giovedì 24 dicembre 2015

0170 - l'arte di esasperare

Zigfrid raggiunge la massiccia caserma e nota un nano intabarrato in un mantello che sta uscendo in quel momento. I due soldati di guardia battono i tacchi, ma la figura non si degna di rivolger loro nemmeno un'occhiata.
Il mago si piazza sulla sua strada e fa un piccolo inchino. "Buonasera, capitano!"
Tidrek Ashtone si ferma e squadra lo sconosciuto con aria minacciosa.
"Generale! Volevo dire generale!" esclama Zigfrid, ampliando per quanto possibile il suo sorriso.
"Non prendermi in giro, giovincello" grugnisce il nano.
"Non sono così giovane in realtà" ribatte il mago senza battere ciglio.
Il capitano si avvicina e squadra il volto dello sconosciuto, poi gli passa accanto e si avvia verso un vicolo. "Sono di fretta, per qualsiasi necessità rivolgiti alle guardie".
"Veramente..."
"Che c'è?!" sbraita il nano, voltandosi ed allargando le braccia.
"Credo che abbia arrestato dei miei compagni".
Il capitano muove un passo verso di lui. "E tu chi saresti?"
"Zigfrid, un umile mago. Giro con il gruppo che è entrato nella sua guarnigione poco fa. Per la cronaca, le suggerisco di indurire un po' la loro pena. Nonostante io sia la persona più intelligente del gruppo, non seguono mai le mie direttive".
Tidrek si scosta e richiama con un urlo i soldati. "Guardie! Portate dentro anche questo qui e mettetelo con gli altri!"
"Perché questa sfiducia nei miei confronti?" esclama l'halfling, sbuffando. "Suvvia, non ho fatto nulla di male. Non c'è bisogno di imprigionarmi!"
"Sono tuoi amici, no? Avrai voglia di rivederli, giusto?"
"Assolutamente no!" ridacchia il mago. "Cioè, non così presto! Gradirei invece fare una generosa donazione alla guardia cittadina affinché si prenda molta cura dei miei cari compagni!"
Il capitano lo fissa per un momento, poi si rivolge ai soldati. "Guardie, quest'uomo è ubriaco! Portatelo dentro!"
"Forse non ci siamo capiti..." ribatte il mago.
"Ora ho fretta, ci vediamo al mio ritorno" esclama Tidrek, voltandosi e scomparendo dentro un vicolo. Due guardie affiancano Zigfrid e lo afferrano per le braccia, trascinandolo verso l'ingresso della guarnigione.
"Riesco a seguirvi anche senza il vostro sostegno" brontola l'halfling, scrollandosi di dosso le mani delle guardie e varcando la soglia del massiccio edificio.
"Per di qua" dice un soldato, indicando una stanza da cui proviene un rumore ritmico.
"Che cosa sta succedendo, qui?" chiede Zigfrid, avviandosi di malavoglia verso la porta.
"Uno degli ospiti del capitano sta facendo rimbalzare una pallina da cinque minuti" risponde la guardia. "Purtroppo non è stato ancora accusato di nulla, quindi non posso entrare e portargliela via".
"Ne è sicuro?" sussurra il mago, mettendo mano al borsello e prendendo alcune monete d'oro. La guardia si assicura che nessuno stia guardando nella sua direzione, poi afferra il denaro ed entra nella stanza. In un angolo sono seduti gli schiavi del palazzo di Goyal, nell'altro si sono accomodati i tre avventurieri. Miodrag, disteso su una panca, sta osservando il soffitto. Tsadok, seduto per terra, sta guardando il pavimento mentre Fiona sta facendo rimbalzare una pallina di pezza contro il muro.
"No!" esclama la ladra quando la guardia si avvicina ed afferra la piccola palla al volo.
"Mi è stato ordinato di requisire questo oggetto" ribatte il soldato. "O vuole passare una notte in cella?"
"Finalmente, stavo per impazzire" mormora il mezzorco, alzando la testa.
Quando la guardia si volta verso di lui, Fiona balza in avanti e si riappropria della pallina. "Non la lancio più! Lo giuro! Ma la tengo io!"
Il soldato, interdetto dall'azione repentina della ladra, si volta verso Zigfrid. Quando il mago fa un cenno con la testa, lei lo squadra con un'espressione indignata.
"Immaginavo che ci fossi sotto tu" brontola la mezzelfa, tirando la pallina contro il muro e colpendo il compagno in testa.
L'halfing si china e raccoglie la piccola palla di pezza e se la mette in tasca. Quando si volta per uscire, però, viene bloccato da una guardia che si frappone fra lui e la porta.
"Una comoda camera mi attende in locanda. Comunque, se preferisce, posso continuare io a far rimbalzare la pallina".
"Spiacente, questi sono gli ordini del capitano Ashtone. Nessuno può uscire fino al suo ritorno".
"Come vuole" ribatte il mago fissando per un momento il soldato, poi mormora alcune parole arcane e schiocca le dita. Cinque palline si materializzano dal nulla e cominciano a rimbalzare da sole contro il muro. Fiona esplode in una sonora risata e batte le mani divertita.
Quando la guardia prova ad afferrare le palline, Zigfrid le fa sparire e lancia un altro incantesimo. Il rumore delle palline riprende senza che si veda alcunché.
"Posso andare avanti tutta la notte" ridacchia il mago, concentrandosi per cambiare il ritmo dei rimbalzi.
"Basta! Sto impazzendo!" esclama il mezzorco balzando in piedi, afferrando la sua ascia a rovescio e dirigendosi con passo deciso verso Zigfrid. Quando il mago si volta verso il compagno, Tsadok abbatte la testa del martello della sua speciale arma sul suo cranio.
L'halfling crolla a terra senza emettere suono, mentre una pozza di sangue comincia ad allargarsi sotto di lui.

