tsadok fuori dalla stanza e percorre in silenzio le buie gallerie.
"Siamo sicuri di volerlo con noi?" sussurra Zigfrid uscendo dal dedalo di tunnel e rientrando nella struttura principale del tempio.
Fiona osserva per un momento l'imponente fisico del mezzorco, quindi risponde con un'alzata di spalle. "Abbiamo già te, lui non può essere peggio. E comunque senza Delorean non abbiamo molte possibilità di sopravvivenza. Mi sa che è l'unica opzione".
"Vediamo cosa sa fare" propone Miodrag, poi appoggia la mano sulla spalla di Tsadok. "Prima hai chiesto al tuo superiore di poter venire con noi, ma non hai mica chiesto il nostro parere".
"E' vero, scusa" mormora il mezzorco, poi gli rivolge un sorriso sghembo. "Posso unirmi a voi?"
"Se vuoi aggregarti a noi, dobbiamo capire se puoi esserci utile" esclama lo spadaccino. "Iniziamo con una cosa semplice: quanto sei abile nel combattimento?"
Il volto di Tsadok si illumina. "Venite con me, vi faccio vedere!"

Gli avventurieri entrano in una piccola fucina scarsamente illuminata che, a differenza di quella del nano, ha solo alcuni logori attrezzi appoggiati alle pareti ed un'incudine scheggiata in più punti ancorata al centro della stanza.
Il mezzorco fruga dietro ad alcune lastre di metallo arrugginite, poi si volta raggiante. "Io uso questa!"
"E cosa sarebbe?" esclama Miodrag, osservando la strana arma in mano al sacerdote.
"Ho preso questa bellissima ascia e gli ho montato un martello sul fondo del manico!" ribatte lui con un sorriso, mentre accarezza con gesti amorevoli l'impugnatura foderata in cuoio.
"Secondo me se la tira sul naso" commenta Zigfrid, sedendosi sopra l'incudine.
"No, sono molto bravo" ribatte Tsadok, facendo volteggiare l'arma per aria. "E sono anche molto forte! Di solito affidano a me i lavori pesanti perché sanno che posso farcela!"
Miodrag lancia un'occhiata d'intesa a Fiona, poi indicando il grosso blocco d'acciaio su cui è seduto il mago esclama: "Secondo me quello non riesci a sollevarlo".
Zigfrid salta in piedi e si allontana quando il mezzorco afferra l'incudine e sbuffando tenta di sollevarla. Il suo volto diventa rosso e le vene del collo si ingrossano, ma il grosso attrezzo non accenna a spostarsi. Poi, dopo aver cambiato posizione, finalmente riesce nell'impresa. "Visto?"
"Ok, penso possa venire con noi" esclama la ladra.
"Questa posso portarmela via?" chiede Tsadok, mollando la presa e facendo rimbombare l'intera stanza. "Avete un posto dove metterla?"
"Questo prima si vuole unire a noi senza invito" mormora Zigfrid guardando i due compagni, "ed ora vuole anche un posto dove dormire!?! Siete ancora sicuri di volerlo?"
"Mica posso dormire in giardino!"
"Cioè tu vorresti venire a vivere da noi?" esclama Miodrag, sgranando gli occhi.
Riona inizia a ridacchiare. "Che tipo! Ci siamo appena conosciuti!"
"Beh, insomma... se avete bisogno di me, devo seguirvi dalla mattina alla sera! Sarà divertente!"
"Potremmo lasciarlo di guardia davanti alla porta" sussurra Zigfrid allo spadaccino. "Oppure farlo dormire nella tua fucina".
"Hai davvero una fucina?" esclama il mezzorco. "Posso usarla?"
"Vedremo" taglia corto Miodrag. "Comunque sì, ho una fucina. Ed ho realizzato una forgia a ventilazione perpetua".
Tsadok spalanca gli occhi. "E come hai fatto?"
"Eh, sapessi..." ridacchia il ragazzo, pensando al topo scheletrico che ha rinchiuso nella piccola ruota di metallo che aziona il mantice.
"Ora andiamo da Amir" interviene Fiona, "dobbiamo aggiornarlo su Delorean".

martedì 17 novembre 2015

0143 - nascosto tra le ombre

"Molto generoso da parte vostra" esclama l'alto sacerdote sorridendo. "Scusatemi, ora devo organizzare il ricovero per il vostro compagno e per la donna".
Quando il chierico si allontana per parlare con gli altri chierici presenti, Miodrag afferra lo zaino di Delorean e se lo carica in spalla. "Andiamo al tempio di Gond, vediamo cosa riusciamo a scoprire lì".
Dopo un'ultima occhiata al compagno disteso sul letto, il gruppo esce dal tempio e si dirige verso la massiccia struttura in pietra sull'altro lato della piazza.

Un cupo rumore di martellate accoglie gli avventurieri. La bassa navata centrale è praticamente vuota, solo un paio di persone stanno pregando mentre alcuni novizi si adoperano per accendere candele e pulire le immagini sacre.
"Buongiorno, in cosa possiamo esservi utili?" domanda a bassa voce un novizio, dopo aver fatto un piccolo inchino.
"Siamo venuti qui per trovare qualcuno che sappia come recuperare un'anima che è stata estirpata dal corpo di un nostro compagno" replica Miodrag.
Il chierico rimane interdetto dalla risposta dello spadaccino, ma si riprende subito e con un sorriso forzato li invita a seguirlo fino ad un varco sulla parete laterale. Dopo aver preso una lanterna appesa al muro, il giovane sacerdote guida il gruppo attraverso un labirinto di stretti cunicoli che si aprono a pochi passi l'uno dall'altro e si perdono nell'oscurità e, usando i vari suoni per orientarsi, giunge davanti ad una piccola porta in metallo che si apre nella nuda roccia. Il chierico bussa vigorosamente, poi senza attendere risposta gira la maniglia e fa cenno agli avventurieri di entrare.
Miodrag varca la soglia ed entra in una piccola stanza, illuminata solamente dalle braci di un fuoco morente ed ingombra di martelli e pinze. Al centro c'è una grossa incudine, fissata su due blocchi di pietra.
Un nano con uno spesso grembiule di cuoio fa un cenno di saluto al novizio, che esce chiudendosi la porta alle spalle, poi infila una lama incandescente dentro un barile pieno d'acqua, si deterge il sudore con uno straccio ed infine osserva i nuovi venuti. "Sono Thorgurn. Cosa volete da me?"
"Abbiamo assistito ad un'apparizione" esclama Miodrag, fissando il fabbro. "Un diavolo si è preso le anime di due persone davanti ai nostri occhi".
Gli occhi del nano si chiudono in due piccole fessure. "E cosa ci facevate in compagnia di un diavolo?"
"E' stata colpa sua" ribatte lo spadaccino, indicando il mago.
"Insomma, la vuoi finire?" sbraita Zigfrid. "E' stato un incidente! E ribadisco che non è stata comunque colpa mia, si è presentato di sua spontanea volontà! Andrete avanti tanto?"
"Finché non recuperiamo l'anima di Delorean" sibila Miodrag, fissandolo torvo.
Il chierico batte la sua grossa mano sull'incudine. "Va bene, va bene. Spiegatemi un po' cos'è successo".
Lo spadaccino ricostruisce per l'ennesima volta gli eventi, sottolineando spesso le colpe del mago, che appoggiato alla porta ascolta con aria insofferente.
"Ha qualche idea su come possiamo riportare l'anima del nostro amico all'interno del suo corpo?" chiede Fiona.
"Io posso solo cercare nella nostra biblioteca le informazioni su dove poter trovare un accesso agli inferi e su come ritrovare quel diavolo di cui mi parlavate" risponde il nano.
"Semplice, basta sapere il suo nome" commenta sarcastico Zigfrid.
Il chierico ignora il mago e continua a fissare la ladra. "Per quanto riguarda l'anima del vostro amico, non ho mai visto un'estirpazione. Magari c'è qualche vecchio manoscritto che tratta di questo argomento, dovrei cercarlo".
Lo spadaccino si volta verso la ladra. "Io non ho nessuna intenzione di andare a cercarlo negli inferi. Faremmo una pessima fine".
"Allora conviene concentrarsi sull'altra questione" dice Thorgurn. "Cercherò qualche informazione sul recupero delle anime insieme ai miei confratelli. Quando ne saprò di più vi farò sapere".
"Noi intanto potremmo andare a vedere cosa sono quei fulmini in mezzo al deserto" commenta Zigfrid, staccandosi dal muro.
"O potremmo scoprire cosa è realmente successo in locanda" ribatte Miodrag.
"Tsadok, vieni qui" esclama il nano, girando di lato la testa e fissando una zona immersa nell'oscurità. "Accompagna i nostri ospiti all'uscita".
I tre avventurieri si lanciano delle occhiate perplesse, poi strabuzzano gli occhi quando un mezzorco si stacca dall'angolo più buio della stanza e si ferma accanto a Thorgurn. "Certo, maestro".