mercoledì 23 dicembre 2015

0169 - un semplice spettatore

"Una pergamena di scrutare" esclama Zigfrid. "Mi sa che avrò anche bisogno di uno specchio per utilizzarla".
"Sono 1400 monete d'oro. Per cosa ne aveva bisogno?"
"Non pensavo fosse così cara..." mormora l'halfling, grattandosi il mento. "Odio dover buttare così tanto denaro, dovrei copiarla nel mio libro e non penso di avere abbastanza tempo".
"Se mi dice a che cosa le serve, potrei fornirle io il servizio per duecento monete d'oro" propone Syraban, appoggiandosi al bancone. "Le sto facendo un buon prezzo".
"Potrebbe essere un'idea" esclama Zigfrid. "Come faccio a descriverle chi voglio cercare?"
"Userò un incantesimo per visualizzare l'immagine che si formerà nella sua mente. Pensi intensamente alla persona che vuole trovare".
Il mago aggira il bancone ed appoggia una mano sulla testa dell'halfling, quindi chiude gli occhi e pronuncia alcune parole arcane. Dopo alcuni secondi, si avvicina ad un grande specchio appeso alla parete e comincia a lanciare un incantesimo. Dopo un'ora di gesti e complesse formule magiche, la superficie inizia a brillare di una debole luce azzurrina e si copre di fumo. Quando la leggera nebbia si dirada, l'immagine della gnoma compare al centro dello specchio.
"Quando ha finito, tocchi il bordo dello specchio due volte" mormora Syraban, allontanandosi ed iniziando a sistemare alcune pergamene.
Zigfrid osserva la figura della donna nascosta dentro ad un vicolo che si osserva attorno, poi con passo veloce si dirige verso l'ingresso del palazzo di Goyal. La domestica apre la porta e la scena si sposta all'interno dell'androne. Quando la gnoma comincia a salire le scale, Miodrag e Fiona la abbattono con pochi, rapidi colpi.
Quando la ladra stringendo il primo nodo nota il sangue e si volta verso Tsadok suggerendogli di curare la donna prima che muoia, il mago si copre gli occhi con la mano. Sono circondato da idioti...
Dopo aver osservato Miodrag caricarsi in spalla la prigioniera, uscire insieme a tutti gli altri e dirigersi verso la guarnigione, tocca due volte il bordo dello specchio.
"Grazie, mi è stato molto utile" mormora Zigfrid, appoggiando il denaro sul bancone ed uscendo di corsa dal negozio.
Il mago arriva nei pressi del palazzo di Goyal e, dopo essersi guardato un attimo attorno, entra nella casa, ispeziona velocemente le varie stanze al piano terra, quindi sale al piano superiore. Dopo aver dato un'occhiata alla camera da letto, ritorna nella grande sala in cui c'è stato il combattimento e nota che qualcosa brilla al dito del cadavere di Selina.
"Questo Fiona se l'è dimenticato" mormora Zigfrid, chinandosi e lanciando un incantesimo. Quando l'anello inizia a brillare della familiare aura di abiurazione, solo parzialmente sporcata dall'aura di un altro effetto magico, il mago sfila l'anello dalla mano della morta e se lo mette al dito. "Punto per Zigfrid!" esclama ridacchiando.
Dopo un'ultima occhiata alle varie carte, scende e si allontana dal palazzo in direzione della guarnigione.

martedì 22 dicembre 2015

0168 - nel frattempo...