lunedì 16 novembre 2015

0142 - al tempio di Ilmater

Miodrag raggiunge il tempio di Ilmater, varca la soglia e si siede su una delle ultime panche. "Non può essere successo. E' solo un sogno. Qualcuno mi dica che è solo un sogno" mormora il giovane, congiungendo le mani e fissando l'enorme statua del dio nell'abside accanto a lui.
Lo spadaccino prega per venti lunghi minuti, poi la sua concentrazione viene rotta da una decina di guardie, che entrano nel tempio portando con sé due barelle. Su una è distesa Nadja, sull'altra Delorean. Zigfrid e Fiona seguono il gruppo a pochi passi di distanza. Un sacerdote si avvicina e confabula con uno dei soldati, quindi indica una piccola porticina sul lato e li precede lungo la navata.
Lo spadaccino si alza e si dirige verso il piccolo passaggio verso cui si sono diretti i suoi compagni, ma un novizio lo ferma. "Mi spiace, questa è un'area riservata ai malati".
"Quelli che sono appena passati sono i miei compagni di viaggio ed il mezzorco sulla barella è un mio amico".
"Mi scusi, non lo sapevo" mormora il sacerdote, poi scruta per un attimo il volto pallido del suo interlocutore, lo fa accomodare nel primo stanzino e gli porge una borraccia piena d'acqua. "La prego, beva un po'. E' molto pallido, non vorrei svenisse".
Miodrag beve alcune sorsate di liquido mentre si guarda intorno nel tentativo di capire in che corridoio sono sparite le guardie con le due barelle. "Ma quindi il mio amico non è morto? Dovrebbe esserlo, come anche quella donna. Dopo tutto quello che hanno passato devono essere morti. Non può essere altrimenti!"
"Se il suo amico è stato portato qui dentro, direi che è ancora vivo" risponde sorridendo il novizio. "Se vuole seguirmi, lo cercheremo assieme".
L'uomo si incammina lungo gli stretti corridoi della zona privata del tempio e raggiunge una saletta in cui stanno riposando alcuni dei soldati che hanno trasportato il mezzorco e la prigioniera. Uno di loro indica di proseguire nel corridoio. Poco più avanti altre due guardie sorvegliano l'ingresso di una stanza, ma si fanno da parte quando vedono i paramenti sacri del giovane. All'interno ci sono due letti occupati da Delorean e da Nadja, accanto ai quali stanno discutendo a bassa voce Zigfrid e Fiona. Alcuni sacerdoti sono chinati sopra i due corpi e stanno effettuando i primi esami, guardandosi l'un l'altro senza proferir parola.
Quando la ladra nota Miodrag, gli fa cenno di avvicinarsi. "Mi sembri meno pallido di quando ti ho visto uscire di corsa dalla guarnigione".
"Già. Ma non erano morti?" chiede lo spadaccino.
"Respirano, quindi direi di no" risponde Fiona, fissando il mago.
"Tu non hai idea di quanto vorrei averti seguito fuori da quella maledetta cella" borbotta Miodrag, stringendo i pugni.
Mentre i tre stanno parlando nella stanza entra un uomo alto, con capelli lunghi e candidi come la neve, che scivolano su una bianca tunica dai bordi ricamati in oro. Si china sui due corpi e, dopo averli osservati con occhio esperto, si avvicina al gruppo. "Siete voi i compagni di questi due poveretti?"
"Sì e no" risponde Miodrag. "Il mezzorco fa parte del nostro gruppo, la donna era una criminale nostra prigioniera".
"Capisco. Devo darvi due notizie, una buona ed una cattiva. La buona notizia è che il vostro compagno non è morto".
"E' impossibile!" esclama lo spadaccino. "Ho visto con i miei stessi occhi un essere diabolico infilargli la mano nel petto!"
"Un essere diabolico?" commenta l'uomo socchiudendo gli occhi. "Effettivamente potrebbe benissimo essere opera di un diavolo".
"Ed è colpa sua!" urla Miodrag indicando Zigfrid con il dito.
Il mago ignora l'accusa del compagno e sostiene lo sguardo dell'alto sacerdote che, dopo aver sentito l'accusa dello spadaccino, ora lo sta fissando disgustato. "E quale sarebbe la cattiva notizia?"
"La cattiva notizia è che il corpo del vostro compagno, come anche quello della signorina distesa sull'altro letto, non ha più un'anima al suo interno. E' in pratica un guscio vuoto".
"E cosa possiamo fare per sistemare le cose?" chiede Fiona.
"Sinceramente non lo so. Noi possiamo prenderci cura dei loro corpi, ma non abbiamo molte risposte per quanto riguarda il recupero dell'anima".
"Se trovassimo il diavolo, potremmo ucciderlo e riprenderci l'anima del nostro amico?" domanda Miodrag.
"E' una bella domanda. Dovreste chiederlo ai sacerdoti di Gond, loro hanno conoscenze molto più empiriche delle nostre. Probabilmente hanno le risposte che state cercando. Noi faremo tutto quanto il nostro potere per preservare la vita del vostro amico".
"Grazie per la vostra disponibilità" dice Miodrag, poi si china accanto al letto ed afferra la borsa di Delorean, estraendone un voluminoso borsello. Dopo aver contato sommariamente il contenuto, la deposita nelle mani dell'alto sacerdote. "Sono circa cinquecento monete d'oro. Dovrebbero coprire una parte delle spese".