Zigfrid, dopo essersi reso invisibile, si fionda fuori dalla stanza ed attende sul pianerottolo che le guardie raggiungano il primo piano ed affrontino i compagni, quindi esce dal palazzo e raggiunge il primo vicolo.
Finire in prigione in questo momento non è un'opzione contemplabile pensa osservando le ombre che si muovono dietro alla tenda al piano di sopra. Quando vede la testa di Tsadok sbirciare fuori dall'entrata e la porta principale chiudersi, un sorrisetto si dipinge sul suo volto. Devono essere stati dannatamente convincenti! Buon per loro.
Le ore passano ed il giorno cede il passo alla notte mentre Zigfrid continua a muoversi tra i vicoli facendo finta di passare per caso nei pressi del palazzo, osservando i passanti e chiunque mostri un qualche interesse per l'edificio.
Ad un certo punto un'ombra scende da un tetto e si dirige verso l'ingresso, quindi il mago si acquatta dietro allo stipite di una casa ed osserva la piccola figura guardarsi attorno e bussare alla porta. Quando la domestica apre la porta, Zigfrid fa fatica a trattenere le risate. Ottimo travestimento, Fiona!
Il sorriso gli muore però sulle labbra quando la piccola gnoma si allontana e la porta si chiude. "Ma che cavolo...?"
Il mago osserva la donna entrare in un vicolo, perciò si infila in una strada parallela con l'intento di seguirla. Alla prima laterale svolta a sinistra e prosegue fino a raggiungere la stradina presa dalla gnoma. Il vicolo è deserto, di lei non c'è traccia.
Dove diavolo s'è cacciata? pensa l'halfling guardandosi attorno, poi istintivamente alza gli occhi quando un rumore sopra di lui richiama la sua attenzione.
Se è brava anche solo la metà di Fiona, seguirla per me sarà impossibile pensa Zigfrid tornando sui suoi passi. Meglio usare le mie capacità.
Il mago prosegue fino alla via via principale, diretto all'emporio di magia situata a pochi passi dalla locanda. Quando arriva nei pressi del negozio, nota la luce spenta e la porta sprangata. L'insegna dondola sospinta dalla leggera brezza che spira dal mare.
Tanto so che ci sei pensa Zigfrid iniziando a bussare vigorosamente sullo stipite, attirando lo sguardo di alcune signore che stanno rientrando a casa. Ad ogni colpo, il legno incantato emette il suono di un campanello.
Dopo qualche minuto una voce scocciata arriva da dietro la porta. "Arrivo, arrivo".
Un uomo alto, pelato e con un corto pizzetto ben curato si affaccia e squadra il piccoletto che lo sta osservando. "Buonasera. Non ha visto che il negozio è chiuso?"
Zigfrid sorride, poi bussa sulla pancia del suo interlocutore. L'uomo sbuffa senza scomporsi e chiude la porta, rischiando di prendere in mezzo la mano dell'halfling. Dopo qualche secondo riapre e fissa il mago con aria annoiata. "E' ancora qui?"
"Buonasera" esclama Zigfrid sorridendo, "avrei estremo bisogno del suo aiuto. E sono disposto a pagarlo molto bene".
"Non ha altri da andare a scocciare?"
"Spiacente".
"Cosa vuole?"
"Ho bisogno di alcune pergamene e di trovare delle persone".
"Facciamo presto, allora, così posso tornare alla mia cena".
Il padrone dell'emporio si scosta e fa cenno di accomodarsi nel negozio. L'halfling entra ed osserva la stanza gremita di oggetti vari, pergamene e barattoli pieni di componenti per incantesimi. Il mago chiude la porta e si accomoda dietro al bancone. "Allora, di che pergamene ha bisogno? Comunque io sono Syraban".

lunedì 21 dicembre 2015

0167 - l'ospitalità del capitano

"Che cosa stai insinuando?" esclama il nano, fissando il mezzorco.
"La Fredda Mano ha basi in varie città" risponde Miodrag. "Noi abbiamo appena scoperto che qui, ad Assur, aveva la sua sede principale".
"E dove sarebbe?"
"Immagino che conosca Luther Goyal".
"Sì, è il mercante più ricco di Assur" risponde il nano. "E' via per affari da circa sei mesi".
"E voi ve la siete bevuta" mormora ridacchiando Fiona.
"Avete controllato?" chiede Tsadok.
"E perché diavolo avremmo dovuto controllare dov'è il signor Goyal?!" sbraita il capitano. "Abbiamo saputo che era via per affari, cosa che faceva spesso!"
"Beh, la risposta è semplice. Nel suo palazzo ospitava i membri più alti di quest'organizzazione" risponde lo spadaccino, "che sfruttavano le ricchezze del mercante per finanziare i loro traffici. Avevano anche degli schiavi, tenuti rinchiusi in luride celle nelle cantine, che abbiamo liberato e condotto qui. Il sergente potrà testimoniarlo".
Il nano socchiude gli occhi e fissa i tre avventurieri. "Per prima cosa contatterò la signorina Morningstar. Voglio che mi confermi la vostra storia. Fino a quel momento sarete miei ospiti".
"Intanto noi vorremmo interrogare la prigioniera" ribatte Miodrag.
Il nano scende dalla sedia senza rispondere, quindi si dirige la porta e richiama a gran voce l'attenzione del sergente.
"Prenditi cura dei nostri ospiti, mentre io sono via" esclama il capitano, facendo entrare il sottufficiale e dirigendosi all'uscita.
"Bene" balbetta il sergente, "potete accomodarvi in un'altra sala in attesa del ritorno del capitano".
"Io andrei a farmi una buona dormita in locanda" esclama Tsadok. "Sono molto stanco".
"Penso non possiate andarvene" ribatte il soldato.
"Cosa?" esclama Miodrag. "E chi l'ha detto?"
"Beh, le parole del capitano Ashtone erano chiare. Non siete prigionieri, ma non potete lasciare la sede della guarnigione fino al suo ritorno".
"Perché?" sussurra Tsadok, fissando con astio il sergente.
"Questi sono gli ordini".
"Bene, le ha ordinato di prendersi cura di noi. Questo vuol dire cibo, bevande e quant'altro. E dopo la cena noi andiamo" aggiunge il mezzorco, indicando l'uscita. "Chiaro?"
"Spiacente, posso solo darvi da mangiare e da bere. Di andarsene non se ne parla" risponde il sergente, visibilmente imbarazzato, poi fa cenno di seguirlo in un'altra stanza. "Presumo sia andato a parlare con Syraban, ritornerà tra poco".
"Chi è questo Syraban?" chiede Tsadok, seguendo controvoglia l'uomo.
"E' un mago, un uomo di cui il nostro capitano si fida" ribatte il sottufficiale, dopo aver fatto accomodare in una piccola saletta il gruppo.

venerdì 18 dicembre 2015

0166 - la guarnigione di Assur

Fiona estrae la corda ed inizia a legare Ronika, mentre Tsadok si china ed evoca i suoi poteri per stabilizzarla. Dopo aver stretto l'ultimo nodo, la ladra perquisisce la prigioniera e le sottrae le armi e tutti gli oggetti di valore. "Dopo quello che ho trovato addosso a Selina, questa qui mi ha un po' deluso..." commenta con tono scocciato.
"Ehi, sergente!" urla Miodrag verso la cantina. "Abbiamo catturato l'altro membro del gruppo! Ora possiamo accompagnarla alla guarnigione!"
Il sottufficiale sale le scale e raggiunge lo spadaccino, seguito dai suoi due uomini e dagli schiavi. "Mi auguro non l'abbiate uccisa".
"No, ci siamo trattenuti" replica sorridendo Miodrag, poi raggiunge Ronika e se la carica sulle spalle. "Vogliamo andare?"

La sede della guarnigione è una massiccia struttura circolare a breve distanza dal porto, incassata nei resti di una vecchia cinta muraria di cui rimangono solo alcuni frammenti. Il gruppo segue il sergente all'interno della struttura e attende mentre il soldato parla con alcuni sottoposti, che prendono in custodia Ronika e si dirigono verso le celle al piano di sotto.
"Un momento!" esclama Miodorag. "Voglio assicurarmi che la detenuta non possa evadere".
Detto questo, scende insieme alle guardie ed osserva la cella, lunga poco più di cinque metri ed adatta ad ospitare parecchi detenuti, quindi esamina la resistenza delle sbarre ed il lucchetto della porta. "Ok, non penso possa scappare".
La prigioniera viene chiusa nella cella e due guardie rimangono a presidio, mentre le altre accompagnano lo spadaccino di sopra, giusto in tempo per vedere gli schiavi che vengono condotti in un'altra stanza.
"Ora fornirete le spiegazioni al capitano" dice il sergente, dirigendosi verso l'ufficio in fondo al corridoio, oltre le scale.
Una guardia apre la porta ed il gruppo entra nella piccola stanza. Un nano si sta allacciando un mantello, ma quando si volta e vede gli avventurieri se lo toglie sbuffando e si siede alla scrivania. "Chi siete? Cosa avete combinato?"
"Nulla" esclama Fiona.
"Se siete qui, qualcosa avete fatto!" sbraita il nano, sbattendo un pugno sul tavolo.
"Siamo venuti qui di nostra spontanea volontà" ribatte Miodrag.
"Portando una pericolosa criminale che faceva parte di una cospirazione" aggiunge la ladra.
"E voi siete in combutta con lei".
"Decisamente no" esclama lo spadaccino, cercando nello zaino il medaglione della guardia cittadina di Vaelan.
"Non mi fido di chi gira con una orecchie a punta" sbraita il nano, socchiudendo gli occhi e fissando Fiona.
La ladra incrocia le braccia e sostiene per un attimo il suo sguardo, poi si appoggia alla parete.
"Lavoriamo per la guardia cittadina di Vaelan" esclama Miodrag, sventolando il distintivo. "Siamo in missione per conto di Malika Morningstar. Non so se ne ha mai sentito parlare".
"Intendi quella sbarbatella orecchie a punta con la puzza sotto il naso?"
Lo spadaccino rimane interdetto dalla risposta. "E' un ottimo capitano e sa fare il suo lavoro. Da quando c'è lei, Vaelan è molto più sicura. Tornando al motivo per cui siamo qui, noi stiamo affrontando un'indagine che coinvolge varie città della regione, incentrata su un'organizzazione criminale molto ramificata".
Il nano si versa da una brocca un boccale di birra e la sorseggia continuando a fissare a turno i tre membri il gruppo. "E questa organizzazione cosa...?"
"Ha mai sentito parlare della Fredda Mano?" lo interrompe Miodrag.
"No, qui no".
"Quindi ne ha sentito parlare da qualche altra parte!"
"Un mio vecchio commilitone faceva da scorta ad una carovana diretta a Radapur. Quando è tornato ha accennato a quel nome, ma non mi ha detto molto prima di andarsene per un altro viaggio".
"E lei ritiene che Assur sia esente dai pericoli di quest'organizzazione?" chiede con tono spocchioso Fiona.
"Presumo di sì" commenta Tsadok. "Sembra non sapere che la Fredda Mano ce l'hanno in casa".

giovedì 17 dicembre 2015

0165 - pulizie per gli ospiti

"I morti possiamo lasciarli lì dove sono" commenta Miodrag, guardando i corpi dei due anziani servitori. "Potrebbero anche essere un diversivo per attirare l'attenzione della gnoma, così la prendiamo di sorpresa".
"Secondo me è controproducente" ribatte il chierico. "Potrebbe estrarre le armi di riflesso e rischieremmo di più. Meglio farli sparire".
Detto questo, Tsadok afferra la donna e l'uomo per le caviglie e li trascina lungo il corridoio, gettandoli poi giù dalle scale. I corpi rimbalzano sui gradini e si fermano nella cantina, scatenando le urla dei prigionieri.
"Questo è il tuo concetto di non attirare l'attenzione?" borbotta lo spadaccino. "Li avranno sentiti fino al porto".
Il chierico con un sorrisetto alza le spalle e comincia a creare acqua per sciacquar via il sangue dal pavimento. Miodrag scuote la testa e si avvicina al sergente, stupefatto dopo la scena dei cadaveri: "Ha visto che è arrivato un altro membro dell'organizzazione? Abbiamo fatto bene ad attendere qui".
L'uomo fissa stralunato lo spadaccino. "Ma ha visto cosa ha appena fatto il suo compagno?"
"Lo ammetto, è un comportamento poco ortodosso. Ma dobbiamo agire in fretta!"
"Dovrete spiegare molte cose al capitano. E, nonostante il vostro distintivo, non penso che eviterete facilmente la prigione".
"E perché? Tanto quelli sono morti, mica si lamentano. E facendo parte della Fredda Mano, si meriterebbero ben altro".
"Meglio che vada ad aiutare le altre guardie a tenere buoni quei poveretti uomini. Così non vedrò altre dimostrazioni... poco ortodosse".
"Già, è meglio" esclama Miodrag sorridendo.
"Non vedo l'ora che finisca questo turno di guardia..." mormora l'uomo.
Quando il sergente scompare giù dalle scale, lo spadaccino raggiunge il chierico, che sta riappendendo al suo posto lo specchio deformato dai colpi. "Il sergente aveva ragione. Non è stata la migliore mossa che tu potessi fare".
"Non importa" risponde serio il mezzorco. "Così possono vendicarsi dei torti subiti".
Fiona si avvicina. "Ora che conosciamo l'aspetto di quella gnoma, direi di chiedere al domestico se sa dirci chi è".
"Preferirei non scendere... Comunque presumo sia Ronika" ribatte Miodrag, dopo averci pensato un po' su. "A meno che non sia Iskra, ma dalle note sul foglio penso di poter escludere quest'eventualità".
"Ok, allora attendiamo il suo ritorno".

Dopo altre due lunghissime ore in cui il silenzio è rotto solo dal sonoro russare del chierico, qualcuno bussa alla porta. Miodrag sibila per imporre il silenzio, quindi si appoggia alla parete, subito imitato da Tsadok. Fiona indossa il cappello, riassume le sembianze della vecchia domestica ed apre la porta.
La gnoma squadra la vecchietta. "Sono rientrati?"
"Sì, li ho avvertiti del suo arrivo. La attendono al piano di sopra" balbetta la ladra. "Prego, entri pure".
Ronika scruta il volto del suo interlocutore, poi scrolla le spalle. "Fai qualcosa per quella gola, Biljana. Sembra quasi che tu abbia ingoiato un rospo".
La gnoma entra nel corridoio e si dirige su per le scale, ma saliti i primi due gradini Miodrag le balza addosso, affondandole entrambe le spade nella schiena. L'immagine della vecchia domestica si sfoca e scompare quando la ladra impugna l'arco e scocca un paio di frecce, che si piantano tra le scapole. La gnoma barcolla e si accascia sui gradini.

mercoledì 16 dicembre 2015

0164 - piano? che piano?

Il pomeriggio trascorre tranquillo mentre il gruppo attende nella cantina e cerca invano di ottenere altre informazioni dagli schiavi.
"Ma se qualcuno bussa alla porta" mormora Tsadok, "come facciamo a farlo entrare senza che sospetti nulla?"
"Potrei usare il mio cappello per camuffarmi da domestica" risponde Fiona.
"Ah, hai davvero un oggetto simile?"
"Sì, è molto comodo. Dovrò solo allenarmi a parlare come una vecchia".
"Ok, poi noi penseremo a neutralizzare gli eventuali membri della Fredda Mano".
Il familiare suono di qualcuno che bussa alla porta attira l'attenzione di tutti i presenti.
"Voi state giù con i prigionieri e cercate di non fare rumore" sussurra Miodrag al sergente, che risponde scuotendo il capo.
"Va bene, salga anche lei. Ma ordini ai suoi uomini di fare silenzio e... cerchi di non intralciarci".
La ladra indossa il cappello magico ed assume le sembianze della vecchietta, poi sale di corsa le scale insieme allo spadaccino ed al chierico, con il sottufficiale al seguito. Gli uomini si appoggiano al muro per evitare di essere visti. Il sergente fa per aprire bocca ma viene zittito da Miodrag, che con un cenno indica a Fiona di aprire l'uscio. La mezzelfa apre la porta e si trova davanti una bassa e magra gnoma, vestita con un'armatura di cuoio tinta di nero.
"Buonasera" gracchia la ladra con voce stridula.
"Dov'è Atanas?"
"E' fuori".
La donna socchiude gli occhi e fissa intensamente la vecchia. "Non esce mai".
"Non so cosa dirle... è uscito senza dirmi nulla".
La gnoma sbuffa, scuotendo la testa. "Selina è in casa?"
"No, sono usciti assieme".
"Fra quanto tornano?"
"Non me l'hanno detto, mi spiace".
"Ripasso dopo" mormora la donna, voltandosi ed andandosene.
Fiona chiude la porta e si volta verso i compagni.
"Ma... ma... non dovevamo farla entrare e catturarla?" sbraita esterrefatto Miodrag. "L'hai fatta andar via!"
"Ehm... mi sono immedesimata troppo nella parte ed ho dimenticato il piano" esclama la ladra arrossendo. "Scusatemi!"
"E va bene così, non ci siamo ricordati di pulire questo macello" esclama Tsadok, indicando i due cadaveri e le macchie di sangue sulla parete.
"Era quello che volevo dirvi prima" borbotta il sergente.